4 notizie di cui non mi frega nient… il cui interesse è alquanto limitato (+ una che invece ha attratto la mia attenzione)

Notizia n°1 – Dovete sapere che una città della Penisola delle Banane ha 2 squadre di calcio e che una sarà allenata da un tizio per il modico compenso di millanta lingotti d’oro, mentre l’altra ha già ingaggiato la reincarnazione di Leonardo Da Vinci (sempre per un simbolico gruzzoletto di fantastiliardi) – ah, naturalmente questa città ha da tempo risolto tutti i suoi problemi di traffico, fognature, smaltimento rifiuti…

Notizia n°2 – Un ex-ministro della Penisola di cui sopra ha improvvisamente scoperto che un Senato di 200 membri non ha molto senso e propone di fondere 400 deputati con 200 senatori; un ex-Cavaliere delle Banane si è spinto oltre: “mi sono già accordato con Maria De Filippi; avremo un parlamento composto esclusivamente da Amici! sul numero devo ancora decidere, ma potrebbero bastare 44 parlamentari in fila per 6 col resto di 2!”

Notizia n°3 – Un importante funzionario pubblico francese ha preso una sberla; a Bologna lo chiamiamo smataflone, gli spagnoli lo chiamano bofetada, gli inglesi, più concisamente, slap; il grido di guerra dello schiaffeggiatore “Montjoie! Saint-Denis!” mi ha fatto ricordare il film comico I VISITATORI (1993) resta da stabilire chi in questa storia abbia preso gli schiaffi: l’altezzoso Godefroy de Montmirail o il suo scudiero Jean Cojon.
godefrscuder

Notizia n°4 – Dopo un’interminabile serie di sentenze, rinvii e centrosentenze non si sa ancora se il sequestro del Forcebleu (un incrociatore che allora apparteneva a uno di Cuneo) avvenuto nel maggio 2010 fosse legittimo o meno. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza precedente. A parte le (legittime?) considerazioni su come sia lenta la Giustizia nella Penisola delle Banane vi annuncio che l’incrociatore blu non appartiene più al Cuneese. L’ha venduto. Secondo fonti bene informate servirà alle future nozze tra Lagranputa Quetepariò (nobildonna andalusa) e l’imprenditore paraguagio Tengomucho Dinero.
force

Dicevo nel titolo che delle 4 notizie precedenti non mi può fregare di meno. Invece mi sembra veramente importante l’approvazione da parte della FDA di un farmaco (un anticorpo monoclonale) che rallenta quel devastante processo di distruzione del cervello chiamato Morbo di Alzheimer.

Data la mia veneranda età l’Alzheimer è un vero problema. 

Gli schiaffi a Macron, le esternazioni di Claudio Martelli e l’ingaggio di Sarri no!

Published in: on giugno 11, 2021 at 12:25 am  Comments (2)  

L’autore di questo bloggaccio non se la sente di stroncare la fiction su LEONARDO (è come sparare sulla Croce Rossa)… ma suggerisce qualche modifica agli autori

Premessa. Cosa ci possiamo aspettare da una fiction “storica” della Rai, dove il pubblico è formato prevalentemente da A.R.R. (Analfabeti di Andata e Ritorno) che fanno fatica a distinguere i gladiatori romani, le guardie svizzere e i calciatori del Liverpool?

Ricordo la miniserie su COLOMBO (il navigatore, non il tenente) diretta da Lattuada nel 1985. Nonostante la presenza di star ollivudiane come Faye Dunaway, Max von Sidow e Gabriel Byrne era orrenda!!!

Fine della premessa.
cvi
E ora qualche consiglio agli sceneggiatori (è tutto gratis, però siete pregati di citare la fonte)

  1. improvvisamente il protagonista ricorda da dove viene (magari dopo una botta in testa); espediente un po’ vecchiotto, ma spesso funziona
  2. c’era una volta in una galassia lontana lontana il pianeta Kryptoooon che esplose (forse qualcuno aveva lasciato aperto il rubinetto del gas); si salvarono solo Superboy e Supergirl (se ci sono problemi di copyright troveremo altri nomi, tipo Elvispresli e Ladigagà)
  3. atterrati sulla Terra 10.000 anni fa i due si perdono di vista: lui è impegnato a inventare (insegna agli egiziani come si costruisce una piramide, agli americani come si mastica il chewing gum e a un medico francese come si taglia la testa in modo rapido) mentre lei si dedica a scopare a sperimentare nuovi approcci con mammiferi e uccelli
  4. Superboy sente nostalgia di Supergirl; ma non la vede da molto tempo e la memoria col tempo sbiadisce; perciò inventa la televisione e il programma CHI L’HA VISTA?; presenta a Federica Sciarelli una lunga serie di ritratti, che riproduco in parte; secondo voi la ritroverà?
  5. In questi fumettoni è indispensabile la figura del SUPERCATTIVO, quello che alla fine il (o la) protagonista farà a pezzettini; ma chi sarà questa volta? Joker, Tanos, Voldemort, IT, il monaco Rasputin? Ci devo pensare…

lonaerbotersmartpiggybean

http://www.arte.it/foto/orig/bd/103931-Leda_Galleria_Borghese.jpg

https://mcarte.altervista.org/wp-content/uploads/2019/03/Study_for_the_Head_of_Leda.jpg

Published in: on marzo 31, 2021 at 12:12 PM  Comments (3)  

Fanno ancora il festival di Sanremo? Ma perché?

Mentre giravo nella bella città di Parma ho incontrato il Maestro, proprio davanti il Teatro Regio, quello che una volta si chiamava Ducale.
ver

-Maestro, è proprio necessario ripetere anche quest’anno questo noioso rito?-

-E’ un business, mio giovane e ingenuo amico, è un business. Uno spettacolone farcito da interminabili spot prima durante e dopo il festival (perché c’è anche il dopo sanremo, sapete?). Questi spot portano nelle casse della rai cifre sbalorditive. Molto più di quanto fruttino gli spot che si appoggiano sugli spettacoli sportivi. Olimpiadi comprese-

E qui ha cominciato a divagare sullo sport americano e in particolare sul Super Bowl (è ferratissimo sull’argomento e nell’ambiente si dice che tifi per i Philadelphia Eagles); ma sono riuscito a interrompere la sua loquela e a ritornare all’argomento canzonette.

-Maestro, perché il pubblico televisivo non cambia canale quando ascolta questa roba che non chiamo diarrea solo perché la diarrea potrebbe offendersi?-

Lui ridacchia sotto i baffi e risponde.

-Chiunque abbia un minimo di orecchio preferisce la voce di Maria Callas a quella di Rosalba Pippa (in arte Arisa). Perciò non accenderà la tv o guarderà altri programmi. Ma i pubblicitari indirizzano i loro strali ai quadrupedi più stupidi del branco, proprio perché chi ha almeno un granello di sale nella zucca non si fa influenzare dagli spot (questo è stato già illustrato nel dialogo tra Socrate e Callicle, riassunto qui). E niente pubblicità se il brano è lungo! (CASTA DIVA dura più di 7′? niente spot! mentre ne avrà SINCERITA’ che dura 3′ 21″)-
callaris

Published in: on febbraio 12, 2021 at 12:06 am  Comments (1)  

NON ME NE PUO’ FREGARE DI MENO!

Tutto il mondo è col fiato sospeso… Leggo su un sito di alta cultura che “l’intero pianeta è ansioso” di sapere quando nascerà una pargoletta. E come la chiameranno.
harr

Io ingenuamente pensavo che fossero più importanti l’emergenza ambientale…
emer

…la crisi libica…
lib

…la crisi venezuelana…
venez

e non vi sembra importante contrastare la ferocia dei camorristi?
camorr

Concludo. Siano rispettate tutte le madri del mondo, ma il mio interesse per questo can can mediatico è nullo.

Published in: on maggio 6, 2019 at 7:48 am  Comments (5)  
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Enrico Fermi, Barbara d’Urso, un tecnico albanese che chiamasi Denis e io: quattro esseri umani in una serata movimentata

Ieri sera siamo tornati da Mantova (visita a vecchi amici). Prima di andare a letto mia moglie ha acceso la tv. Era meglio se non lo faceva.

Divieto d’accesso a tutti i canali (sky, mediaset, rai e tutto il resto).

Appariva una scritta tipo nessun servizio disponibile.

La prima cosa che mi è venuta in mente: HO DIMENTICATO DI PAGARE L’ABBONAMENTO MENSILE!!! (a uno sbirolato come me può succedere…)

Un rapido controllo mi ha rassicurato. Posizione amministrativa perfetta.

Bevo una tisana tranquillizzante e chiamo il numero verde sky (199eccetera).

Comincia la solita tiritera. Un operatore sarà presto disponibile dall’Italia… eventualmente da un altro paese dell’Unione Europea…

Finalmente si fa vivo Denis dall’Albania. L’Albania fa già parte dell’Unione?
albVabbé, non sottilizziamo. L’importante è che Denis mi ha condotto per mano (a distanza) a riconfigurare il decoder e alla fine tutto è finito bene.

Grazie, buona notte, grazie ancora, sto lat.

Vediamo un po’ cosa c’è in tv. Brandeggiando il telecomando salta fuori Barbara D’Urso: un programma gossipeggiante.

Mia moglie protesta: “cos’è questa robaccia?”

Altro canale. RAI STORIA. Discorsi celebri di scienziati. Enrico Fermi parla dell’energia nucleare (accennando alla necessità di usare le bombe sul Giappone, dolorosamente necessarie). Parlano anche altri scienziati.
ferm

Viene fuori il tema dell’intelligenza artificiale
intell
Ecco, io non ho capito bene cosa sia l’I.A. Sono rimasto al film di Spielberg.

Magari la prossima volta provo a scrivere qualcosa. Per il momento, lavandomi i denti, provo a stilare una classifica di intelligenze naturali:

  • difficile stabilire chi sia più intelligente tra Fermi e Denis: il premio Nobel fa pendere la bilancia a favore di Fermi, ma Denis è ancora agli inizi (aggiungo che il vivere in Albania non è molto stimolante)
  • la mia intelligenza non riesce a spostare la lancetta dallo zero
  • quanto al quoziente intellettuale di Barbara D’Urso non mi pronuncio. Non è da gentleman.
Published in: on aprile 18, 2019 at 11:27 am  Comments (3)  
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IL NOME DELLA NOIA – parte terza

Ho rischiato di morire dagli sbadigli. Anche perché conosco il romanzo a memoria e quindi non era possibile incontrare un minimo di suspense.

Inoltre il confronto con il film del 1986 era insostenibile. Voglio dire, Turturro sarà anche bravo ma di fronte a Sean Connery la sua interpretazione evapora.
rosaturturr

E cosa devo dire di Rupert Everett, con quell’aria di chi si chiede “quando finisce questa cavolata?”. Meglio lui o Murray Abraham? Classico esempio di domanda retorica, cioè quando non occorre rispondere.
evetgui

Considerazione finale. E’ mai esistito il Trattato sulla Commedia di Aristotele (le cui pagine sono state lo strumento per dare la morte a chi voleva “sapere troppe cose”)?

E’ lecito dubitarne.

Forse non è mai stata scritto. Forse Aristotele ha pensato di occuparsi della commedia, che comunque considerava certamente un genere minore (assolutamente inferiore alla tragedia e all’epica), ma poi ha lasciato solo qualche appunto.

Diciamo la verità. Aristotele era un uomo noioso, veramente noioso. Cosa poteva apprezzare in Aristofane o in Antifane?

Che poi Umberto Eco ci abbia ricamato tanto fa parte del mestiere dello scrittore. E ci mancherebbe altro che lo censurassimo per aver difeso il diritto a ridere nel suo romanzo.

Prova decisiva. Come mai in nessun manoscritto appare davvero questo testo aristotelico, mentre si sono conservate decine di copie in pergamena sulla Poetica?

Non credo proprio che ci sia stato un complotto medioevale per distruggere anche il ricordo di un testo “maledetto”. I monaci ricopiarono per secoli testi pagani ben più pericolosi: Lucrezio, Apuleio, Orazio ecc

Comunque ritornerò sull’argomento. Lasciatemi il tempo di aprire un antico volume che ho trovato nei sotterranei dell’Abbazia di Gorgonzola Dolce e di leggerlo attentamente (userò i guanti per sfogliare le pagine).

E poi non vedo l’ora di affrontare un tema completamente diverso.
divers

Avete notato che quest’anno il film italiesco di maggior inkasso è stato un remake?
remak
E’ triste doverlo ammettere, ma la fantasia da queste parti scarseggia.

Perciò consiglio ai produttori italiani di dedicare le loro palanche a “rifare” i film stranieri che hanno incassato di più nella stagione 2018/19, da BOHEMIAN RAPSODY a CAPTAIN MARVELL.

Published in: on marzo 26, 2019 at 10:08 am  Comments (2)  
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IL NOME DELLA NOIA (guardando una fiction rai in compagnia di Bernardo Gui, inquisitore)

Prima ancora che Frate Guglielmo arrivasse all’abbazia la noia si stava impadronendo di me. Soprattutto per la quintalata di spot pubblicitari che precedeva il programma.

Tra capsule per fare il caffè, Disneyland, gatti, automobili, biscotti, dentifrici e artigiani della qualità mi calava già la palpebra…
me cala

Ho pisolato un po’. Poi mi sono accorto che un vecchio nasuto guardava la tv accanto a me.

Era Bernardo, famoso inquisitore.
gui

Gli ho chiesto come giudicasse la fiction.

-Poco realistica! Molto poco realistica! A cominciare dal saio dei monaci: a quel tempo erano tutti una pezza! Mica andavamo in sartoria! Col passare degli anni il mio saio era pieno di pezze e di rammenti… per non parlare dei pidocchi! Era un continuo grattarsi! Qui invece questi fighetti non si grattano mai! Magari si lavano anche! Cosa che noi facevamo solo quando pioveva!

Effettivamente il suo odore testimoniava un uso poco frequente del binomio acqua&sapone… ma non mi sembrò gentile farlo notare.

Intanto era ripresa la pubblicità e l’inquisitore sembrò calmarsi. C’erano ancora gli artigiani della qualità. Mi chiese se fossero buoni cristiani.

-Della loro ortodossia non garantisco. Però costruiscono divani e poltrone come Dio comanda!”
divani

Published in: on marzo 6, 2019 at 12:20 am  Comments (3)  

Come andò che un re sfidò a braccio di ferro un suo cugino e come andò a finire…

Su uno dei canali di Sky ho visto (in replica) la storia romanzata di re Enrico VIII.

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La serie THE TUDORS ha avuto molto successo anche in Italia. Forse hanno influito le numerose scene di sesso più che l’interesse per la storia.

A me non ha fatto impazzire.

Però qualche scena interessante c’è. Ad esempio nella seconda serie c’è una sfida insolita tra re Enrico e suo cugino Brandon.
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Cosa era successo? Brandon aveva osato sussurrare all’orecchio del re che Anna Bolena (di cui Enrico era follemente innamorato) non era proprio un fiore di virtù.

Cartellino rosso! Brandon, duca di Qualchecosa, viene espulso dalla Corte d’Inghilterra e per ritornare dovrà letteralmente strisciare davanti al re.

Ed ecco la scena madre. Enrico sfida il cugino a braccio di ferro in una sala della reggia. Non c’è nessuno, a parte le telecamere.
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-I patti sono questi: se mi batti potrai tornare a corte, se vinco io non potrai mai rivedere Londra! Resterai in campagna a morire di noia!-

Perché Enrico ha sfidato Brandon, visibilmente più robusto di lui? Lo capiamo subito.

Re Enrico (ottavo di questo nome) ha oltrepassato la quarantina e sente declinare le sue energie. Vuole provare a se stesso di essere ancora forte e ha scelto uno sparring partner che si impegnerà alla morte per batterlo (se l’avversario fosse un cortigiano qualunque lo lascerebbe vincere, no doubt about it). Alla fine, dopo un match veramente tosto, Brandon batte il regale cugino. Tutti e due contenti: uno perché può tornare a corte (dove farà ulteriore carriera dopo la decapitazione di Anna) e l’altro perché ha fatto un salutare esercizio fisico.

Published in: on giugno 16, 2018 at 12:51 am  Lascia un commento  
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IL MIO NOME E’ THOMAS… riuscirò in questo film a perdere la verginità?

My name is Hill, Terence Hill.

Sono dotato di sani appetiti sessuali, credetemi. Sono anche quel che si dice un “bell’uomo” (accludo foto).

Ma vado sempre in bianco.

Fin da quando ero giovane.

Per impedirmi di avere una normale vita sessuale si misero insieme un principe siciliano e un nobiluomo lombardo.

Fu soprattutto quest’ultimo che, scegliendomi per la parte del conte Cavriaghi, mi indirizzò verso una carriera di ferrea castità.

Ricordate la storia? Ero ricco, circonfuso di garibaldesca gloria… e spasimavo per la principessina Concetta.

Che rispose picche.
hill
Sì, certo, competere con Alain Delon (che faceva Tancredi) era dura. Ma almeno un valzer quella smorfiosa me lo poteva concedere!

Fu così che emigrai nel selvaggio West. Ero ancora giovane. Potevo rifarmi.

Ma, come sapete, nei western si ciula poco.

Io, NIENTE.

Qualche sguardo femminile incrociò qualche volta i miei occhi blu… e tutto finì lì.

Torno in Italia. Mi faccio prete (non è strano: in America mi chiamavano Trinità).

A Spoleto ho abbracciato Belen Rodriguez e…. ancora niente!
bel
Adesso che ho 79 anni sul groppone mi si offre una chance.

Purché non salti fuori che Veronica Bitto è mia figlia….

passo

Testimone d’accusa (finale alternativo)

A suo tempo avevo celebrato il bellissimo film di B. Wilder (1957).

Ma lunedì sera è andata in onda una nuova versione, diretta da Sarah Phelps (2016)
witness

Se conoscete la storia di zia Agatha, vi dico subito che le modifiche sono notevolissime. Ma il risultato è stupendo!!! Resterete a bocca aperta, ve lo garantisco!

Niente spoiler, per stavolta.

Posso solo anticipare che ci sono più cadaveri che nel testo originale. Compreso un gatto.

E che Emily French, la ricchissima vedova a cui spaccano il cranio, non è un angelo venuto dal cielo. Anzi…

E che la tragedia, ambientata nella Londra del 1923, è inquadrata nella ben più sanguinosa cornice della I Guerra Mondiale, quando milioni di giovani videro l’Inferno sulla terra.

Detto ciò, dopo l’immagine, riassumerò la trama per i pochi che non la conoscono. Ma tacerò sulle sorprese finali!
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E’ tornato dalle trincee il giovane (e belloccio) soldato Leonard. Ma è nei guai fino al collo. E’ accusato dell’omicidio di Emily e tutti gli indizi sono contro di lui. Anche la sua compagna Romaine testimonia in suo sfavore.

Però il suo ansimante avvocato (debole nei polmoni come nel portafoglio) lo salva con un gol in rovesciata che neanche Pelé ai tempi d’oro.

Di conseguenza Leonard è libero e ricchissimo (avendo ereditato i tesori di Emily) e anche l’avvocato diventa famoso. Tanto che può permettersi costose vacanze sulla costa francese della Manica.

Dove l’alta marea è molto pericolosa.

Proprio lì, in una lussuosa camera d’albergo, tutti i misteri saranno svelati.

Conclusione. Spero che Agatha, nel paradiso degli scrittori, abbia visto e apprezzato questo film-tv. O, in caso contrario, che torni tra noi e scriva una nuova versione.

Published in: on novembre 8, 2017 at 8:32 am  Lascia un commento