Se il padrone di casa mi chiederà di pagare l’affitto cosa farò?

So già cosa farò.

Dirò che lui è un nazista.

Stessa strategia al ristorante. Conto troppo salato? “Lei è un nazista!!!!”

Io non pago i nazisti. Perciò vado via senza pagare.

Vi sembra irragionevole il mio comportamento? Mi sono ispirato alla propaganda putiniana. In una dittatura, con tutti gli strumenti del potere nelle mani di un solo despota, tu puoi far credere alla gente qualsiasi balla. Ad esempio puoi far credere che la maggior parte del popolo ucraino è nazista.

Strani nazisti, per la verità, che eleggono un presidente di origine ebraica e i cui bisnonni sono stati uccisi (in quanto ebrei) dai nazisti.

Quelli veri.
zel

E’ una strategia antica. Ai tempi del Terrore giacobino si accusarono dei ciabattini di essere aristocratici. Allo stesso tempo Maria Antonietta andò alla ghigliottina con l’accusa (tra le altre) di aver avuto rapporti incestuosi con suo figlio.

Per non parlare di Lev Trotsky, accusato da Stalin di essere un agente del capitalismo anglo-americano (guarda che coincidenza: Trotsky era ebreo ed era nato a Bereslavka, Ucraina).
trots

Published in: on aprile 11, 2022 at 10:50 am  Comments (6)  

REQUIEM PER UN MONA

L’antefatto.

Qualche anno fa in un bar del Veneto un uomo palesemente ubriaco chiede di bere ancora. La barista si rifiuta di servirlo. Come è suo dovere. Finisce al pronto soccorso perché il mona in questione la prende a calci. Poi fugge all’estero per sottrarsi all’arresto. Avrei potuto qualificarlo con termini molto più pesanti perché chi picchia una donna fa schifo. Ma la parola mona può bastare.

Passano gli anni e veniamo all’anno 2022.

In una trincea del Donbass il mona di cui sopra muore in combattimento. Era andato lì per lottare a fianco dell’esercito russo contro quelli che definiva “i nazisti di Kiev”.

Aveva lasciato scritto che avrebbe lottato “ovunque nel mondo c’è un popolo che viene calpestato”.

Non so per quali motivi il mona si fosse convinto che i russi erano intervenuti per difendere la libertà. Comunque la morte è sempre una cosa triste e me ne rammarico.

Spero che il mona, camminando verso l’ultimo orizzonte con le tantissime vittime ucraine morte in questa orribile guerra, abbia avuto modo parlando con loro di capire qual è il popolo che viene calpestato nel 2022.

Published in: on aprile 2, 2022 at 12:28 am  Comments (8)  

Dream a little dream of me (per la serie CANTA CHE TI PASSA)

La settimana scorsa discorrevo della felicità e (inevitabilmente) della depressione.

Alle proposte del prof. Jonathan Haidt ne aggiungo una tutta mia. CANTA CHE TI PASSA.

Quanto mi sento un po’ giù provo a canticchiare una canzone romantica. Tipo DREAM A LITTLE DREAM OF ME (si può tradurre liberamente “sognami, amore mio”)

E’ un evergreen. Un rasserenante evergreen.

Credevo (da quell’ignorantone che sono) che fosse stata scritta negli anni 60. Ricordavo di averla sentita cantare da Dean Martin, Doris Day, Louis Armstrong ecc.

Sbagliavo.

La canzone è stata scritta nel 1930 a New Orleans. Quindi ha più di 90 anni. La cantano da più di novantanni. Ci sarà un motivo!!!

Post scriptum. Auguravo il 25 marzo scorso una statuetta dorata a Jane Campion. L’ha avuta per la sua regia di THE POWER OF THE DOG. Finora solo due donne avevano ricevuto l’Oscar per la miglior regia e, come si usa dire, non c’è 2 senza 3.
camp

Published in: on marzo 30, 2022 at 12:38 am  Comments (2)  

F = P + C + A (un’ipotesi di felicità)

Chi mi ama mi regala libri. Chi mi ama e mi conosce bene mi regala libri come questo.
ipotesi

Del prof. Jonathan Haidt ho già parlato qui. Ora parlerò di una sua ipotesi sulla felicità.

Cosa significa il titolo F=P+C+A ?

F sta per FELICITA’ (quando nei cartoni animati appaiono i cuoricini rossi…)
kiss
P sta per PUNTO DETERMINATO BIOLOGICAMENTE che l’autore definisce “la lotteria corticale”; innegabilmente l’eredità genetica fa di noi dei depressi o degli ottimisti fin dall’infanzia; ma i 2 fattori seguenti (C e A) possono cambiare le carte in tavola

C sta per CAMBIAMENTI DELLA VOSTRA VITA; Giobbe era felice, strafelice, ma perse tutto improvvisamente (poi altrettanto improvvisamente ritornò la felicità); il prof. Haidt racconta (a partire da pag. 164) di un suo amico chiamato Greg la cui moglie scappò di casa con i suoi figlioletti per mettersi con un manigoldo; non vi dirò come finisce la storia di Greg, che secondo me ha un forte sapore autobiografico

A sta per ATTIVITA’ VOLONTARIE; il libero arbitrio si è affacciato alla finestra col fattore C; ancora di più nel fattore A; se sei infelice puoi scegliere di non esserlo più in molti modi: l’autore suggerisce la meditazione (Buddha, Epicuro, San Paolo, Boezio ecc) ma vanno bene anche i farmaci antidepressivi (viene citato ripetutamente il PROZAC); e soprattutto viene raccomandato l’altruismo.

Essere altruisti fa bene. Ad esempio donando sangue. L’autore insiste su questa forma di altruismo (suppongo che sia un donatore). E io, per esperienza personale, so quanto un prelievo ematico giovi tantissimo all’autostima.avis

Published in: on marzo 22, 2022 at 5:23 PM  Comments (5)  

è meglio il VAR o lo ZAR?

VAR e ZAR sono cose molto diverse. Basta una consonante diversa e cambia tutto, pensa te…
varon
V.A.R. sta per VIDEO ASSISTANT REFEREE, un marchingegno che l’arbitro può consultare in casi dubbi (se convalidare o no un gol, se decretare un calcio di rigore ecc); comunque l’ultima parola spetta all’arbitro.
valdemart

ZAR è uno che viene a casa tua e, con un pretesto o l’altro, diventa il tuo padrone.

Ad esempio vuol “denazificare” il tuo paese. E’ come se ti dicesse “voi mi fate schifo perché usate poco il bidet” (oppure perché mangiate troppa cioccolata).

Conclusione. Se col VAR l’ultima parola resta all’arbitro nel caso dello ZAR nessuno può dire chi avrà l’ultima parola.

Nel dubbio io vado a sedermi sul bidet.
bode

Published in: on marzo 18, 2022 at 12:05 am  Comments (5)  

Sull’orlo della guerra (strane analogie tra un film con Jeremy Irons e la crisi ucraina)

Tempo fa ho visto in tv un film inglese, intitolato MUNICH – THE EDGE OF WAR.

Non è un gran che. Nonostante la presenza di attori di vaglia come Jeremy Irons (interpreta Neville Chamberlain) e Ulrich Matthes (interpreta Hitler) nel film c’è poco ritmo e il finale è veramente loffio.

Ma ci sono delle analogie con quello che sta combinando lo Zar di tutte le Russie che mi sembrano degne di considerazione.

Cosa succede nel film:

    • nel settembre del 1938 Hitler minaccia la guerra; il pretesto è la regione dei Sudeti al confine cecoslovacco, abitata da gente di etnia tedescasude

Cosa è successo finora in Ucraina? lo Zar di cui sopra ha invaso la Crimea e altre province russofone

Nel film si prepara frettolosamente un incontro tra Hitler, Mussolini, Chamberlain e Daladier; Hitler dice “datemi i Sudeti e non chiederò mai più altri territori”; Chamberlain e Daladier credono (o fingono di credere) alle sue promesse.

Pochi mesi dopo (marzo 1939) Boemia e Moravia sono invase dai tedeschi. Vatti a fidare…

Poi fu la volta della Polonia, della Danimarca, della Norvegia, della Francia ecc.

Ora mi domando siamo sicuri che lo Zar delle mie ciabatte si accontenterà dell’Ucraina?

Se seguirà l’esempio di Hitler continuerà con la Moldavia? o con la Lituania? o con Finlandia, Estonia e Lettonia? (sono in offerta speciale).

Published in: on febbraio 28, 2022 at 1:02 PM  Comments (16)  

balocchi e profumi

Ho perso il conto dei negozi, delle edicole e degli sportelli bancari che hanno chiuso nel mio quartiere.

In particolare sono tempi difficili per il settore cosmetici.
cosmet

Niente di strano, commenta mia moglie. Con questo clima di mascherine, burqa e simili chi ha più voglia di usare il rossetto, l’eyeliner, l’ombretto ecc?

Infatti. Perché da un po’ di tempo si respira un clima depresso che più depresso non si può.

Ve ne eravate accorti anche voi?

Published in: on gennaio 28, 2022 at 11:07 am  Comments (4)  

Con la FFP2 non ti conosco più…

Al supermercato incontro molti ex colleghi e molte ex colleghe.

Stamattina dalle parti della gastronomia ho incrociato Anna che insegnava inglese a Zola Predosa. Qui la vedo spesso.

Ciao! la saluto

Risponde con un cenno distratto. Credo che non mi abbia riconosciuto.

Ipotesi n° 1. Anch’io ho la faccia coperta dalla FFeccetera, perciò sono irriconoscibile
mask

Ipotesi n° 2. Ha la testa presa da chissà quali pensieri e non riesce a concentrarsi. Diciamolo sottovoce: ha qualche annetto più di me è meno giovane di me

Ipotesi n° 3. NON E’ ANNA e si può dedurre che l’Alzheimer riguardi me!

Comunque non ho insistito. Non avremmo niente da dirci. In questi tempi pandemici gli argomenti di conversazione sono ridotti a

  • le lettere dell’alfabeto greco (già non le sopportavo a scuola, figurati adesso)
  • il rincaro dei prezzi
  • speriamo che l’innominabile non sia eletto Presidente
  • chi è questa Drusilla Foer che andrà a Sanremo? ah, sì? Ciao core!
Published in: on gennaio 13, 2022 at 9:49 am  Comments (11)  

Quando Jekyll diventa Hyde (in un’aiuola di verde pubblico)

Conosco molti Jekyll che ogni tanto diventano Hyde.
hyde
Gente per bene che lascia passare l’ambulanza quando sente la sirena e cose così. Ma quando vede l’avviso non abbandonate rifiuti nell’ambiente scatta una molla e diventa un tanghero, un incivile, detestabile, inquinante tanghero.
rifiut

Piccolo esempio bolognese. All’angolo tra via Andrea Costa e viale Carlo Pepoli c’è un’aiuola; un cartello esorta a non buttare mozziconi di sigaretta nell’erba. Nonostante ci sia un cestino metallico a meno di 20 metri l’aiuola è piena di cicche. 

Evidentemente Jeckyll-Hyde è un fumatore accanito.

Nonché un giocatore: tra le cicche un numero imprecisato di biglietti del Gratta-e-Vinci. Ho visto anche due (o erano 3?) mascherine.

Non so cosa dire di Jekyll-Hyde: si vede proprio che l’impulso a degradare l’ambiente è irrefrenabile. Però a Napoli hanno un’opinione molto precisa sulla di lui madre.
napol

Published in: on novembre 24, 2021 at 12:16 am  Comments (4)  

Meglio soli che MALE ACCOMPAGNATI

Sempre più spesso vengo a conoscenza di atti di bullismo. Tanto per citarne uno a Reggio Emilia un ragazzino è stato pestato e umiliato dal branco.

E’ andata peggio a Willy Monteiro Duarte, ucciso a Colleferro. Come Emanuele Morganti, massacrato di botte fino alla morte (è successo ad Alatri).
morganEsistono assassini solitari, tipo Jack lo squartatore. Ma nella grande maggioranza dei casi (compresi quelli citati) la violenza è collettiva.

L’istinto omicida nasce all’interno del branco. I nostri antenati uscivano dalle caverne e andavano a uccidere insieme. Così succede oggi: il numero incoraggia e anche quelli (e quelle: ci sono branchi femminili) che non andrebbero a menare e a uccidere se fossero soli. Nel gruppo si sentono più sicuri.

Sono stato insegnante e ricordo molte discussioni con le colleghe sulle dinamiche di gruppo e sul fatto che il singolo non migliora quando si inserisce in un gruppo. In genere peggiora.
peggior

Questa regola ha delle eccezioni. Ad esempio la ballotta dei cinefili (che sabato si riunirà per vedere l’ultimo film di W. Anderson) non è aggressiva. Non mi è mai successo di uscire con loro gridando Odinoooooo!

Published in: on novembre 11, 2021 at 3:09 PM  Comments (2)