NON E’ UN PAESE PER VECCHI (best of 2007)

A giocarsela come miglior film del 2007 sono in due: IL PETROLIERE (regia di P. T. Anderson) e l’oscarizzato NON E’ UN PAESEecc (dei fratelli Coen).

Ho scelto il secondo. Del PETROLIERE ho già detto che esprime benissimo la ferocia del capitalismo, personificato dal protagonista: “voglio guadagnare così tanto da stare lontano da tutti…”

Film molto bello, anche per la fotografia e per le note di Brahms che esplodono nei titoli di coda.

Ma il western moderno (con più gatti che cavalli) dei Coen mi convince di più. Se vi interessa vi spiego perché.
vecchi
E’ una storia crudele, senza miti, senza lieto fine. Non c’è l’eroe intrepido che sconfigge i nemici o gli adolescenti che salvano il mondo dagli alieni… c’è la legge della giungla, il più forte che calpesta i deboli, ma anche lui sarà schiacciato.

E’ un mondo degradato (mica solo il Texas) dominato dal cinismo e dall’avidità quello che il vecchio e disilluso sceriffo osserva.

Qualcuno ha notato analogie col leonesco IL BUONO IL BRUTTO E IL CATTIVO, che però in confronto a questo è una favoletta per le elementari.

  • il BUONO è lo sceriffo di cui sopra, interpretato alla grandissima da Tommy Lee Jones
  • il BRUTTO è l’incauto Moss (avrebbe fatto meglio a lasciarli lì tutti quei soldi…) interpretato da Josh Brolin, veramente brutto con i baffoni
  • il CATTIVO (anzi cattivissimo) è il killer Anton (J. Bardem ci ha vinto l’oscar), che però non viene ucciso dal Buono: viene fracassato in un incidente stradale (tardivo intervento di Dio? Bah…)

WALL-E (best of 2008)

In quest’anno uscirono film di buon livello. Anche italiani.

  • GOMORRA – ne ho parlato qui
  • TUTTA LA VITA DAVANTI – recensito qui
  • GRAN TORINO – recensito qui
  • THE READER – recensito qui
  • CORALINE E LA PORTA MAGICA – recensito qui
  • IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE – recensito qui

Volendo scegliere quello che mi è piaciuto di più sono restato in bilico tra GRAN TORINO (tragedia suburbana, in cui il vecchio Clint espia volontariamente una colpa commessa in una guerra dimenticata) e questo gioiello della Pixar.

Cos’è WALL-E?

  • E’ fantascienza. Evidenti le citazioni di 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO, soprattutto nel contrasto tra il comandante McCrea e il computerone (voce di Sigourney Weaver).
  • E’ una storia d’amore. Molto casta ovviamente, date le caratteristiche anatomiche di Wall e di Eve. Sono Dante e Beatrice nello spazio. Solo che lui è molto più simpatico (non è un poeta, è un operatore ecologico).
  • E’ una favola ecologista. Tra le tante previsioni catastrofiche del cinema americano, quella di un pianeta diventato un’inquinatissima discarica mi sembra la più realistica. Siamo su quella strada.

In sintesi, se lo conoscete non avete bisogno che vi dica quanto è bello.

Se non lo conoscete BEATI VOI perché vi aspetta una grandissima goduria. Se andate SUBITO, DI CORSA, a comprare il dvd.

Dopo l’immagine riassumerò la trama essenziale, cercando di non spoilerare troppo.

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Da secoli l’umanità ha lasciato la Terra e vive in immense astronavi. Non c’è spazio per fare sport, per cui donne e uomini sono pigri e obesi. Viene inviata sulla Terra EVE, robottina naturalista, che scopre che ora qualche pianticina riesce a vivere. E incontra WALL-E, il romanticone.

Niente sarà più come prima…

AMABILI RESTI (best of 2009)

In quell’anno uscirono film veramente molto belli. Mi limito a segnalarne solo 4, anzi 5.

  • BASTA CHE FUNZIONI – recensito qui
  • I LOVE RADIO ROCK – recensito qui
  • IL CONCERTO – recensito qui
  • UP – recensito qui

Ma qui si parla solo di questo piccolo (?) capolavoro.

Nel caso non lo conosciate, dopo l’immagine ne riassumo la TRAMA. Andate là e poi, se volete, tornate qua.

A chi, come me, lo conosce a memoria dedico le seguenti 23 righe e do un consiglio.

ESISTONO I GENERI (thriller, commedia romantica, horror, fantasy…) ed esistono storie (come questa) che trovano un originalissimo equilibrio tra detti generi.

Qui, infatti, c’è di tutto.

  • c’è l’HORROR; la scena in cui l’anima di Susie assiste al bagno del suo assassino, in una stanza in cui tutto gronda sangue, NON è proprio per bambini
  • c’è il THRILLER; l’assassino si muove silenziosamente in casa, mentre al piano di sopra Lindsey sta cercando le prove… ve la ricordate questa scena?
  • c’è il ROMANTICISMO; Susie viene uccisa proprio alla vigilia del suo primo bacio, quel “wonderful, beautiful, glorious” bacio che potrebbe aspettare per l’eternità se non fosse per Ruth.
  • c’è il FANTASY; il regista è Peter Jackson (sì, proprio lui, non è un’omonimia) e le montagne sullo sfondo sono quelle della Terra di Mezzo Nuova Zelanda; mettiamoci un carico da undici: nella libreria del centro commerciale un poster propaganda il romanzo di J. R. R. Tolkien
  • e c’è persino il COMICO; la nonna sbirolata e nicotina-dipendente (è Susan Sarandon) che vivrà lunghissima vita (lo dice lei, buttando giù bicchieroni di Bourbon come se fosse the alla pesca)

E il consiglio? DIFFIDATE da chi vive in una casa troppo pulita e ordinata, con il parquet tirato a lucido…
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La protagonista (una ingenua 14enne) tornando da scuola incontra il Lupocattivo (se lo mandava a fanculo subito era meglio, ma allora non c’era il film). I suoi resti sono rinchiusi in una cassaforte, che alla fine finirà in una discarica. Ci vorrà un anno per scoprire, con l’intuizione del papà e il coraggio della sorella, che il Lupocattivo è l’insospettato vicino di casa. Mentre gli amabili resti scompaiono, la protagonista riesce, per interposta persona, a dare quel desideratissimo primo bacio a Ray (“il moro”) e poi sale in paradiso.

rivedendo TOY STORY 3 (best of 2010)

Ogni volta che lo rivedo mi piace di più (demenza senile?).

Cosa posso aggiungere a quanto già detto?

  • è una miniera di citazioni cinefile: NICK MANO FREDDA, LA GRANDE FUGA, MISSION IMPOSSIBLE, PRIMA DI MEZZANOTTE ecc
  • l’incontro-scontro tra la furba Barbie e il modaiolo Ken è divertentissimo con le voci di C. Gerini e F. De Luigi; ma sentitelo (magari con i sottotitoli) nell’originale (Jodi Benson e Michael Keaton) E’ UNO SPASSO
  • lo stesso vale per il bastardissimo ipocrita Lotso; in italiano è Riccardo Garrone (ti aspetti sempre che si metta a parlare di caffè), ma ci guadagna molto con Ned Beatty, una voce veramente intensa
  • il cowboy Arturo pian pian scavalca il muro e la sua cavalla ruba… (ehm, scusate… credo di aver sbagliato pagina…)

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THE TREE OF LIFE (best of 2011)

In quell’anno (ultimo dell’era berlusconiana) uscirono molti film di alto livello. Ne citerò solo 2. Anzi 3.

Sui motivi che mi fanno preferire L’alberodellavita a THE ARTIST ho già postato.

Voglio ribadire due concetti:

  1. Le immagini sono la materia prima del cinema. Chi vuol sentire dialoghi frizzanti o parole appassionate, infatti, preferisce il teatro. Qui, tra l’aurora boreale e la nebulosa di Andromeda, passando per i dinosauri e Bomarzo (Viterbo), Malick ha accumulato una quantità incredibile di bellezza. Corre voce che voglia riutilizzare questo materiale (più altri filmati della NASA) per un documentario sulla storia dell’universo.
  2. Amo il lieto fine, ma c’è un limite. In THE ARTIST finisce che meglio non si può (sono tutti felici e contenti, compresi il cane, l’autista e il produttore). Questo non è Disney, è un dramma che affronta l’antichissimo tema del contrasto padre-figlio (la scena in cui il giovane Jack è tentato di uccidere il padre dà i brividi) senza sdolcinature: si riconcilieranno alla fine, in una spiaggia al di là del tempo, dove Brad Pitt ha la stessa età di Sean Penn.

Dopo l’immagine aggiungerò qualcosa sul mio film italiano (sempre del 2011) preferito.
malick
Uscirono molti film italiani nel 2011.

Alcuni semplicemente inguardabili (femminecontromaschi, isolitidioti, lapeggiorsettimanadellamiavita…); altri tollerabili (chebellagiornata, qualunquemente, immaturi); per il titolo di ITALIAN BEST se la giocano THIS MUST BE THE PLACE e BORIS IL FILM.

Dopo averli visti e rivisti ho deciso all’unanimità di assegnare detto titolo a BORIS, acre e sarcastica descrizione del mondo cinematografico affidata a un cast affiatatissimo (Francesco Pannofino, Antonio Catania, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Luca Amorosino e Carolina Crescentini, nel ruolo della “cagna maledetta”).

Ci sono tutti dentro: Margherita Buy, Raicinema, i cinepanettoni, gli sceneggiatori “democratici” e il produttore che, acquistati i diritti su LA CASTA (di Rizzo e Stella), realizza una farsa di culi e pernacchie.

THIS MUST BE THE PLACE (di Paolo Sorrentino): bel film (non lo nego), un’ottima interpretazione di Sean Penn, una buona colonna sonora e poco più.

ARGO (best of 2012)

Perché mi è piaciuto tanto?

      • Per l’odissea del volpone Mendez all’aeroporto? Un montaggio veramente ben fatto: mancano le prenotazioni, bisogna avvertire SUBITO Carter, il pulmino non parte, i “produttori” non possono rispondere al telefono…
      • Per la satirica descrizione della babilonia hollywoodiana? “Tu vieni a ingannare qui, dove tutti ingannano per vivere? Sei nel posto giusto!”
      • Perché si tiene conto del punto di vista dei rivoluzionari iraniani? (i nostri devono salvarsi, si capisce; ma chi odia lo Scià e la Cia ha le sue ragioni…)
      • Per il finale? L’eroe torna a casa, chiede il permesso di entrare alla moglie e abbraccia il piccoletto. Più che l’astuto Odisseo sembra Sam Gamgee. 

mendez sam argo TRAMA (se proprio non la sapete e non temete lo SPOILER) – Un agente della CIA inventa (grazie al figlioletto, patito di GUERRE STELLARI) un’incredibile imbroglio per tirare fuori da Teheran 6 “diplomatici”. Non dite che queste cose succedono solo al cinema: è successo davvero. Un aereo Swissair decollò davvero (il 28 gennaio 1980) con il volpone e i sette nani e i 6 clandestini. Concludo applaudendo la scelta coraggiosa e vincente di chi programmò ARGO al cinema Jolly, tenendolo in cartellone più di 4 mesi.

Novembre, dicembre, gennaio (nelle altre sale circolavano vampiri innamorati, Antonio Albanese e Bilbo Baggins), febbraio e marzo.

Intanto erano arrivati Golden Globes e Oscar… (meritava l’Oscar anche per la miglior regia, secondo me, Facciadipietra Affleck; lo diedero, immeritatamente, a Ang Lee)

POST SCRIPTUM. Nel 2012 ho visto altri 3 film veramente belli

  • FRANKENWEENIE – un gioiellino firmato Tim Burton (una di queste volte lo recensisco con calma)
  • NOI SIAMO INFINITO – un gran film da un grande romanzo
  • IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO (Ch. Nolan)
Published in: on febbraio 8, 2014 at 1:34 pm  Comments (5)  
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IL LATO POSITIVO (best of 2013)

E’ stato realizzato nel 2012, ma io l’ho visto nel marzo 2013 DOPO la consegna degli Oscar.

Mi chiedevo allora: “Se NON hanno premiato Jessica Chastain (avevo visto ZERO DARK 30 a Londra) che prestazione dev’essere quella della vincitrice?”

A domanda rispondo. Jennifer Lawrence è davvero BRAVISSIMA nel suo difficile ruolo, un po’ commedia un po’ dramma.

A parte lei, questo film (80% commedia, 20% dramma) è un piccolo capolavoro. Molto bravo Cooper, eccellente la sceneggiatura…

Beh, forse non tutti l’hanno visto. Perciò ecco la TRAMA ESSENZIALE (chi invece sa già la storia può saltare le prossime 8 righe):

LUI ha problemi seri. L’hanno lasciato uscire dal manicom dalla clinica a patto che lasci in pace la ex moglie. Neanche una lettera le può scrivere. Quindi chiede a LEI di aiutarlo. LEI (invece di dirgli “ma lasciala perdere, quella là”) accetta di scrivere la lettera; in cambio LUI dovrà fare coppia con LEI in una gara di ballo. Arriveranno ultimi, ma va bene lo stesso. Kiss kiss.
lato
Se qualcuno mi chiedesse (ma tanto non me lo chiederete) cosa significa SILVER LINING PLAYBOOK gli spiegherei che ha a che fare con gli effetti luminosi di un nuvolone che eclissa temporaneamente il sole dopo un temporale. Metafora cara agli ottimisti americani (le cose sono andate da schifo, ma la luce prevarrà).

Aggiungo, ma lo avevo già detto, che se un soggetto simile fosse stato realizzato in Italia SAREBBE VENUTA FUORI UNA FARSACCIA. Pensate che, al posto di De Niro tifoso del Philadelphia, avremmo avuto Mattioli tifoso della Roma. E la gara di ballo sarebbe stata un pretesto per mostrare un po’ di cosce.

Concludo citando altri film molto belli visti nel 2013

  • ZERO DARK THIRTY – Crudo, feroce. Forse tagliando un 20 minuti non peggiorerebbe.
  • DJANGO UNCHAINED – Altrettanto feroce, anche se ha scene che definirei comiche (il personaggio del bounty killer tedesco, gli incappucciati, l’incontro con Franco Nero)
  • PHILOMENA – Film indimenticabile. Forse si esagera nel patetico, ma l’interpretazione di Judi Dench è veramente da Oscar.