Testimonial di Chanel: da MARILYN a KEIRA

Appartengo a una generazione che imparò con una certa emozione cosa indossasse Marilyn a letto.

Alzi la mano, tra i miei coetanei, chi rimase imperturbabile a quella rivelazione…

Non vedo mani alzate.
drop
Mezzo secolo dopo, il ruolo della fatalona è passato a K. Knightley (l’ho scritto bene? beh, comunque sapete tutti chi è…). Ogni epoca ha i suoi criteri di bellezza. Adesso vanno di moda le anoressiche, per cui va bene così.

Differenze estetiche a parte, lo spottone (diretto da Joe Wright) mette in scena un personaggio aggressivo, dinamico e un po’ sbruffone.

Vi ricordate la storia? LEI esce da un lettone del Ritz, scende in Place Vendòme dove l’aspetta una 750cc giapponese, vola per il centro di Parigi (deserto! hanno usato il computer, ovviamente…) e si presenta a un fotografo di moda (A. Ammann) che se la vuol trombare.

LUI corre a chiudere la porta. Ingenuo! Una donna atletica come LEI non ci mette niente a saltare dalla finestra e a ripartire a manetta…

In conclusione, vado a farmi ibernare. Mi risveglierò tra 50 anni e vedrò quale altra testimonial è stata scelta.
coco

Published in: on dicembre 14, 2015 at 7:05 pm  Lascia un commento  
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“Buongiorno a questo giorno che si sveglia oggi con te…” ovvero, come sprecare la voce di Lucianone per un prodotto che non voglio nominare

Ricordate questo spot?

Per le stradette di una Trastevere da cartolina (né auto né motorini: solo un tizio in bicicletta sul pavé) risuona la voce di Pavarotti: “Buongiorno a questo giorno ecc”
pavarott
In realtà quella voce viene dall’oltretomba; infatti il buon Luciano era morto nel 2007, quattro anni prima che venisse realizzato questo spot.

Ma la vedova autorizzò l’utilizzo di una canzone incisa nel 2004 (nell’album TI ADORO).

Per cui un bell’acuto pavarottesco servì come preludio alla memorabile battuta “un buongiorno con N*****a fa più buona la vita!”

Bah! Forse a Big Luciano piaceva più lo zampone di Modena, accompagnato da un po’ di mostarda di Cremona…
mostar

Published in: on dicembre 10, 2015 at 10:24 am  Lascia un commento  
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Quale caffè si beve in paradiso? (inquietante indagine, che coinvolge grandi attori come Renzo Arbore, John Malkovich, George Clooney, Enrico Brignano…)

In principio era Riccardo Garrone (nelle vesti di S.Pietro) che accoglieva in cielo Tullio Solenghi. Poi arrivarono Bonolis e Laurenti. Passò anche Julia Roberts (impersonando la Primavera del Botticelli).
julia

Poi Garrone è andato in pensione: al suo posto c’è proprio Solenghi e (non te la prendere, Tullio) si nota la differenza: indovinate chi ha recitato con Gassman e Paolo Stoppa e chi con Pippobaudo?

Ormai sono decenni che vediamo bere caffè nel paradiso della Lavazza. Un paradiso fatto di nuvolette bianche, tipi bislacchi e fanciulle bellissime (diventano belle arrivando lì? oppure le chiattone non le fanno entrare?). Ci siamo abituati al pensiero che caffè faccia rima con paradiso invece che con coccodè…

Ci fu, adesso che ci penso, un tentativo di ambientare all’inferno una serie di spot della concorrenza (Segafredo), ma non ebbe alcun successo. Avanzo qualche ipotesi sulle cause di questo fiasco?

Magari dopo, alla fine di questo postaccio.

Prima permettetemi di illustrare la versione ammmmericana del concetto (italianissimo) di “come si sta bene nell’aldilà, purché il caffè sia buono”
nespress
Per chi non l’avesse visto riassumo la storia.

Atto I. Un negozio che vende la macchinetta e le cialde. George compra, esce in strada e viene schiacciato da un pianoforte che scende dal cielo.

Atto II. Sulla porta del paradiso. John (acting as S. Pietro) propone un accordo a George. La macchinetta e le cialde in cambio di ritornare nel nostro mondo. George rifiuta ed entra nel paradiso.

Atto III. Su un sofà bianco, con vista paradiso, George John e due biondazze sorseggiano il caffé. George è beato: lì non si girano film, non ci sono produttori né managers… “It’s heaven! I like it!”

Ciò riporta al quesito di cui sopra.

Renzo Arbore all’inferno non aiuta a comprare; il pensiero, anche scherzoso, dell’inferno spaventa le masse dei clienti; noi italiani (mica solo noi) accettiamo le allusioni alla morte soltanto se sono accompagnate da rassicuranti immagini di belle donne e di tazzine di caffè

Published in: on dicembre 6, 2015 at 1:29 pm  Lascia un commento  
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chi ha inventato la pubblicità? qual è stato il primo slogan?

Se per messaggio pubblicitario intendiamo quello che ci convince a desiderare qualcosa a cui non avevamo ancora pensato allora il primo pubblicitario è stato il Serpente (il più furbo di tutte le bestie, secondo Genesi, atto terzo, scena prima) che disse a Eva: “i vostri occhi si apriranno e SARETE COME DIO…” 
ser pente
Sarete come Dio! che slogan!!!!!

Breve, diretto, affascinante.

Dentro c’è di tutto e di più!

C’è IMPOSSIBLE IS NOTHING

C’è COSA VUOI DI PIU’ DALLA VITA?

C’è CHI PUO’ DARTI DI PIU’?

C’è NON CI SONO PARAGONI

C’é JUST DO IT (Adam and Eve just did it)

Published in: on dicembre 2, 2015 at 10:46 am  Comments (4)  
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