la pupa e il secchione

Quando bloggai per la prima volta, nel settembre 2008, mi chiesi se ci fosse qualcosa di peggio del Grandefratello.

La risposta è SI’.

GF veicola il concetto “tu vai in TV e ti fai notare per qualsiasi minuzia, magari per la sonorità dei rutti, e DIVENTI FAMOSO”.

Qui è peggio: il messaggio è Studiare? Imparare qualcosa a scuola? Macché!!! Tu, donna, impara a provocare un’erezione nei maschi presenti: è tutto quel che ti serve! E tu, maschietto, non perdere tempo sui libri! I secchioni sono ridicoli e antipatici! Impara a rimorchiare, piuttosto!”

Tutto ciò è funzionale alla filosofia del nostro “miglior statista degli ultimi 150 anni” che ancora non riesce a distinguere la Camera dei Deputati dalla sua camera da letto.

E si inserisce perfettamente nella linea politica dell’attuale governo: “ABBASSO SCUOLA, VIVA PAESE DEI BALOCCHI, URCA!!!!!”

Bologna permettendo, romanzo di M. B. Bagnoli

Molti romanzi “gialli” sono stati ambientati a Bologna (da Grisham a Lucarelli). Anche questa mystery story (scritta da un esordiente, che dimostra un certo talento) si svolge tra i giardini Margherita e la Montagnola, tra l’Università e la basilica di Santo Stefano.

Personaggi principali:

  • Cornelio Corvo, prof universitario di criminologia; è affetto da “sindrome maniaco depressiva acuta”  (ma ha un notevole successo con le donne); scontento della vita, del passato e del presente (“detesto tutto, compreso me stesso”); suo padre è stato ucciso 15 anni prima e alla fine scopriremo anche chi gli ha sparato
  • Antonio Aiello, commissario napoletano (trasferito a Bologna in punizione) ha opinioni altrettanto cupe sulla natura umana: “l’uomo è una carogna e voi questo lo sapete… noi sbirri, tra il libro e il manganello, purtroppo ci tocca scegliere il manganello… la polizia non è una bella cosa, professore… a furia di stare a contatto con chi ti sputa in faccia, abbiamo preso a sputare in faccia pure noi!”

Ma la stessa città di Bologna è protagonista. “Città piccola, ma zeppa di gente e di vicoli bui..” (parole di Aiello). “Qui a Bologna commerciamo sull’Università da 1000 anni… ma li vogliamo tutti buoni a pagare l’affitto, a spendere i loro soldi nelle trattorie e nei bar e poi a casa presto la sera…” (Corvo dixit)

E poi c’è l’assassino, che si diverte a disseminare cadaveri tra la Montagnola e le due Torri.

L’autore, seguendo i canoni di Agatha Christie, confonde le acque e introduce false piste e personaggi sospetti. Qualcuno addirittura sospetta lo stesso professor Corvo.

E poi, in un elegante appartamento vicino a porta Castiglione…

Ma non vi dico altro, almeno per questa volta. Facciamo così: se proprio volete saperlo, svelerò l’enigma nei tags di http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/04/27/storiella-bolognese/

Hasta luego.

Published in: on aprile 26, 2010 at 10:41 pm  Comments (3)  
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Funerali, matrimoni e altri disastri

Sono andato poche volte al cinema in questo mese. Sono molto preso dal gioco di BOOKLAND e da altre iniziative (ne riferirò la prossima volta).

Alcuni film mi sono piaciuti talmente poco che non voglio sprecare tempo a recensirli.

Altri mi hanno lasciato perplesso (tipo Agorà): ci penserò su e poi scriverò.

Oggi voglio dedicare qualche riga a DEPARTURES e a MATRIMONI E ALTRI DISASTRI.

OKURIBITO (Departures) è un bel film giapponese, molto poetico, premiato dall’Academy Award nel 2009 (miglior film straniero).

C’è l’omaggio (molto orientale) alla sacralità della morte, ma c’è anche il dramma della disoccupazione.

Suonava il violoncello in un’orchestra sinfonica il giovane Daigo. L’orchestra è sciolta (la crisi c’è anche là) e lui accetta con molta riluttanza il lavoro (molto ben remunerato, e si capisce perché) di “tanatoesteta”, addetto alla ripulitura, rasatura e abbellimento dei cadaveri. Dopo ogni “trattamento” si lava con minuziosa, quasi rabbiosa, precisione ogni parte del corpo.

La dolce sposina lo lascia (poi tornerà) e gli “amici” lo evitano. Non è un mestiere “onorevole”, gli dicono. Ma lui va dritto per la sua strada. Preparate i fazzoletti per l’ultima scena.


Torniamo in Italia con una commedia ambientata a Firenze.

Vigilia di nozze per Beatrice, che però deve recarsi a Los Angeles per lavoro (scopriremo, da alcuni particolari legati al calcolo dei fusi orari, che c’è un inghippo) e la sorella single (interpretata da Margherita Buy, 48 portati molto bene) deve pensare (malvolentieri) a tutto: ricevimento, lista di nozze, incontro con il parroco…

Scoprirà molte cose:

  • che il suo futuro cognato (Fabio Volo) è un cafone (cellulare acceso durante la Tosca!), ma non è tanto carogna come sembrava
  • che c’è un imbarazzante segreto nella vita di sua madre (Marisa Berenson) e di suo padre (Beatrice è veramente sua sorella?)
  • che lei si riteneva ERRONEAMENTE priva di fascino, visto che a turno si innamorano tutti di lei

Una commedia garbata, bene interpretata dalla Buy. C’è anche Luciana Littizzetto (sempre brava) in un ruolo di contorno.

il cacciatore di draghi

Quando sono un po’ teso e ho bisogno di rilassarmi, metto su un disco di Mozart e/o prendo un libro dal mio scaffale.

Questo racconto di J.R.R. Tolkien l’ho appena preso dal suddetto scaffale. E’ sempre una delizia rileggerlo.

Tolkien lo scrisse di getto nel 1949, in un momento in cui la stesura del Signore degli Anelli era in fase di stallo. Si divertì molto a scriverlo (come io a leggerlo) e ci mise una notevole dose di ironia.

L’eroe della storia (che sconfigge ben due volte un terribile drago e lo trasforma in un animale domestico) è infatti un bonaccione, un modesto agricoltore.

Si chiama Giles of Ham e vive in un villaggio inglese (Ham, appunto) nell’epoca immaginaria dei Re britanni, dove è normale che un re si chiami Augustus Bonifacius Ambrosius Aurelianus tyrannus et basileus ecc ecc.

E’ proprio nei rapporti con questo re burbanzoso (e con i suoi pomposi cavalieri) che Giles manifesta la sua bertoldesca e spavalda indole.

Infatti il Re (con tutto il suo seguito di armati) viene a chiedergli almeno una parte del favoloso tesoro che Giles ha sequestrato al drago (quale drago non nasconde immensi tesori nella sua caverna?), ma non ne vedrà neanche un soldino.

“No, sire! Roba che trovi la puoi tenere e roba che tieni diventa tua. Tornate a casa a sbollire la vostra ira!”

E, poichè alle spalle di Gilles appare il drago (come cane da guardia fa la sua figura) il re e i suoi cavalieri spariscono in un istante.

Non torneranno più e Ham (che tradotto in italiano vuol dire Prosciutto) diventerà un piccolo stato indipendente. Come la contea degli Hobbit.

Published in: on aprile 21, 2010 at 10:04 pm  Comments (2)  
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LA NUBE PURPUREA, romanzo di M. P. Shiel

Questa faccenda della “nube islandese”, che rischia di provocare danni economici inimmaginabili, mi ha fatto tornare in mente un romanzo scritto più di 100 anni fa.

Matthew Phipps Shiel (1865-1947) scrisse tantissimo, nella sua vita eccentrica. Ricevette lodi da suoi più famosi colleghi (Rebecca West, Oscar Wilde, Stevenson, Wells) ma le sue opere non incontrarono i favori del pubblico. Ebbe successo solo post mortem.

LA NUBE PURPUREA è il suo romanzo più riuscito. Tradotto in italiano e pubblicato da Adelphi nel 1967, oggi si trova con qualche difficoltà.

TRAMA. Adam Jeffson è l’ultimo uomo sulla Terra e ci racconta com’è andata.

Una catena di vulcani emersa nel Pacifico erutta in continuazione acido cianidrico. In breve tutto il pianeta è ricoperto da questo gas (lo stesso che useranno ad Auschwitz, ma questo Shiel non poteva saperlo) che uccide e mummifica tutti gli animali terrestri, insetti e homo sapiens compresi.

Adam si è salvato perchè era al Polo Nord (unico superstite di una spedizione) e il gelo polare aveva condensato i vapori della nube, rendendola innocua.

Poi la nube si è dissolta e l’ultimo uomo si aggira per le città deserte: ne incendia qualcuna (Londra, Parigi, ecc) tanto per svagarsi, poi si costruisce una villa sul mar Egeo. Un terremoto distrugge anche quella.

Lo stesso terremoto fa uscire dalle rovine di Istanbul una donna, miracolosamente sopravvissuta. Adam dapprima la respinge (vale la pena di perpetuare la specie umana?), poi lei lo convince. E tutto ricomincia, con Adam e Leda. L’ha chiamata così: Eva era un nome troppo banale.

E’ un buon romanzo, tutto sommato. Non mancano le pagine ironiche: Adam legge sull’ultimo numero del Times, stampato alla vigilia della finedelmondo, le diatribe della comunità scientifica britannica sulla natura della Nube.

A quanto mi risulta NON ne hanno mai fatto un film. Troppo pochi i personaggi o troppo costose le scene al polo nord e nella Londra del 1901?

 

Published in: on aprile 19, 2010 at 4:24 pm  Comments (6)  
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LA CENA DEI CRETINI, al cinema e a teatro

Premessa. Amo il cinema (la sala buia, il grande magico schermo, la musica… e la possibilità di andarmene in qualsiasi momento se il film è una vera fetecchia), ma mi piace anche il teatro.

Ieri sera ero a teatro con mia moglie, ad applaudire dei bravi attori. Fine della premessa.

Negli anni 90 Francis Veber scrisse LA CENA DEI CRETINI (le diner de cons) per il teatro. Successone. Nel 1998 ne fece un film. Altro successone, ma qui in Italia piacque poco.

Lo hanno portato sulla scena Zuzzurro e Gaspare (allego un video). Ieri a S. Giovanni in Persiceto hanno retto bene il confronto Guerrino Maccaferri (Bronchant, il padrone di casa) e Andrea Cortesi (Pignon, il cretino).

TRAMA. Ogni mercoledì sera un gruppo di ricchi annoiati si riunisce per ridere alle spalle dei “cretini” raccattati qua e là. Chi porta l’ospite più ridicolo vince. Bronchant porterà Pignon, un contabile del Ministero delle Finanze con uno buffo hobby. Ma il destino si diverte a mischiare le carte: Bronchant è stato abbandonato dalla moglie (corna in vista…) e Pignon si offre di rintracciarla con l’aiuto di un suo collega. Colpi di scena a ripetizione. La morale è che il “cretino”  (malgrado la sua goffaggine) dimostra sentimenti più nobili del cinico Bronchant.

In conclusione, è stato uno spettacolo piacevole e molto apprezzato dal pubblico. L’incasso è stato interamente devoluto alla ricostruzione di un asilo ad Haiti, tramite l’Associazione IL GERMOGLIO ONLUS.

Published in: on aprile 18, 2010 at 11:14 am  Comments (3)  
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eri forte, Raimondo…

Non sono uno specialista in elogi funebri.

Mi limito a citare il grande Raimondo con un video che mi sembra ben fatto (non perdetevi il finale) e con una preghierina “romanista”.

Se è vero, caro Raimondo, che ti piaceva sfottere la Lazio e che lo scudetto alla Roma ti darebbe ulteriore gioia… già che sei lassù… vedi un po’ che si può fare…

Published in: on aprile 16, 2010 at 11:41 am  Comments (3)  
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soluzione del quesito

Sull’altro blog

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/04/11/indovina-il-titolo-serve-un-aiutino/

ho proposto un quiz: indovinare il titolo di un film, basandosi su una serie di elementi (partendo dal difficile fino al facilissimo)

Come GC ha intuito, si trattava di Un uomo per tutte le stagioni (diretto da Fred Zinnemann nel 1966 e premiato da 6 oscar, per il miglior film, la miglior regia, la miglior interpretazione maschile, ecc).

Non era difficile indovinare, soprattutto dopo il terzo e il quarto “aiutino”: in nessun altro film compaiono insieme Orson Welles e Vanessa Redgrave.

Ho scelto questo esempio (un film non molto conosciuto in Italia) per chiarire come sarebbe difficile realizzare un gioco simile a Bookland, dedicato però al cinema e non alla letteratura.

Infatti

  • o il film è troppo facile da indovinare (il protagonista sta per precipitare dal tetto di un palazzone, ma il suo nemico lo salva afferrandolo per un polso) e allora non c’è sugo;
  • o le domande sono troppo difficili (in quale film il cast canta in coro “In the sweet by ‘n’ by”?) e mi immagino già le proteste dei partecipanti.

Partecipanti adulti, naturalmente. Gli under18 sarebbero tagliati fuori in partenza: chi di loro conosce a fondo BLADE RUNNER o RADIO AMERICA? E non è nemmeno colpa loro.

Toccherebbe alle scuole disporre di VIDEOTECHE adeguate (al minimo un centinaio di DVD), ma con l’aria che tira…

Intanto, come promesso, trascrivo i risultati di Bookland:

  • II B pepoli – II E pepoli: 3-2
  • II A pepoli – II C pepoli: 8-4
  • I B zanotti – I A zanotti: 8-6
  • II F zanotti – II D zanotti: 8-5

Published in: on aprile 15, 2010 at 11:51 am  Comments (3)  
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sarà domani, non sarà qui

Premessa necessaria ma non sufficiente. Continuo a verificare la totale, assoluta e inevitabile soggettività dei giudizi. Ad esempio, Morandini solo 3 stellette a FANTASMI A ROMA  (una deliziosa commedia in cui Edoardo De Filippo, Gassman, Mastroianni, Lilla Brignone e Buazzelli gareggiano in bravura) mentre ne dà 3emezza a E LA NAVE VA (secondo me, il meno riuscito di Fellini).

Fine della premessa necessaria ecc.

Questo per chiarire, ancora una volta, come sia impraticabile il progetto MOVIELAND (vedansi i post precedenti). Agli alunni delle nostre scuole, infatti, non si può proporre il FILM MISTERIOSO di cui parlo sull’altro blog, perchè si slogherebbero le mascelle dai troppi sbadigli: non ci sono super-eroi, sesso tra i banchi di scuola, inseguimenti di auto, vampiri, licantropi, lucchettinelpontemilvio, Scamarcio, Vaporidis, Raulbova ecc ecc

Ma forse il “filmisterioso” sarà riconosciuto (e apprezzato) dagli over 18. Sottolineo forse.

Ne parliamo stasera, nel fragolinablog.

E intanto vi ripropongo un video su “Fantasmi a Roma”. Spero che vi piaccia.

Published in: on aprile 11, 2010 at 10:04 am  Comments (4)  
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BOOKLAND è iniziato, per MOVIELAND rivolgersi allo sportello accanto

Per motivi miei personalissimi, il quiz per cinefili che ho promesso per lunedì 12 ve lo dovete cercare sull’altro blog

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/ 

Intanto si è svolto il primo match eliminatorio del gioco didattico “Boookland”. Alle scuole Rolandino de’ Passaggeri (Bologna) la II A ha battuto la II B per 10 a 4.

Decisivo l’ottimo livello di comprensione del romanzo IL MASTINO DEI BASKERVILLE.

La settimana prossima si svolgeranno gli altri incontri, alle scuole Pepoli e Zanotti. Se proprio ci tenete vi terrò informati…

Published in: on aprile 9, 2010 at 2:49 pm  Comments (1)  
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