11 settembre

Negli anni 90 era di moda l’ottimismo.

Non c’era più la guerra fredda (almeno così sembrava) e il Muro, che era il suo simbolo, era crollato.

Nel 1992 uno studioso (F. Fukuyama) scrisse che “la storia era finita” e che il liberalismo occidentale aveva sconfitto fascismo e comunismo e non ci sarebbero più state guerre.
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Si sbagliava.

Negli ultimi 30 anni le guerre si sono moltiplicate. Peggio ancora, sono guerre sante.

Guerre sante, terrorismo santo, muri del santo pianto, terre sante promesse (promesse da chi?), martiri santificati dal tritolo e così via.

La storia non è finita, mr. Fukuyama.

Published in: on settembre 11, 2021 at 12:03 am  Comments (4)  

Maria Antonietta e il GREEN PASS

All’alba del 20 giugno 1791 una grande carrozza, appesantita da 4 quintali di vestiti, creme di bellezza, balocchi e profumi, uscì da Parigi, direzione est.

La regina Maria Antonietta (Etta per gli amici) si era dimenticata di avvisare il marito Luigi, detto il Babbeo; al suo posto le avrebbe fatto compagnia il conte Alex Fersen (c’era del tenero tra i due, sapete).
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Etta si era procurata un Modulo di Autodichiarazione, redatto personalmente da Maximilien da Robespierre, in base al quale era autorizzata a recarsi a Vienna per incontrare sua cugina Maria Elisabetta Alberti-Casellati.
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Ma la carrozza fu fermata a Varennes (dipartimento della Mosa)

I vigili urbani pretesero il green pass per la regina e per il conte. “E non venitemi a dire che lui è un vostro congiunto, che tra voi c’è “uno stabile legame affettivo”! Quello è uno da una botta e via, l’ho letto su CHI”

Si metteva male. Fersen fu ghigliottinato sul posto. Ma Etta ebbe fortuna.

Intervenne un giovane ufficiale d’artiglieria, Napoleon Macron, che prese tra le braccia la regina e la portò a letto in salvo
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Published in: on agosto 31, 2021 at 12:07 am  Comments (4)  

Cappuccetto Rosso e il GREEN PASS

Cappuccetto Rosso (Kappu per le amiche) si era abituata a farsi ingoiare dal Lupo. Era un gioco sadomasochista di cui non poteva fare a meno.

Tanto c’era il Cacciatore che alla fine aggiustava tutto.
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Ma quella volta, al margine del bosco, Lupo si negò.

-Mi dispiace, Kappu, ma se non hai il green pass non ti posso mangiare!-

-GREEN? Per niente al mondo! Non mi piace il verde! E’ un colore che mi sbatte!!! Perché non hanno pensato a me istituendo il red pass? Oppure potremmo andare alla casa della nonna. Lei ha certamente il green pass (il verde le è sempre piaciuto) e così ci puoi mangiare tutt’e due…-

-No! -sospirò Lupo- La normativa vigente stabilisce che all’interno dei lupi tutte le prede devono avere il greenpass, a meno che non ci si trovi in una regione arancione o in una provincia beige…-

-Kekkasino!!-

-Proprio così, Kappu! Un vero casino burocratico! Mi è venuto un mal di testa tremendo nel tentativo di capirci qualcosa! E’ andata anche peggio ad Anna Karenina (meschina!) che si è buttata sotto le ruote dell’accelerato Khabarovsk-Vladivostok, senza neanche capire se quella era una lunga percorrenza!-

Così, soffocata dalla burocrazia, dai decreti, dai decretoni e dai decretini, la storia di Kappu e Lupo finì.

Non si videro più.

Dicono che lei sia entrata nel governo, sostituendo l’on. Claudio Durigon.

E il Lupo, sento dire, è stato cooptato nel Comitato Tecnico Scientifico.

Published in: on agosto 28, 2021 at 12:39 am  Comments (4)  

Se il soldato semplice Martin Adler fosse rimasto a casa… (se al posto di F.D. Roosevelt ci fosse stato un presidente isolazionista)

Nel novembre del 1944 la Quinta Armata dell’esercito americano si avvicinava a Bologna.

Durante i durissimi combattimenti per sfondare la Linea Gotica il soldato Adler fece amicizia con tre bambini (Mafalda, Bruno e Giuliana) e si fece fotografare con loro.
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Dopo 77 anni e grazie a quella foto e a Internet il soldato e i bambini (un po’ invecchiati) si sono ritrovati.

Ma ora mi permetto di fare un’ipotesi.

Cosa sarebbe stato dell’Europa se alla Casa Bianca si fosse deciso di non intervenire contro Hitler e Mussolini? Se fosse prevalsa l’idea (più volte accarezzata) di cercare solo la vendetta contro il Giappone? Se ci fosse stato un Joe Biden qualunque a decidere che Martin Adler doveva stare a casa?

Forse la premiata ditta Auschwitz&Birkenau sarebbe ancora in attività.

Published in: on agosto 26, 2021 at 12:49 am  Comments (5)  

1945-2021 – Breve elenco di insuccessi USA

Lascio da parte (per oggi) il tristissimo capitolo dei talebani a Kabul.

Riprendo il tema i disastri dei presidenti USA negli ultimi 76 anni a cui avevo accennato qui.

  1. Conferenza di Potsdam 1945 – H. Truman era diventato presidente da soli 3 mesi quando i suoi generali lo avvisarono che la Bomba era stata sperimentata nel deserto del New Mexico. Truman provò a intimorire Stalin: “stiamo per distruggere alcune città giapponesi con un ordigno nuovissimo…” Ma Stalin sapeva già tutto avendo infiltrato i suoi agenti nel progetto Manhattan; per cui 2 città vennero incenerite (Hiroshima e Nakasaki), e l’Unione Sovietica continuò a ridere degli americani.
  2. Guerra di Korea 1950-1953 – Prima guerra in cui gli Usa non potevano vincere (infatti si risolse in un pareggio), perché l’attraversamento da parte degli americani del fiume Yalu avrebbe provocato una terza Guerra Mondiale. Più di 50.000 morti per gli Stati Uniti.
  3. Baia dei porci (Cuba) 1961 – Ve lo ricordate il film COMMANDO, dove il truce Schwarzenegger annienta da solo un esercito? Beh, nella realtà le cose vanno diversamente. Figuraccia spettacolare del neopresidente J.F.Kennedy e della Cia.
  4. Guerra del Vietnam 1955-1975 – Se in Corea fu un pareggio il Vietnam fu una vera disfatta: il numero dei morti e dei dispersi sfiorò i 60.000 e senza ottenere alcun risultato duraturo. Dopo la partenza dei soldati americani il governo sudvietnamita durò tre anni. In confronto a quello che abbiamo visto quei 3 anni sembrano incredibili.
  5. Seconda guerra del Golfo 2003-2011 – Ancora adesso qualcuno si ostina a dire che quelle “armi di distruzione di massa” esistevano davvero. Bush ripeteva continuamente che in Iraq c’erano polverine bianche (e di altri colori) che avrebbero potuto uccidere milioni di americani. Non era vero. Alla fine della fiera hanno impiccato Saddam Hussein, sorte a cui finora è sfuggito quel simpaticone di Assad.
  6. Come ho detto prima preferisco, per il momento, stendere un pietosissimo velo su quello che succede in Afghanistan.
Published in: on agosto 22, 2021 at 11:15 PM  Lascia un commento  

Quando negli USA viene eletto un nuovo presidente cambiano molte (troppe) cose…

L’altro giorno rispondevo a un commento del mio coetaneo CESARE e mi chiedevo perché la loro politica estera è così superficiale.

La prima cosa da dire riguarda la tradizione di cambiare i capi della diplomazia, delle forze armate, della CIA e di altri delicatissimi uffici tutte le volte che cambia l’inquilino della Casa Bianca.

Ad esempio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite siede in permanenza un rappresentante USA. E’ importantissimo che quel seggio sia occupato da una persona saggia e particolarmente capace.
sicurezz
Attualmente è Linda Thomas-Greenfield. La quale Thomas-Greenfield è stata nominata da Biden meno di sei mesi fa (il 25 febbraio, per la precisione) dopo essere stata ambasciatrice in Liberia e (soprattutto) dopo aver manifestato più volte opinioni anticinesi.

Non vorrei essere frainteso. I cinesi non piacciono neanche a me. Sono dei tiranni e schiacciano ogni dissenso nel Tibet, a Hong Kong e nei territori uiguri.

Ma la diplomazia non si basa sulla Bibbia. Buoni da una parte, cattivi dall’altra. Un vero diplomatico deve leggere Machiavelli, non l’Antico Testamento.

E cosa direbbe Machiavelli a Biden?
nicolbide

Direbbe “vedi, Joe, un conto è l’Africa e un conto è l’Asia; l’Afghanistan è in Asia e confina con la Cina; tu devi trovare un accordo con i cinesi, come fece il mio ammiratore Henry Kissinger, e ristabilire l’equilibrio nella regione; quanto a madama Linda sarà opportuno rimandarla in Liberia”

Published in: on agosto 18, 2021 at 12:25 am  Comments (4)  

Saigon 1975 e Kabul 2021 – un film già visto? beh, qualche differenza c’è

Mi ricordo bene come si concluse la guerra del Vietnam.
vit

Gli USA avevano distribuito enormi quantità di armi e munizioni al governo del Vietnam del Sud, sperando che potesse sopravvivere per anni.

Non andò così.
saign

E ricordo bene che moltissimi, tra i giovani della mia generazione, tifavano per i Vietcong.

Ci furono manifestazioni di entusiasmo per le strade. L’Unità giubilava a nove colonne.
unit

Nel nostro 2021 c’è qualcosa di simile: l’insipienza della Casa Bianca (a cui la storia non sembra insegnare niente) e l’ottimismo dei vertici militari (al Pentagono erano sicuri che l’esercito regolare afgano avrebbe resistito a lungo, almeno fino alla celebrazione dell’11 settembre).

C’è però qualche differenza che a me sembra molto importante.

Ve le ricordate le statue di Buddha che i taliban distrussero 25 anni fa?
budd
Tutte le opere d’arte antica (ellenistica, cristiana, buddista ecc) dovevano essere distrutte. Così vuole il santo Corano. E chi si è dedicato a ricostruirle si prepari a vederle distrutte di nuovo.

Ma soprattutto cosa succederà alle donne afgane?

Niente scuole. Niente sport. Niente arte, niente teatro, niente libertà di pensiero.

I libri di Malala Yousafzai ci sono ancora nelle librerie di Kabul? Domani serviranno ad accendere la stufa.
mal

Published in: on agosto 15, 2021 at 4:57 PM  Comments (5)  

Fu vera gloria? – 5 maggio 1821

Quando Alessandro Manzoni venne a conoscenza della morte di Napoleone si mise subito al lavoro.eifu

E venne fuori un capolavoro di diplomazia.

Non poteva esaltare le imprese dell’Imperatore (la censura asburgica era in agguato) ma neanche descriverlo come un tiranno. Aveva subìto il fascino dell’uom fatale (a Parigi si erano guardati negli occhi) ma doveva andarci piano con gli elogi.

Da buon italiano trovò un compromesso.

Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.

I pòsteri siamo noi. Non possiamo scaricare sui nostri pronipoti il còmpito di rispondere SI’ o NO. Troppo còmodo.

Per cui emetto la sentenza.no

No, generale, non fu vera gloria.

Ammirevole coraggio. Ma anche tanta brutalità! E tante guerre inutili.

E la deplorevole abitudine di saccheggiare i territori conquistati. Se dovessi elencare le opere d’arte trasportate in Francia non finirei più.cavall

Concludo con un consiglio ai futuri aspiranti napoleoni. Lasciatevi uccidere. Come Giulio Cesare davanti alla statua di Pompeo. Ventitrè pugnalate a tradimento ti fanno diventare un mito perenne.

Purtroppo, Napoleone mio, non hai avuto questa fortuna. Ci hanno provato gli ultimi giacobini (la “congiura dei pugnali”) e i monarchici di Cadoual. Ma senza successo.

Comunque ti rendo omaggio con questa immagine, dove ti impersona Pierre Mondin, in attesa di diventare il commissario Cordier.mondy

Published in: on Maggio 4, 2021 at 10:05 am  Comments (4)  

IL GATTOPARDO VACCINATO (romanzo antistorico)

Palermo 1860. Fabrizio, principe di Salina, vuol finanziare l’unità italiana. Una spedizione partirà da Marsala e sbarcherà in Liguria, rovesciando il debole governo dei Savoia.
marsala

Ma accorre denaro, molto denaro e il principe di Salina non ha altra risorsa che organizzare il matrimonio tra suo figlio Tancredi e la giovanissima Angelica.

Angelica è brutta come la fame, ma è l’unica erede di Calogero Sedàra, uno degli uomini più ricchi del mondo (produce il vaccino ficodindiavax).

Dopo lunghe e delicate trattative il matrimonio sembra deciso. Ma interviene padre Saverio Pirrone: “Non si può! Angelica e Tancredi sono fratello e sorella!”

Ha scoperto (in modo certo: l’esame del DNA non lascia dubbi) che Tancredi è figlio di Sedàra, un seduttore seriale che 30 anni prima aveva goduto dei favori di Stella, moglie di Fabrizio e madre di Tancredi.

A quel punto il sogno dell’Italia Unita sembra tramontare; ma salta su Bastiana, madre di Angelica.

“Figlia mia, non ti crucciare e sposa pure Tancredi! Tu sei figlia di don Ciccio, l’organista!”

Dunque le corna pesano ugualmente sulla fronte di don Calogero e del Principe. Pace fatta, matrimonio salvo e spedizione finanziata. Peccato però che, come tutti gli storici seri sanno, il comandante Garibaldi sbarcò nel principato di Monaco e perse alla roulette tutti i soldi ricevuti.

E l’Italia rimase divisa.
divis

Published in: on aprile 20, 2021 at 6:04 PM  Lascia un commento  
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non ti dimenticheremo….

Mercoledì è il giorno della memoria.

Ma io certe cose le ricordo tutti i giorni dell’anno. Perciò pubblico questa foto.

Anne Frank, simbolo di tutte le vittime dell’Olocausto, sia sempre nella nostra memoria!
fran

Published in: on gennaio 24, 2021 at 8:56 am  Comments (2)  
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