DONNE, MADONNE, MERCANTI E CAVALIERI

Come accennavo sabato scorso A. Barbero ha riunito sotto questo titolo 6 sintetiche biografie.

    • CATERINA DA SIENA (20 pagine) – Può essere definita un’influencer (lo dice anche Daniele Artioli); ma è facile essere influencer oggi nell’era di internet, quando basta cliccare sulla tastiera e puoi raggiungere tutti nel mondo; e quando le opinioni di una donna non sono svalutate da pregiudizi; Caterina, giovane donna e uscita da una famiglia modesta (il padre era un tintore) ha scritto lettere a papi, re e a litigiosi leaders fiorentini (no, sen. Renzi, a lei non ha scritto!) e ha influito sulle loro scelte
    • CHRISTINE DE PIZAN (20 pag) – Nata a Venezia col nome di Cristina da Pizzano, seguì il padre alla corte di Parigi (1369); poetessa, storica e autrice di celebratissime miniature, scrisse tra l’altro LA CITTA’ DELLE DAME, opera (molto apprezzata in tutto il XV secolo) contro la misoginia imperante dell’epoca, e IL POEMA DI GIOVANNA D’ARCO (il suo ultimo libro, nel 1429)
    • JEANNE D’ARC (22 pag) – Quando Christine De Pizan canta le lodi di Giovanna, definita “l’onore del nostro sesso”, la gloria della Pulzella d’Orleans è al suo culmine; ha appena sconfitto gli invincibili inglesi e grazie a lei Carlo VII è stato incoronato Re di Francia; come va a finire la sua avventura lo sapete già. Barbero celebra il coraggio dell’eroina: “guida all’assalto i francesi, si inerpica sui bastioni del nemico… è ferita quattro volte in pochi mesi…” Ha coraggio da vendere insomma. Ma si astiene diplomaticamente da prendere posizione sulla questione basilare: quelle “voci” erano solo nella sua testa o era Dio a guidarla?
    • frate SALIMBENE DA PARMA (21 pag) – Francescano. Viaggiò molto, soprattutto in Francia. Ci ha lasciato una Cronica dove, spinto da una sana curiositas, ha scritto di crociate, vino di Borgogna e burle tremende (come quella che frate Diotisalvi fece ai domenicani). Fu particolarmente colpito dalla figura di Federico II, l’imperatore scomunicato: si era convinto che Federico fosse l’Anticristo e che avrebbe portato con sé la Fine del Mondo; quando seppe che era morto ci rimase male (abbiamo fatto tanto casino e lui era solo un comune mortale)
    • DINO COMPAGNI (21 pag) – Ricco mercante nella rissosa Firenze di Dante. Per una breve stagione fece politica. Eletto Priore convocò nobili e gente comune nel Battistero (dove tutti loro erano stati battezzati): “Giurate qui di porre fine alle discordie e al sangue? Di non fare più male alla nostra città?” Loro si commossero e giurarono. Poi uscirono e tutto continuò come prima. Lui la racconta così, nella Cronica delle cose occorrenti ne’ tempi suoi (qualcuno ha dubitato di questa narrazione). E aggiunge che tutti quelli che giurarono il falso persero la loro anima.
    • JEAN DE JOINVILLE (20 pag) – Feudatario di re Luigi IX. Accompagnò il re nella VII Crociata (1248-1254), ma non nella VIII (si era convinto dell’inutilità delle costosissime crociate). Racconta cosa gli successe in quegli anni in una Vita di San Luigi, biografia in cui però parla più di se stesso che del re Luigi. Un paio di esempi. Luigi chiede a Jean “preferireste essere lebbroso o essere in peccato mortale?” Jean risponde sinceramente che preferirebbe commettere anche 30 peccati mortali che essere lebbroso. Luigi il Santo si aspettava una risposta diversa e lo cazzia. Secondo esempio. Jean è prigioniero dell’Emiro che lo invita al suo banchetto a base di carne. Alla fine si ricorda che è venerdì e va in crisi. “Non l’hai fatto apposta, Dio ti perdonerà” dice l’Emiro. La stessa cosa gliela dice un alto prelato (spero che sarà bastato a tranquillizzarlo)

barberoalNessun storico è stato maltrattato nella stesura di questo post.

Published in: on gennaio 6, 2021 at 12:57 am  Comments (4)  

Inizio l’anno con Barack Obama e con Alessandro Barbero

Chi mi ama mi regala libri.

Se conosce i miei gusti mi regala libri seri. Ecco 2 esempi.

Ho finito ieri di leggere UNA TERRA PROMESSA, autobiografia di Barack Obama.

Bello. Ben scritto. Un po’ di retorica, ma se sei stato per 8 anni il Presidente USA e ti hanno dato anche il Nobel la retorica è inevitabile.

Nelle prime 30 pagine Barry (lo chiamavano così) parla della sua famiglia e di come si formò fino alla laurea (1983). Al padre dedica poche righe (da lui ha avuto solo il cognome), ma cita molte delle sue letture: Martin Luther King, Ralph W. Emerson, Dostoevskij, D. H. Lawrence…

Nella sua vita entra Michelle nel 1989: “era alta, bella, divertente, generosa, estroversa e dotata di un’intelligenza maliziosa”
michell
Le pagine dedicate alle campagne elettorali occupano quasi la metà del libro:

  • Barack viene eletto al senato dello Stato dell’Illinois
  • Bill Clinton viene eletto presidente nel 1992 (Barack partecipa con impegno alla campagna di Clinton)
  • nel 2004 Barak viene eletto al Senato di Washington
  • nel 2008 la campagna per la Casa Bianca; prima la sorprendente vittoria contro Hillary Clinton, poi il successo contro John McCain; durante la campagna viene scelto come candidato alla vicepresidenza Joe Biden, che ovviamente Barack copre di elogi

L’ultima parte del libro è dedicata al biennio 2009-2011.

Si dedica molto spazio alla riforma del sistema sanitario. Barack aveva promesso durante la sua vittoriosa campagna del 2008 di assicurare un’adeguata copertura finanziaria ai programmi federali di assistenza. Promessa mantenuta.

Infine le pagine finali, dedicate alla Operazione Neptune Spear che portò all’uccisione del Grande Nemico: Osama Bin Laden venne raggiunto ed eliminato il 2 maggio 2011.

La popolarità del presidente raggiunse il suo massimo proprio con l’uccisione di “Geronimo”. E con questo finale hollywoodiano si conclude UNA TERRA PROMESSA (si glissa su quello che successe dopo, ad esempio sulla crisi siriana; ma chi racconta se stesso raramente lo fa per diffamarsi)barac

DONNE, MADONNE, MERCANTI E CAVALIERI è un libro breve ma ricchissimo, scritto da A. Barbero.

Comprende sei mini biografie di 3 donne e 3 uomini del Medioevo. L’ho letto e lo sto rileggendo.

Se proprio ci tieni, tu che mi leggi, lo recensirò.

E ti svelerò il nome della più famosa influencer dell’epoca. Non indovini chi è?

Ti aiuto: aveva 33 anni quando chiuse gli occhi.

barb

Published in: on gennaio 2, 2021 at 12:55 am  Comments (8)  

2020 funesto. Ma anche no! (Biden ha vinto)

Mio caro Watson, mi congratulo con voi! Eravate convinto della vittoria di Biden già la mattina del 4 novembre! Presumo che la vostra divinazione fosse basata sull’enorme numero di voti espressi per posta (secondo la BBC sono stati più di 80 milioni) e sulla considerazione che questo modo non tradizionale di esprimere il voto è tipico di chi ama le novità, soprattutto i giovani e chi è in possesso di un titolo di studio superiore. Di conseguenza si può dedurre che l’elettorato repubblicano (molto tradizionalista) non usa votare per corrispondenza.
postal
Non merito il vostro elogio, Holmes. In realtà ho scritto che Trump non sarebbe stato rieletto perché mi girava così.

Apprezzo la vostra sincerità, Watson! Ora sappiamo che la previsione non si basava sulla logica ma sul culo sull’intuizione. Passiamo ora a esaminare il mistero delle regioni colorate. Come si potrà colorare la Cornovaglia? In rosso, in giallo o in viola? E il Galles sarà in giallo canarino o in verde bottiglia?
wats

Published in: on novembre 6, 2020 at 2:48 pm  Comments (2)  

COLUMBUS DAY, ovvero STORIA DI UN CERVELLO IN FUGA

 

 

 

Robespierre invita a votare SI’

…al referendum per il taglio dei parlamentari.
taglio

Published in: on settembre 19, 2020 at 8:06 am  Comments (2)  

WE’LL MEET AGAIN (ci ritroveremo ancora… e sarà in un giorno di sole)


Ricordate il finale di IL DOTTOR STRANAMORE di Kubrick?
Sullo schermo esplodevano le bombe all’idrogeno (i famosi “funghi”) accompagnate dalle note di una canzone molto dolce.

La voce era di Vera Lynn, che continuò a cantare per decenni. Da ierilaltro non canta più.

Goodbye, Vera. I know we’ll meet again some sunny day.
war

Published in: on giugno 20, 2020 at 12:58 am  Lascia un commento  

IL MISTERO DI VARENNES (quando Maria Antonietta cercò di raggiungere la seconda casa)

Narrano autorevoli storici che Maria Antonietta (moglie di re Luigi il Babbeo) tentò una prima volta di fuggire da Parigi dove era di fatto prigioniera.

Quando arrivò nei pressi di Versailles la fermarono i gendarmi della Guardia Nazionale.

“Madame, voi non avete il diritto di raggiungere la vostra seconda reggia!”

-Devo solo recuperare alcuni effetti personali…-

Non ci fu verso. La riaccompagnarono al Louvre e le fecero anche pagare l’ammenda.

Si organizzò meglio la seconda volta.

La mattina del 20 giugno 1791 una grande carrozza, appesantita da 4 quintali di vestiti, creme di bellezza, balocchi e profumi, uscì da Parigi, direzione est.

La Regina aveva preparato anche il Modulo Rivoluzionario di Autodichiarazione (redatto personalmente da Maximilien de Robespierre). Dichiarando di voler incontrare a Vienna sua cugina Maria Elisabetta Alberti-Casellati.
antonisenatLa carrozza venne fermata a Varennes (dipartimento della Mosa). I vigili urbani non ritennero valida la motivazione di cui sopra, eccependo che Vienna era oltre il confine della Francia.

-Ma l’Austria fa parte dello Spazio Schengen!-

-Spazio di Schengen mon cul! La Nazione se ne fotte dei trattati internazionali! E quel cicisbeo lo riconosco: è il conte Fersen! Non venitemi a dire che è un vostro congiunto, che tra voi c’è “uno stabile legame affettivo”: quello è uno da una botta e via, l’ho letto su CHI. Alla ghigliottina, tutti alla ghigliottina!-
varennNon tutti gli storici sono a conoscenza che c’era una seconda carrozza, a debita distanza. Dentro c’erano Ettore Scola, Leonardo di Caprio e Quentin Tarantino, impegnati in una partita a tressette col morto.

Scola parlava di un suo futuro film, intitolato IL MONDO NUOVO. “Mi piacerebbe avere Mastroianni come Giacomo Casanova, Harvey Keitel come Tom Paine, Hanna Schygulla come contessa De La Borde e Laura Betti…”

Di Caprio lo interruppe: “Cast troppo europeo! Non avrebbe successo internazionale! Io potrei essere il protagonista!”

Quentin si mise a ridere: “Ma certo, Leo! Se ti ricordi come si usa il lanciafiamme potresti concludere il film incenerendo tutti i Giacobini!”
caprio

Published in: on maggio 18, 2020 at 8:26 am  Comments (2)  

Cara Lilibeth, ti scrivo così mi distraggo un po’

Si può dire in bocca al lupo a una sovrana?

Forse no. E poi, con la grinta che hai, il lupo scapperebbe appena ti vede.
beth

Aggiungo, cara Maestà, che un cinefilo come me è obbligato ad applaudire le tue interpretazioni.

Non mi riferisco a tutte le attrici che hanno interpretato te: Helen Mirren (si è portata una statuetta a casa), Olivia Colman, Emma Thompson, Rosemary Leach, Jane Alexander, Vanessa Redgrave, Freya Wilson (è la giovanissima che si inchina a suo padre, il neo-re, nel 1936), Sara Gadon (è un’energica principessa e l’uniforme di sottotenente le sta a pennello) e chissà quante altre ho tralasciato.

No, mi riferisco proprio a te.

Ti ho vista nel 2012, all’apertura dei Giochi di Londra. Con la regia di Danny Boyle, accanto a Daniel Craig, a un addetto alla sicurezza e a 2 cagnolini. Impeccabile recitazione di tutti e cinque.
gee

E ti ho vista l’altra sera. Discorso breve ma ricco di ottimismo: “unità, autodisciplina, risolutezza, calma, buon umore, ognuno sarà orgoglioso della vittoria”

Bravissima. Un discorso così non si sentiva dai tempi di W. Churchill.chur

Published in: on aprile 7, 2020 at 9:02 am  Comments (2)  
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Storie di ospedali, di pellegrini, di cani e gatti…

Nella mia vita precedente ero insegnante di italiano e storia.

All’inizio della mia “carriera” mi capitò di dover rispondere alle domande di un alunno sugli ospedali nell’antichità: “Cosa succedeva a chi si ammalava? C’erano gli ospedali a Roma?”

(c’era il colera a Napoli nel 1973; per cui l’argomento era di moda, come purtroppo lo è oggi)

Non ricordo benissimo cosa ho risposto 47 anni fa. In sostanza ho detto che non c’erano ospedali veri e propri nell’antichità. Né ad Atene né a Roma. Ve lo immaginate Caligola che stanzia parte del bilancio statale per curare i malati?
calig

C’erano i medici, certamente, e si facevano pagare molto cari. Per cui se potevi permettere di spendere molto li chiamavi a casa tua. Poi morivi lo stesso, come sogghigna Marziale: “Nuper erat medicus, nunc est vispillo Diaulus…”

mazile

Non succedeva solo nella Repubblica, né nell’Impero, tra gli adoratori di Giove e di Apollo. Nella lontana Cina cosa diceva ai malati il saggio Confucio? “rivolgiti agli Dei e, se gli Dei non ti guariscono, rassegnati a morire”
confucio

Ritornando in Europa i primi ospedali nascono intorno all’anno 1000 lungo le strade che conducono a Roma (al passo del  Gran San Bernardo, presso l’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso in val di Susa, al passo del Gottardo ecc).

Più che altro erano dei Pronto Soccorso.

Soccorrevano i pellegrini che, andando a piedibus, percorrevano dei sentieri prevalentemente sassosi. Quindi si cominciava a curare le piaghe dei piedi e poi, se c’era abbastanza acqua, a lavare il resto.

Per farvi un’idea osservate attentamente questo affresco. Siamo a Siena, in quello che era l’antichissimo Ospedale di Santa Maria della Scala (adesso è un museo, proprio davanti alla Cattedrale). E’ un pronto soccorso abbastanza affollato e (presumo) piuttosto chiassoso.
ospezio
In basso a destra potete vedere una animata discussione tra un gatto e un cane.

Agli occhi di noi moderni non è un bel vedere. Poca igiene e molto rumore.

Ma provate a mettervi nei panni (rattoppati) dei pellegrini. Avreste apprezzato.

E poi era tutto gratis et amore dei. A quanto riferiscono gli storici.

I pellegrini conservavano i loro spiccioli per essere pelati nelle osterie di Trastevere.

 

Published in: on aprile 3, 2020 at 12:57 am  Comments (4)  
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1917, film contro la guerra (ecco perché bisogna vederlo)

Perché mi piace tanto?

Non per la bravura del regista, per i movimenti di macchina, per i piani sequenza ecc.

E’ il messaggio del film. La protesta contro la guerra in generale e, in particolare, contro il mostruoso tritacarne in cui finirono milioni di giovani e che andrebbe chiamato LA GRANDE TRAGEDIA, più che la Grande Guerra.

TRAGEDIA originata dal nazionalismo e da altre dottrine ottocentesche.

  • “dobbiamo vendicare la morte dell’Arciduca!”
  • “dobbiamo schiacciare i nemici della Patria!”
  • “questa guerra è una crociata, noi costruiremo un mondo migliore!”
  • “loro, i nemici, sono dei mostri peggio delle bestie, noi siamo i Buoni, Dio è dalla nostra parte!”
  • “bla, bla, bla”

Si può dire che quella tragedia non sia più finita.

Qui in Italia sembrò che nel novembre del ’18 i cannoni avessero finito di sparare.

Ma era un’illusione.

La Germania umiliata pensò fin da subito alla rivincita. Continuò a scorrere sangue al confine tra Polonia e Unione Sovietica. L’Impero giapponese continuò a espandersi. E soprattutto si era sbriciolato l’Impero turco, compromettendo i delicatissimi equilibri del medio oriente (le conseguenze arrivano fino a noi, in modo orribile).
gemellsiria

Ripeto. L’inutile strage iniziata del 1914 continua e continuerà. Che si usi l’iprite o il napalm, le armi “convenzionali” (che termine ipocrita!) o quelle nucleari, la tragedia non ha fine. Sia dunque benedetto questo film e tutti quelli che mostrano l’orrore della guerra.
ovestnaustr

Published in: on febbraio 12, 2020 at 12:07 am  Lascia un commento  
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