Preti sposati? Ci pensa Silvio…

(dalla prima Lettera di Silvio al Papa)

Caro signor Bergoglio Santità, (ma posso chiamarti Francesco, vero?) sento dire spesso che i preti si lamentano perché non trombano perché la loro sfera affettiva è sbirolata e si vogliono sposare.
spos

Vedi, caro Santità, io non mi intendo molto di preti, ma di matrimonio sì. E’ un investimento importante e non sempre garantisce la soddisfazione dei clienti dei coniugi.

Prendere moglie costa molto. Costa la moglie, costano i figli (mica li mandiamo nelle scuole pubbliche piene di comunisti non sempre all’altezza delle aspettative!!!) e le figlie, che appena crescono vogliono vestirsi alla moda e gonfiarsi le tette curare il look…

Insomma ci vuole una barca di soldi per metter su famiglia e già adesso i preti rompono il cazz sono sempre lì a scuotere il bussolotto delle offerte.

Ti do un consiglio, Francesco mio.

Alla sfera affettiva dei tuoi preti ci potrebbero pensare le mie amiche.

Ne ho tante che, finita l’epoca della cene eleganti, non hanno molto da fare. Io istituirei un servizio a domicilio di pompin Assistenza Spirituale. Senza coinvolgimenti affettivi, senza complicazioni…

Naturalmente pago io. In cambio, quando ci saranno le elezioni… ci siamo capiti? 

A proposito, la sai quella del prete e della suora che finiscono in un albergo di montagna… (ah già, è vecchia!)

Beh, me ne verrà in mente un’altra e te la spedirò la prossima volta.

Meglio ancora: quest’estate vienimi a trovare e ci facciamo due risate.

Ciao!!!!!

Silvio

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COME VORREI CHE FOSSE QUI!!! (il gioco d’agosto)

Indichi il candidato (scrivendo in carattere stampatello) chi pronuncia le 5 parole del titolo, nonché l’oggetto del desiderio.

Ecco qualche esempio.

  • Ilda Boccassini, visitando il carcere di Opera. Silvio Berlusconi.
  • Un eterosessuale adulto. Jennifer Lawrence.
  • Un’eterosessuale adulta. Ryan Gosling.
  • Uno squalo. Un surfista particolarmente grasso.
  • Chiunque sta per chiedere un mutuo alla banca. Robin Hood.
  • Chiunque trova l’accesso al suo garage occupato da un suv. Un carro attrezzi.
  • Una mamma esasperata dai capricci dei figli. Erode il Grande.
  • John Watson nel maniero dei Baskerville. Sherlock Holmes.
  • Biancaneve. Una scatola di minipreservativi.
  • Io, quando ricevo la telefonata di chi mi invita a cambiare compagnia bla bla bla. Un telecomando che provochi un immediato, inarrestabile, devastante e contagioso attacco di diarrea a chi mi ha chiamato.
  • Fabio De Luigi nello spot sul detersivo. Chiunque sia in grado di eliminare la rompicoglionesca mamma.
  • Papa Francesco davanti a una cella di Castel Sant’Angelo. Tarcisio Bertone.
  • Francesco Piccolo. Enrico Berlinguer.
  • Matteo Renzi. Beppe Grillo, in umido con patate e piselli.
  • Gli albergatori della riviera romagnola. Il sole.

berli

Considerazioni sociopolitiche su THERMAE ROMAE; in appendice, anticipazioni su un altro APEG italiano.

Inserisco, dopo lunga riflessione, il film giapponese nella categoria al di sopra del BAH.

Non è da Oscar, intendiamoci. Ma si ride.

Le avventure dell’ingegnere romano Lucius (che viaggia nel tempo tra il II secolo e il Giappone di oggi) sono raccontate con un tono leggero, ma non farsesco.

Immagino come sarebbe stata realizzata in Italia una storia così. Ve le ricordate le porcherie vanzinesche di A SPASSO NEL TEMPO?

Se non avete visto quei due sedicenti film meglio per voi. Ma se li avete visti non c’è bisogno di spiegare perché THERMAE ROMAE mi sembra appartenere a un altro pianeta.

Ora, se ne avete il coraggio, oltrepassate l’immagine. Ho un paio di cose da aggiungere.
romae
Prima cosa. Hanno girato a Cinecittà e dintorni.

Comparse, macchinari e tecnici italiani. Regista, attori e soldi giapponesi.

In questi tempi (grami) l’afflusso di yen è graditissimo. Se ne facciano altri cento!!!

Seconda cosa. Se Lucius Modestus, trascinato dalla corrente dell’acqua, fosse finito nell’Italia di oggi cosa avrebbe trovato?

Gli idromassaggi e il bidet li abbiamo anche noi. Ma avrebbe trovato anche tanta sporcizia.

E non mi riferisco solo alle nostre città, sempre più imbrattate e sommerse dai rifiuti (succede anche a Bologna, mi dispiace dirlo), ma a forme di degrado morale molto più gravi.

  • Una processione religiosa passa davanti alla casa di un boss malavitoso e gli rende plateale omaggio. Avete visto le interviste agli abitanti del paese? “Io non so niente, io non c’ero, non ho visto…”
  • Un tale, dopo aver provocato un naufragio e la morte di decine di passeggeri, NON è in carcere ma a casa sua. Possibile che la coscienza gli permetta di dormire?
  • Un altro furfante, condannato in via definitiva all’interdizione dai pubblici uffici, viene ricevuto dal Presidente del Consiglio e tratta con lui sulle riforme alla Costituzione.

Servono altri esempi?

In sintesi, un romano dell’epoca di Adriano proverebbe un certo disgusto nella vita della Roma di oggi. Penso che farebbe di tutto per tornare là…

Vabbé, oggi non sono di buon umore.

Nel prossimo post proporrò un altro esempio di APEG (avrebbe potuto essere grande).

Un attore italiano, ormai in pensione, che si è buttato via in decine di filmetti; ma quando ha lavorato con registi di buon livello (Nanni Loy, Franco Brusati, Luigi Zampa, Luigi Magni, Carlo Lizzani ecc) si è dimostrato all’altezza.

Published in: on luglio 10, 2014 at 4:02 pm  Comments (2)  
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il sonno della ragione genera mostri

Colui-che-non-deve-essere-nominato ha perso una buona occasione per stare zitto.dorme

Capisco che se non hai dormito a sufficienza (con tutte quelle puttan quei sonni agitati…) non sei in grado di connettere. Ma, piuttosto che venire a sparare cazzate, STAI A CASA TUA!!!!!

Peggio di te, Silviuccio caro, ha fatto solo Ettore Gotti Tedeschi che, un anno fa, davanti a una platea esterrefatta raccontò una storiella in cui Hitler si presentava davanti alla porta del paradiso…

AH, NON SAI CHI E’ GOTTI TEDESCHI?

Poco male, ormai ci siamo dimenticati di lui. E io spero di vivere tanto a lungo da non ricordarmi più di te.

MA VA A DORMIRE, PIRLA!!!!!!!

MARION COTILLARD… (quale tra le tue interpretazioni sarà incorniciata come la migliore?)

Ho scoperto tardi questa bravissima attrice. Ma ora chi la molla più?

E, già che siamo in argomento, perché non dedicare un post al cinema francese degli ultimi anni?

Parbleu, che bravi!!!! Altro che cinepanettoni! Ci bagnano il naso sia nelle commedie che nel dramma!

Posterò, posterò presto. Ma adesso torno a Supermarion. Chiedendo scusa se trascuro molti film (imperocché non li ho visti)

  • UN’OTTIMA ANNATA (2006; Fanny, proprietaria di un bistrot, ammorbidisce il cuore di uno squalo della finanza; beh, non è solo merito suo: c’entrano anche i ricordi dell’infanzia e di Provenza il vino e il suol)
  • LA VIE EN ROSE (2007; impersonare Edith Piaf è impresa da far tremar le vene e i polsi; vi immaginate, qui da noi, un’attrice che si azzarda a interpretare Maria Callas o Anna Magnani?; premio Oscar)
  • NEMICO PUBBLICO (2009; Mary “Billie” Frechette era mezza indiana, mezza francese;  era la sweetheart di J. Dillinger, ma gli sopravvisse)
  • INCEPTION (2010; Mal è cattiva -dal latino malus, mala, malum– e l’interpretazione della Cotillard è stupenda; il che conforta la teoria che i “cattivi” sono più affascinanti dei buoni: dico bene, Jago?)
  • MIDNIGHT IN PARIS (2011; Adriana è stata modella di Modigliani, Braque e Picasso, ma giudica i ruggenti anni ’20 un’età decadente; alla fine sale su una carrozza e si ritrova tra Gauguin, Degas e Toulouse-Lautrec; cose che succedono a Parigi dopo la mezzanotte)
  • CONTAGION (2011; la dottoressa Leonora parte per la Cina; scoprirà che l’origine del terribile virus ha a che fare con una banana e il battito d’ali di un pipistrello?)
  • IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO (2012; premesso che questo titolo non allude a Silvio Berlusconi, vi rivelo che Miranda nasconde una doppia identità -ovvio: in questo film tutti nascondono qualcosa-; non è la cosa migliore di Marion, secondo me, però ha beccato un fantastilione di fantastiliardi)

marionpiafparis

la caduta dei giganti, romanzo

Chi mi conosce mi regala libri. Spende poco e mi fa contento.

Anche quest’anno si è accumulata sullo scaffale una dozzina di testi. Una biografia di Leopardi, ben scritta da Pietro Citati (la recensirò), l’ultimo romanzo di Umberto Eco (deludente), poesie di Ligabue, un saggio di Flores d’Arcais, un centone di citazioni cinematografiche ecc.

Ho letto per primo LA CADUTA DEI GIGANTI di K. Follett. Prima ho sorvolato a volo d’uccello le quasi 1000 pagine. Poi (deciso che valeva la pena recensirlo) l’ho riletto con molta attenzione.

Complessivamente è uno sforzo di romanzare la storia del XX secolo (questo volume parte dal 1911 e arriva al primo dopoguerra, seguiranno altri due) che merita rispetto, se non altro per la complessità dell’ordito.

Ma dal punto di vista puramente letterario è da seimenomeno.

Troppi personaggi, molti dei quali assolutamente dimenticabili o comunque di scarso spessore.

E gli succedono TROPPE COSE, decisamente troppe.

Faccio un esempio. Al conte Walter von Ulrich (giovane funzionario del ministero degli esteri tedesco) succede di

  • spiegare nel 1911 al nuovo re di Gran Bretagna che la Germania non ha intenzioni aggressive
  • assistere nel luglio 1914 all’incontro (riservatissimo!) tra il ministro degli esteri britannico e l’ambasciatore tedesco a Londra per scongiurare in extremis lo scoppio della guerra
  • partecipare nell’agosto 1914 (cosa ci fa un diplomatico nello Stato Maggiore del gen Ludendorff?) alla vittoria di Tannenberg
  • comandare un battaglione sul fronte francese; nonostante sia sposato, va personalmente in ricognizione tra i reticolati inglesi di notte (neanche al cinema succedono cose così…)
  • occuparsi in prima persona del viaggio Zurigo-Stoccolma-Pietrograd di Lenin; non solo consegna a Lenin una valigia di soldi, ma in seguito attraverserà più volte le linee del fronte per portare altri rubli (non poteva pensarci un altro?)
  • travestito da caporale va (da solo) nelle trincee russe a fare propaganda pacifista
  • ritorna a guidare un battaglione d’assalto sul fronte francese nel 1918 e ci manca poco che non vinca la guerra
  • fa parte della delegazione tedesca costretta a sottoscrivere la Pace

Chissà cosa gli toccherà nel prossimo volume, dove prevedo si parlerà di un certo Hitler…

Ma non è il solo personaggio che sta sempre al centro della scena.

C’è una giovane cameriera, che di nome fa Ethel Williams. PER CASO si trova al cospetto di GIORGIO V, gli dà (senza esserne richiesta) dei consigli utili su come affrontare una situazione critica, contemporaneamente diventa l’amante del conte Fitzherbert e (dopo altri eventi romanzeschi su cui sorvolo) viene eletta alla Camera dei Comuni.

Da ragazza madre a Membro del Parlamento in meno di sei anni. Un vero record, per quei tempi (adesso è facile, basta conoscere Berlusconi….)

Concludo. Non è il miglior romanzo di Follett (il migliore essendo, secondo me, I PILASTRI DELLA TERRA) ma neanche il peggiore.

Difficile definire il peggiore, ma certamente in ballottaggio c’è L’UOMO DI PIETROBURGO, ambientato (pensa un po’) nello stesso periodo storico, la vigilia della grande guerra.