CHE LA FESTA COMINCI, romanzo

Non è il migliore tra i romanzi di Niccolò Ammaniti, ma si legge volentieri.

E’ una storia irreale, grottescamente irreale. Come in certi romanzi di Stefano Benni (Baol, La compagnia dei celestini, Spiriti) ci sono molti personaggi (troppi, secondo me) e una trama intricatissima. Ma, una volta che hai cominciato, non ti stacchi più.

Personaggi principali:

  • lo SCRITTORE FAMOSO (autobiografico, ci scommetto la bici): da anni vive di rendita sui suoi primi successi, non riesce più a scrivere perchè “gli piacciono molto le donne” (come a un Savoia di tempi migliori) e passa da un innamoramento all’altro.
  • il TRIMALCIONE (stramiliardario megalomane) che vuol sbalordire Roma con una festa-safari strampalata e affollatissima: “C’era mezza televisione, mezza serie A e c’era una densità di figa per metro quadrato che quasi stuccava… labbra tumide come totani in umido, seni tondi come cupole del Brunelleschi…”
  • il GRUPPO SATANICO: quattro burini di Oriolo Romano che si imbucano nella megafesta per uccidere ritualmente Larita, una cantante alla moda (che, essendosi convertita dal Satanismo al Cristianesimo, è considerata una traditrice da sgozzare senza pietà).

Come va a finire? Se proprio volete saperlo, andate in fondo. Dopo l’ippopotamo.

Cambio leggermente discorso (così, se volete, potete girare pagina). Nell’altro blog (quello kataweb) qualche giorno fa ho avanzato l’ipotesi che i “semi” delle carte da briscola abbiano a che fare con i Vangeli.

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/02/22/briscola-ovvero-il-mistero-dei-semi/

Mi sono documentato e ho trovato conferme.

Le carte da gioco, come le conosciamo oggi, nacquero come sintesi delle due grandi istituzioni del Medioevo: la Chiesa e l’Osteria. Niente di strano se le Coppe (il calice dell’Ultima Cena), i Denari (il compenso di Giuda) le Spade e i Bastoni (usati nella cattura di Gesù) siano diventati i protagonisti del Libro delle 40 pagine.

E adesso vi racconto come finisce il romanzo.


Nelle catacombe, sotto il grande parco di Villa Ada, vive una stranissima comunità.

Nel 1960, al termine delle Olimpiadi di Roma, decine di atlete e atleti dell’URSS scelsero la libertà. Temendo di essere rimpatriati a forza dalle autorità italiane (e questa è solo una delle tante illogicità di questo romanzo) si nascosero nelle catacombe di Santa Priscilla… per 50 anni. La tribù degli ex-sovietici aumentò (prolificando gli atleti) e tirò a campare, nutrendosi dei rifiuti (soprattutto avanzi di merendine e pizze) dei frequentatori del parco.

In seguito si convinsero che Roma era stata invasa dai comunisti e che STAVANO CERCANDO PROPRIO LORO. Con la forza della disperazione decidono un contrattacco, uscendo allo scoperto proprio durante la festa. Ciò provoca una strage, aggravata dal collasso delle dighe che impedivano all’acqua del Laghetto di invadere il sottosuolo.

Molti partecipanti della festa trimalcionesca muoiono (uccisi dagli uomini venuti da sottoterra o annegati). Muore anche il padrone di casa; muore il capo dei satanisti (paradossalmente sacrifica la sua vita per salvare proprio Larita, la vittima designata) e il famoso scrittore sopravvive… così adesso avrà qualcosa di originale da raccontare.

Febbre gialla, romanzo…

…scritto da Carlo Lucarelli e pubblicato da EL nel 1997.

Un buon romanzo, almeno secondo i lettori di Bookland che gli hanno attribuito voti più che positivi.

La storia si svolge a Bologna, tra la Questura (il protagonista è un “agente scelto” della Mobile e racconta in prima persona), la chiesina della stazione (è nel piazzale est, ho controllato) e una cantina (in via Santa Caterina) in cui avviene lo scontro finale: da una parte due tipacci della mafia cino-bolognese e dall’altra il protagonista, Sui (un’improbabile poliziotta cinese) e 15 cinesini inferociti.

Complessivamente, una cop story sullo sfruttamento del lavoro minorile, scritta con un linguaggio originale (ne do un saggio 3 righe più sotto) che piace ai giovani. Anche quest’anno chiederò a chi ha letto FEBBRE GIALLA di dare il voto, e credo proprio che la media sarà alta.

“Nei gruppi musicali di solito le cose vanno così: chi non sa suonare niente suona il basso e chi non sa suonare nemmeno quello canta. Todeschini cantava, io suovavo il basso… il batterista era uno skinhead rasato e tatuato che picchiava sempre e comunque come un fabbro (una volta picchiò così forte che si spaccò un polso). Musicalmente facevamo schifo. Ma no schifo… SCHIFO!!!”

 

Published in: on febbraio 24, 2010 at 10:46 pm  Comments (3)  
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in ricordo di Fabrizio

Distratto come sono, mi era sfuggito l’anniversario di Fabrizio De André.

Per essere perdonato inserisco qui una delle sue canzoni.

Non è la più conosciuta, forse non la più bella. Ma a me sembra molto significativa, con questo secondino che implora i favori del boss camorrista “che dà conforto e lavoro”.

E molto attuale.

Published in: on febbraio 23, 2010 at 8:08 am  Comments (4)  
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due film per stasera

Come ho elencato in altra sede CI SONO TANTE BELLISSIME OPPORTUNITA’ per passare bene la serata (e per evitare il polpettone sanremese): giocare a carte con 3 amici, ballare il tango, andare alla trattoria LA CESOIA e mangiare il frittomisto all’italiana ecc.

Ma se MALAUGURATAMENTE i reumatismi (od altro motivo) vi impediscono di uscire o di ballare, segnalo due film che (ciascuno nel suo genere) sono una valida alternativa alla noia.

PRIME è una deliziosa commedia newyorkese sul classico tema del TRIANGOLO: LEI è una 37enne in crisi (Uma Thurman, sempre brava), l’ALTRA è la psicanalista che l’ha in cura (Meryl Streep, bravissima) e LUI è il figlio (un po’ bamboccione) della psicanalista.

Provate a immaginare cosa prova l’ALTRA (che sa) quando LEI (che non sa) la informa che LUI è parecchio disinibito a letto…

Tutt’altro genere: PROFUMO, STORIA DI UN ASSASSINO. Nella Francia del ‘700 il garzone di un profumiere diventa un gelido serial-killer: uccide 13 ragazze bellissime per trarre dai loro cadaveri un profumo afrodisiaco di potenza incredibile.

Non vi racconto come va a finire (se mai lo scrivo nei tags), ma vi garantisco che come horror è ben riuscito.

tre film in febbraio

An education è un bel film inglese, candidato a 3 Oscar (miglior film, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura).

LEI è una 17enne che sogna di potersi iscrivere a Oxford. Incontra un fascinoso affarista con una coupé rossa, perde la testa, non vuole più andare a Oxford. Preparate i fazzoletti per il finale.

Tra le attrici non protagoniste ho notato la grande EMMA THOMPSON (è la preside) e Rosamund Pike (in Orgoglio e pregiudizio era Jane, la bellissima sorella di Lizzie Bennet).

IL CONCERTO è una coproduzione franco-romena, diretta da Radu Mihaileanu, quello di Train de vie. Con il quale Trainecc ha in comune l’umorismo e l’ottimismo: anche le imprese più impossibili possono riuscire, l’importante è non rassegnarsi alla sconfitta.

LUI è un poveraccio. Era stato “direttore di grande orchestra di Bolshoi”, ma lo avevano retrocesso a uomo delle pulizie ai tempi di Bresnev.

Per un puro caso (intercetta un fax che era diretto alla “vera” orchestra) finisce con l’esibirsi con i suoi vecchi amici concertisti in un grande teatro di Parigi. Nonostante siano un po’ arrugginiti, il mestiere e la magia della musica funzionano. Applausoni e lacrime (si viene a sapere di chi è figlia la solista).

Infine, un film italiano. Dieci anni fa mi era piaciuto molto L’ULTIMO BACIO, ma questo sequel mi ha un po’ deluso. E’ un dramma, più che una commedia. Anzi un MELODRAMMA: ci sono tutti gli ingredienti classici, tradimenti gelosia uno si spara gravidanze a go-go (niente precauzioni?) un probabile cancro al cervello…

Diciamola tutta. Sembra una soap opera, tipo SENTIERI o BIUTIFUL. Primi piani in eccesso, sequenze brevissime, dialoghi scontati: ti devo parlare, dimmi, sono incinta, ah!, non mi chiedi di chi?…

Per non parlare delle marchette pubblicitarie. Tutti vanno in giro con auto nuove e lucide (Italia del benessere…): ho notato una BMW, una Mercedes, una Lancia Ypsilon (e non sono un buon osservatore), nessuna delle quali aveva un’ammaccatura o uno schizzo di fango. Per non parlare di Actimel (che rinforza le difese naturali dell’organismo…) su cui si diffonde il pubblicitario Stefano Accorsi.

Gli attori, però, sono bravi e professionali. Soprattutto la Impacciatore e Piefrancesco Favino. 

Concludendo. Muccino, ti vogliamo bene. La volta prossima puoi fare di meglio. Stacce (voce del verbo “starci”).

the king is a fink

Uno dei più famosi fumetti americani degli anni ’70 (The Wizard of Id) metteva in scena una surreale figura di despota medioevale, un re senza nome, basso e iracondo.

Intorno a lui una corte sgangherata: il Mago di corte, il Giullare, il balordo cavaliere Rodney, il carceriere ecc

Dobbiamo ritenere che Johnny Hart alludesse profeticamente a un noto leader italiano, la cui statura ne fa “il miglior capo del governo degli ultimi 150 anni”?


Published in: on febbraio 15, 2010 at 12:48 am  Comments (1)  
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il re è un babbeo

(a Carnevale ogni scherzo vale)

Published in: on febbraio 12, 2010 at 12:25 pm  Comments (5)  
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Tra le nuvole …NON è una commedia!

Questo film (diretto da Jason Reitman) è stato catalogato da alcuni (D’Agostini, Mereghetti e Lietta Tornabuoni, ad es.) come commedia.

Mi permetto di dissentire. Questo è un dramma, altrochè commedia!

  • dramma di chi perde il lavoro (sentendosi dire “il suo posto non è più disponibile” o altri eufemismi): c’è chi scoppia in lacrime, c’è chi mormora “e adesso cosa dirò ai miei figli?”, c’è chi promette di gettarsi dal ponte (e lo farà), c’è chi minaccia vie legali… Può essere interessante sapere che negli USA ci sono squadre di specialisti (un po’ psicologi, un po’ truffatori) che si spostano da un’azienda all’altra per dare queste belle notizie “indorando la pillola” perchè i dirigenti delle aziende “non hanno le palle per affrontare i loro dipendenti”
  • dramma della solitudine: il protagonista di questo film (uno degli specialisti di cui sopra) non vuole legami, non vuole figli, non ha una casa vera e propria… e teorizza la propria “teoria dello zaino vuoto” in applaudite “conferenze motivazionali”; il solo ideale della sua vita sembra essere quello di superare i 10milioni di miglia di volo (che la riconoscente compagnia aerea premierà con un superbonus); solo alla fine della storia sentirà il desiderio di “riempire lo zaino”, ma… (se proprio volete sapere come va a finire, aspettate dopo il video)

 TRA LE NUVOLE è candidato a 6 OSCAR

  1. miglior film (non credo che abbia chanches contro il pompatissimo Avatar)
  2. miglior regia (perchè no?)
  3. miglior attore (Clooney è molto bravo e ha una bella voce, ma contro Jeff Bridges, Colin Firth e Morgan Freeman sarà moooolto dura)
  4. miglior attrice non protagonista (Vera Farmiga, già vista nel BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE, è brava ma non da Oscar)
  5. miglior attrice non protagonista (Anna Kendrick è una giovane promettente -ha avuto una parte secondaria in Twilight-: magari potrebbe essere premiata a sorpresa)
  6. miglior sceneggiatura (perchè no?)

Beh, se proprio volete saperlo… il protagonista si ritrova a SALVARE IL MATRIMONIO della sorella, spiegando al potenziale cognato che vivere soli sarà bello, ma nella vita “ci vuole un copilota”; è talmente eloquente che convince anche se stesso, per cui corre a Chicago in cerca della sua ultima fiamma (ma lei è sposata con prole: lo aveva usato per “una botta e via”…). In conclusione, il povero Clooney si trova solo e triste, con i suoi (ormai inutili) 10.000.000 di miglia, 40 volte il viaggio Terra-Luna. E tutto ciò… PERCHE’?

The prestige

Film del 2006, diretto da Christopher Nolan. Ho il DVD e l’ho tirato fuori (per rifarmi la bocca) durante una noiosa mattinata appesantita dal raffreddore.

Avviso per i naviganti. E’ un film crudele: crudele e difficile da decifrare …se non siete degli esperti enigmisti farete fatica a capire il finale.

Due protagonisti:

  1. Mr. Angier (d’ora in poi, il Magoricco), interpretato da Hugh Jackman
  2. Mr. Borden (d’ora in poi, il Magopovero), interpretato da Christian Bale

Ah, dimenticavo un piccolo (ma importante) particolare: all’inizio, proprio mentre sullo schermo compare il titolo, si vede un prato di montagna dove sono sparsi cappelli a cilindro. Decine di cappelli perfettamente uguali. Solo alla fine scopriremo il significato di questa inquadratura.

La vicenda prosegue con un processo per omicidio. Magopovero è accusato di aver provocato la morte di Magoricco, tra le quinte del teatro in cui si svolgeva il Grande Spettacolo.

Magopovero è condannato a morte. Alla vigilia dell’esecuzione, riceve la visita di un ricchissimo Lord e riconosce in lui Magoricco (che era morto e sepolto). “Se tu non sei morto, io non sono colpevole!” grida. Ma non gli serve a nulla: Magopovero muore sulla forca.

Subito dopo, Magoricco (il Lord) viene ucciso con colpo di pistola da Magopovero (ma non era morto anche lui?). E tutto viene spiegato (compresi i cappelli sul prato): se volete sapere la soluzione ve la dirò dopo il video.

Se invece non volete saperla, arrivederci al prossimo post.

Devo aggiungere che ho semplificato molto. In due ore succede di tutto: trucchi inganni tradimenti annegamenti, un colpo di pistola spezza due dita, una moglie si toglie la vita, Magoricco va tra le montagne del Colorado per incontrare il dott. Tesla (David Bowie) e conoscere la sua incredibile scoperta: il teletrasporto.

Più esattamente la Macchina di Tesla SDOPPIA gli oggetti (ad esempio i cappelli a cilindro), i gatti e gli esseri umani. E ne fa apparire una copia perfetta a 30 metri di distanza.

Già, gli esseri umani. Poichè Magoricco sperimenta la Macchina su se stesso, si ritrova davanti il suo Doppio e lo uccide immediatamente. Come ucciderà ogni sera, durante il suo numero in teatro, innumerevoli Doppi (annegandoli in una vasca alla Houdini): la strage verrà interrotta solo dal colpo di pistola di cui sopra, sparato da uno dei DUE Maghipoveri.

Perchè sono DUE, gemelli indistinguibili: uno è stato impiccato, il gemello lo vendica.

Ehm… ve l’avevo detto che non è un film da Vigilia di Natale…

Published in: on febbraio 9, 2010 at 9:25 am  Comments (6)  
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Sarastro

Mi sono divertito a parodiare AVATAR due settimane fa

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/01/24/avatar-ovvero-balla-coi-pterodattili/

Torno sull’argomento da un’altra angolazione (e perdonate se sarò un po’ serioso): il protagonista del film si infiltra tra i nativi di Pandora che inizialmente vede come IL NEMICO; sono dei selvaggi che impediscono il progresso portato dai terrestri. Dopo qualche mese la sua prospettiva si capovolge: i nativi (con cui si è integrato alla grande) sono i “buoni” e i Terrestri (avidi e brutali) sono “i cattivi” da cui deve difendere il suo nuovo popolo.

E’ UN TEMA CLASSICO. La prima analogia che viene in mente è con BALLA-COI-LUPI, ma c’è un precedente molto più antico.

Nel FLAUTO MAGICO (1791) assistiamo a un “rovesciamento di prospettiva” simile. Tamino (il protagonista) ha ricevuto la missione di strappare Pamina (figlia della Regina della Notte) a un malvagio mago, chiamato Sarastro.

Ma comincia a dubitare di essere dalla “parte giusta” quando vede che Sarastro è un Sacerdote della dea Iside, nobile e saggio, circondato dalla stima di tutti.

Infine, la rivelazione: Sarastro è il padre di Pamina e si è separato dalla Regina della Notte perchè questa è una pazza omicida. Tamino sposa Pamina ecc

Quest’opera è uno dei capolavori di Mozart ed è conosciutissima a nord delle Alpi. Ispirandosi al “rovesciamento” di Tamino uno psicologo svizzero, Ludwig Binswanger, ha teorizzato un “processo di Sarastro” riscontrabile in chi, combattendo ciò che ha creduto il MALE, si accorge (spesso con grande difficoltà) di dover “bruciare ciò che ha adorato e adorare quello che ha bruciato”.

Insomma, convertirsi a una nuova prospettiva. Come il tenente Dunbar (Balla-coi-lupi) e il caporale Jake (Avatar). Ma, aggiungo io, ci vuole una non comune onestà intellettuale per essere capaci di farlo.

Conclusione: se vi piace Mozart e non vi spaventa la lingua tedesca, potete ascoltare il brano in cui Sarastro (il padre) conquista la fiducia e l’affetto di Pamina, sua figlia.