C’era una volta IL MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO

Non sapevo che Roberto Vacca fosse ancora vivo.

Si è fatto intervistare per profetizzare che il Virus se ne andrà da solo col caldo dell’estate e che comunque ci sono state ben altre epidemie nei secoli passati.

Spero davvero che abbia ragione e si possa festeggiare insieme il suo prossimo compleanno (sarà il 31 maggio e saranno 93 candeline).

In passato non sempre le sue previsioni hanno colto nel segno. Negli anni 70 profetizzava che il mondo occidentale sarebbe sprofondato nel caos a causa dell’eccesso di sofisticazione tecnologica.

Nella mia libreria conservo una copia del suo romanzo LA MORTE DI MEGALOPOLI. Se proprio ci tenete ve lo riassumo dopo le immagini. Se incontrerò il prof. Vacca (a Roma o in altro luogo) mi farò fare una dedica.

Ma intanto mi vado a lavare subito le mani con acqua caldissima (secondo lui il Virus non può resistere a temperature superiori a 17 gradi Celsius).
megavacca

Rieccomi qui. Mi sono lavato e asciugato a dovere.

Dunque ecco la trama del romanzo di cui sopra.

In un momento imprecisato (futuro rispetto al 1974, data della pubblicazione) gli U.S.A. godono di un orgoglioso benessere dovuto al progresso tecnologico e anche al fatto che hanno smesso da tempo di aiutare i paesi del terzo mondo.

Ma accade la catastrofe: due aerei si scontrano nel cielo di New York e precipitando sui tralicci dell’alta tensione causano un enorme black-out. Si ritrovano senza energia la megalopoli atlantica Boston-Washington e la regione dei Grandi laghi. Va a puttane anche il sistema di comunicazioni (una specie di Internet). Inoltre (per la serie “le disgrazie non vengono mai sole”) un’epidemia di peste manda sottoterra decine di milioni di americani e questo durante un’eccezionale ondata di gelo che coinvolge anche la California, il Canada ecc.

Dopo pochi mesi l’autorità statale si è dissolta. Al suo posto esistono piccoli principati, in genere in mano alla malavita. In uno di questi comanda Ed Barnes (un omaggio al preistorico Barney?) che si proclama LORD e porta il suo esercito nella deserta Manhattan a smontare i pannelli del Palazzo di Vetro (sono antiproiettile).
barneonu

Published in: on maggio 1, 2020 at 11:16 am  Comments (2)  
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UN DELITTO UMANO (novelletta etta etta)

Tiger grugnì. Era un caso difficile. Aveva bisogno di tutti i suoi collaboratori.

Ruggì. -Li voglio tutti qui entro venti minuti!-

-Okay, capo. Non perdere la calma. Saranno qui in un attimo!- aveva risposto Dog che, come sempre, lo accompagnava. Dog era un segugio espertissimo, dal fiuto infallibile.

Non si sbagliava. Monkey, Snake e Jackal arrivarono di corsa e si misero subito a esaminare il cadavere.

Il cranio era stato sfondato da un colpo di incredibile violenza. Ma non era quello il particolare più shoccante. La povera Fox era stata orrendamente scuoiata!

-Mai vista una cosa simile!- borbottò Monkey -Mi chiedo chi possa essere stato…-

-Lo so che vi sembrerà un’ipotesi pazzesca…- sibilò Snake -ma questo può averlo fatto soltanto un uomo!

-Un uomo? -ululò JackalMa non esistono più! Sono estinti da secoli, fortunatamente!!-

A quanto pare qualcuno ne è rimasto!- ringhiò Dog.

Tiger tornò a ruggire. Non era solo la rabbia a dominarlo. Ora aveva paura. Se l’uomo era in circolazione nessuno, proprio nessuno, era sicuro nella giungla.

(nessun umano è stato molestato nella stesura di questo post)

Published in: on aprile 24, 2020 at 7:21 am  Lascia un commento  
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Ricomincerò dal Boccaccio?

Forse non sapremmo niente della terribile Peste Nera che spopolò Firenze nel 1348 se non ci fosse il Decamerone.
decamAllora, come sapete, 7 giovanotte e 3 giovanotti fuggirono dalla città impestata e si rifugiarono in una villa dimolto lontana. Fuga temporanea (dopo 10 giorni torneranno a Firenze) dallo stress e dalla malinconia.

Se fosse stato ai nostri tempi avrebbero dovuto compilare il modulo di autodichiarazione ai sensi degli art 46 e 47 del D.P.R. n.445/2000, dichiarando che “lo spostamento è determinato da motivi di salute psichica” (Dioneo avrebbe specificato “mi sono rotto i coglioni!”)
boccacc

In attesa di tornare alla normalità sto pensando scrivere anch’io un centinaio una trentina una dozzina qualche breve novella per vivacizzare il mio ozio.

Naturalmente so di non valere neanche l’unghia del mignolo di messer Boccaccio.

I miei raccontini non avranno né l’ironia di Abraam il giudeo (è nella prima giornata) né il pathos di Federigo degli Alberighi (quinta giornata) né la comicità di Frate Cipolla (sesta giornata). Ma forse piaceranno.

Published in: on aprile 23, 2020 at 4:13 pm  Comments (3)  
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Ciao, Luis

Avevo già dedicato un post alla prosa di J. L. Sepulveda.
killer

Se volete quindi conoscere il mio giudizio su questo grande scrittore l’ho già scritto qui 

Era anche poeta. Non nel senso che abbia scritto poesie meravigliose, questo no.

Ma aveva una visione poetica della realtà. Ve lo dimostro con un esempio tratto dal suo fortunatissimo romanzo STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE.

A un certo punto il gatto Zorba, non riuscendo a insegnare all’orfana Fortunata a spiccare il volo, chiede aiuto a un giovane poeta.

Solo un poeta (ragiona così) può accettare l’idea che un gatto sappia parlare. Uno zoologo o un ingegnere non la accetterebbero.

-La risposta è in una poesia di Bernardo Atxaga! Ora te la leggo!-

Aperta parentesi. Atxaga è uno tra i maggiori poeti spagnoli contemporanei (più esattamente è basco). Chiusa parentesi.

“Tutti i pomeriggi

si radunano i gabbiani

davanti alla stazione ferroviaria:

lì ripensano ai loro amori…

Ma il loro piccolo cuore

-lo stesso degli equilibristi-

per nulla sospira tanto

come per quella pioggia sciocca

che quasi sempre porta il vento…”

Bingo! Zorba ha l’informazione necessaria! La gabbianella potrà volare, vincendo la paura, sotto la pioggia! Per cui a mezzanotte, sotto una pioggia ostinata, Fortunata si lancia dalla cima del campanile di San Michele (ad Amburgo) e il vento le gonfia le piccole ali.

Zorba la vede andar via verso nord… mentre i suoi occhi felini si gonfiano di lacrime. Fine.

Published in: on aprile 17, 2020 at 2:09 pm  Lascia un commento  
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LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI, storia di sesso, vangeli e braccialetti

Era un po’ di tempo che volevo comprarlo (nonostante i pareri negativi di alcuni conoscenti). Poi è arrivato il virus e ho dovuto rimandare ancora.

Finalmente il mio libraio preferito ha riaperto.
ferran

Eccolo qui, dunque, tra le mie mani.

L’ho letto avidamente e adesso ve lo riassumo.

A Giovanna (che all’inizio della storia va alle medie) la zia Vittoria è sempre stata descritta come una mala persona, brutta sporca e cattiva.

Ma non gliela raccontano giusta. Vittoria non è una santa, ha il turpiloquio facile e per descrivere alla nipote gli amplessi con il suo amato Enzo impiega centinaia di parole (potete contarle tra le pag.72 e 73). Però ha buoni motivi per disprezzare il fratello, padre di Giovanna. Questioni di soldi, di una piccola eredità contesa e di un braccialetto che nel corso del romanzo passerà da un polso all’altro.

Vittoria è una donna disinibita, ma pia. Disapprova il fatto che sua nipote non sia stata battezzata e si dà molto da fare in parrocchia (pag.107-112).

Nella quale parrocchia Giovanna conosce don Giacomo, “prete scomodo” che alla fine se ne va in Colombia dove forse sarà apprezzato dalle gerarchie locali.

E conosce Roberto, giovane ma già famoso intellettuale (è solo una mia impressione o l’autrice si è ispirata a Roberto Saviano?)

Sarà per poter parlare con il fascinoso Roberto, sarà per qualche altra ragione Giovanna si tuffa nella lettura dei Vangeli (praticamente non li conosceva) e si fa una cultura religiosa che lèvati.

Contemporaneamente pianifica la propria deflorazione che viene descritta alle pagine 323-325.

Volete sapere come finisce? Se Giovanna è stata soddisfatta pienamente? E dove è andato a finire il braccialetto? Beh, vi tocca leggere il libro.
Niente spoiler stavolta, spiacente.
spoil
P.S. La storia è ambientata alla metà degli anni 90. In quegli anni erano molto di moda Fukuyama e il suo saggio LA FINE DELLA STORIA… e poi nessuno dei personaggi si fa mai un selfie!

Published in: on aprile 16, 2020 at 9:15 am  Comments (2)  
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…che Dio perdona a tutti! (quando incontrai l’indovino Tiresia nell’Ade stavo per chiedergli se aveva letto il romanzo di PIF)

… ma lo scherzo mi è sembrato di cattivo gusto (dovete sapere che Tiresia è cieco, però sa molte cose passate, presenti e future).

Mi sono fatto coraggio, gli ho offerto un sigarillo e poi gli ho chiesto

“Sommo Profeta, cosa puoi dirmi di Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif) nato a Palermo il 4 giugno millenovecentosettantadue, residente…”

Mi ha zittito con un cenno. Poi ha cominciato a spoilerare:

“Diliberto diventerà uno degli scrittori più famosi del XXI secolo e concluderà la sua carriera col Nobel. Dal suo primo romanzo non si sarebbe detto, perché quel DIO PERDONA A TUTTI era veramente acerbo. Però c’erano molti spunti interessanti”

(tirò con energia e poi mi espirò in faccia)

“Un’autobiografia a base di cannoli, di calcetto e soprattutto di riflessioni su cosa significa essere cristiani. Arturo, il protagonista, si rende conto di quali conseguenze comporta il Cristianesimo se uno vuole essere coerente. Tanto per dirne una come si fa a praticare la virtù della sincerità quando si lavora nel mercato immobiliare, dove è indispensabile essere insinceri? Totale: Arturo perde il posto (finirà a Brooklyn a vendere dolci siciliani), perde la fidanzata e quasi tutti gli amici. L’unico con cui manterrà vera amicizia è Roberto, anche lui ex-immobiliarista, che ora fa volontariato in una missione in Kenya…”
tir

Altra tirata. Infine mi rivelò che quel titolo completava un detto molto noto nelle terre bagnate dal Mediterraneo: “FUTTI FUTTI CHE DIO PERDONA…

if

Published in: on marzo 20, 2020 at 8:38 pm  Lascia un commento  

Difetti e pregi di MISTER GWYN, di AB

L’ho riletto (è corto), ma il mio giudizio non è cambiato: Alessandro Baricco non riesce più a scrivere bene come agli inizi (ad es. CASTELLI DI RABBIA e NOVECENTO).

Già EMMAUS mi aveva deluso. Adesso non so decidermi se considerare questo Mr. Gwyn una sublime sciocchezza o un lavoro-dignitoso-che-magari-con-più-calma-poteva-essere-bellissimo.

Elenco i pregi e i difetti del romanzo:

  • segnala a pag. 69 una bellissima storia di Paperino disegnata da Carl Barks e letta dal protagonista; si tratta di Paperino e il paese dei Totem (Land of the totem poles), pubblicata in Italia nel 1950; come faccio a non volerti bene, AB, quando mi citi storie così?
  • il protagonista, oltre a leggere fumetti d’annata, vive a Londra, tra Camden e una “enorme libreria” presso Charing Cross (penso che la libreria sia Foyles): a pag. 145 AB sembra infastidito dalle dimensioni degli “odiosi supermercati del libro” (ce ne fossero da noi, librerie come Foyles…)
  • AB ha creato nomi originali: John Septimus Hill, Tom Bruce Shepperd, Jasper Gwyn (il protagonista), Akash Narayan, Klarisa Rode… (può bastare a farmi piacere questo romanzo? mah…)
  • la trama è più strampalata dei delitti su cui indaga Don Matteo a Gubbio; dopo ve la riassumo, se proprio ci tenete… per ora mi limito a una domanda: perché tanti personaggi devono mostrarsi completamente nudi allo sguardo del protagonista? è una allegoria della verità? o serve per dare un po’ di pepe a una storia tuttosommato noiosa?
  • i dialoghi sono una frana; è vero che i dialoghi sono la difficoltà maggiore per un narratore (attribuire a ciascun personaggio un diverso codice linguistico e diverse capacità espressive: è questo che ha fatto grandissimi Cervantes, Hemingway, Somerset Maugham, Maupassant, Tomasi di Lampedusa…)
  • a pag 36 c’è un’affermazione perentoria: “tutti i veri scrittori odiano quel che c’è attorno al loro mestiere” cioè i soldi, i contratti con le caseditrici, gli agenti; non so chi siano i “veri” scrittori per AB, ma (a quanto ne so) Camilleri, Follet, Grisham, King, lo stesso Hemingway la pensano (pensavano) diversamente
  • avevo digerito a fatica il “sorriso ben fatto” di EMMAUS; sono disposto a sorvolare sul “dignitoso calore” con cui Jasper e un diversamente giovane si salutano a pag 67 (gli inglesi conoscono bene la dignità, non il calore…); quello che non posso sopportare è “un’eternità minuscola”: what the fuck does it mean eternità minuscola?
  • altra domanda: il diversamente giovane di cui sopra trasporta la sue lampadine con un vecchio scatolone di pasta italiana sigillato con un largo scotch verde… era necessario per l’economia della storia che lo scatolone fosse vecchio, la pasta fosse italiana e lo scotch fosse verde?

Siete ancora qui? Peggio per voi. Eccovi la TRAMA ESSENZIALE.

Jasper, il protagonista, è stato un romanziere di un certo successo. Ma si è stancato di scrivere (autobiografico?) e decide di cambiare genere. Con l’aiuto di una giovane diversamente magra si mette a “scrivere ritratti” di gente nuda. All’inizio va tutto bene, poi una giovane ricca e stronza rovina tutto.

(Noto che da un po’ di tempo nei romanzi di AB compare una riccaestronza che rovina tutto. Altro spunto autobiografico?)

Infine Jasper scompare. Ma nel mondo appaiono altri suoi romanzi, tra cui uno incompiuto: contiene i capitoli finali (terzo e quarto), mancano il primo e il secondo.

Magari nel suo prossimo romanzo AB scriverà quei due capitoli mancanti.

Così potremo andare a letto contenti e rilassati.
bariccototem

Published in: on marzo 18, 2020 at 12:27 am  Comments (9)  
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Tre romanzi da rileggere (e uno che si può tralasciare) in attesa che passi ‘sta nuttata

In questi giorni grami faccio fatica a comprare libri. Se vedi una libreria aperta non ti fidare: è un miraggio!

Nei supermerkati, quando va bene, c’è qualche striminzito scaffale (quasi solo per bambini) e manco male che dal mio edicolante (in via del Pratello) trovo ancora cose buone: una biografia di Mozart, Pif, Amos Oz…

E dagli scaffali di casa mi corrono incontro tanti vecchi amici.

Cominciamo con questi 3:

M. Malvaldi – LA CARTA PIU’ ALTA – Storia breve, raccontata benissimo. Avviso per i naviganti: nel film che ne hanno tratto il commissario Fusco è una bella donna, nel romanzo no. Ne ho parlato qui.

P. Mastrocola – UNA BARCA NEL BOSCO – Romanzo dolce-amaro. Più amaro che dolce, se non fosse per l’ultimo capitolo dove il protagonista prova qualche gioia. Ne ho parlato qui.

A. Paasilinna – PICCOLI SUICIDI TRA AMICI -Non fatevi ingannare dal titolo: è un romanzo divertentissimo e nessun socio della Libera Associazione Morituri Anonimi darà lavoro al becchino. Anzi molti troveranno l’amore, come ho descritto qui.

A questi tre leggendari (etimologicamente equivale a che vanno letti) affianco uno sconsiglio. NON vale la pena di leggere LA MISURA DELL’UOMO, passo falso del già citato Marco Malvaldi che ha provato a sfruttare l’interesse (ahimè effimero) per la figura di Leonardo. I risultati li ho scritti qui.

Mi fermo qua. Buone letture a tutti.

Presto riprenderò il discorso a proposito di un romanzo di Baricco che a suo tempo mi ha molto deluso. Vuoi vedere che, rileggendolo, cambio idea?
altboscosuici

Published in: on marzo 16, 2020 at 11:40 am  Lascia un commento  

Libri da regalare – parte seconda (dove si dimostra che una storia si può trasferire da Bass, Texas, al dipartimento dell’Oise e funziona ancora)

Aggiungo all’elenco della settimana scorsa IL CASSETTO DEI RICORDI SEGRETI.

Ho appena finito di leggerlo e mi è piaciuto molto. Dopo l’immagine vi riassumo la trama (forse vi sembrerà di averla già sentita: come vedremo dal romanzo americano i francesi hanno fatto un film)
cassett

TRAMA – In un angolo del Texas orientale vive, isolata da tutti, una vecchia una diversamente giovane chiamata Faith B. Darling, versione femminile di Zio Paperone. All’alba del 31 dicembre una voce dal Cielo la informa che quello è il suo ultimo giorno (è Dio o è l’Alzheimer? ai posteri l’ardua sentenza).

La spregevole megera la cara signora decide di vendere a prezzi stracciati i tesori della sua villa (mobili, lampadari, quadri ecc). I vicini accorrono. Accorre anche la figlia (non si parlavano da 20 anni). Finale commovente.

Qui potete vedere la copertina del romanzo, pubblicato in USA nel 2012, e la locandina del film TUTTI I RICORDI DI CLAIRE (con C. Deneuve e Ch Mastroianni), dove l’ambientazione si sposta dal Texas a Verderonne, Francia del Nord, e l’anno non è più il 1999 ma il 2018 (si capisce dai telefonini).
bassclaire

Published in: on novembre 24, 2019 at 11:40 pm  Lascia un commento  

LA “FAMOSA” INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA – dal romanzo al film

Premessa. Prima si legge il libro, poi si va al cinema. Anche perché dopo aver visto le immagini sul grande schermo (disegnate maluccio, ve lo dico subito) passa la voglia di sfogliare le pagine di D Buzzati. Fine della premessa.
orsi

Merita i soldi del biglietto questo film? 

Sì, li merita. Ha due trovate interessanti:

  • diversamente dal testo di Buzzati la storia viene raccontata da un vecchio orso (doppiato dal compianto A. Camilleri) a due umani; il che può implicare che tutto quello che dice sia frutto della sua fantasia
  • nel film compare la giovane Almerina, un’umana che fraternizza con gli “invasori”; nel romanzo non c’è (adesso che ci penso nel romanzo di figure femminili non ce n’è neanche mezza)

Come dicevo, però, la grafica è modesta. Gli orsi, almeno prima di indossare vesti umane (di metà ottocento), sono tutti uguali, come sono tutti uguali i soldati del granduca.

Si ha l’impressione che i disegnatori avessero molta fretta. Non siamo a Hollywood, certo. Là possono pagare i disegnatori migliori del mondo (i nomi di Andrew Stanton e Lee Unkrich vi dicono qualcosa?) e realizzare capolavori come UP, TOY STORY 3, RANGO, INSIDE UP, ZOOTROPOLIS, COCO…

Ma anche in Europa ci sono bravi disegnatori. Ecco qualche esempio, preso da LE AVVENTURE DI SAMMY, LES MINIONS, THE QUEEN’S CORGI, TERRA WILLY.sammminidog

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Dopo l’immagine riassumerò la trama per chi non teme gli spoiler.

orsicil

C’erano una volta tra le montagne di un’immaginaria Sicilia gli orsi di re Leonzio. Per ritrovare il figlio del Re, l’orsacchiotto Tonio, scesero a valle dirigendosi verso la capitale dove regnava il crudele Granduca.

Ucciso il Granduca, il nuovo Re provò a governare la Sicilia, ma la conclusione fu amara. Frequentando gli umani gli orsi finirono con imitare i loro difetti: intrighi, bische, alcol ecc ecc.

Leonzio stesso venne ucciso a tradimento dal suo Ciambellano.

L’unica salvezza fu tornare tra le montagne, alla vita semplice degli antenati.

Published in: on novembre 16, 2019 at 12:46 am  Comments (7)