BUON COMPLEANNO (lo so, non è fine dire quanti anni hai compiuto; ma te ne auguro altrettanti 100)

caravaledonnvedciecioninna

Published in: on luglio 31, 2020 at 12:19 pm  Comments (5)  
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Ciao, Gianrico

Caro Gianrico, ci hai lasciato ieri alla tenera età di 100 anni.

Grazie ai progressi della medicina diventa sempre più frequente diventare centenari (domani l’altro toccherà alla tua amica Franca).

Cosa ricordo di più nella tua brillante carriera? Shakespeare, Shaw, Checov? O la pubblicità del formaggino, duettando con una giapponese che si chiamava (mi pare) Kaori?

Niente di strano: tutti gli attori della tua generazione hanno fatto pubblicità. Gassman ha cantato le lodi dei Baci Perugina, Dario Fo di un elettrodomestico, Grillo dello Yogurt, Gino Cervi di un brandy “che crea un’atmosfera”…

Visto che ho citato Cervi, concludo parlando della commedia IL CARDINALE LAMBERTINI.

Qui a Bologna tutti a dire che solo Cervi, bolognese al 100%, era adatto a interpretare un arcivescovo che alternava le battute in italiano alle “tirate” di Balanzone.

Ma io non sono razzista e il tuo cardinale mi è piaciuto.

Visto che ora stai discutendo con Cervi su come “porgere” certe battute vi prego di aspettarmi. Quando arrivo lì potrei fare un provino per la parte di Carlo Barozzi.

Mi aspetterete, vero? Solo qualche decennio…
lambgian

Published in: on luglio 29, 2020 at 8:21 am  Comments (1)  

JOJO RABBIT al cinema Chaplin

Sei mesi dopo la prima uscita torna sullo schermo del Chaplin questa storia surreale. Penso la conosciate tutti, ma nel dubbio la riassumerò dopo l’immagine a colori.
hinkel
Mi sembra bello che la sala in cui ho goduto di questo film (che non è un capolavoro, ma ha molte gag ben riuscite) porti il nome di Charlie Chaplin.

Anche lui volle ridicolizzare il “pagliaccio feroce” (D’Annunzio dixit). E ci riuscì alla grande.

Qui c’è il grottesco, ma rispetto a THE DICTATOR c’è molta più tragedia.
rabbit

TRAMA. Jojo ha 10 anni nel 1945. Fin da piccolissimo ha subìto il lavaggio del cervello nazista e, poiché nel suo reparto della HJ lo disprezzano tutti, si fa coraggio giocando con un amico immaginario.

Immaginate quale?

Cominciano i colpi di scena.

Rosie (la madre di Jojo) è segretamente antinazista e nasconde in casa un’adolescente ebrea. Dopo un po’ tra i 2 giovani nasce qualcosa che è più di un’amicizia.

La Gestapo arresta e impicca Rosie. Jojo si libera finalmente di Hitler, buttandolo simbolicamente dalla finestra, e la guerra finisce con l’arrivo dei Sovietici (prima) e degli Americani (dopo).

Published in: on luglio 28, 2020 at 10:59 am  Comments (2)  

VENGO ANCH’IO? (come una bella canzone viene oltraggiata dalla pubblicità)

Quello che penso della pubblicità l’ho già detto qui, qui, qui e qui. Alle tante nefandezze della pub se n’è aggiunta una nuova.

Per la verità non è tanto nuova: mi è capitata tra i piedi durante il mese scorso, ma riaffiora nei miei peggiori incubi.

Ve lo ricordate quel motivetto allegro che Enzo Jannacci portò al successo negli anni ’60?
notun

E’ una serie di strofe surreali che iniziano sempre con le parole Si potrebbe andare tutti quanti…

Alla fine partiva il ritornello: Vengo anch’io! (qui la voce Iannacci diventava stridula)

NO, TU NO!!!!

Ma perché? (voce stridula)

PERCHE’ NO!!!!!

Tutto sommato è una canzone triste.

Anche se il motivetto e l’orchestrazione sono allegri, è una storia triste. La storia di un emarginato che vorrebbe unirsi al gruppo, ma gli sbattono la porta in faccia.

Mi è capitato di risentire quel ritornello nella pubblicità di un supermercato. Ma il senso era totalmente stravolto.

No, tu No! diventa Sì, tu sì.

L’amarezza di chi si sente sbattere la porta in faccia (sensazione che tutti abbiamo provato almeno una volta) diventa l’entusiasmo di chi va a fare la spesa, riempiendo il carrello e ascoltando Antonella Clerici che canterella sì tu sì.

Vi sentite infelici, non vi fila nessuno, vi sbattono la porta in faccia? Niente paura! C’è sempre la risorsa del carrello pieno nel mondo fasullo della pubblicità.

Un mondo dove tutti sorridono, le donne sono appena uscite dal parrucchiere, e gli uomini sono perfettamente rasati.
mik

Published in: on luglio 26, 2020 at 11:31 am  Comments (3)  

CARRIE, inteso come romanzo

Come avevo detto un mesetto fa, conosco bene questa storia. Ho visto il film del 1976 e quello del 2014, ma non avevo mai letto il romanzo.

Ora sono contento di averlo letto.
car
TRAMA ESSENZIALE

La protagonista, la 16enne Carrie, vive (malissimo) a Chamberlain (Maine) dove le compagne (e i compagni) di scuola la maltrattano giorno dopo giorno e soprattutto quella simpaticona della madre la tortura psichicamente ripetendole che lei, Carrie, è una creatura di Satana.

Viene il giorno della vendetta. I misteriosi poteri di Carrie, esasperata da un’ennesima feroce umiliazione provocano la morte di gran parte degli abitanti di Chamberlain. Muoiono per primi quasi tutti gli alunni e gli insegnanti della scuola e infine la madre che ha avuto il tempo di piantarle un coltellaccio da cucina tra le scapole.

Così muore dissanguata la povera Carrie. In punto di morte percepisce che la coetanea Sue Snell aveva cercato di aiutarla (era stata, quindi, la sua unica amica).

Come dicevo è un romanzo scritto molto bene e ha inaugurato la lunga serie di opere di Stephen King. L’ho letto con molta attenzione confrontandolo con il ricordo delle versioni cinematografiche.

Le pagine scritte insistono molto sul personaggio della madre di Carrie, descrivendolo come un vero mostro. E’ talmente sessuofoba da considerare le mestruazioni della figlia come prove della sua natura diabolica. Nei film la fanno soltanto urlare, senza soffermarsi troppo sulle sue contorsioni mentali.

CONCLUSIONE

In questi giorni ho rivisto parecchie volte JOKER (assegnandogli la palma di best movie della stagione). Mi è sembrato di trovare analogie tra lo sprofondamento nella follia omicida del clown di Gotham City e la 16enne del Maine. La differenza è che la vendetta di Carrie esplode in un terribile finale, mentre Joker scende nel suo inferno per gradi.

Aggiungo che foneticamente il nome Carrie fa rima con Derry, l’immaginaria “città del male” creata dalla penna di King. La stesura definitiva di IT è del 1986, mentre CARRIE è stato pubblicato 12 anni prima.
main

Published in: on luglio 22, 2020 at 11:04 am  Lascia un commento  
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Un salto di qualità (buon compleanno, Larissa!)

Dopo l’eccezionale prestazione di Savona ripubblico il post di 2 anni fa.

Allora il pronostico di una medaglia olimpica sembrava folle.

Adesso, arrivata a 6metri e 80, nulla è impossibile.
rissa
Quando vedo i salti di Larissa sono felice come sportivo e come italiano.

Una progressione così non si vedeva da tempo. In prospettiva Larissa (ancora minorenne) può salire sul podio alle prossime olimpiadi, a Tokyo nel 2020.

Intanto ha vinto i campionati europei di categoria; aggiungo che le sue prestazioni sono di livello mondiale (6.64 personal best).

Premesso ciò e chiedendo scusa se queste note tecniche hanno annoiato, voglio sottolineare che la figlia di Gianni Iapichino e di Fiona May (allego foto di famiglia) è la miglior risposta a chi crede che ci voglia la pelle bianca per essere italiani.
may

Published in: on luglio 18, 2020 at 12:12 am  Comments (1)  
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Giovanni Drogo, eroe a modo suo

PREMESSA DOVEROSA. Se non conoscete molto bene la trama del romanzo di Buzzati le righe sottostanti potrebbero essere poco chiare. Poco male. Dopo l’immagine finale vi riassumo la storia (con annesso spoilerone) per cui potete andare subito là e poi tornare qua. FINE DELLA DOVEROSA PREMESSA.

IL DESERTO DEI TARTARI (d’ora in poi denominato DDT) non piace a tutti.

Ricordo molte discussioni con una collega veronese (ahimè defunta) a cui il DDT non piaceva neanche un po’. Comprensibile: niente personaggi femminili, tranne un’evanescente fidanzatina che sparisce subito (e incontri molto frettolosi in un bordello lontano kilometri dalla Fortezza).

E soprattutto il protagonista (tenente Drogo) non è un eroe del tipo a cui siamo abituati.

Avete presente James Bond? Al servizio di Sua Maestà rischia la vita e alla fine spakka il kulo ai cattivi.

E quando i kattivi sono alieni spakkiamo il kulo anche a loro. Ci pensano i Men in Black o i Guardiani della Galassia o gli Avengers eccetera eccetera

Ma ora immaginate che Bond aspetti per tutta la vita che si presenti un nemico e alla fine lo mandino in pensione perché di nemici non ce n’é.

Lo stesso valga nelle storie della SF. I Men in Black invecchiano sbadigliando: nessun alieno kattivissimo vuole invaderci!

Povero Drogo, con i suoi sogni di gloria! Ma la sua dignità non la perde e la sua fine “là dove la strada finisce, fermo sulla riva del mare di piombo, sotto un cielo grigio e uniforme” nonostante tutto è eroica.
zurl

TRAMA. In un imprecisato passato (vigilia della Prima guerra mondiale?) al confine orientale di un impero imprecisato (Russia?) un’antica fortezza vigila su un deserto inesplorato.

Da lì potrebbero arrivare i misteriosi Tartari.

Lì è inviato il sottotenente Drogo. Verrà il giorno della grande battaglia e lui sogna di coprirsi di gloria: forse morirà e sarà onorato come Eroe.

Passano gli anni, passano i decenni. Drogo si ammala, sa di dover morire…

Arrivano i Tartari!!!

Ma Drogo è spostato nelle retrovie. In prima linea sarebbe solo un impaccio.

E lì aspetta serenamente il Nemico che tutti ci aspetta.

Non si lamenta né impreca (presumo che abbia letto i classici dello stoicismo).

Riposa in pace, capitano Drogo.
perrin

Published in: on luglio 16, 2020 at 10:13 am  Comments (2)  

Lettera aperta a Arthur Fleck (in arte JOKER)

Caro Arthur, sono un tuo ammiratore segreto. Uno dei tanti.
joke
Siamo in tanti, sai. In tantissimi paesi. Alle volte indossiamo dei gilet gialli, alle volte teniamo in mano dei forconi, alle volte vestiamo di nero…
bloc
Non abbiamo un ideale comune, non desideriamo tutti le stesse cose. Quello che ci unisce è l’odio.

L’odio verso i privilegiati, i fighetti che vanno in giro sui loro fottuti suv, quelli che indossano quei fottuti vestiti super griffati, quelli che passano l’estate sui loro fottuti yacht…
yachtCaro Arthur, quello che hai fatto a Gotham City ci ha entusiasmati.

Però lasciati dare un consiglio.

NON FONDARE UN MOVIMENTO POLITICO, tipo Movimento 5 Clowns. Pensa a come si è afflosciato (qui, nel Paese dei Cachi) un esperimento che chiamerò, con nome di fantasia, M5S.

P.S. Spero di farti cosa gradita annunciando che il film JOKER è stato scelto, dopo matura riflessione, come miglior film della stagione 2019/20.

Sorridi!!!!
jokk

Published in: on luglio 14, 2020 at 12:09 am  Lascia un commento  
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Cosa John Watson chiese a Sherlock Holmes a proposito della Cina e cosa gli fu risposto (per la scabrosità dell’argomento e per le immagini in esso contenute la lettura di questo post è sconsigliata a chi non ha ancora 12 anni)

Mio caro Watson, vi vedo molto perplesso. I calcoli in cui vi siete immerso hanno evidentemente generato nuovi dubbi su quello che succede in Cile e in Cina.

Infatti, Holmes. Secondo i dati in mio possesso questa epidemia ha provocato solo 4.641 decessi in Cina (che significa solo un decesso ogni 310.000 abitanti) mentre in Cile, la cui popolazione è stimata attorno ai 19.458.000, i decessi sono più di 7000 (1 decesso ogni 2.750 abitanti). Potete spiegarmi questa evidente sproporzione, Holmes?

Mio caro Watson, i dati forniti dal Governo della Repubblica Popolare Cinese non convincono nessuno. Dobbiamo tener presente la difficoltà oggettiva di censire tanta gente in un territorio immenso che si estende dal versante nord dell’Everest a Hulunbuir, nella regione del Gobi.

Quanto al numero dei decessi è chiaramente fasullo. I vertici del governo, o meglio del Partito, non ammetteranno mai che la situazione è stata gestita male. Ai tempi di Confucio si chiedeva agli Dei di garantire l’Armonia del Creato e oggi il Partito garantisce il Perfetto Equilibrio: “decidiamo noi quanti sono morti e di cosa sono morti”

Equilibrio e Armonia sono i valori supremi nell’Oriente.
confmao

E per noi occidentali qual è il valore fondamentale?

Ditemelo voi, Watson.

Tiro a indovinare: la LIBERTA’!

Elementare, mio caro Watson! Per noi la Libertà è un bene supremo. Per cui ci adeguiamo con scarso slancio alle disposizioni dei nostri governi e ci fidiamo fino a un certo punto delle statistiche ufficiali.

Libertà che è stata effigiata da Eugene Delacroix in un quadro famoso.

Non ve lo descrivo perché lo conoscete benissimo; ne conservate una copia nella vostra camera e ho osservato delle tracce di sperma sul pavimento. Indizio inequivocabile dell’entusiasmo che quella figura femminile suscita in voi.

liberta

Published in: on luglio 10, 2020 at 12:01 am  Comments (3)  

IL SIGNORE DELLE MOSCHE di William Golding

Un bellissimo romanzo che ha procurato a Golding il nobel per la letteratura nel 1983.
gol
L’ho letto e riletto nei pomeriggi di una Asiago più piovosa del solito.

E mi sono chiesto come mai è così poco apprezzato qui da noi. Lo leggono in pochissime scuole e quasi nessuna tesi di laurea lo prende in considerazione.

Se vi interessa davvero cosa ne penso potrete leggerlo dopo l’immagine. Prima devo riassumere la TRAMA.

Mentre il mondo è sconvolto da una terza guerra mondiale un aereo che trasporta una ventina di ragazzi inglesi precipita presso un’isola deserta. I ragazzi devono sopravvivere con le loro forze (anche il pilota è morto) e il giovane Ralph, il più maturo e carismatico del gruppo, riesce a definire delle regole.

Una squadra di Cacciatori procurerà il cibo (nell’isola ci sono tanti maiali selvatici). Tutti gli altri costruiranno capanne e soprattutto terranno sempre acceso un grande falò sulla cima della collina (il fumo permetterà di essere visti dalle navi di passaggio).

Molto presto la situazione degenera. I cacciatori sfidano l’autorità di Ralph e, regrediti a uno stile di vita barbarico, adorano una testa di maiale circondata da uno sciame di mosche. Due dei sostenitori di Ralph vengono uccisi e lo stesso Ralph si salverà soltanto perché è finalmente arrivata una nave da guerra.

mosc

Mi chiedevo il motivo della scarsa popolarità di LORD OF THE FLIES.

La tesi dell’autore, ripetuta in altre opere, è che l’uomo produce il male naturalmente, come le api producono il miele.

Tutto l’opposto delle teorie sessantottine per cui il male viene dalle strutture economico-politiche ingiuste. O dalla mafia. O dalla CIA. O dal Vaticano.

Qui non ci sono Mafia, Cia, Vaticano, ingiusta distribuzione dei beni ecc.

Si potrebbe vivere in pace. Ma tutto va a schifìo lo stesso.

N.B. Golding affermò in una delle tantissime conferenze tenute in giro per il mondo che si poteva vedere un’analogia tra l’affermarsi del nazismo in Germania e la Banda dei Cacciatori.
lord

Published in: on luglio 8, 2020 at 11:54 am  Lascia un commento  
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