Ciao, Gianrico

Caro Gianrico, ci hai lasciato ieri alla tenera età di 100 anni.

Grazie ai progressi della medicina diventa sempre più frequente diventare centenari (domani l’altro toccherà alla tua amica Franca).

Cosa ricordo di più nella tua brillante carriera? Shakespeare, Shaw, Checov? O la pubblicità del formaggino, duettando con una giapponese che si chiamava (mi pare) Kaori?

Niente di strano: tutti gli attori della tua generazione hanno fatto pubblicità. Gassman ha cantato le lodi dei Baci Perugina, Dario Fo di un elettrodomestico, Grillo dello Yogurt, Gino Cervi di un brandy “che crea un’atmosfera”…

Visto che ho citato Cervi, concludo parlando della commedia IL CARDINALE LAMBERTINI.

Qui a Bologna tutti a dire che solo Cervi, bolognese al 100%, era adatto a interpretare un arcivescovo che alternava le battute in italiano alle “tirate” di Balanzone.

Ma io non sono razzista e il tuo cardinale mi è piaciuto.

Visto che ora stai discutendo con Cervi su come “porgere” certe battute vi prego di aspettarmi. Quando arrivo lì potrei fare un provino per la parte di Carlo Barozzi.

Mi aspetterete, vero? Solo qualche decennio…
lambgian

Published in: on luglio 29, 2020 at 8:21 am  Comments (1)  

VENGO ANCH’IO? (come una bella canzone viene oltraggiata dalla pubblicità)

Quello che penso della pubblicità l’ho già detto qui, qui, qui e qui. Alle tante nefandezze della pub se n’è aggiunta una nuova.

Per la verità non è tanto nuova: mi è capitata tra i piedi durante il mese scorso, ma riaffiora nei miei peggiori incubi.

Ve lo ricordate quel motivetto allegro che Enzo Jannacci portò al successo negli anni ’60?
notun

E’ una serie di strofe surreali che iniziano sempre con le parole Si potrebbe andare tutti quanti…

Alla fine partiva il ritornello: Vengo anch’io! (qui la voce Iannacci diventava stridula)

NO, TU NO!!!!

Ma perché? (voce stridula)

PERCHE’ NO!!!!!

Tutto sommato è una canzone triste.

Anche se il motivetto e l’orchestrazione sono allegri, è una storia triste. La storia di un emarginato che vorrebbe unirsi al gruppo, ma gli sbattono la porta in faccia.

Mi è capitato di risentire quel ritornello nella pubblicità di un supermercato. Ma il senso era totalmente stravolto.

No, tu No! diventa Sì, tu sì.

L’amarezza di chi si sente sbattere la porta in faccia (sensazione che tutti abbiamo provato almeno una volta) diventa l’entusiasmo di chi va a fare la spesa, riempiendo il carrello e ascoltando Antonella Clerici che canterella sì tu sì.

Vi sentite infelici, non vi fila nessuno, vi sbattono la porta in faccia? Niente paura! C’è sempre la risorsa del carrello pieno nel mondo fasullo della pubblicità.

Un mondo dove tutti sorridono, le donne sono appena uscite dal parrucchiere, e gli uomini sono perfettamente rasati.
mik

Published in: on luglio 26, 2020 at 11:31 am  Comments (3)  

Odio la pubblicità televisiva (Collodi la prevedeva quando immaginò il Paese dei Balocchi?)

Tempo fa scrivevo che la tv è l’oppio dei popoli.

Aggiungo che, in questi giorni cupi, vedere gli spot pubblicitari mi fa inkazzare ancora di più.

Perché li vedo? Vi spiego.

Ogni tanto qualche bel film viene programmato. Domenica pomeriggio sulla 7 hanno mandato in onda un evergreen: IL VISONE SULLA PELLE. Purtroppo interrotto da 3 intervalli (mortacci loro)

Va meglio con SKYCINEMA. Niente intervalli (stasera è programmato IL TRADITORE di M. Bellocchio; non è il massimo, ma credo proprio che lo registrerò).

Però tra un film e l’altro riparte lo strazio.
tradto

Occorre esemplificare quanto sia frustrante il confronto tra la realtà e il mondo irreale degli spot?

Là ci sono torme di giovani (tutti belli, euforici, in perfetta forma fisica) che corrono verso un bar affollatissimo per sbevazzare un aperitivo coloratissimo. Qui non ci sono né i bar, né la forma fisica.

E ci sono fratellini e sorelline che non litigano mai tra loro. Troppo carini per essere veri. E cani che non fanno mai la kakka. E auto luccicanti, appena uscite dal concessionario… Non so voi, ma io apprezzo l’aspetto “vissuto” della mia Yaris, come apprezzo se la copertina di un libro è un po’ sgualcita, ciancicata (come dicono a Roma).

E c’è un padre porta a spasso una viziatissima figlia sulla sua Mercedes splendida splendente. Immagino che sia il classico padre divorziato con figlia in affidamento promiscuo.

“Voglio un gelato! Anzi no, voglio un hamburger… Portami in pizzeria!” (se io fossi il computer di bordo le direi: “ragazzina, stai venendo su molto male! cambierai i tuoi partners con la stessa superficialità?”)

E c’è la sirena che nuotando in alto mare emerge nella piscina di una nave da crociera. Dev’essere stato così che il comandante Schettino si è distratto.
cruz
Alla fine spengo la tv e ritorno alla realtà. Mi accorgo che non ci sono più navi da crociera, né bar affollatissimi, né auto splendide splendenti.

Ma la cacca dei cani c’è. Sì, quella c’è.

Published in: on marzo 24, 2020 at 9:56 am  Comments (3)  

il candidato risponda concisamente al quesito “la presenza di divi del cinema e della tv nella pubblicità aiuta a vendere?”

A domanda rispondo

MAH? (risposta un po’ troppo concisa; proviamo a svilupparla)

Al successo di una campagna pubblicitaria concorrono molti artisti:

  • musicisti (sarebbe stato contento J. Strauss di sapere che uno dei suoi walzer avrebbe contribuito a vendere il Parmareggio? Beh, forse sì: era un buongustaio)
  • cantanti (Luciano Pavarotti fu resuscitato ad Nutellam propagandam)
  • registi (tantissimi, da Fellini a Scorsese, hanno diretto famosi spot)
  • attori e attrici: da Laurence Olivier a Vittorio Gassman, da Beppe Grillo a Dario Fo (macchine fotografiche, cioccolatini, yoghurt, elettrodomestici…)

Qualche esempio su attrici italiane usate come testimonials?

  1. Sabrina Ferilli sul sofà (vedi sotto). Non ha funzionato. La nota ditta di Forlì ha scoperto che le facce rubizze degli “artigiani” fanno vendere molto di più della diva di Fiano.
  2. Claudia Gerini che ispeziona un pastificio abruzzese: “Adesso voi mi dovete spiegare…” Non mi sembra l’attrice giusta. L’abbiamo spesso vista in ruoli da sensualona (quegli occhi felini..): poco credibili i suoi dialoghi con gli operai.
  3. Antonella Clerici e il riso padano. E’ al posto giusto, secondo me (siamo abituati a vederla tra i fornelli, ci sta che si abboffi di risotto).

sofgerinicleri

CONCLUSIONE.

(un tema deve avere una conclusione brillante, sennò il bel voto non arriva)

La pubblicità, in fondo, è un arte. L’arte si basa sul mistero, sull’incertezza… Nell’arte non ci sono certezze assolute, non ci sono cifre incolonnate.

Per cui, in conclusione, onorando il mistero dell’arte pubblicitaria rispondo MAH.

Published in: on settembre 9, 2019 at 8:04 am  Lascia un commento  
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Le promozioni del Serpente

Eva viveva nuda e scalza nel paradiso terrestre.

Ma venne il Serpente sotto forma di schermo televisivo.
emin

“Ma tu sei scalza, povera cara! Ma come puoi andare in giro così quando è arrivata la bella stagione? Guarda cosa abbiamo in serbo per te! Le nuove collezioni primavera-estate!”

Eva venne bombardata dalle super offerte e si accorse di essere infelice…

Infelicissima. Come aveva potuto vivere fino a quel giorno senza quelle cose meravigliose? E c’erano anche i saldi…
urloscarpeimmagchanelaccess

…il resto è noto.
cometivest

Published in: on gennaio 30, 2019 at 10:38 am  Lascia un commento  

Buon BLACK FRITTO a tutti

Alla domanda cosa sia il consumismo si risponde che

“si tratta di una dottrina fisolof folisoc flicosif filosofica secondo cui la persona umana trova la sua pienezza e il suo completo appagamento riempiendosi la casa di oggetti, il frigorigero di surgelati e lo stomaco di schifezz di cibi raffinati raccomandati da guru televisivi chiamati chef”

All’interno di detta dottrina esistono 2 scuole in contrasto tra loro:

  1. la scuola coloristica che si basa sulla corrispondenza tra i giorni della settimana (sono 7, se fossero 8 la settimana dovrebbe cambiar nome) e i 7 colori; per cui al Black Friday devono seguire Red Saturday, Green Sunday, Violet Monday, Yellow Tuesday ecc
  2. la scuola neroniana che, scomunicando i coloristi come eretici, sostiene che il NERO si intona con tutto e quindi si deve diffondere in tutto il kalendario: black week, black month, black year e via così per tutti i secoli dei secoli.

Comunque sia io domani mi chiudo in casa a leggere Catullo, Chesterton e Bertrand Russell.

Arrivederci!!!!!

friday

Published in: on novembre 22, 2018 at 8:58 pm  Comments (3)  

I tre di Gryffindor, il Jumbo in giardino e l’asteroide schiacciamamme

Dove lo metteremo il Jumbo (a grandezza naturale, cioè 70 metri di lunghezza e 64 di apertura alare) che potremo montare comodamente a casa nostra con i pezzi (originali!) dei 357.000 fascicoli?

Direi che in salotto non ci sta. Neanche in corridoio. Se avete un giardino molto grande potreste metterlo lì.

Forse la soluzione più pratica è vendere casa e comprare un hangar con angolo cottura. E gli amici potrete riceverli in business class.
jum
Ci sono film demenziali. Ci sono trovate pubblicitarie demenziali. L’importante è che la gggente ricordi il nome del prodotto reclamizzato.

Lo spot dell’asteroide schiacciamamma è, da questo punto di vista, efficace.

Quasi tutti finiscono col ricordare il nome della merendina (quella detestabile, con quei granelli di zucchero che vanno sempre in mezzo ai denti…). Difficile anche dimenticarsi della stronzetta che vuole “una colazione decisamente invitante che possa coniugare ecc ecc” (ha comunque l’attenuante di essere cresciuta accanto a una mamma insopportabile “possa un asteroide colpirmi…”)

Meno male che ci sono campagne pubblicitarie più tranquillizzanti.

Una catena di supermercati ha riempito Bologna (e, credo, anche altre città) delle immagini del trio Harry, Hermione e Ron. Fanno tenerezza, non trovate?

Possa nessun asteroide cancellarne la memoria.
grif

Published in: on settembre 12, 2017 at 7:46 am  Comments (3)  

Testimonial di Chanel: da MARILYN a KEIRA

Appartengo a una generazione che imparò con una certa emozione cosa indossasse Marilyn a letto.

Alzi la mano, tra i miei coetanei, chi rimase imperturbabile a quella rivelazione…

Non vedo mani alzate.
drop
Mezzo secolo dopo, il ruolo della fatalona è passato a K. Knightley (l’ho scritto bene? beh, comunque sapete tutti chi è…). Ogni epoca ha i suoi criteri di bellezza. Adesso vanno di moda le anoressiche, per cui va bene così.

Differenze estetiche a parte, lo spottone (diretto da Joe Wright) mette in scena un personaggio aggressivo, dinamico e un po’ sbruffone.

Vi ricordate la storia? LEI esce da un lettone del Ritz, scende in Place Vendòme dove l’aspetta una 750cc giapponese, vola per il centro di Parigi (deserto! hanno usato il computer, ovviamente…) e si presenta a un fotografo di moda (A. Ammann) che se la vuol trombare.

LUI corre a chiudere la porta. Ingenuo! Una donna atletica come LEI non ci mette niente a saltare dalla finestra e a ripartire a manetta…

In conclusione, vado a farmi ibernare. Mi risveglierò tra 50 anni e vedrò quale altra testimonial è stata scelta.
coco

Published in: on dicembre 14, 2015 at 7:05 pm  Lascia un commento  
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“Buongiorno a questo giorno che si sveglia oggi con te…” ovvero, come sprecare la voce di Lucianone per un prodotto che non voglio nominare

Ricordate questo spot?

Per le stradette di una Trastevere da cartolina (né auto né motorini: solo un tizio in bicicletta sul pavé) risuona la voce di Pavarotti: “Buongiorno a questo giorno ecc”
pavarott
In realtà quella voce viene dall’oltretomba; infatti il buon Luciano era morto nel 2007, quattro anni prima che venisse realizzato questo spot.

Ma la vedova autorizzò l’utilizzo di una canzone incisa nel 2004 (nell’album TI ADORO).

Per cui un bell’acuto pavarottesco servì come preludio alla memorabile battuta “un buongiorno con N*****a fa più buona la vita!”

Bah! Forse a Big Luciano piaceva più lo zampone di Modena, accompagnato da un po’ di mostarda di Cremona…
mostar

Published in: on dicembre 10, 2015 at 10:24 am  Lascia un commento  
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Quale caffè si beve in paradiso? (inquietante indagine, che coinvolge grandi attori come Renzo Arbore, John Malkovich, George Clooney, Enrico Brignano…)

In principio era Riccardo Garrone (nelle vesti di S.Pietro) che accoglieva in cielo Tullio Solenghi. Poi arrivarono Bonolis e Laurenti. Passò anche Julia Roberts (impersonando la Primavera del Botticelli).
julia

Poi Garrone è andato in pensione: al suo posto c’è proprio Solenghi e (non te la prendere, Tullio) si nota la differenza: indovinate chi ha recitato con Gassman e Paolo Stoppa e chi con Pippobaudo?

Ormai sono decenni che vediamo bere caffè nel paradiso della Lavazza. Un paradiso fatto di nuvolette bianche, tipi bislacchi e fanciulle bellissime (diventano belle arrivando lì? oppure le chiattone non le fanno entrare?). Ci siamo abituati al pensiero che caffè faccia rima con paradiso invece che con coccodè…

Ci fu, adesso che ci penso, un tentativo di ambientare all’inferno una serie di spot della concorrenza (Segafredo), ma non ebbe alcun successo. Avanzo qualche ipotesi sulle cause di questo fiasco?

Magari dopo, alla fine di questo postaccio.

Prima permettetemi di illustrare la versione ammmmericana del concetto (italianissimo) di “come si sta bene nell’aldilà, purché il caffè sia buono”
nespress
Per chi non l’avesse visto riassumo la storia.

Atto I. Un negozio che vende la macchinetta e le cialde. George compra, esce in strada e viene schiacciato da un pianoforte che scende dal cielo.

Atto II. Sulla porta del paradiso. John (acting as S. Pietro) propone un accordo a George. La macchinetta e le cialde in cambio di ritornare nel nostro mondo. George rifiuta ed entra nel paradiso.

Atto III. Su un sofà bianco, con vista paradiso, George John e due biondazze sorseggiano il caffé. George è beato: lì non si girano film, non ci sono produttori né managers… “It’s heaven! I like it!”

Ciò riporta al quesito di cui sopra.

Renzo Arbore all’inferno non aiuta a comprare; il pensiero, anche scherzoso, dell’inferno spaventa le masse dei clienti; noi italiani (mica solo noi) accettiamo le allusioni alla morte soltanto se sono accompagnate da rassicuranti immagini di belle donne e di tazzine di caffè

Published in: on dicembre 6, 2015 at 1:29 pm  Lascia un commento  
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