COLUMBUS DAY, ovvero STORIA DI UN CERVELLO IN FUGA

Che Colombo fosse italiano è provato da molti indizi.

    • era molto attaccato ai soldi (il suo motto era “scoprirò nuovi mondi solo se mi dai fondi”)
    • era sempre disposto a cambiare bandiera; prima di accordarsi con Isabella di Castiglia ci provò con i Portoghesi, i Francesi e con la Juventus (ma non si trovò l’accordo con Moggi)
    • non era ferrato in geografia: continuò a chiamare India quella parte di mondo che poi si chiamò America (fosse stato meno cocciuto oggi parleremmo di Christophoran Dream, Christophoran Graffiti, Christophoran Beauty ecc)

picgraffbeauty

Comunque ebbe culo gli andò di lusso. Se la vedetta non avesse gridato Tierra! Tierra!!! al momento opportuno la ciurma era pronta a fargli quel servizio che ho cancellato 2 righe fa.

Robespierre invita a votare SI’

…al referendum per il taglio dei parlamentari.
taglio

Published in: on settembre 19, 2020 at 8:06 am  Comments (2)  

WE’LL MEET AGAIN (ci ritroveremo ancora… e sarà in un giorno di sole)


Ricordate il finale di IL DOTTOR STRANAMORE di Kubrick?
Sullo schermo esplodevano le bombe all’idrogeno (i famosi “funghi”) accompagnate dalle note di una canzone molto dolce.

La voce era di Vera Lynn, che continuò a cantare per decenni. Da ierilaltro non canta più.

Goodbye, Vera. I know we’ll meet again some sunny day.
war

Published in: on giugno 20, 2020 at 12:58 am  Lascia un commento  

IL MISTERO DI VARENNES (quando Maria Antonietta cercò di raggiungere la seconda casa)

Narrano autorevoli storici che Maria Antonietta (moglie di re Luigi il Babbeo) tentò una prima volta di fuggire da Parigi dove era di fatto prigioniera.

Quando arrivò nei pressi di Versailles la fermarono i gendarmi della Guardia Nazionale.

“Madame, voi non avete il diritto di raggiungere la vostra seconda reggia!”

-Devo solo recuperare alcuni effetti personali…-

Non ci fu verso. La riaccompagnarono al Louvre e le fecero anche pagare l’ammenda.

Si organizzò meglio la seconda volta.

La mattina del 20 giugno 1791 una grande carrozza, appesantita da 4 quintali di vestiti, creme di bellezza, balocchi e profumi, uscì da Parigi, direzione est.

La Regina aveva preparato anche il Modulo Rivoluzionario di Autodichiarazione (redatto personalmente da Maximilien de Robespierre). Dichiarando di voler incontrare a Vienna sua cugina Maria Elisabetta Alberti-Casellati.
antonisenatLa carrozza venne fermata a Varennes (dipartimento della Mosa). I vigili urbani non ritennero valida la motivazione di cui sopra, eccependo che Vienna era oltre il confine della Francia.

-Ma l’Austria fa parte dello Spazio Schengen!-

-Spazio di Schengen mon cul! La Nazione se ne fotte dei trattati internazionali! E quel cicisbeo lo riconosco: è il conte Fersen! Non venitemi a dire che è un vostro congiunto, che tra voi c’è “uno stabile legame affettivo”: quello è uno da una botta e via, l’ho letto su CHI. Alla ghigliottina, tutti alla ghigliottina!-
varennNon tutti gli storici sono a conoscenza che c’era una seconda carrozza, a debita distanza. Dentro c’erano Ettore Scola, Leonardo di Caprio e Quentin Tarantino, impegnati in una partita a tressette col morto.

Scola parlava di un suo futuro film, intitolato IL MONDO NUOVO. “Mi piacerebbe avere Mastroianni come Giacomo Casanova, Harvey Keitel come Tom Paine, Hanna Schygulla come contessa De La Borde e Laura Betti…”

Di Caprio lo interruppe: “Cast troppo europeo! Non avrebbe successo internazionale! Io potrei essere il protagonista!”

Quentin si mise a ridere: “Ma certo, Leo! Se ti ricordi come si usa il lanciafiamme potresti concludere il film incenerendo tutti i Giacobini!”
caprio

Published in: on maggio 18, 2020 at 8:26 am  Comments (2)  

Cara Lilibeth, ti scrivo così mi distraggo un po’

Si può dire in bocca al lupo a una sovrana?

Forse no. E poi, con la grinta che hai, il lupo scapperebbe appena ti vede.
beth

Aggiungo, cara Maestà, che un cinefilo come me è obbligato ad applaudire le tue interpretazioni.

Non mi riferisco a tutte le attrici che hanno interpretato te: Helen Mirren (si è portata una statuetta a casa), Olivia Colman, Emma Thompson, Rosemary Leach, Jane Alexander, Vanessa Redgrave, Freya Wilson (è la giovanissima che si inchina a suo padre, il neo-re, nel 1936), Sara Gadon (è un’energica principessa e l’uniforme di sottotenente le sta a pennello) e chissà quante altre ho tralasciato.

No, mi riferisco proprio a te.

Ti ho vista nel 2012, all’apertura dei Giochi di Londra. Con la regia di Danny Boyle, accanto a Daniel Craig, a un addetto alla sicurezza e a 2 cagnolini. Impeccabile recitazione di tutti e cinque.
gee

E ti ho vista l’altra sera. Discorso breve ma ricco di ottimismo: “unità, autodisciplina, risolutezza, calma, buon umore, ognuno sarà orgoglioso della vittoria”

Bravissima. Un discorso così non si sentiva dai tempi di W. Churchill.chur

Published in: on aprile 7, 2020 at 9:02 am  Comments (2)  
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Storie di ospedali, di pellegrini, di cani e gatti…

Nella mia vita precedente ero insegnante di italiano e storia.

All’inizio della mia “carriera” mi capitò di dover rispondere alle domande di un alunno sugli ospedali nell’antichità: “Cosa succedeva a chi si ammalava? C’erano gli ospedali a Roma?”

(c’era il colera a Napoli nel 1973; per cui l’argomento era di moda, come purtroppo lo è oggi)

Non ricordo benissimo cosa ho risposto 47 anni fa. In sostanza ho detto che non c’erano ospedali veri e propri nell’antichità. Né ad Atene né a Roma. Ve lo immaginate Caligola che stanzia parte del bilancio statale per curare i malati?
calig

C’erano i medici, certamente, e si facevano pagare molto cari. Per cui se potevi permettere di spendere molto li chiamavi a casa tua. Poi morivi lo stesso, come sogghigna Marziale: “Nuper erat medicus, nunc est vispillo Diaulus…”

mazile

Non succedeva solo nella Repubblica, né nell’Impero, tra gli adoratori di Giove e di Apollo. Nella lontana Cina cosa diceva ai malati il saggio Confucio? “rivolgiti agli Dei e, se gli Dei non ti guariscono, rassegnati a morire”
confucio

Ritornando in Europa i primi ospedali nascono intorno all’anno 1000 lungo le strade che conducono a Roma (al passo del  Gran San Bernardo, presso l’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso in val di Susa, al passo del Gottardo ecc).

Più che altro erano dei Pronto Soccorso.

Soccorrevano i pellegrini che, andando a piedibus, percorrevano dei sentieri prevalentemente sassosi. Quindi si cominciava a curare le piaghe dei piedi e poi, se c’era abbastanza acqua, a lavare il resto.

Per farvi un’idea osservate attentamente questo affresco. Siamo a Siena, in quello che era l’antichissimo Ospedale di Santa Maria della Scala (adesso è un museo, proprio davanti alla Cattedrale). E’ un pronto soccorso abbastanza affollato e (presumo) piuttosto chiassoso.
ospezio
In basso a destra potete vedere una animata discussione tra un gatto e un cane.

Agli occhi di noi moderni non è un bel vedere. Poca igiene e molto rumore.

Ma provate a mettervi nei panni (rattoppati) dei pellegrini. Avreste apprezzato.

E poi era tutto gratis et amore dei. A quanto riferiscono gli storici.

I pellegrini conservavano i loro spiccioli per essere pelati nelle osterie di Trastevere.

 

Published in: on aprile 3, 2020 at 12:57 am  Comments (4)  
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1917, film contro la guerra (ecco perché bisogna vederlo)

Perché mi piace tanto?

Non per la bravura del regista, per i movimenti di macchina, per i piani sequenza ecc.

E’ il messaggio del film. La protesta contro la guerra in generale e, in particolare, contro il mostruoso tritacarne in cui finirono milioni di giovani e che andrebbe chiamato LA GRANDE TRAGEDIA, più che la Grande Guerra.

TRAGEDIA originata dal nazionalismo e da altre dottrine ottocentesche.

  • “dobbiamo vendicare la morte dell’Arciduca!”
  • “dobbiamo schiacciare i nemici della Patria!”
  • “questa guerra è una crociata, noi costruiremo un mondo migliore!”
  • “loro, i nemici, sono dei mostri peggio delle bestie, noi siamo i Buoni, Dio è dalla nostra parte!”
  • “bla, bla, bla”

Si può dire che quella tragedia non sia più finita.

Qui in Italia sembrò che nel novembre del ’18 i cannoni avessero finito di sparare.

Ma era un’illusione.

La Germania umiliata pensò fin da subito alla rivincita. Continuò a scorrere sangue al confine tra Polonia e Unione Sovietica. L’Impero giapponese continuò a espandersi. E soprattutto si era sbriciolato l’Impero turco, compromettendo i delicatissimi equilibri del medio oriente (le conseguenze arrivano fino a noi, in modo orribile).
gemellsiria

Ripeto. L’inutile strage iniziata del 1914 continua e continuerà. Che si usi l’iprite o il napalm, le armi “convenzionali” (che termine ipocrita!) o quelle nucleari, la tragedia non ha fine. Sia dunque benedetto questo film e tutti quelli che mostrano l’orrore della guerra.
ovestnaustr

Published in: on febbraio 12, 2020 at 12:07 am  Lascia un commento  
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Giorno della Memoria. Film del passato e del futuro.

Molti sbuffano quando si avvicina il 27 gennaio. “Ancora?”

Sì, ancora.

Quello che è successo in quei terribili anni non va passato sotto silenzio. Troppo grande è stato l’orrore.

E soprattutto va usato il fascino dello strumento cinematografico, che si imprime meglio nella mente dei giovanissimi.

Rileggendo i post di questo bloggaccio, a partire dal Giorno della Memoria 2009, cito alcuni titoli.

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE (film del 2008) – Non è realistico, ma è veramente bello. Se non lo avete ancora visto ecco l’occasione per colmare una lacuna (Skycinema lo trasmetterà lunedì in prima serata)..
righ

TRAIN DE VIE (1998) – Anche qui siamo nella surrealtà. Come avviene in LA VITA E’ BELLA si finge scherzando di schivare la tragedia (ma l’ultima inquadratura chiarisce tutto).
vivre

IL PIANISTA (2003) – Storia vera. Incredibile ma vera. Wladyslaw Szpilman sopravvisse davvero al freddo e alla fame suonando Chopin.
pianist

SCHINDLER’S LIST (1993) – Dal punto di vista filmico è il migliore di tutti. Qui l’ho recensito, spiegando per quale motivo non va utilizzato a scuola.
list

MONSIEUR BATIGNOLE (2002) – Film eccellente. Sottolinea che l’antisemitismo era radicatissimo anche a Parigi. Finisce bene.batognol

UN SACCHETTO DI BIGLIE (2017) – Non eccelso, ma vero. Difficile trattenere le lacrime nel finale, quando la famiglia Joffo si riunisce. Ma non ci sono tutti.
ffo

LA TREGUA (1997) – Primo Levi c’era quel 27 gennaio, quando i Russi arrivarono davanti ai cancelli dell’inferno. Anche se il film non è tra i migliori voglio ricordarlo. E voglio ricordare le amare parole del greco Nahum (a chi gli diceva che la guerra era finita rispose guerra è sempre!)
brodw

A questi 7 voglio aggiungere un ottavo (prodotto in Germania nel 2019).
rosa

Cosa sarebbe successo alla famiglia di Anna Frank se, invece di rifugiarsi in Olanda, fossero fuggiti in Svizzera e poi, via Parigi, a Londra?

E’ un bel romanzo di Judith Kerr (autobiografico) da cui hanno tratto il film che presto apparirà sugli schermi italiani.
hitle

Published in: on gennaio 24, 2020 at 8:51 am  Comments (9)  

Leonardo chi? (secondo voi la voce di Wikipedia relativa a Leonardo è più ampia di quella relativa ad Adriano Panatta?)

Mi aspettavo ingenuamente che nel 2019 (500° dalla morte di Leonardo da Vinci) l’italiesca patria ne celebrasse la memoria con qualche film o serie televisiva.

Forse mi sbaglio (sono distratto da tante cose) ma mi sembra che per l’anniversario della sua morte in Italia si sia fatta…minchi

Nel 2018, se non ricordo male, fu prodotto un film di animazione (LEO DA VINCI) che credo di non aver visto. Ma forse l’ho visto ed era un tale schifo che la mia psiche l’ha rimosso (fenomeno ben spiegato da S. Freud).

Se LDV fosse nato negli Stati Uniti gli avrebbero dedicato almeno 30 film (lo avrebbero interpretato Clark Gable, Marlon Brando, Jack Nicholson, Leonardo di Caprio…).

Ricordo il film su T. A. Edison (qui recensito) e mi permetto di giudicare Da Vinci qualche gradino più in alto di Edison.

In sintesi al popolo italiesco di Leonardo importa poco o niente. Prova ne sia che alla voce LDV di Wikipedia è dedicato meno spazio della voce E. Presley. Forse nell’edizione francese Leonardo ha più spazio… Andrò a vedere.

Non sarà che l’omosessualità di Leonardo qui da noi è molto imbarazzante? Per trattare l’argomento bisogna che i vertici Rai chiedano il parere di Conte, che deve parlarne a Zingaretti, che si deve consultare con Renzi, che deve chiedere un’udienza in Vaticano che mio padre al mercato comprò.
homer

Published in: on settembre 14, 2019 at 7:27 am  Comments (4)  

quella notte c’era la luna piena e il cielo era sereno su Milano…

10 anni fa, su suggerimento di Lavinia (una blogger di cui si sono perse le tracce), dedicai questo postaccio all’allunaggio del 1969. Lo ripubblico e lo dedico a Lavinia.

Seguivamo la diretta Rai (c’era solo la Rai) lei e io.

A un certo punto un attore, credo che fosse Ferruccio De Ceresa, lesse un breve racconto intitolato SENTINELLA.

Lo conoscete? E’ una famosa pagina di F. Brown: “ERA BAGNATO FRADICIO E COPERTO DI FANGO E AVEVA FAME E FREDDO…”

Era la prima volta che la sentivo, quella storia triste di un soldato che deve uccidere.

L’ho ripetuta tante volte quando sono diventato professore. Ritengo che sia molto formativa. Fa riflettere sulla relatività, sul fatto che ciascuno ha diritto al suo punto di vista.

Questa è la cosa che mi è rimasta più impressa di quella notte.

La sera successiva lei mi sorprese con un’osservazione.

Guardando il faccione della luna piena mi disse: “Ci pensi che in questo momento quei due sono là, camminano sulla luna? Adesso non riesco più a trovarla romantica…”

Infatti, se ci pensate, il romanticismo è passato di moda.

Published in: on luglio 20, 2019 at 12:59 am  Comments (3)  
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