MISTER GWYN, romanzo diversamente bello

L’ho letto due volte (è corto) e mi sa che lo rileggerò. Per il momento noto che Alessandro Baricco (d’ora in poi, AB) non riesce più a scrivere bene come agli inizi (ad es. Castelli di rabbia e Novecento).

Già EMMAUS mi aveva deluso. Adesso non so decidermi se considerare questo Mr. Gwyn una sublime sciocchezza o un lavoro-dignitoso-che-magari-con-più-calma-poteva-essere-bellissimo.

Intanto elenco i principali pregi e i principali difetti del romanzo:

  • segnala a pag. 69 una bellissima storia di Paperino disegnata da Carl Barks e letta dal protagonista; si tratta di Paperino e il paese dei Totem (Land of the totem poles), pubblicata in Italia nel 1950; come faccio a non volerti bene, AB, quando mi citi storie così?
  • il protagonista, oltre a leggere fumetti d’annata, vive a Londra, tra Camden e una “enorme libreria” presso Charing Cross (penso che la libreria sia Foyles): a pag. 145 AB sembra infastidito dalle dimensioni degli “odiosi supermercati del libro” (ce ne fossero da noi, librerie come Foyles…)
  • AB ha creato nomi originali: John Septimus Hill, Tom Bruce Shepperd, Jasper Gwyn (il protagonista), Akash Narayan, Klarisa Rode… (può bastare a farmi piacere questo romanzo? mah…)
  • la trama è più strampalata dei delitti su cui indaga Don Matteo a Gubbio; dopo ve la riassumo, se proprio ci tenete… per ora mi limito a una domanda: perché tanti personaggi devono mostrarsi completamente nudi allo sguardo del protagonista? è una allegoria della verità? o serve per dare un po’ di pepe a una storia tuttosommato noiosa?
  • i dialoghi sono una frana; è vero che i dialoghi sono la difficoltà maggiore per un narratore (attribuire a ciascun personaggio un diverso codice linguistico e diverse capacità espressive: è questo che ha fatto grandissimi Cervantes, Hemingway, Somerset Maugham, Maupassant, Tomasi di Lampedusa…)
  • a pag 36 c’è un’affermazione perentoria: “tutti i veri scrittori odiano quel che c’è attorno al loro mestiere” cioè i soldi, i contratti con le caseditrici, gli agenti; non so chi siano i “veri” scrittori per AB, ma (a quanto ne so) Camilleri, Follet, Grisham, King, lo stesso Hemingway la pensano (pensavano) diversamente
  • avevo digerito a fatica il “sorriso ben fatto” di EMMAUS; sono disposto a sorvolare sul “dignitoso calore” con cui Jasper e un diversamente giovane si salutano a pag 67 (gli inglesi conoscono bene la dignità, non il calore…); quello che non posso sopportare è “un’eternità minuscola”: what the fuck does it mean eternità minuscola?
  • altra domanda: il diversamente giovane di cui sopra trasporta la sue lampadine con un vecchio scatolone di pasta italiana sigillato con un largo scotch verde… era necessario per l’economia della storia che lo scatolone fosse vecchio, la pasta fosse italiana e lo scotch fosse verde?

Siete ancora qui? Peggio per voi. Eccovi la TRAMA ESSENZIALE.

Jasper, il protagonista, è stato un romanziere di un certo successo. Ma si è stancato di scrivere (autobiografico?) e decide di cambiare genere. Con l’aiuto di una giovane diversamente magra si mette a “scrivere ritratti” di gente nuda. All’inizio va tutto bene, poi una giovane ricca e stronza rovina tutto.

(Noto che da un po’ di tempo nei romanzi di AB compare una riccaestronza che rovina tutto. Altro spunto autobiografico?)

Infine Jasper scompare. Ma nel mondo appaiono altri suoi romanzi, tra cui uno incompiuto: contiene i capitoli finali (terzo e quarto), mancano il primo e il secondo.

Magari nel suo prossimo romanzo AB scriverà quei due capitoli mancanti.

Così tutti noi potremo andare a letto contenti e rilassati.
bariccototem

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Published in: on dicembre 26, 2011 at 5:27 pm  Comments (7)  
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Buon natale a chi legge… e anche a chi non legge

bibbiaPrometto a breve la recensione dell’ultimo romanzo di Baricco

Published in: on dicembre 24, 2011 at 12:09 am  Comments (5)  
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Presepio 2011

Nel presepio di quest’anno ci sono nuove figurine.

Anzitutto ci sono i NEUTRINI, arrivati attraverso il tunnel GINEVRA-GRAN SASSO (prolungato per l’occasione fino a Betlemme dalla ditta Gelmini). Sono incorporei (lo so, lo so…) ma per Natale sono provvisoriamente VISIBILI e indossano un paio d’ali ciascuno, cosa che permette di superare la velocità della luce.

Accanto alla grotta ci sono DE LAURENTIIS, NERI PARENTI e CHRISTIAN DE SICA. Dopo il fiasco del loro film cercano una location per il prossimo anno. Ma Giuseppe e Maria non mollano: “Natale a Betlemme? L’esclusiva è nostra…”

In un angolo buio si può vedere MOGGI. Tanto per non smentirsi sta confabulando con re Erode a motivo dello scudetto del 2006 (attribuirlo all’Inter, alla Juve o venderlo all’asta?).

In un altro angolo un arcangelo arrabbiatissimo prende per un orecchio il sig. dott. mascalz. farabutt. Luigi Verzé. “Proprio il  mio nome dovevi coinvolgere nelle tue porcherie?  Adesso vieni con me e NON PROPRIAMENTE IN PARADISO!!!”

Accanto ai Magi c’è Mario Monti che NON PORTA DONI (anzi, sta meditando di far pagare l’ICI per la grotta di Betlemme).

REGALATE LIBRI

Due anni fa ho pubblicato un elenco di libri da regalare a Natale.

E’ tempo di rinnovarlo. L’elenco, non il Natale. Ricordando la premessa di allora: se conosci bene la persona, non hai bisogno dei miei consigli (questi li puoi regalare a lontani parenti o a colleghe/i d’ufficio).

    • IL CORTILE DEI GIRASOLI PARLANTI. Racconti ben scritti da A. Arslan (l’autrice della MASSERIA DELLE ALLODOLE). L’ho letto in un pomeriggio. Lo rileggerò senza fretta, nei giorni ovattati tra Capodanno e l’Epifania, e lo recensirò.
    • POCO O NIENTE. Storia della nonna contadina di Pansa Giampaolo. Sottotitolo “Eravamo poveri, torneremo poveri”. Tra l’Albero degli Zoccoli e il futuro.
    • LA MIA ANIMA E’ OVUNQUE TU SIA. Romanzo breve di Aldo Cazzullo. La Resistenza, il Dopoguerra, un delitto, una detective. Piace a chi ama Beppe Fenoglio.
    • BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE. 264 pagine di A. D’Avenia (che purtroppo non si è ripetuto nel recente COSE CHE NESSUNO SA). Rileggendolo mi sono accorto che l’accostamento a JACK FRUSCIANTEecc (da me osato nella recensione del 6 luglio) era una sciocchezza. Brizzi un romanzo così se lo sogna.
    • INCANTO. Storie di giovani (anche l’autore, Pietro Grossi, ha passato da poco i 30): un campione di motociclismo, un geniale matematico, uno squaletto della finanza cercano (ciascuno per conto suo) di dare un senso a questa vita.
    • LA BUONA SOCIETA’. 400 pagine di Amor Towles. New York 1937. Lustrini, charleston e dissolutezza. Non è il Nobel per la letteratura, ma quando hai cominciato non smetti più.
    • LA CLASSE NON E’ ACQUA. Acute e divertenti osservazioni di A. Caprarica sugli aristocrats del Regno Unito (spesso squattrinati, quasi sempre libertini). Caprarica è di sinistra (ha scritto per anni sull’Unità), ma non nasconde una qualche simpatia per quel mondo bislacco dove la signorilità è INDISPENSABILE anche sul letto di morte: le ultime parole di un duca (citate a pag 256) furono “Bene, il gioco è finito. Ciò non mi dispiace”
    • L’INDICE DELLA PAURA. Un bel giallo, ambientato nel mondo della finanza, scritto da R. Harris (quello di FATHERLAND, di POMPEI e di GHOSTWRITER). Un sofisticatissimo software minaccia gli equilibri finanziari del mondo intero.
    • SORELLA. Un altro giallo, di Rosamund Lupton da Cambridge U.K. Atmosfere cupe, un cadavere ad Hyde Park, colpi di scena a ripetizione. Che fine ha fatto la bellissima Tess?
    • LA RAGAZZA FANTASMA. Rimetto in lista questo romanzo (un giallo “fantasy”) di S. Kinsella. L’ho recensito il 19 dicembre 2009: mi accorgo che è ancora vendutissimo. Un motivo ci sarà.

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dal piccolo al grande schermo (BORIS, FASCISTI SU MARTE, QUALUNQUEMENTE)

Mantengo la promessa fatta il 15/11. Metto a confronto 3 film, generati da spunti televisivi.

  1. BORIS. Per chi non lo sapesse è una serie andata in onda dal 2007 al 2010 (prima sul canale satellitare FOX, poi su Cielo). Nel 2011 hanno fatto il film. Un buon film, secondo me. Descrive con sarcasmo il mondo del cinema: produttori rozzi e cinici,  intellettuali snob, attori bislacchi… (la parodia di Margherita Buy, che diventa Marilita Loy, è ferocemente spassosa)
  2. QUALUNQUEMENTE (2011). Cetto La Qualunque è un personaggio che A. Albanese ha proposto per anni in tv (Mai dire domenica, Che tempo che fa…) e lì mi è piaciuto. Al cinema le sue gag risultano un po’ ripetitive. Soltanto un paio di trovate sono imprevedibili: quando Cetto si presenta alla porta del carcere insieme al figlio (ed è il figlio che va dentro!) e quando arrivano i carabinieri (tu speri che vengano ad arrestarlo e invece…). Ha finalmente un volto l’antagonista DE SANCTIS: è S. Cantalupo (già visto in GOMORRA, era il sarto).
  3. FASCISTI SU MARTE (uscito nelle sale nel 2006). Barbagli (l’incrollabile federale) e la sua squadraccia li avevo molto apprezzati su Raitre. Deludente la versione cinematografica. Le battute che riuscivano così bene nei tempi brevi del Caso Scafroglia perdono sapore quando sono diluite in 100 minuti. Direi che l’inizio è buono, ma poi non si sa come finire.
Decideranno i miei eventuali lettori su quale sia il migliore?
N.B. Alla categoria STORIE TELEVISIVE DIVENTATE CINEMA si potrebbero aggiungere molti altri esempi. Ad esempio TRE UOMINI E UNA GAMBA (1997) dove si inserisce molto del repertorio classico di Aldo Giovanni&Giacomo (il controllore sul tram contro “Ajeje Brasov”, la prima colazione a base di peperonata, Dracula tra i leghisti ecc).
Oppure CADO DALLE NUBI (2009) che utilizza gag e canzoni già famose di Checco. 
Però qui c’è una TRAMA articolata e coerente, con figure ben riuscite di ANTAGONISTI (affidate a VERI attori: Carlo Croccolo nel primo, Ivano Marescotti nel secondo) e con COLPI DI SCENA davvero imprevedibili.

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SCIALLA (con annessa classifica provvisoria del PREMIO CHIAVICA)

Cominciamo da SCIALLA? Sì. No. Mah.

Cominciamo dalla CLASSIFICA PROVVISORIA. Scialleremo dopo…

Premessa metodologica. Proporre un film per QUESTO premio significa dire che è un cesso.

Nomination = – 1.

Altri punti (in negativo o in positivo) si possono aggiungere. Ad esempio CECILIA ha dato un – 1 ad alcuni titoli, mentre AGEGIOFILM ha dato un + 1 a Silvio forever. La somma algebrica dei + 1 e – 1 crea la sottostante classifica. Fine della premessa.

I FANTASTICI VIAGGI DI GULLIVER, L’ULTIMO DEI TEMPLARI, PRIEST, TRANSFORMERS 3………………PUNTI – 2

AMICI MIEI-COME TUTTO EBBE INIZIO, BACIATO DALLA FORTUNA, BEASTLY, BOX OFFICE 3D, I SOLITI IDIOTI, MATRIMONIO A PARIGI, MANUALE D’AMORE 3, NAPOLETANS, ONE DAY ……………………………………..PUNTI – 1

EX-AMICI COME PRIMA, SILVIO FOREVER………….. PUNTI 0

(VACANZE DI NATALE A CORTINA, quando uscirà, partirà da – 1 grazie alla nomination di ANNA NIHIL)

Adesso (se non vi siete annoiati) qualche riga di recensione sul film di Francesco Bruni (opera prima, può migliorare).

TRAMA ESSENZIALE. Un ex-prof 50enne si sente dire: quel 16enne pigro e balordo che viene a lezione da te è nostro figlio. “Cerca di salvarlo dalle sue cattive compagnie” dice la madre partendo per l’Africa. Guai seri, serissimi, da cui si salvano grazie a un improbabile gangster dal cuore tenero.

COMMENTO. Secondo mia moglie (insegnante al liceo) è un film sulla scuola. Molto ottimista (alunno pigro, rozzo e aspirante spacciatore, poi…).

Secondo me (che non insegno più) il tema centrale è il rapporto tra un padre balordo e un figlio ancora più balordo.

Complessivamente, non è da oscar. Ma si può vedere.

scialla

Published in: on dicembre 4, 2011 at 11:53 pm  Comments (3)  
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che fine ha fatto la commedia all’italiana?

L’altra sera RAI MOVIE ha trasmesso L’ARMATA BRANCALEONE, con grande sollazzo da parte mia.

Film che (è stato autorevolmente sentenziato) può essere definito “commedia all’italiana”.

Infatti NON è un film storico (si passa con disinvoltura da scenari dell’anno 1000 a locations rinascimentali); Brancaleone e la sua gang sono davvero una rappresentazione del popolo italiano, mezzo longobardo e mezzo bizantino, fiero e straccione al tempo stesso, capace di slanci eroici e di viltà…

Ma non del bel film di Monicelli voglio parlare qui (magari un’altra volta).

Qui si parla solo dei più recenti tentativi di commedia all’italiana.

Qualche esempio?

  • BAR SPORT (tentativo lodevole, ma non riuscito, di rendere i toni surreali di Benni)
  • MATRIMONIO A PARIGI (più che commedia, una farsa sgangherata)
  • I SOLITI IDIOTI (vedi sopra)
  • LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA (commedia farseggiante, si potrebbe intitolare Fantozzi-si-sposa; in confronto ai due che precedono, però, sembra Goldoni e Moliere messi insieme)
  • EX – AMICI COME PRIMA (qualche buono spunto galleggia in un mare di banalità; la gag del preservativo è veramente trucida)
  • IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE (vorrebbe essere Amarcord, ma di Fellini ce n’è uno solo e Pupiavati non ha la leggerezza del Maestro)
  • LEZIONI DI CIOCCOLATO 2 (dolciastro; Argentero ha l’espressività di un mobile bar; che peccato vedere Salemme e la Finocchiaro sprecati così)
  • SCIALLA (direi il migliore della lista, ma quel boss “poeta” è troppo fasullo…, magari lo recensirò come si deve)

MONICELLI, GERMI, LOY, SALCE, ZAMPA, RISI (Dino, mica Claudio) dove siete? branca

Published in: on dicembre 2, 2011 at 11:17 pm  Comments (5)  
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