NON ME NE PUO’ FREGARE DI MENO!

Tutto il mondo è col fiato sospeso… Leggo su un sito di alta cultura che “l’intero pianeta è ansioso” di sapere quando nascerà una pargoletta. E come la chiameranno.
harr

Io ingenuamente pensavo che fossero più importanti l’emergenza ambientale…
emer

…la crisi libica…
lib

…la crisi venezuelana…
venez

e non vi sembra importante contrastare la ferocia dei camorristi?
camorr

Concludo. Siano rispettate tutte le madri del mondo, ma il mio interesse per questo can can mediatico è nullo.

Published in: on maggio 6, 2019 at 7:48 am  Comments (5)  
Tags: , ,

Enrico Fermi, Barbara d’Urso, un tecnico albanese che chiamasi Denis e io: quattro esseri umani in una serata movimentata

Ieri sera siamo tornati da Mantova (visita a vecchi amici). Prima di andare a letto mia moglie ha acceso la tv. Era meglio se non lo faceva.

Divieto d’accesso a tutti i canali (sky, mediaset, rai e tutto il resto).

Appariva una scritta tipo nessun servizio disponibile.

La prima cosa che mi è venuta in mente: HO DIMENTICATO DI PAGARE L’ABBONAMENTO MENSILE!!! (a uno sbirolato come me può succedere…)

Un rapido controllo mi ha rassicurato. Posizione amministrativa perfetta.

Bevo una tisana tranquillizzante e chiamo il numero verde sky (199eccetera).

Comincia la solita tiritera. Un operatore sarà presto disponibile dall’Italia… eventualmente da un altro paese dell’Unione Europea…

Finalmente si fa vivo Denis dall’Albania. L’Albania fa già parte dell’Unione?
albVabbé, non sottilizziamo. L’importante è che Denis mi ha condotto per mano (a distanza) a riconfigurare il decoder e alla fine tutto è finito bene.

Grazie, buona notte, grazie ancora, sto lat.

Vediamo un po’ cosa c’è in tv. Brandeggiando il telecomando salta fuori Barbara D’Urso: un programma gossipeggiante.

Mia moglie protesta: “cos’è questa robaccia?”

Altro canale. RAI STORIA. Discorsi celebri di scienziati. Enrico Fermi parla dell’energia nucleare (accennando alla necessità di usare le bombe sul Giappone, dolorosamente necessarie). Parlano anche altri scienziati.
ferm

Viene fuori il tema dell’intelligenza artificiale
intell
Ecco, io non ho capito bene cosa sia l’I.A. Sono rimasto al film di Spielberg.

Magari la prossima volta provo a scrivere qualcosa. Per il momento, lavandomi i denti, provo a stilare una classifica di intelligenze naturali:

  • difficile stabilire chi sia più intelligente tra Fermi e Denis: il premio Nobel fa pendere la bilancia a favore di Fermi, ma Denis è ancora agli inizi (aggiungo che il vivere in Albania non è molto stimolante)
  • la mia intelligenza non riesce a spostare la lancetta dallo zero
  • quanto al quoziente intellettuale di Barbara D’Urso non mi pronuncio. Non è da gentleman.
Published in: on aprile 18, 2019 at 11:27 am  Comments (3)  
Tags: , ,

IL NOME DELLA NOIA – parte terza

Ho rischiato di morire dagli sbadigli. Anche perché conosco il romanzo a memoria e quindi non era possibile incontrare un minimo di suspense.

Inoltre il confronto con il film del 1986 era insostenibile. Voglio dire, Turturro sarà anche bravo ma di fronte a Sean Connery la sua interpretazione evapora.
rosaturturr

E cosa devo dire di Rupert Everett, con quell’aria di chi si chiede “quando finisce questa cavolata?”. Meglio lui o Murray Abraham? Classico esempio di domanda retorica, cioè quando non occorre rispondere.
evetgui

Considerazione finale. E’ mai esistito il Trattato sulla Commedia di Aristotele (le cui pagine sono state lo strumento per dare la morte a chi voleva “sapere troppe cose”)?

E’ lecito dubitarne.

Forse non è mai stata scritto. Forse Aristotele ha pensato di occuparsi della commedia, che comunque considerava certamente un genere minore (assolutamente inferiore alla tragedia e all’epica), ma poi ha lasciato solo qualche appunto.

Diciamo la verità. Aristotele era un uomo noioso, veramente noioso. Cosa poteva apprezzare in Aristofane o in Antifane?

Che poi Umberto Eco ci abbia ricamato tanto fa parte del mestiere dello scrittore. E ci mancherebbe altro che lo censurassimo per aver difeso il diritto a ridere nel suo romanzo.

Prova decisiva. Come mai in nessun manoscritto appare davvero questo testo aristotelico, mentre si sono conservate decine di copie in pergamena sulla Poetica?

Non credo proprio che ci sia stato un complotto medioevale per distruggere anche il ricordo di un testo “maledetto”. I monaci ricopiarono per secoli testi pagani ben più pericolosi: Lucrezio, Apuleio, Orazio ecc

Comunque ritornerò sull’argomento. Lasciatemi il tempo di aprire un antico volume che ho trovato nei sotterranei dell’Abbazia di Gorgonzola Dolce e di leggerlo attentamente (userò i guanti per sfogliare le pagine).

E poi non vedo l’ora di affrontare un tema completamente diverso.
divers

Avete notato che quest’anno il film italiesco di maggior inkasso è stato un remake?
remak
E’ triste doverlo ammettere, ma la fantasia da queste parti scarseggia.

Perciò consiglio ai produttori italiani di dedicare le loro palanche a “rifare” i film stranieri che hanno incassato di più nella stagione 2018/19, da BOHEMIAN RAPSODY a CAPTAIN MARVELL.

Published in: on marzo 26, 2019 at 10:08 am  Comments (2)  
Tags: ,

IL NOME DELLA NOIA (guardando una fiction rai in compagnia di Bernardo Gui, inquisitore)

Prima ancora che Frate Guglielmo arrivasse all’abbazia la noia si stava impadronendo di me. Soprattutto per la quintalata di spot pubblicitari che precedeva il programma.

Tra capsule per fare il caffè, Disneyland, gatti, automobili, biscotti, dentifrici e artigiani della qualità mi calava già la palpebra…
me cala

Ho pisolato un po’. Poi mi sono accorto che un vecchio nasuto guardava la tv accanto a me.

Era Bernardo, famoso inquisitore.
gui

Gli ho chiesto come giudicasse la fiction.

-Poco realistica! Molto poco realistica! A cominciare dal saio dei monaci: a quel tempo erano tutti una pezza! Mica andavamo in sartoria! Col passare degli anni il mio saio era pieno di pezze e di rammenti… per non parlare dei pidocchi! Era un continuo grattarsi! Qui invece questi fighetti non si grattano mai! Magari si lavano anche! Cosa che noi facevamo solo quando pioveva!

Effettivamente il suo odore testimoniava un uso poco frequente del binomio acqua&sapone… ma non mi sembrò gentile farlo notare.

Intanto era ripresa la pubblicità e l’inquisitore sembrò calmarsi. C’erano ancora gli artigiani della qualità. Mi chiese se fossero buoni cristiani.

-Della loro ortodossia non garantisco. Però costruiscono divani e poltrone come Dio comanda!”
divani

Published in: on marzo 6, 2019 at 12:20 am  Comments (3)  

Come andò che un re sfidò a braccio di ferro un suo cugino e come andò a finire…

Su uno dei canali di Sky ho visto (in replica) la storia romanzata di re Enrico VIII.

the

La serie THE TUDORS ha avuto molto successo anche in Italia. Forse hanno influito le numerose scene di sesso più che l’interesse per la storia.

A me non ha fatto impazzire.

Però qualche scena interessante c’è. Ad esempio nella seconda serie c’è una sfida insolita tra re Enrico e suo cugino Brandon.
charl

Cosa era successo? Brandon aveva osato sussurrare all’orecchio del re che Anna Bolena (di cui Enrico era follemente innamorato) non era proprio un fiore di virtù.

Cartellino rosso! Brandon, duca di Qualchecosa, viene espulso dalla Corte d’Inghilterra e per ritornare dovrà letteralmente strisciare davanti al re.

Ed ecco la scena madre. Enrico sfida il cugino a braccio di ferro in una sala della reggia. Non c’è nessuno, a parte le telecamere.
bsacc

-I patti sono questi: se mi batti potrai tornare a corte, se vinco io non potrai mai rivedere Londra! Resterai in campagna a morire di noia!-

Perché Enrico ha sfidato Brandon, visibilmente più robusto di lui? Lo capiamo subito.

Re Enrico (ottavo di questo nome) ha oltrepassato la quarantina e sente declinare le sue energie. Vuole provare a se stesso di essere ancora forte e ha scelto uno sparring partner che si impegnerà alla morte per batterlo (se l’avversario fosse un cortigiano qualunque lo lascerebbe vincere, no doubt about it). Alla fine, dopo un match veramente tosto, Brandon batte il regale cugino. Tutti e due contenti: uno perché può tornare a corte (dove farà ulteriore carriera dopo la decapitazione di Anna) e l’altro perché ha fatto un salutare esercizio fisico.

Published in: on giugno 16, 2018 at 12:51 am  Lascia un commento  
Tags:

IL MIO NOME E’ THOMAS… riuscirò in questo film a perdere la verginità?

My name is Hill, Terence Hill.

Sono dotato di sani appetiti sessuali, credetemi. Sono anche quel che si dice un “bell’uomo” (accludo foto).

Ma vado sempre in bianco.

Fin da quando ero giovane.

Per impedirmi di avere una normale vita sessuale si misero insieme un principe siciliano e un nobiluomo lombardo.

Fu soprattutto quest’ultimo che, scegliendomi per la parte del conte Cavriaghi, mi indirizzò verso una carriera di ferrea castità.

Ricordate la storia? Ero ricco, circonfuso di garibaldesca gloria… e spasimavo per la principessina Concetta.

Che rispose picche.
hill
Sì, certo, competere con Alain Delon (che faceva Tancredi) era dura. Ma almeno un valzer quella smorfiosa me lo poteva concedere!

Fu così che emigrai nel selvaggio West. Ero ancora giovane. Potevo rifarmi.

Ma, come sapete, nei western si ciula poco.

Io, NIENTE.

Qualche sguardo femminile incrociò qualche volta i miei occhi blu… e tutto finì lì.

Torno in Italia. Mi faccio prete (non è strano: in America mi chiamavano Trinità).

A Spoleto ho abbracciato Belen Rodriguez e…. ancora niente!
bel
Adesso che ho 79 anni sul groppone mi si offre una chance.

Purché non salti fuori che Veronica Bitto è mia figlia….

passo

Testimone d’accusa (finale alternativo)

A suo tempo avevo celebrato il bellissimo film di B. Wilder (1957).

Ma lunedì sera è andata in onda una nuova versione, diretta da Sarah Phelps (2016)
witness

Se conoscete la storia di zia Agatha, vi dico subito che le modifiche sono notevolissime. Ma il risultato è stupendo!!! Resterete a bocca aperta, ve lo garantisco!

Niente spoiler, per stavolta.

Posso solo anticipare che ci sono più cadaveri che nel testo originale. Compreso un gatto.

E che Emily French, la ricchissima vedova a cui spaccano il cranio, non è un angelo venuto dal cielo. Anzi…

E che la tragedia, ambientata nella Londra del 1923, è inquadrata nella ben più sanguinosa cornice della I Guerra Mondiale, quando milioni di giovani videro l’Inferno sulla terra.

Detto ciò, dopo l’immagine, riassumerò la trama per i pochi che non la conoscono. Ma tacerò sulle sorprese finali!
accus

E’ tornato dalle trincee il giovane (e belloccio) soldato Leonard. Ma è nei guai fino al collo. E’ accusato dell’omicidio di Emily e tutti gli indizi sono contro di lui. Anche la sua compagna Romaine testimonia in suo sfavore.

Però il suo ansimante avvocato (debole nei polmoni come nel portafoglio) lo salva con un gol in rovesciata che neanche Pelé ai tempi d’oro.

Di conseguenza Leonard è libero e ricchissimo (avendo ereditato i tesori di Emily) e anche l’avvocato diventa famoso. Tanto che può permettersi costose vacanze sulla costa francese della Manica.

Dove l’alta marea è molto pericolosa.

Proprio lì, in una lussuosa camera d’albergo, tutti i misteri saranno svelati.

Conclusione. Spero che Agatha, nel paradiso degli scrittori, abbia visto e apprezzato questo film-tv. O, in caso contrario, che torni tra noi e scriva una nuova versione.

Published in: on novembre 8, 2017 at 8:32 am  Lascia un commento  

Albert Einstein era un genio (there is no doubt about it). Ma che dire della serie tv GENIUS? Ne discuto con Karl Marx

geniu

Assistevo a una puntata di Genius (l’avevo registrata dal canale National Geographic) insieme a un vecchio amico. A un certo punto ho fermato la registrazione e gli ho chiesto: Karl, perché non dedicano una serie anche a te?

A domanda ha risposto: Sono nato nel secolo sbagliato. Contemporaneo di Lincoln, Darwin, Nietzsche, Oscar Wilde, Garibaldi e tanti altri più glamourous di me… Fossi nato nel 1900 probabilmente sarei stato ucciso dalle SS (o da Stalin)… e invece sono morto banalmente nel mio letto.

Poi mi ha chiesto perché mi piacciono così poco le serie tv.

Tu sei nato nell’Ottocento. Io nel 1946, nel secolo del Cinema. Nel grande cinema parla la spettacolarità delle immagini: pensa all’attacco degli elicotteri in APOCALYPSE NOW, alla battaglia di Waterloo descritta da Bondarchuk,  a Meryl Streep e Robert Redford nella cornice della MIA AFRICA. Nelle serie tv ci sono quasi solo primi piani: ad es. in GENIUS veniamo a sapere che ad Einstein hanno dato il Nobèl, ma la cerimonia non la vediamo!

Mio giovane amico (ha spiegato lui) è sempre una questione economica. In tv si devono contenere i costi! E le comparse costano, siano vestite da Re di Svezia o da accademici. E serie di questo tipo viste una volta non le rivedi più (salvo rare eccezioni). Mentre un film, se ha successo, è visto da centinaia di milioni di spettatori e poi rimbalza da una rassegna per cinefili a infiniti passaggi in televisione e al mercato dell’homevideo. Quindi si investono enormi capitali, si ricorre a costosissimi effetti speciali, si affitta la scalinata della Reggia di Caserta ecc. Però adesso ti prego: premi il tasto e fai ripartire la storia di Einstein. Voglio vedere se Mileva Maric gli concede il divorzio o se si rimettono insieme.

Nessun premio Nobèl è stato maltrattato nella stesura di questo post.
mileva

Published in: on luglio 20, 2017 at 8:22 am  Lascia un commento  

Come sopravvivere al paleofestival di Sanremo? Godendo 5 bellissimi film!!!!!

Non so se all’estero ci disprezzano per questa cosa… Forse no, perché ci sono cose peggiori nel paese dei cachi (adesso non mi vengono in mente, ma ci sono).

Comunque il festival conferma l’ipotesi che qui da noi ci si affeziona troppo al passato.

Quest’anno cantano Al Bano, Ron e Fiorella Mannoia (sommando le loro età si arriva a 200 anni).

Mancano solo Raffaella Carrà e Tony Dallara.
carrdall

In alternativa al polpettone sanremese (farcito da interminabili interruzioni pubblicitarie) suggerisco alcuni filmoni che daranno gioia a queste 5 sere.

In ordine alfabetico

  • AMARCORD – La sconfinata fantasia di Fellini, la musica di Nino Rota, Gradisca, Ciccio Ingrassia nella parte dello zio matto… Se non l’avete mai visto preparatevi a una serata indimenticabile!
  • A QUALCUNO PIACE CALDO – La più scatenata commedia di Billy Wilder. I morti ammazzati sono in doppia cifra (“perché è un gran bravo figliolooo, nessuno lo può negaaar ta-ta-ta-ta-ta”). E c’è Marilyn.
  • GOMORRA – Ecco, mi sono ricordato di cosa c’è di peggio di sanremo! Gomorra è un girone infernale sulla Terra, è la disperata descrizione di bambini aspiranti killer e terreni inquinati (da rifiuti settentrionali). Questa è l’Italia, altroché le canzonette!!!
  • RADIO DAYS – L’Amarcord di W. Allen. I bambini che camminano nella spiaggia deserta chiedendosi se sia più bella la Hayworth o la Grable sono veramente felliniani. Al posto del Rex c’è un sottomarino nazista. Al posto di Gradisca che si spoglia sul letto del Principe c’è una maestra che balla nuda davanti allo specchio.
  • TOY STORY 3 – Lo consiglio vivamente anche a chi non ama i cartoon. 102 minuti e non ti annoi mai. C’è di tutto: il dramma (a lieto fine) l’introspezione psicologica, la commedia brillante (i duetti tra la furba Barbie e il modaiolo Ken). Ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione: ma se lo premiavano come miglior film del 2010 non avrei protestato.

In alternativa andate al cinema. In queste sere saranno meno affollati del solito. E c’è solo da scegliere. Se non avete ancora visto LA LA LAND, ARRIVAL, HACKSAW RIDGE e SMETTO QUANDO VOGLIO 2 è il momento di colmare queste lacune.

Published in: on febbraio 6, 2017 at 12:00 pm  Comments (3)  
Tags: , , ,

TESTIMONE D’ACCUSA (ovvero, come rompere… un’emozione)

La frase NON SI INTERROMPE UN’EMOZIONE non è mia. Credo sia stata usata per la prima volta da Fellini.

Stavolta la voglio usare per il modo con cui LA7 ha conciato un vero capolavoro.

Girato da Billy Wilder nel 1957 (partendo da un racconto di A. Christie) TESTIMONE D’ACCUSA è molto bello. Un regista geniale, una sceneggiatura perfetta, un montaggio da Oscar, attori con la A maiuscola (Charles Laughton, Marlene Dietrich, Elsa Lanchester…)

Ma le leggi della tv commerciale sono spietate (sig. Cairo, come segue bene le tracce di Berlusconi!) e le interruzioni pubblicitarie hanno ottenuto il risultato che descriverò dopo l’immagine.
marl
ATTO PRIMO. Un famosissimo avvocato ha avuto un brutto infarto. Dovrebbe evitare con cura le cause penali, ma decide di patrocinare uno spiantato accusato di omicidio (avrebbe ucciso per soldi una vecchia… ma non con il flit); l’avvocato interroga anche la moglie del balordo: “lei ama suo marito, signora?” “sono già sotto giuramento?”

Avete sterilizzato il vostro gatto? Dategli queste crocchette (forse gli passa il magone). Entrate in questa banca. Comprate questo elettrodomestico. Finanziate la fondazione Veronesi (per il progresso delle scienze). Usate questa pomata. Prendete questa pastiglia contro i dolori mestruali ecc. 

ATTO SECONDO. Durante il processo, numerosi colpi di scena: la moglie del balordo in realtà era sposata con un altro e quindi il balordo non è legalmente suo marito; inoltre lei testimonia contro di lui (“lui era sporco di sangue… mi disse che l’aveva uccisa… l’aveva aiutata a scrivere il testamento…”)

Entrate in questa banca, prima che lei entri in voi. Date le crocchette al gatto evirato. Finanziate la fondazione. Prendete la capsula per la prostata ecc

ATTO TERZO. Le cose si mettono molto male per il balordo. Dopo la testimonianza della moglie della non moglie gli stanno per mettere il cappio al collo. Ma il vecchio avvocato ha un colpo di fortuna: un misterioso personaggio gli vende lettere scritte dalla moglie dalla non moglie. Quella donnaccia non aveva solo un marito tedesco, ma anche un amante a Londra!

Se la prostata vi spinge in bagno troppo spesso prendete la capsula. Se il gatto sente la mancanza dei suoi testicoli dategli le crocchette. Non dimenticate la fondazione ecc

Adesso ci sarebbe l’ATTO QUARTO (e ultimo). Non vi anticipo niente.

Ma non dimenticate il gatto.