Riassumo i film visti a gennaio (come? non ve ne può fregare di meno? ah…)

Sto diventando un pigrone. Sarà l’età..

Adesso mi concentro e butto giù un po’ di minirecensioni.

LOVE IS ALL YOU NEED (S. Bier) – I Beatles non c’entrano. C’entrano i limoni, il sole e il mare di Sorrento. L’amore trionferà? Sì e no. Un matrimonio salta all’ultimo momento, uno degli addetti al catering (faccia già vista in GOMORRA) bacia sulla bocca… (non ve lo voglio dire)

LA MIGLIORE OFFERTA (G. Tornatore) – Se non c’è un colpo di scena che thriller è? E qui, nel sottofinale, c’è una sorpresona con la S maiuscola. Grandissimo G. Rush. Chi ama la bellezza femminile in un quadro si metta in fila (fila non metaforica: in meno di un mese più di un milione di biglietti staccati)

CLOUD ATLAS (A. e L. Wachowski) – Perché non fate come P. Jackson che con un romanzo solo ci fa 3 film? Qui è il contrario: sei film fusi in uno (ovviamente lunghissimo). Mi chiedevo, uscendo dal cinema, come sarebbe riuscita S. Sarandon vestita da Santippe e T. Hanks come Ponzio Pilato. Dagli autori di MATRIX mi aspettavo qualcosa di meno noioso.

A ROYAL WEEKEND (R. Michell) – Roosevelt dietro le quinte. Mentre Hitler prepara il guerrone, lui beve, fuma come un turco e si fa fare le pippe. I reali inglesi sono due macchiette divertenti: lui (ovviamente) balbetta, lei inorridisce all’idea di mangiare gli hot dogs in mezzo a quei plebei. Belle le immagini della campagna, film tutto sommato dimenticabile.

DJANGO UNCHAINED (Q. Tarantino) – Gli ho dedicato una recensione e mezza. Voglio solo aggiungere che LO DEVI VEDERE (a meno che tu aderisca al buddismo o altra religione/ideologia nonviolenta). Scommetto su 2 OSCAR: fotografia e Cristoforo Waltz.

QUELLO CHE SO DELL’AMORE (G. Muccino) – Diversamente da LA MIGLIORE OFFERTA qui tutto è perfettamente prevedibile. Indovini subito che i due divorziati si rimetteranno insieme, che lui sarà assediato da tutte le 40enni del quartiere, che la partita finale sarà vinta con un golletto del figlioletto… Un regista dovrebbe ottenere il massimo dagli attori, ma qui C. Zetagions, U. Thurman e J. Biel sono assolutamente sprecate.

LINCOLN (S. Spielberg) – Bellissima la scena sul campo di battaglia disseminato di morti, ma poi la noia prevale. Le interminabili discussioni sul 13° Emendamento lasciano piuttosto freddo lo spettatore europeo. Però dobbiamo tener conto che in America Lincoln è venerato come un secondo Messia (il colpo mortale fu sferrato la sera di un venerdì santo).

PAZZE DI ME (F. Brizzi) – Se il Luca di NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI collezionava figuracce, ma era protetto da un gruppo di amiche/amici, questa volta il protagonista vive in un vero inferno di sorelle, mamme e nonne senza uno straccio di amico. Brizzi, devi impegnarti di più.

QUARTET (D. Hoffman) – Pepe, sorrisi e lacrime in una casa di riposo per cantanti e orchestrali (ne avessimo in Italia di case così…). Se in Francia hanno descritto la vecchiaia con una tragedia da Oscar (AMOUR), in GB il tema è trattato con i toni leggeri della commedia.

Domanda finale: quale mi è piaciuto di più? 

Se proprio volete saperlo, oltrepassate le immagini…giangousarush

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Siete già qui? Complimenti per la costanza.
QUALE IL MIGLIORE? Per me, LA MIGLIORE OFFERTA: il colpo di scena mi ha spiazzato completamente e questo fattore mi sembra decisivo.

DJANGO e QUARTET secondi ex-aequo.

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il sonno della ragione genera mostri

Colui-che-non-deve-essere-nominato ha perso una buona occasione per stare zitto.dorme

Capisco che se non hai dormito a sufficienza (con tutte quelle puttan quei sonni agitati…) non sei in grado di connettere. Ma, piuttosto che venire a sparare cazzate, STAI A CASA TUA!!!!!

Peggio di te, Silviuccio caro, ha fatto solo Ettore Gotti Tedeschi che, un anno fa, davanti a una platea esterrefatta raccontò una storiella in cui Hitler si presentava davanti alla porta del paradiso…

AH, NON SAI CHI E’ GOTTI TEDESCHI?

Poco male, ormai ci siamo dimenticati di lui. E io spero di vivere tanto a lungo da non ricordarmi più di te.

MA VA A DORMIRE, PIRLA!!!!!!!

Per la GIORNATA DELLA MEMORIA vi sconsiglio di usare a scuola SCHINDLER’S LIST

Un anno fa elencavo i film più famosi dedicati all’Olocausto e chiedevo agli eventuali lettori di scegliere il migliore.

Tra parentesi ha vinto TRAIN DE VIE.

Ma anche il filmone di Spielberg ha riscosso consensi. Piace molto anche a me.

  • Soprattutto NON E’ RETORICO; il protagonista è descritto come era nella realtà: un furbacchione, un figlien von mignotten, inizialmente cinico e capace di sfruttare le disgrazie altrui per procurarsi manodopera a bassissimo costo; poi, commosso dalla tragedia che si consumava attorno a lui, abilissimo nel proteggere i suoi dipendenti ebrei; insomma, un eroe senza frasi ad effetto, senza primi piani enfatici.
  • Inoltre mostra come IN TANTISSIMI CASI (a Cracovia, ma anche a Parigi, a Belgrado, a Salonicco) la deportazione degli ebrei NON suscitasse particolare dolore nei vicini di casa ariani: si liberava un appartamento, restava lì un buon mobilio, parte del guardaroba, una radio…  NON SEMPRE: ci sono stati casi in cui gli ebrei erano nascosti, c’è stato il caso della famiglia Frank, ma la crudele massima HOMO HOMINI LUPUS ha trovato puntuali conferme.

Ripeto: SCHINDLER’S LIST è’ un’opera di grandissimo valore, forse la migliore di Spielberg.

Ma è troppo, dannatamente troppo, LUNGO. Più di 3 ore. So, per esperienza personale, che l’attenzione della scolaresca non supera i 20 minuti, a meno che i protagonisti non siano loro coetanei (in lotta contro improbabili alieni, zombie o, come usa da un po’ di tempo, vampirelle innamorate).

Se proprio volete servirvi del dvd e siete bravi col telecomando, vi consiglio di eliminare tutta la parte centrale.

Fate vedere l’inizio, con le due candele che lentamente si spengono e SALTATE ALLA MEZZ’ORA FINALE: i dipendenti della fabbrica, ormai salvi, regalano un anello a Schindler (arriva l’Armata Rossa, tocca a lui nascondersi) con la scritta WHOEVER SAVES A LIFE SAVES THE WORLD ENTIRE
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TO ROME WITH LOVE, by W. Allen

Mi sono già occupato di questo film nell’Aprile scorso.

Ma non era una recensione vera e propria (non avevo lo sbattimento di approfondire il tema). Adesso sì, anche perché ho promesso di spiegare i motivi per cui mi è piaciuto così poco.

PERCHE’ lo hanno massacrato unanimemente i critici di REPUBBLICA, del GIORNALE e di IL FATTO QUOTIDIANO? Solo perché offre un’immagine alquanto squallida del popolo italiesco (romanesco e pordenonesco)?

Indubbiamente a noi dispiace che all’estero ci descrivano così. Un Paese delle Vacanze dove niente è serio tranne il cibo e l’opera lirica.

Però ce lo meritiamo. Quale contributo abbiamo dato alla cultura mondiale negli ultimi 25 anni? Quanti Nobel abbiamo ricevuto, tenendo conto che Capecchi è americano a tutti gli effetti? E chi ha organizzato i G8 del 1994, del 2001 e del 2008, essendo stato votato da milioni di italioti?

Scusate l’enfasi, ma dovevo sfogarmi…

Tornando a TO ROMEecc, ha cominciato a non piacermi fin dal TITOLO.

In prima battuta doveva essere un DECAMERONE POP. Ma, dear mr. Allen, i temi delineati da Boccaccio non sono tanto il sesso e la malizia delle donne MA L’INTELLIGENZA E L’ARGUZIA DEI PROTAGONISTI, capaci di cavarsela nei momenti peggiori… Cosa che in questo film NON SUCCEDE. MAI.

Poi si pensò a NERONE che, secondo la leggenda, cantava e pizzicava le corde mentre tutto andava a fuoco.

Forse era il titolo adatto a un paese grottesco come il nostro.

Forse Allen se avesse visto GOMORRA, invece che pensare solo a Fellini, avrebbe potuto girare una cosa seria invece di questi 4 siparietti…

Invece della tragedia abbiamo la FARSA. E oltretutto una farsa che non fa ridere.

A meno che non vi faccia ridere la battuta di Penelope Escort sul “lavorare stando sdraiati sulla schiena”

E ARRIVO AL NOCCIOLO.

La parola LOVE è ambigua in inglese come il suo corrispettivo italiano. Può significare dedizione, altruismo, capacità di sorridente sacrificio “ti ho preparato una cenetta coi fiocchi (anche se a me basterebbero i bastoncini findus)”, cercare un regalo originale per il nostro anniversario invece di cavarmela con due biglietti a teatro…. e può essere un sinonimo di SEX, come in questo caso.

Sarebbe stato un titolo più esatto HAVING SEX IN ROME. Non perché ci sia tantissimo sesso, ma perché le protagoniste SEMBRA CHE NON ABBIANO ALTRO DA FARE o per professione (Anna) o per hobby (Milly Monica ecc).

Mr. Allen, lei conosce troppo bene Freud per non sapere che chi trova simpatiche SOLO le putt le olimpioniche del materasso ha avuto una madre sessuofoba.

Oppure si chiama VANZINA.

Ma lei non è un Vanzino. E’ un grandissimo regista. Perciò la prego di utilizzare meglio attrici come P. Cruz o E. Page. Qui le ho viste MOLTO svogliate…

Infine, la domanda cruciale. QUALE DEI QUATTRO EPISODI MI E’ PIACIUTO MENO?

Hard to say.

Dopo l’immagine (notate anche voi che Woody è più depresso del solito? Forse si è reso conto che la ciambella non è venuta col buco…) elencherò e valuterò.
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SIETEANCORAQUI?

  1. IL GRILLO PARLANTE. Alec Baldwin mette in guardia un giovane ingenuo da Ellen Page: “E’ fasulla! Ti farà soffrire!” Si comporta un po’ come il fantasma di Bogart in PLAY IT AGAIN, SAM. Naturalmente il giovane non dà retta e ci casca con tutte le scarpe. Direi che questo è l’episodio migliore.
  2. OMAGGIO A “LO SCEICCO BIANCO”. Sposini arrivano dalla provincia. Lei finisce a letto con Scamarcio, lui viene stuprato da una escort (che deve aver sbagliato persona). Imitare Fellini è praticamente impossibile. Albanese sta a Sordi come Berlusconi sta a Benedetto Croce. Molti errori rossi e blu.
  3. CANTANDO SOTTO LA DOCCIA. Woody Allen vola a Roma per conoscere i futuri consuoceri. Solite battute sulla psicanalisi. Judy Davis (già applaudita da me come Comtesse de Noailles) è sprecata. Sprecato anche Fabio Armillato. Perché canta Ridi Pagliaccio? Ammetto che cantare Di quella pira l’orrendo foco nudo sotto la doccia sarebbe un controsenso. Seimenomeno.
  4. DALLE STALLE ALLE STELLE E RITORNO. Roberto Benigni (sprecatissimo) è un nessuno che inspiegabilmente la stampa e i tg trasformano in VIP. Poi nessuno se lo fila più. La prende male. Nel frattempo fanciulle disinibite fanno sesso con lui. Qui ci stava bene un accenno al nostro ex-lader (…scusate, ex-leader). E’ mancato il coraggio? L’episodio peggiore, secondo me.

Concludo dicendo che TO ROME WITH SEX, nel premio CHIAVICA D’ORO, ha avuto 3 punti negativi e due positivi (da Blabla e da Anna Nihil). TOTALE: -1

DJANGO SCATENATO

Dibbbattito da Gaetano (località Bovi Campeggi) sul tema: CAPOLAVORO?

Risposta unanime: NO

Come recensione è un po’ sbrigativa, me ne rendo conto. Perciò la rifaccio.

Abbiamo valutato, in attesa delle pizze (le abbiamo attese a lungo, per via che prima di noi era arrivata una comitiva di altri 14 pizzofagi) i pregi e i difetti dell’ultimo film di Q. Tarantino.

Pregi:

  • la FOTOGRAFIA (Oscar in vista)
  • la COLONNA SONORA (un mix affascinante di G. Verdi, Wagner, Elisa e Luis Bacalov; meritava una nomination, secondo me)
  • l’interpretazione (maiuscola e oscarnominata) di Christoforo Waltz, il bounty killer amico degli schiavi; tornerò sull’argomento.
  • l’apparizione di FRANCO NERO, nelle vesti di un elegantone italiano che si beve una tequila (per annegare i suoi dispiaceri) al Club Cleopatra (un specie di bordello nel Mississippi); chiede al dirty nigger che beve accanto a lui come si chiami: “D-J-A-N-G-O… la D è muta”; “lo so”; applausi in sala.

Difetti:

  • troppo lungo; troppi dialoghi; quando il tedesco racconta a Django di Brunhild e Siegfried SI VEDE BENISSIMO CHE DJANGO SI ANNOIA (si annoia lui, figurati noi)
  • in generale, la recitazione di J. FOXX (Django) è molto statica, direi svogliata; se vuoi imitare Clint Eastwood, caro Jamie, devi ancora mangiare molta polenta…
  • il gioco di parole tra Brunhilde e Broomhilda (in inglese broom significa scopa) forse fa ridere in America, ma qui non funziona
  • illogicità varie; una volta che I MAGNIFICI DUE hanno saputo dove LEI è stata venduta PERCHE’ PERDONO QUASI UN ANNO in giro per le montagne? RISCHIANO DI TROVARLA MORTA o comunque mooolto malridotta; e come fa uno CHE NON E’ MAI SALITO A CAVALLO a imparare così bene?

Vabbé… al cinema e a teatro non occorre essere logici. SE DOVESSIMO CANCELLARE LE INVEROSIMIGLIANZE John Wayne non sarebbe risalito in sella con tre pallottole in corpo e il padre di Amleto non verrebbe a raccontare al figlio che al country club Paradiso non l’hanno accettato…

In sostanza, il western, anzi il SOUTHERN di Tarantino è un bel film, ma NON arriva al livello dei BASTARDI SENZA GLORIA.

Mi accorgo che non ho parlato della TRAMA.

Lo farò dopo l’immagine. Attenzione! Rischio SPOILER!!!!

giango
IN SINTESI. Laggiù nel Montana, tra vacche e montoni, c’è sempre qualcuno… Scusate, ho sbagliato disco.

Negli stati del Sud (tra Texas e Tenessee) alla vigilia della guerra di Secessione. Da una parte gli schiavisti, coadiuvati da un KAPO’ nero di pelle e di anima.

Dall’altra gli schiavi, che trovano un inatteso aiuto nel dr. Schultz, bounty killer tedescodigermania.

E’ proprio Schultz a fare secco l’arcischiavista Di Caprio, ma poi ci lascia le penne.

Django è condannato a lavorare in miniera, cosa interessante se vuoi procurarti della dinamite.

Gran finale ammazza ammazza.

CONCLUDO DICENDO CHE Ch. Waltz sta a Tarantino come C. Eastwood sta a Leone. Ci voleva un regista veramente in gamba per rivelare la bravura di un attore fino allora sconosciuto.

Se i giurati dell’ACADEMYapprezzeranno il suo parlare affettato, il suo arricciare i baffi, insomma il suo porgersi come macchietta… Cristoforo Valzer beccherà un altro Oscar.

Published in: on gennaio 21, 2013 at 9:52 am  Comments (6)  
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in attesa di DJANGO, breve dissertazione su Nordisti e Sudisti nel cinema americano (e via divagando, tra CLOUD ATLAS e SCHINDLER’S LIST)

Ieri ho visto DJANGO SCATENATO. Domani lo rivedrò con gli amici.

Mi è piaciuto fino a un certo punto. Lunghi dialoghi, ritmo un po’ così (fino al crescendo finale rossiniano: bang bang bang boum strabouuum)

Aspettatevi una recensione come si deve per i prossimi giorni.

Intanto beccàtevi questa domanda.

Come ha visto la Hollywood classica il conflitto tra BLUE BELLIES nordisti e GREY PANTS sudisti? I primi titoli che mi vengono in mente sono

  • VIA COL VENTO (1939) in cui le simpatie vanno tutte ai sudisti
  • NASCITA DI UNA NAZIONE (1915) ottica ancora più sudista; i “buoni” mettono il cappuccio del KKK
  • SOLDATI A CAVALLO (1959): l’ottica è nordista (John Ford era un Yankee del Maine), ma si ammira il disperato coraggio dei sudisti
  • e poi c’è Buster Keaton in THE GENERAL (1927), dove il maldestro eroe non ha altra ambizione che indossare la divisa confederata (conditio sine qua non per baciare Annabelle); ma è un film comico e quindi non fa testo (sarebbe come se Grillo venisse preso sul serio).

Insomma, ho notato parecchie simpatie per il Sud schiavista.

Beh, Tarantino non ha proprio sentimenti del genere. La descrizione che fa del “vecchio sud” è raccapricciante: crudeltà, caos, fango e soprattutto l’obbrobrio della schiavitù.

Quando Candyland viene rasa al suolo nel fuoco d’artificio finale lo spettatore non può che rallegrarsi: “Se lo meritavano davvero, quei bastardi!”

Non c’è traccia quindi del qualunquismo italiesco del vero DJANGO (1966); l’eroe di allora (Franco Nero, che qui vedrete al bar del Cleopatra Club, nel Mississipi) non sbandierava ideali, ma voleva solo vendicare la moglie; le bande contrapposte di Jackson e Rodriguez erano egualmente composte da topi di fogna.

Qui invece esistono i “buoni”. Sono gli schiavi (a cominciare da Django e Broomhilda) e lo spettatore sa che presto verrà la loro liberazione a mezzo guerra.

Ne riparleremo.

Dovrei recensire anche CLOUD ATLAS, ma non ne ho voglia.

Forse perché sono rimasto alquanto deluso. Mi aspettavo molto di più dagli autori di MATRIX.

E’ venuto fuori una storia interminabile e malriuscita. Non voglio spingermi alle intemperanze verbali che ho letto in molti commenti (da Natalia Aspesi a Cannibal Kid), ma ribadisco: è raccontata male.

Infine, lasciatemi anticipare che presto posterò su SCHINDLER’S LIST.

Un anno fa lo avevo inserito tra i migliori film dedicati all’OLOCAUSTO. 

Lungo anche questo (più di 3 ore) e perciò inadatto ad essere proposto nelle scuole (lo dico per esperienza diretta); è spesso citato, anche da chi non l’ha visto.

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CHIAVICHE INTERNAZIONALI (da K. “Biancaneve” Stewart a Lincoln ammazzavampiri)

Alla mezzanotte del 31 prossimoventuro

  • scadrà il termine per pagare l’abbonamento tv (‘tacci loro!!!)
  • sarà calcolata l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
  • sarà assegnato il premio CHIAVICA D’ORO 2013

C’è ancora tempo per votare, dunque.

Ho già recensito PROMETHEUS, attualmente in testa.

Al secondo posto (ma può ancora rimontare) LA LEGGENDA DEL CACCIATORE DI VAMPIRI. Ma anche di questa TPB ho già parlato.

And what about BIANCANEVE E IL CACCIATORE, finora terzo in classifica? 

  1. La prima cosa da dire è che non l’ho visto! Confesso e non nego. Lo davano alla multisala Dundrum, ma non ci siamo andati…
  2. Però io mi fido del giudizio di Sailor Fede, il cui post qui riassumo: “sarebbe stato più interessante restare a casa a fissare il pavimento… lo spettatore si chiede perché in America non usino questo film come pena di morte… noioso, deludente… recitazione terribile…”
  3. Da parte mia posso ipotizzare il motivo per cui Kristen Comesichiama è tanto ammirata (ho le prove) dalle squinz teenagers di mezzo mondo. “Se una così ha sfondato e (a 20 anni) incassa quasi come Veronica da Macherio CHIUNQUE con un po’ di culo CE LA PUO’ FARE”

Infine bisognerà recensire TO ROME WITH LOVE. Ma oggi non ho proprio lo sbattimento di farlo.

Lo farò alla prossima occasione.

Per ora mi limito a citare PERSO GIA’ DI SUO (un blogger che ho imparato ad apprezzare da poco): “questo film non sembra diretto da W. Allen, anzi non sembra proprio girato da un regista professionista… la fotografia è scadente e gli attori mediocri; e parliamo di attori come P. Cruz, E. Page e J. Einsenberg, nettamente inferiori alle loro prestazioni abituali; meglio tendere un velo pietoso sulle apparizioni di attori italiani…”

biancanevelincoln

Demi vs Margherita

Questa volta metto a confronto due attrici nate entrambe nel 1962

Anyone younger? La volta prossima proporrò una coppia di trentenni….

Cominciamo (sempre per ospitalità) da Demetria Guynes, in arte Demi Moore.

La sua filmografia comprende opere di buon livello e clamorosi bidoni, cosa che le ha procurato alcuni RAZZIE AWARDS (che sono gli Oscar al contrario)

  • GHOST (1990; Molly è inconsolabile per l’uccisione del suo adorato Sam; il quale riesce a comunicare con lei e l’aspetterà in paradiso)
  • CODICE D’ONORE (1992; Joanne, capitano di corvetta, è incaricata dall’U.S. Navy di indagare su un fattaccio successo a Guantanamo; l’uniforme le sta da dio)
  • PROPOSTA INDECENTE (1993; fresca sposina, Diana è insidiata da un miliardario; “un milione di dollari per una notte”, roba che neanche Silvio; nomination al RAZZIE, ma il “premio” andò a Madonna)
  • RIVELAZIONI (1994; Meredith, alto papavero di una megaditta, cerca di farsi Tom, che è anche sposato; siccome lui non ci sta, lo accusa di molestie sessuali; la sozzona sarà sbugiardata)
  • LA LETTERA SCARLATTA (1995; Hester, nella Boston dei Fondatori, resta incinta del Reverendo; scordatevi del romanzo, perché il finale è clamorosamente diverso; nomination al RAZZIE)
  • STRIPTEASE (1996; Erin, spinta dalla necessità, si spoglia su un palcoscenico di Miami; le riunioni del mio condominio sono più erotiche dei suoi numeri; dopo tanti tentativi arriva il RAZZIE, pienamente meritato)
  • SOLDATO JANE (1997; il tenente Jordan vuole entrare nei famosi NAVY SEALS; i comandanti della Marina fanno di tutto per impedirglielo; lei è tosta e alla fine andrà a combattere nel deserto della Libia; secondo RAZZIE)
  • MARGIN CALL (2011; Sarah è un pezzo grosso di una megabanca sull’orlo del precipizio -le allusioni a Lehman Brothers sono evidenti-; un ruolo ben interpretato in un film che rivedo con molto interesse)

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Passiamo alle interpretazioni dell’italiesca Margherita Buy. Cito qui solo i film che ho visto, lasciando a chi passasse di qui la libertà di segnalarne altri.

  • MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO INCONTRATO (1992; Camilla, attrice un po’ schizzata, conosce un musicologo -Carlo Verdone-; ritrovatisi in Inghilterra, dove lui raccoglie materiale per una biografia di J. Hendrix, lei ne combina di tutti i colori)
  • PRESTAZIONE STRAORDINARIA (1994; Clara è quella che Giacobazzi definisce “trentenne d’assalto”; tenta di sedurre un sottoposto: sembra la risposta italiana a RIVELAZIONI -vedi sopra- ma il finale è diverso)
  • VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE (1996; Olga, da giovane, si prese qualche libertà in località Porretta Terme -c’era andata per questioni ginecologiche-; buon ruolo in un romanzo che mi piace pochissimo)
  • CATERINA VA IN CITTA’ (2003; Agata è la moglie, apparentemente tonta, di un professore velleitario e instabile -Sergio Castellitto-; alla fine il prof se ne va di casa, ma va bene così…)
  • IL CAIMANO (2006; Paola è la moglie infelice di un produttore -Silvio Orlando- che vuol fare un film su Voi-sapete-chi; il progetto va a puttane e Voi-sapete-chi anche)
  • COMMEDIASEXI (2006; Dora è la moglie ipocondriaca dell’autista di un deputato sozzacchione; l’autista diventa un personaggio del gossip -va anche da Vespa- e Dora butta via tutte le medicine)
  • GIORNI E NUVOLE (2007; un imprenditore -A. Albanese- scende dalle stelle alle stalle; sua moglie Elsa rimane con lui: questo è amore, cazzo!)
  • LO SPAZIO BIANCO (2009; Maria -non più giovanissima- ha partorito precocemente una bambina; lunghe silenziose attese e bellissimi primi piani filmati da Francesca Comencini)
  • MATRIMONI E ALTRI DISASTRI (2010; Nanà, single, sorella maggiore di una scemotta; deve organizzare il matrimonio tra la scemotta e un volgarone -F. Volo-; scopre che il volgarone non è poi così male)
  • HABEMUS PAPAM (2011; una psicoanalista si occupa di un vecchio -M. Piccoli- che voleva tanto fare l’attore, ma gli è toccato un mestiere che lo riempie di panico)
  • MAGNIFICA PRESENZA (2012; Lea era un’attrice; uccisa dai fascisti nel 1943, rimane come fantasma in una palazzina di Monteverde e insegna a un aspirante attore -E. Germano- a sbloccarsi)
  • IL ROSSO E IL BLU (2012; Giuliana è la preside di un liceo romano dove non funziona neanche la fotocopiatrice, manca la carta igienica ecc; tanto stress; meno male che a casa l’aspetta Gene Gnocchi che cucina con tanto amore)

fantasma

Ciao, Mariangela

Lo scorso 7novem avevo elencato in un post le migliori attrici italiane.

Tra la Massironi e la Mezzogiorno avevo notato che MARIANGELA MELATO “…appartiene alla generazione di Claudia Cardinale e di Monica Vitti… ma non me la sento di mandarla in pensione”

Cara Mariangela, ci mancherai. Appena ho saputo, verso le 12 e 30, sono andato a vedere se avevo qualche tuo dvd. Però non ho trovato LA POLIZIOTTA, né IL GATTO, né DIMENTICARE VENEZIA, né DOMANI SI BALLA…

Ragion per cui ho celebrato la tua bellissima voce con un film anglocanadese LA DIVA JULIA, in quanto la protagonista (interpretata da Annette Bening) l’hai doppiata tu.

“Eri la mia terra, eri la mia luna e tutte le stelle del firmamento… addio, amore mio!”julia

Notizie dal Premio CHIAVICA 2013 (cominciando da PROMETHEUS)

Prima del mio chiavichesco premio al peggior film del 2012, voglio dire 2 parole sul TORNEO DELLE ATTRICI.

Accostare l’italica Sandrelli a Susan Sarandon è stato impietoso. QUATTRO A ZERO per Susan (biba, Lidia, pensierini e lilian così sentenziarono).

Vediamo se il prossimo match sarà più equilibrato. Un’attrice italiana e un’americana entrambe nate nel 1962; capito, no?

Ciò premesso, parliamo di chiaviche.

PROMETHEUS (regia di Ridley Scott) è attualmente in testa alla classifica, NEL SENSO CHE E’ RITENUTO IL PEGGIORE DEI PEGGIORI.

Lo avevo spernacchiato in data 20settem ultimo scorso. Ma meglio di me ha fatto Cecilia, con la raffinatezza e la concisione che le sono proprie.

Per cui, da quel pigrone che sono, cito il suo giudizio (tu permetti, vero?).

“PESSIMO, DA SCONSIGLIARE. Uno dei film più inutili e rivoltanti della storia del cinema, con immagini fredde ed eleganti che però non hanno niente di nuovo… Come Ridley Scott sia riuscito a fare un film così francamente brutto, pur con bravi attori, mezzi notevoli e buona colonna sonora rimane un mistero: miracoli di una sceneggiatura disperante”

Da parte mia, sintetizzo la TRAMA. Così potrete fare bella figura citandolo davanti a un piattone di salumi e crescentine SENZA AVER SUBITO LO STRAZIO DI VEDERLO (oltretutto non finisce mai…)

Un semidio in mutande si beve un Amaro Montenegro sulla riva di un lago islandese. Si dissolve in miliardi di cellule e dà origine alla vita del nostro pianeta. Per evitare che i Semidei vengano a sapere dell’esistenza di Fabrizio Cicchitto e vengano a distruggere la loro opera viene inviata un’astronavona con a bordo scienziati particolarmente scemi, un vecchio miliardario bavoso (viene da Arcore?), la di lui figlia e un androide di cui un’archeologa pian pianino si sta innamorando (almeno, se la sposa, non dirà che la mamma cucinava meglio…)

Basta così. Sono già le 9 e 53 e non ho ancora rifatto il letto.

Ci risentiamo lunedì, parlando di queste qui.
gostrosso

Published in: on gennaio 10, 2013 at 10:54 am  Comments (3)  
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