ALIEN contro IL PADRINO

“Nello spazio nessuno può sentirti urlare”

ALIEN. Effetti speciali (2 oscar), altissima drammaticità, l’horrore, la sensazione di non poter fare nulla per resistere al mostro. L’energica, intelligentissima Ripley riesce dove nessun altro riesce. A costo della vita.

E alla fine scopriamo che, se gli Alieni sono bastardi, i terrestri della Compagnia lo sono di più.

Insomma, INDIMENTICABILE. E tutte le volte che l’ascensore tarda ad arrivare MI VIENE IN MENTE RIPLEY CHE nel finale del secondo episodio ASPETTA L’ASCENSORE PER SFUGGIRE ALLA REGINA.

“Gli farò una proposta che non potrà rifiutare”.

THE GODFATHER. Grandi attori (un oscar a Brando, uno a De Niro), pathos, bellissima musica (da Nino Rota a Mascagni), improbabili mafiosi “buoni”, nel senso che gli altri mafiosi sono ancora peggio.

Lo schema è sempre quello (un classico, appunto): presentazione dei personaggi, storie d’amore quasi sempre INFELICISSIME (le donne dei mafiosi o saltano in aria o restano precocemente vedove), il Padrino sembra sul punto di essere schiacciato dalla concorrenza e infine UNA BELLA CARNEFICINA rimette tutto a posto.

DOMANDA FINALE: quale delle due storie acchiappa di più?

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Published in: on settembre 26, 2011 at 10:00 am  Comments (10)  
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IL DETECTIVE DEE (tra Alien e il Padrino)

Avevo promesso nel post precedente un confronto tra la saga del PADRINO e la serie di Alien.

Manterrò la promessa nel prossimo post. E’ molto difficile compararli.

Non solo perché di soggetto diversissimo (realistico l’uno, SF l’altro), ma anche perché le vicende di Michael Corleone e famiglia sono raccontate in tre film diretti dallo stesso regista.

Mentre Alien (1979) è di R. Scott, Aliens-lo scontro finale (1986) è di D. Cameron, Alien3 (1992) è di D. Fincher e Alien-La clonazione (1997) è di J. P. Juenet.

Oggi invece voglio dedicare qualche riga al Detective Dee, protagonista di un filmone medinciaina che mi ha lasciato piuttosto perplesso.

NON VOGLIO PARLARE DEL FILM (una cialtronata, una via di mezzo tra Indiana Jones e Angeli e Demoni). Voglio parlare proprio di lui: DEE JEN-DJIEH (Dì Rénjiè nella traslitterazione pinyin) un personaggio storico, vissuto nella Cina dei T’ang (VII secolo).

La sua bravura nell’investigare e nel giudicare ne fecero un personaggio leggendario. Ha ispirato romanzieri antichi e moderni, tra i quali l’olandese Robert Van Gulik.

Tra i miei “gialli” preferiti, infatti, I DELITTI DELLA CAMPANA CINESE occupa un posto d’onore. Nel quale romanzo l’onorevole magistrato (in realtà ha i poteri di un prefetto: può disporre della polizia e di reparti militari, arresta e scarcera personaggi di alto rango senza guardare in faccia a nessuno ecc) riesce a dipanare, grazie agli stessi metodi che fecero poi famoso S. Holmes, una matassa particolarmente ingarbugliata.

ATTENZIONE, però! Per chi volesse approfondire la conoscenza del personaggio, DEE non è un santo! Almeno secondo i criteri della moderna sensibilità.

Non solo ricorre alla pena di morte e alla tortura senza problemi (siamo nella Cina del VII secolo, ripeto) e al supercattivo della storia riserva la pena dello squartamento, ma trova un modo molto disinvolto di liberarsi di una ventina di corrotti monaci buddisti.

Li fa rinchiudere in una palizzata presso l’edificio delle carceri (con la scusa che non c’è posto nelle celle). Poi “dimentica” di mandare i soldati a sorvegliare, ben sapendo che i cittadini aspettano solo l’occasione propizia per linciarli… Alla fine arrivano i soldati: faranno molta fatica a distinguere l’abate dai monaci.

Published in: on settembre 19, 2011 at 5:13 pm  Comments (2)  
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C’è sequel e sequel…

Ho letto da qualche parte la hit parade che (secondo uno spiritosone) indicherà i film più visti del 2012

  1. AVATAR 2
  2. UNA NOTTE DA LEONI 3
  3. CARS 3
  4. KUNG FU PANDA 3
  5. MANUALE D’AMORE 4
  6. MISSION IMPOSSIBLE 5
  7. FAST & FURIOUS 6
  8. TERMINATOR 9
  9. TRANSFORMERS 47

e via sequelando.

Non mi meraviglierebbe. Le idee originali sono rare e i produttori non amano rischiare.

Meglio andare sul sicuro. Un film è andato bene? Sfruttiamo il successo con le stesse trovatine, gli stessi personaggi, lo stesso regista…

Qualche esempio

  • Oliver Stone diresse nel lontano 1987 WALL STREET, con Michael Douglas e Charlie Sheen. Li ha riutilizzati  in WALL STREET- IL DENARO NON DORME MAI. Dove il vecchio furfante Ghekko, scontata la pena di 8 anni (lì in America non fanno sconti, da noi sarebbe uscito molto prima) esce dal carcere e si rimette in pista vendicandosi di uno più furfante di lui (interpretato da Josh Brolin che abbiamo visto nelle vesti di W Bush). Sarebbe un bel film se non avesse un finale dolciastro che stona con la polemica anticapitalista del regista. E stona ancora di più la faccia da angioletto di Shia LaBeouf…
  • Dopo MEN IN BLACK (1997) Barry Sonnenfeld ha richiamato in servizio Will Smith e Tommy Lee Jones per MEN  IN BLACK II (2002). Stesso schema da videogioco, stessi effetti speciali, stesse battute su Michael Jackson. Direi che il secondo è meglio del primo: buffo l’ufficio postale gestito dagli alieni, gulliveresco il mondo contenuto in una cassetta di sicurezza alla stazione (e naturalmente scopriremo che il nostro mondo è a sua volta contenuto in una cassetta di un metauniverso), spassoso il canepoliziotto alieno. Ma non metterò comunque il dvd nello Scaffale dei Preferiti.
  • L’ULTIMO BACIO (2000) fu un successone (immeritato, secondo me) e 10 anni dopo G. Muccino riprende più o meno gli stessi attori per BACIAMI ANCORA. I personaggi che mi sembravano immaturi a trent’anni, a quaranta lo sono ancora di più: colpi di fulmine, tradimenti alla prima occasione, ancora colpo di fulmine, ancora tradimento… uno di loro si spara, gli altri sono tristi ma mica poi tanto… Spero proprio che questi attori (alcuni bravi: la Impacciatore, Savino, Accorsi, Santamaria…) trovino in futuro un copione migliore.

In sintesi, ci sono sequel malriusciti e sequel che vale la pena di vedere. Per ovvi motivi di spazio rimando ad altra data il confronto tra i CLASSICI che più ho amato

  • ALIEN e i suoi 3 seguiti
  • la trilogia del PADRINO

P. S. Ho risolto il problema dei Preferiti costruendo una nuova mensola.

P. MASTROCOLA contro il Giovin Signore

Paradosso. Dire una cosa irreale per alludere alla realtà.

SWIFT scrisse nel 1729 un saggio grottesco intitolato UNA MODESTA PROPOSTA.

Proponeva, con un tono molto serioso, di allevare (ingrassandoli bene) i figli delle poverissime famiglie irlandesi e venderli all’asta all’età di un anno per arricchire la mensa dei ricchi con la loro tenerissima carne.

OVVIAMENTE Swift non sosteneva il cannibalismo. Era mosso da un sincero sentimento di compassione per la miseria dei suoi compatrioti. E dallo sdegno per l’insensibilità dei dominatori inglesi.

Analogamente, nell’ultimo sfogo di Paola Mastrocola (TOGLIAMO IL DISTURBO, Guanda editore), si esortano i liceali italiani a cui non piace studiare a NON STUDIARE PIU’.

Anzi a non frequentare più il liceo, perché NON DOVREBBE PIU’ ESSERCI IL LICEO.

Nei capitoli finali (i più paradossali) si ipotizza un nuovo ordinamento delle scuole superiori.

Si dovrebbero istituire

  • la WORK-SCHOOL (w-scuola), per gli studenti che vogliono seguire le loro attitudini pratiche (stilista, antennista, estetista, mobiliere, cuoco ecc)
  • la COMMUNICATION-SCHOOL (c-scuola), per chi vuol dedicarsi ai linguaggi multimediali, al giornalismo, alle public relations ecc
  • la KNOWLEDGE-SCHOOL (k-scuola), per chi ama lo studio astratto, la speculazione teoretica, Wittgenstein, Tasso, Euclide, L’Edipoacolono ecc.

IMPORTANTISSIMO. Le ragazze e i ragazzi dovrebbero scegliere liberamente, senza che le rispettive famiglie mettessero il becco PER EVITARE LE ASF (Ambizioni Scolastiche Familiari).

Sono proposte paradossali (occorre spiegare il perché?). Come nel caso della MODESTA PROPOSTA di Swift, questo libro esprime un sentimento di commiserazione (per il liceo e chi ci lavora) e di disgusto per la società vuota, edonista e modaiola in cui vivono i nostri giovani. Credetemi: a Paola Mastrocola piace ancora insegnare, ama ancora la scuola e proprio questo amore la fa soffrire.

In sintesi, TOGLIAMO IL DISTURBO è molto interessante come studio sociologico.

Descrive il NCB (Nuovo Ceto Benestante): “gente che ha la barca in porto, la seconda e magari la terza casa per le vacanze, la colf e due cellulari a testa…” Cosa gliene frega dei contenuti culturali del liceo? Alla loro viziatissima prole (che erediterà l’azienda di papà, la casa dei nonni ecc) serve solo un titolo di dott o di avv da mettere sul biglietto da visita. Per ottenere il “pezzo di carta” iscrivono ragazze e ragazzi al liceo e pagano costose lezioni private (anzi, pare che le lezioni private siano uno status symbol, come le vacanze a Sharm el-Sheikh e la settimana bianca).

Ho molto apprezzato la descrizione del Giovin Signore (e della Giovane Signorina, do you remember Parini?), di come passa i pomeriggi e soprattutto il SABATO POMERIGGIO (pag 45-46) tra le strade del centro e gli outlet.

Conclusione. Don Lorenzo Milani voleva giustamente una scuola che aiutasse i figli dei contadini. E la Mastrocola gli dà ragione: “la scuola è fatta per gente che ha poco o niente e pensa che imparando potrà migliorare la propria condizione… che studiando potrà essere migliore, più felice”.

Ma ora non serve una scuola di massa, il LICEO DELL’OBBLIGO.

Serve una scuola d’élite per i pochi che VOGLIONO VERAMENTE IMPARARE e che quasi sempre vengono da Famiglie Non Benestanti.

Published in: on settembre 8, 2011 at 10:12 am  Comments (5)  
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INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA vs STAR WARS III (la vendetta dei Sith)

Resta ancora un posto libero nello Scaffale?

Forse no, se inserisco GINGER E FRED di Fellini.

Intanto propongo ai miei eventuali lettori una coppia di action movies. Forse non sono capolavori ma ogni tanto li rivedo.

  • Indiana Jones non è il mio tipo di eroe. Troppo schematiche le sue storie: Jones cerca Oggetto – Cattivi contro Jones – Jones uccide cattivi – Altri cattivi contro Jones ecc. Ma in questo episodio compare la figura retorica dell’IRONIA: S. Connery (il papà di Indiana) fa il verso a J. Bond, cioè a se stesso, il prof. Brody si copre di ridicolo in Medioriente, il mitico Gral RIMANE AL SUO POSTO dopo due ore di film (meno male: rischiava di finire nel mobile bar di R. Nixon). Quello però che un veneziano ad honorem come me non può tollerare è immaginare che i palazzi e le chiese di Venezia abbiano dei sotterranei!
  • La vendetta dei Sith. Episodio 3 di Guerre stellari. La repubblica diventa Impero e Anakin da eroico cavaliere Jedi diventa un’anima nera col nome di Darth Vader. Questo TRIONFO DEL MALE (provvisorio; come si sa, l’anima di Anakin sarà candeggiata nell’ultimo episodio) rende il film più “filosofico” dei soliti fumettoni di Hollywood. La vita incattivisce anche i “buoni”. Questa è la regola; ci sono eccezioni a questa regola, ma non sono molte.

Forse qualcuno di questi due troverà di straforo un posto nello scaffale. Forse non lo troverà SCOOP, schiacciato dal confronto con WHATEVER WORKS (vedi post precedente)

Published in: on settembre 2, 2011 at 6:37 pm  Comments (15)  
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