THE CABIN IN THE WOODS, the aliens favourite videogame

Traduco. QUELLA CASA NEL BOSCO è il gioco preferito dagli Alieni.

Lo so, essendo stato rapito dagli alieni (léggasi il post in data 8 maggio) e avendo passato con loro un mese galattico, equivalente a una mezzora terrestre (per via del noto paradosso di Einstein-Gelmini).

Per passare il tempo,  giocavamo insieme a Thecabinecc e mi lasciavano vincere quasi sempre (sono brava gente, gli alieni, ve l’ho già detto).

Per chi non lo conosca, riassumo le regole.

5 personaggi si muovono in un bosco (the Vatican Wood) dove si scontrano, amoreggiano e si uccidono in base alle TUE decisioni

  1. the Scholar (assomiglia tutto al card Bertone)
  2. the Fool (Ettore Gotti Tedeschi)
  3. the Athlete (Ibrahimovic)
  4. the Virgin (Rosy Bindi)
  5. the Dental Hygienist (Nicole Minetti)

Beh, mi accorgo che questo post sta venendo PARTICOLARMENTE PALLOSO. Perciò, dopo l’immagine, lo vivacizzerò con SENSAZIONALI RIVELAZIONI sull’andamento del Gioco BOOKLAND

horror

Nelle ultime settimane BOOKLAND mi ha dimolto assorbito. Sono andato poche volte al cinema (e non ho visto films che valesse davvero la pena recensire).

Comunque stasera andiamo a vedere MARGIN CALL e poi vi saprò dire.

Quanto a BOOKLAND, la II A ha battuto la II F nei “quarti” (7-4) e la squadra CERRETA in semifinale (9-7), mentre alle ZANOTTI la II B ha battuto la II C per 7 a 6. Tra le classi terze, clamorosa vittoria della III C delle ZAPPA sulla III B delle ZANOTTI (10 a 5).

Maggiori dettagli li potrete leggere (se proprio non avete niente da fare) nel sito http://www.ilbibliofilo.org

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e adesso che ci faccio con 94 milioni di euro?

E’ vero che con i soldi non puoi comprare la felicità, MA LA PUOI AFFITTARE PER UN PO’ DI TEMPO.

Mettiamola così. Immaginiamo di aver imbroccato il premione del Superenalotto (cosa non avvenuta: non ho neanche giocato): cosa ne farei?  

  1. Potrei mettere su una casa di distribuzione cinematografica e far vedere qualche bel film nelle sale. Ci rimetterei un sacco di soldi, ma vuoi mettere la sodisfazione? Pensate a CESARE DEVE MORIRE (grande, grandissimo esempio di cinema) che hanno visto in pochi perché proiettato in pochissime sale…
  2. Già che siamo in argomento potrei produrre una (una sola, sennò vado in rosso) COMMEDIA ALL’ITALIANA. Non una farsaccia come usa adesso (ogni riferimento a “Operazione vacanze” è puramente voluto), ma una storia vera, con veri attori, che aiuti a pensare alla realtà presente e non a fuggirne. Ve lo ricordate TUTTA LA VITA DAVANTI? Ecco, una cosa così…
  3. Potrei comprare l’edificio che ospita il glorioso TEATRO DUSE di Bologna. E il Duse sarebbe definitivamente salvo. Lo farei gestire da quel bravo attore che è Guido Ferrarini. Così facciamo pace.
  4. Potrei rilevare la libreria di piazza Galvani, quella frequentata da G. Carducci e la sua cerchia. Feltrinelli si è stancato di gestirla in perdita (gli affari sono affari…) e adesso la vuole la COOP.

A questo punto qualcuno obietterà: “Come hai fatto, o bolognese che non sei altro, a giocare la tua schedina a Catania?”

FACILISSIMO. Mi sono fatto prestare la Firebolt da Harry e un Time Turner da Hermione. Così, saputi i 6 numeri vincitori, ho viaggiato nel tempo fino al pomeriggio di sabato…

soldi

telenovela (da Dallas al lago di Como passando per il Vaticano)

Ieri sera ci siamo riuniti in pizzeria. Ma non abbiamo parlato di un film (avendo visto una fetecchia tale -dopo magari vi dico quale- che avremmo perso l’appetito parlandone).

Abbiamo parlato dell’ultima fiction di Raiuno. Una specie di DALLAS alla comasca.

Non vi ricordate com’era DALLAS? Ve lo riassumo io:

  • famiglia di industriali, in continua altalena tra il fallimento e il trionfo
  • ranch con qualche kilometroquadrato intorno
  • amori&corna
  • “me la pagherai, GEIAR” (qualcuno gli spara, ma lui ha la pelle dura)
  • clamorosi colpi di scena (Bobby era morto, gli avevano fatto il funerale… e poi salta fuori che non era morto!)
UNA GRANDE FAMIGLIA è la stessa menata. Solo che al posto del petrolio c’è un mobilificio e al posto del Texas c’è Inverigo e il lago di Como.
E ci sono dei bravi attori: Gianni Cavina, Piera Degli Esposti, Stefania Sandrelli.

dallas
Poi ci siamo messi a DALLASSARE, cioè abbiamo messo insieme una trama un po’ truzza (ciascuno ha proposto un personaggio e li abbiamo frullati insieme). Ecco, in sintesi, il risultato.

Danubio Azul, patriarca del Rancho Grande, ha battuto la testa perdendo completamente la memoria. Amarilla (sua quarta moglie) è disperata per questo dramma mnemonico e per il fatto che Danubio era il solo a conoscete gli IBAN delle decine di conti correnti sparsi in vari paradisi fiscali. Fugge dunque Amarilla dal Rancho insieme a Semaforo Rojo, giovane chirurgo estetico che forse è figlio naturale di Danubio ma forse no. Intanto Estrelita Azul, figlia di primo letto del patriarca, è attratta irresistibilmente da Principe Azul, suo fratellastro (in realtà non sono neanche lontani parenti, perché Principe è il frutto dell’adulterio di Caja de Seguros, seconda moglie di ecc; ma questo lo scopriremo solo all’ultima puntata). Intanto l’avvocato Cabròn de Putamadre, cugino di sedicesimo grado di ecc, scopre che il testamento con cui l’antenato Vitruvio Costa Azul lasciò il Ranchogrande al bisnonno di Danubio è un falso, per cui il Rancho spetterebbe a lui; ma interviene sua zia, Hija de Putamadre, ricordandogli il solenne giuramento pronunciato davanti al nonno morente, Desmentegado de Putamadre, che lo obbliga a sposare la cugina Loca de Putaecc, la quale però (lo scopriremo poi) è un transessuale, essendo nato maschio col nome di Goliardo e avendo cambiato sesso proprio nella clinica svizzera di Semaforo Rojo (quando si dice il caso, eh?) e questo segreto, letto da Cabròn nel fondo di una tazzina di caffè, gli permette di ricattare l’astuta Crema Azul (sorella minore di Estrelita) che per sposare Goliardo vuol cambiare sesso anche lei… (continua nella prossima serie).

Ah, dimenticavo!

La fetecchia che abbiamo vista ieri pomeriggio si intitola 100 METRI DAL PARADISO. Credo che possa vincere il Premio CHIAVICA 2013.

PROBLEMA. Calcolate il valore di X (100metriecc) in base alla seguente equazione

(Y+Z)/10.000=X

Dove Y è il valore di MOMENTI DI GLORIA (la finale olimpica acchiappa sempre) e Z quello di HABEMUS PAPAM (bonaria satira di monsignori&cardinali che parlano in romanesco, ‘tacciloro…).

questa è la storia di Jess e di Leslie (un film di scuola, ma vi sconsiglio vivamente di farlo vedere in una scuola)

UN PONTE PER TERABITHIA è un film del 2007. Racconta dell’amicizia, prematuramente interrotta, tra un 13enne e una 13enne in una scuola rurale della Virginia

  • JESS appartiene a una famiglia povera (troppe sorelle; anche comprare un paio di scarpe da ginnastica mette in crisi il bilancio) e si sente trascurato dal burbero padre; in compenso ha un notevole talento per il disegno;
  • LESLIE è isolata dai compagni perché (orrore!) non ha in casa la TV; i suoi genitori sono ricchi, ma “alternativi”  (hanno insegnato alla figlia che la tivvù chiude i cervelli) e cambiano casa troppo spesso.

Due anime solitarie sono destinate a capirsi molto bene. Vi racconterò dopo la foto come va a finire (e capirete perché non è il caso di farla vedere a scuola); qui voglio solo accennare alla morale della storia: anche quelli che SEMBRANO CATTIVI manifestano alla fine aspetti positivi inaspettati.

  1. La prof “Bocca di mostro” Myers ha terrorizzato generazioni di scolari. Dimostrerà di avere un cuore. Fino alle lacrime.
  2. Janice Avery è campionessa di bullismo. Scopriremo a metà film che un padre alcoolizzato la picchia a sangue. Leslie le dà un consiglio utile e Janice saprà essere riconoscente (in modo molto muscolare).
  3. Anche Jack (il padre di Jess) è stato indurito dalla vita. Sembra insensibile ai problemi del figlio, ma saprà trovare le parole giuste nel momento cruciale. Lo interpreta Robert Patrick (lo spietato T-1000 in TERMINATOR 2).

terabithia
Adesso mi tocca spiegare come va a finire…

Ma lo faccio per una buona ragione. Devo prevenire chi avesse voglia di farlo vedere a una scolaresca (delle medie o delle superiori): questo è un film per adulti.

  • Anzitutto, i nostri alunni non sopportano l’idea della morte. Non l’accettano. Punto e basta. Ho avuto spiacevolissime esperienze a riguardo (genitori infuriati che mi accusavano di “traumatizzare” la loro prole, mostrando una realtà purtroppo innegabile). Se proprio volete far vedere il film a scuola FERMATEVI al minuto 66 (quando Jess va al museo con la prof. Edmunds).
  • Qualcuno (o qualcuna) chiederà perché i due protagonisti non si baciano mai. Lo avrebbero fatto sicuramente (l’amicizia tra adolescenti fa sempre un salto di qualità), ma sarebbe venuta fuori una love-storiella, dolciastra come tante…
  • Qualcuno (particolarmente stupido) chiederà: “Ma sono vere le storie che quei due vivono a Terabithia?”. Dimostrando di non aver capito un tubo. CREDETE A ME, E’ MOLTO FRUSTRANTE FARLO VEDERE A GENTE IMMATURA.
Post scriptum. Se vi sembra di riconoscere certi paesaggi, non vi sbagliate: l’hanno girato in Nuova Zelanda (come ILSIGNOREDEGLIANELLI). E se la voce di Leslie vi è familiare NIENTE DI STRANO: la doppiatrice italiana è la stessa di Hermione Granger.
Published in: on maggio 14, 2012 at 9:48 am  Comments (11)  
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THE AVENGERS contro il Lupocattivo

Venerdì sono stato rapito dagli Alieni.

Non mi hanno fatto del male (gente simpatica gli Alieni, tutto sommato), ma volevano sapere molte cose da me, tipo:

  • è vero che la Juventus ruba gli scudetti?
  • Edoardo Rengoni è morto davvero?
  • che tipo è Scilipoti?
  • conosco il numero di cellulare di Carolina Crescentini?
Poi ci siamo fumata della roba che avevano loro e, mentre mi riportavano a casa, mi hanno lasciato leggere i loro giornalini. Ne riassumo qui il contenuto.

Atto primo, scena prima.

AMELIA (la fattucchiera che ammalia) ordina al Lekicattivo di distruggere New York (nella confusione potrà impossessarsi della Moneta numerouno) conferendogli straordinari superpoteri. L’agente Paperoga avverte zio Paperone dell’imminente pericolo.

Atto primo, scena seconda.

Paperone raccoglie intorno a sé una squadra di SUPEREOI: la Bestia, Paperinik, Re Leone, Minnie (travestita da Scarlett Johansson), Delio Rossi (nella parte di Hulk), Beppe grill ecc.

Delio Rossi (che, dopo essere stato esonerato dalla Fiorentina, vive in una baracca di Calcutta e si dedica alla meditazione trascendentale) rilutta: 

-E se dicessi di no?- (dice a Minnie)

-Ti saprei convincere!- (Minnie, puntandogli contro una berta lunga mezzo metro)

-Beh, visto che me lo chiedi per favore, mi aggrego alla comitiva…-

Atto primo, scena terza.

A Stoccarda, in mezzo a gente elegantissima, appare Leki vestito da tamarro che neanche nelle balere della riviera romagnola.

Davanti a tanta tamarraggine tutti sono presi dal panico. All’ordine di inginocchiarsi, però, un vecchietto (che in realtà è la Merkel sotto mentite spoglie) resta in piedi. Segue una rissa in grande stile, con la partecipazione di Paperinik e di Re Leone.

Atto primo, scena quarta.

Nella discussione interviene Martellone Thor: si menano tutti con un impegno degno di miglior causa. Risultato: un’intera valle è praticamente disboscata.

Atto secondo, scena prima.

Il mucchio selvaggio si trasferisce su una portaerei volante, dove alcuni giocano a Star Trek, altri discutono sull’importanza del sudoku e qualcuno gioca a tetris.

Atto secondo, scene seconda terza quarta quinta e sesta.

-Se non potremo salvare il mondo, lo vendicheremo! Uaaaaargh, strauaaaargh, ipermegastrauaaaaghhh!!!! Kraboummm! Krataboummm! Skratakrataboummm! Sgrambakratabratakratatatataboummmmmm!!!

Conclusione: il Lekicattivo è portato ad Asgard, dove resterà fermo un giro.

Ma Amelia (la fattucchiera che ammalia) si è arrabbiata di brutto. Perciò preparatevi al peggio, cioè all’inevitabile sequel.

lupo
paperinikminnieamelia

S.O.S. TATA (attenzione: contiene alcuni suggerimenti agli autori!!!!!!)

E’ uno dei programmi più seguiti dal pubblico de LA7.

Dal 2005 cattura una fetta di audience di tutto rispetto (lo share ha superato l’8% in alcune puntate)

Qualche volta lo vedo anch’io. E apprezzo la metodologia comportamentale che viene proposta. Che in sostanza sostituisce al permissivismo del dr. B. Spock (non quello dell’Enterprise, quella è un’altra storia) un sistema di regole precise e rigorose.

Però mi permetto di avanzare alcune critiche.

Cioè no: lo farò dopo. Prima descrivo il format a chi non lo conosce (gli altri possono saltare le prossime 32 righe).

ANTEFATTO. Più che una casa è un casino. Mamma e papà (raramente c’è una nonna) sembrano aver perso il controllo dei (2 o più) pargoli: urla selvagge, risse, dispetti, schiaffi… Sembra di essere in Parlamento. La mamma (è sempre lei a prendere l’iniziativa) invoca l’intervento delle Tate.

Si riunisce il tatesco terzetto per decidere chi va: LUCIA (la Tatenfuhrer, un’energica milanese sui 70), ADRIANA (un’italo-brasiliana, sui 40) o MAY (italo-nigeriana, la più giovane)?

-Vai tu?-

-Occhèi, vado io!-

IN SETTE GIORNI DIO CREO’… no, scusate… in sette giorni tutto è risolto!

  • nei primi due giorni la Tata osserva in silenzio (prendendo appunti e scuotendo la testa): -fate come se non ci fossi…-
  • poi, la svolta a 180°; dopo un’incontro a 6 occhi (in cui la Tata spiega ai genitori dove hanno sbagliato) si tiene una riunione plenaria e vengono promulgate le REGOLE (si mangia insieme e senza fare capricci, si va a letto senza discutere ecc) che vengono scritte su enormi cartelli e attaccate in posizioni strategiche
  • nei giorni successivi le REGOLE vengono osservate e il menage familiare cambia da così a così; per rilassare ulteriormente la tensione la Tata programma un momento soft, tipo una serata in pizzeria o un pomeriggio sulla spiaggia
  • la mattina del settimo giorno la Tata annuncia immancabilmente che il suo compito è terminato; -Vi lascio una lettera; la leggerete tutti insieme dopo che sarò partita- leggendo la quale tutti o quasi si commuovono (spesso la mamma arriva ai lacrimoni) e vivono felici e contenti.

Non ho visto tutte le puntate, naturalmente. Mi sembra comunque di notare una certa RIPETITIVITA’. Tutte queste storie sembrano fatte con lo stampino.

Mi permetto perciò di suggerire al team degli autori di VARIARE un po’.

  • (in primis) NON C’E’ MAI UN INSUCCESSO. Anche a Freud qualche volta andava buca. Non si potrebbe qualche volta ammettere che qualche obiettivo è stato raggiunto solo parzialmente? Magari aggiungendo 2 o 3 giorni di terapia tatesca?
  • NON CI SONO PIU’ FIGLI UNICI IN ITALIA? A me sembra che siano più frequenti i nuclei familiari monobebé che quelli proposti da SOS TATA. E NON VENITEMI A DIRE CHE “gestire” la figliaunica o il figliounico è FACILE. Ma quando mai????
  • Cambiare genere di famiglie, qualche volta?
    Siamo sempre nel ceto medio-alto (case belle, macchine nuove, abbigliamento di qualità). Mi piacerebbe vedere una famiglia in difficoltà finanziarie, che abita nei casermoni del Giambellino o della Garbatella, invece che in villette mono o bifamiliari. Almeno una volta.
  • SOLDI SI’, CULTURA NIENTE? Non ricordo di aver mai visto UN LIBRO in queste case, a parte quelli dei bambini. Una famiglia di insegnanti magari ne ha, ma non ne compare mai una. Credete che in queste case non si presentino casi di bimbi ribelli o disordinati?
  • INFINE, mi piacerebbe vedere (magari alla fine della serie) una puntata SPECIALE. In cui si inquadrassero le telecamere e i riflettori (quasi tutte le scene sono in interni) mentre si prova e si riprova. E le scene mal riuscite: “Eccheccazzo, mi hai fatto male davvero! Dobbiamo solo far finta di picchiarci…”

tate

Published in: on maggio 5, 2012 at 10:27 am  Comments (5)  
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