MAD MAX vs MATRIX

Ho cambiato idea.

Rivedendo i dvd della trilogia australiana (Interceptor, il guerriero della strada ecc) ho trovato maggiori analogie con la trilogia di Matrix che con le storie di Indiana Jones.

    • Sono storie concluse DEFINITIVAMENTE. Max scompare nel deserto dopo aver salvato un nucleo da cui (forse) l’umanità potrà risorgere. Analogamente Neo, l’Eletto, si sacrifica per salvare l’umanità. Mentre Indiana Jones NON SI DECIDE A MORIRE. E nemmeno la serie di Terminator sembra capace di concludersi in un modo o nell’altro (come ha detto giustamente Lidia Zitara): prevedo un episodio in cui Sarah Connors ha 7 anni e le regalano un giocattolo bellissimo che poi si rivela essere un Terminator miniaturizzato.
    • Sia Mel Gibson che Keanu Reeves (molto simili in fatto di inespressività: in queste trilogie hanno sempre la stessa faccia ingrugnita) hanno solennemente escluso di riprendere QUEI ruoli. Gibson, poi, sembra avere seri problemi in quanto attore: la sua ultima interpretazione in coppia a un castoro di peluche è veramente imbarazzante…
    • In conclusione, sia NEO che MAX si sacrificano per la sopravvivenza del genere umano. Hanno amici e alleati, ma sostanzialmente sono eroi solitari e si muovono in SPAZI OSTILI (non so dire se sia più allucinante il deserto australiano o la realtà vituale di Matrix).

PUNTEGGIO PROVVISORIO: MAD MAX 6,5 – MATRIX 4 (voti espressi da Blabla)

Published in: on luglio 31, 2012 at 12:50 pm  Comments (10)  
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STAR WARS vs STAR WARS

PUNTEGGIO PROVVISORIO (finora solo Blabla ha votato): TRILOGIA CLASSICA 7 – TRILOGIA MODERNA 6

In questo caso più che sottolineare le analogie devo dedicarmi alle differenze.

Negli episodi “classici” prevale il gusto ROMANTICO, direi il misticismo alla Tolkien.

Molti elementi del Signore degli Anelli riecheggiano nei personaggi di Obi-Wan Kenobi (è il Gandalf della situazione), Ian Solo (somiglia a Granpasso, non vi pare?), Palpatine (il suo voltafaccia fa pensare a quello di Saruman) ecc.

Al contrario, nella serie moderna (la minaccia fantasma, l’attacco dei cloni, la vendetta dei sith) il romanticismo è sostituito dagli effetti speciali (la tecnica non è rimasta ferma al 1977) e dallo psicologismo. Nel video che ho inserito il Maestro Yoda disserta sui rischi che il piccolo Anakin può incontrare: “La paura conduce all’ira, l’ira conduce all’odio…”

E c’è la politica.

Direi che la differenza maggiore tra le due trilogie riguarda proprio la politica. Negli anni 1977-1983 c’era la guerra fredda, l’URSS era l’Impero del Male (le uniformi sulla Morte Nera hanno un tono sovietico) e l’America Reaganiana invocava la propria superiorità morale sui “materialisti”. Ecco quindi i “buoni” (che potremmo definire Repubblicani) trionfare dopo infinite tribolazioni con l’aiuto “spirituale” dei cavalieri Jedi.

Negli anni 1999-2005 l’ottimismo reaganiano è tramontato da un pezzo. La Repubblica a stelle e strisce rischia di diventare l’Impero di Bush.

E si racconta il percorso opposto: il Male trionfa, Anakin (inizialmente innocente) si lascia sedurre dal Lato Oscuro; l’andreottesco Palpatine si rivela essere un demonio di perfidia e dispone lo sterminio dei mistici cavalieri.

Cosa preferire dunque? La triste fine della Repubblica e Anikin che diventa il terribile Darth Vader?

O il lieto fine della trilogia classica (Darth Vader morendo si riscatta e ritorna a essere un Jedi?).

Ai miei lettori l’ardua sentenza.

Adesso mi prenderò un po’ di tempo. La prossima sfida vedrà di fronte due tipi tosti: INDIANA JONES contro MAD MAX.

P.S. Ho già spiegato perché il ciclo di Indy per me si ferma all’ULTIMA CROCIATA?

COPPOLA vs LEONE (e, già che ci sono, rispondo alle obiezioni di Armakuni, Lidia Zitara e Anna Nihil)

Da una parte Al Pacino, dall’altra Clint Eastwood. Entrambi danno molto lavoro al becchino (per non parlare dei cadaveri, nordisti e sudisti, che si ammucchiano in IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO).

CARATTERISTICA COMUNE. Al e Clint non sono angeli. Usano sistematicamente l’omicidio come mezzo per raggiungere i loro fini (proteggere la Famiglia in un caso, accumulare dollari nell’altro).

Ma possiamo provare un po’ di simpatia per loro, vedendoli in lotta mortale con furfanti al quadrato. Insomma (come dicono a Roma) IL PIU’ PULITO CI HA LA ROGNA.

DIFFERENZA SOSTANZIALE (secondo me): Mike Corleone prova sempre più amarezza per quello che fa (che DEVE, in un certo senso, fare), mentre “il Biondo” non sembra provare alcun rimorso (probabilmente con tutti i suoi dollari se ne andrà all’Est, diventerà un business man e sarà accolto nel Rotary Club).

FRASI MEMORABILI

  • “Su questo documento ci sarà la tua firma o il tuo cervello” (frase di don Vito, riportata da Mike)
  • “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto” (lo dice Ramon, ma ha fatto i conti senza l’oste)

PUNTEGGIO PROVVISORIO del match (reso spettacolare anche dal confronto tra le colonne sonore di Nino Rota e di Ennio Morricone): 30 a 9 per il Padrino, grazie ai voti espressi da Anna Nihil, Blabla e Pensierini.

Inserisco 2 documenti. Dopodiché risponderò ad alcune 0sservazioni.

COSA ESPRIMIAMO con un voto? Ovviamente una generalizzazione, come quando diciamo di preferire (ad esempio) Puccini a Wagner, il vino bianco alla birra, il basket al calcio… CONCORDO che il primo episodio di Matrix è molto superiore agli altri due (proprio da buttare? mi sembra un po’ drastico…), ma nell’insieme c’è un discorso coerente, per cui si può votare per tutta la trilogia.

INDIANA JONES E IL TESCHIO DI CRISTALLO NON L’HO VISTO. Chi l’ha fatto mi ha caldamente consigliato di non sprecare tempo e soldi. Forse un giorno lo vedrò e promuoverò la trilogia a tetralogia (contrapponendolo alla serie di Alien?).

Regista, regista… il caso GUERRE STELLARI aiuta a capire. George Lucas non ha FORMALMENTE diretto gli episodi V e VI, ma è autore del soggetto, della sceneggiatura e soprattutto è PRODUTTORE ESECUTIVO (decide lui chi recita e chi no). Tanto è vero che NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS è considerato un film di Tim Burton anche se la firma ce l’ha messa Selick.

Lo stesso vale per Tarantino, a proposito di UNA VITA AL MASSIMO.

E per oggi mi fermo qui, preannunciando che il prossimo match sarà tra la trilogia CLASSICA di GUERRE STELLARI e quella girata in seguito.

LUCAS contro LUCAS, insomma.

Ecco le magnifiche 14!!!!!!

Doveroso chiarimento. Come dicevo ieri ho il progetto di DESCRIVERE le trilogie cinematografiche che più mi acchiappano. Proverò anche ad abbinarle secondo miei personalissimi criteri. Per dare punteggi c’è tempo…

Però già un commentatore (Gegio) ha spezzato una lancia a favore della TRILOGIA DEL PADRINO. Che devo fare?

Facciamo così. Chi vuol dare un voto DA 1 A 10 può farlo e ne terrò conto nel punteggio finale.

Ora elenco le trilogie. Fine del doveroso chiarimento.

Usando l’ordine alfabetico (per il cognome dei registi) comincio da

  1. ADAMSON, LE CRONACHE DI NARNIA (il leone la strega e l’armadio, il principe Caspian, il viaggio del veliero)
  2. ARGENTO, LE TRE MADRI (suspiria, inferno, la terza madre)
  3. CAMERON, TERMINATOR’S TRILOGY (terminator, terminator 2, terminator 3)
  4. COPPOLA, (il padrino 1, 2 e 3)
  5. JACKSON, IL SIGNORE DEGLI ANELLI
  6. LEONE, (per un pugno di dollari, per qualche dollaro in più, il buono il brutto e il cattivo)
  7. LUCAS 1977-83, GUERRE STELLARI (una nuova speranza, l’impero colpisce ancora, il ritorno dello jedi)
  8. LUCAS 1999-2005, GUERRE STELLARI (la minaccia fantasma, l’attacco dei cloni, la vendetta dei sith)
  9. MILLER, MAD MAX (interceptor, il guerriero della strada, oltre la sfera del tuono)
  10. SONNENFELD, MEN IN BLACK
  11. SPIELBERG, INDIANA JONES (i predatori dell’arca perduta, il tempio maledetto, l’ultima crociata)
  12. TARANTINO, (le iene, una vita al massimo, pulp fiction)
  13. WACHOWSKI, (matrix, matrix reloaded, matrix revolutions)
  14. ZEMECKIS, RITORNO AL FUTURO I, II e III

Postscriptum. Avrei aggiunto volentieri un match tra SHREK e TOY STORY, ma devo confessare che NON ho mai visto Shrek 2….

Trilogia trilogia, per piccina che tu sia…

Sto progettando un TORNEO DELLE TRILOGIE.

Proporrò ai miei eventuali lettori una quattordicina di TRILOGIE cinematografiche. I quali lettori potranno votare da 1 a 10 su quale tris amano o amarono di più.

Con quali criteri le ho scelte?

  1. Le conosco bene (sennò come farei a parlarne)?
  2. Devono avere un buon livello qualitativo, il che esclude trilogie vanzinesche, rambesche, jamesbondesche, transformeresche ecc
  3. Devono essere opera dello stesso regista, ragion per cui (ahimè) la serie ALIEN è esclusa (magari la ripesco per il prossimo TORNEO DELLE QUADRILOGIE), passando dalle abili mani di R. Scott a quelle di J. Cameron e poi viene Fincher… (insomma, si scendono parecchi gradini).

Ora vado a tuffarmi nei dvd e ne riparliamo a fine agosto!

godfatherwars

Published in: on luglio 26, 2012 at 12:12 pm  Comments (2)  
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Abraham Lincoln a caccia di vampiri

Domanda: perché ho voluto vederlo? lincolnA domanda rispondo.

  • sono affascinato dal personaggio; Lincoln è una sintesi di Garibaldi, Cavour e Falcone (tornerò a fine post sui motivi per cui mi piace il vecchio Abe)
  • voglio aggiungere una candidatura importante per il premio CHIAVICA D’ORO 2013; a tal proposito segnalo il post di Sailor Moon a proposito di Biancaneve-e-il-cacciatore

Se proprio ci tenete a conoscere la TRAMA

  1. Ha ottimi motivi per odiare i vamp il piccolo Abraham. Con l’aiuto di un vampirobuono (preso a prestito da TWILIGHT) comincia l’addestramento con precisi riferimenti a THE KARATE KID
  2. Di giorno fa l’avvocato e corteggia la giovane Mary Todd (che sembra un tipo loffio, ma vedrete nel finale cosa è capace di fare); di notte decapita; un consiglio: se volete far colpo sulla vostra lei, provate a dirle “oggi sono stanco perché ho passato la notte a staccare la testa a un banchiere…”
  3. Perché perdere tempo a ucciderli uno alla volta? Abe scende in politica e fonda il Movimento 5 stelle (scusate, mi sono distratto un momento…) e diventa Presidente. Ha scoperto che la metà meridionale degli U.S.A. è totalmente nelle mani della mafia (scusate ancora…) dei vampiri.
  4. Battaglia di Gettysburg. Copiando clamorosamente il finale di PRIEST (battaglia su un treno pieno di vampiri) Abe e il Vampirobuono sterminano i Volturi (oggi proprio non è giornata…) i Vampsudisti.
  5. Vampirobuono è immortale e si aggira ancora oggi per i bar di Washington D.C.; se lo incontrate e lui vi ripete la solita solfa (“quando uno beve tanto o deve baciare una ragazza o deve uccidere un uomo”) NON esortatelo a farsi i cazzi suoi: potrebbe aversene a male.

Candidando ufficialmente questo film al Premio di cui sopra, non voglio sminuire i suoi clamorosi pregi.

  • Nel campo della storia militare, io ero erroneamente convinto che gli iniziali successi sudisti a Gettysburg fossero dovuti all’abilità tattica del generale Lee. Oggi so che tutto ciò era dovuto all’impiego di battaglioni d’assalto composti da vampiri.
  • Nel campo dell’esegesi biblica, ignoravo che i 30 denari di cui beneficiò Giuda in seguito a una nota transazione fossero d’argento. Ciò spiega perché i proiettili d’argento abbiano tanta efficacia.
  • E voi lo sapevate che i leoni che sbranavano i cristiani al Colosseo erano vampiri travestiti?
  • Dovremmo riscriverla anche noi la storia del Risorgimento. Pensate ai Mille che sbarcano a Marsala e annientano un esercito di vampiri borbonici con baionette d’argento…

Tra i tanti motivi per cui ammiro il VERO presidente Lincoln c’è la CONCISIONE. Il discorso di Gettysburg (19 novembre 1863) fu talmente breve che i fotografi non fecero in tempo a scattare una foto.

Apprezzo la concisione e mi fermo qui.

Cambiare il passato? Da Pier Damiani a MEN IN BLACK 3, passando per Stephen King

Correggo quanto detto in precedenza (nel post del 30/11 ultimoscorso).

Circa 1000 anni fa, molto prima di M. Twain, un santo romagnolo (bell’ossimoro, eh?) meditando sull’onnipotenza di Dio si chiese se il Suddetto avrebbe potuto fare in modo che Roma non fosse mai esistita.

Peccato che S. Pier Damiani non abbia sviluppato l’idea e non ci abbia scritto una fiction. Sai che successo con la Leganord? Avremmo più statue sue che di Alberto da Giussano…

L’argomento viaggi nel tempo mi stuzzica perché ho riletto 11/22/63 (S. King), romanzo affascinante anche se a tratti un po’ prolisso (780 pagg).

Trama (già raccontata in dettaglio nel post ecc): il protagonista riesce, viaggiando nel passato, a evitare la morte di J. Kennedy, ma si pente di averlo fatto e ripristina lo status quo.

La prima volta avevo apprezzato molto il modo in cui King (nato nel ’47) rievocava il quinquennio 1958-63, tra Elvis e i Beatles.

C’ero anch’io in quegli anni (essendo contemporaneo di Stephen) e me li ricordo bene.

Ricordo l’emozione che colpì anche noi italiani alla notizia dell’attentato di Dallas. Erano le 9 di sera a Bologna e i programmi della serata furono sostituiti dalla Quinta Sinfonia… Vabbé, magari ne riparlerò.

In questa seconda lettura mi sono soffermato sulla UCRONIA (pagg 737-740): cosa sarebbe successo in America e nel mondo se…?

NIENTE DI BUONO, ci informa King. Una serie di guerre e di catastrofi: una forza misteriosa punisce l’umanità per aver voluto cambiare il destino.

  • negli 8 anni della sua presidenza JFK non riesce a compiere le riforme sociali che aveva in mente; il suo stesso partito è tenacemente contrario all’integrazione degli Afroamericani; M. L. King è ucciso da un sicario di Hoover e la rabbia dei neri mette a ferro e fuoco le città;
  • il nuovo presidente è l’ultraconservatore George Wallace che reprime con incredibile durezza la guerra civile; la stessa durezza con cui annienta il Vietnam del Nord con armi atomiche; viene ucciso nel 1972;
  • seguono guerre e atti di terrorismo in tutto il pianeta, qualcuno fa esplodere un’atomica tascabile a Miami e il golfo del Messico diventa un minestrone cancerogeno ecc ecc

Niente di strano se il protagonista decide di resettare tutto. JFK è morto a Dallas nel 1963 e noi ci teniamo quello che c’è.

Adesso mi vien voglia di confrontare il viaggio nel 1969 dell’agente J (MEN IN BLACK 3) con quelli della trilogia RITORNO AL FUTURO.

Ci sono molte analogie: J “educa” K nel ’69, come Marty McFly educa suo padre e sua madre nel ’55.

Ma il post sta venendo troppo lungo. Ne riparliamo un’altra volta. kingpierdamianimeninbback to the future

Chaplin precede Cohen E NON SOLO IN ORDINE ALFABETICO

1940. L’inglese Charlie Chaplin dirige e interpreta THE GREAT DICTATOR, dove un sanguinario tiranno viene sostituito da un sosia (il quale sosia conclude il film con appassionato discorso in cui esalta la libertà e i diritti dell’individuo contro i soprusi dei Potenti).

2012. L’inglese Sacha Baron Cohen dirige e interpreta THE DICTATOR, dove un sanguinario tiranno viene sostituito da un sosia (il quale sosia alla fine del film salva la vita al tiranno, permettendogli di pronunciare un importante discorso politico).

STOP. Le analogie finiscono qui. Nel film di Chaplin (un vero capolavoro, ma che ve lo dico a fare?) la carica ideale convive perfettamente con lo humour. Ci sono pagine indimenticabili, come il balletto del Fuhrer Adenoid Hynkel col mappamondo e i suoi duetti col Duce Napoloni.

Al contrario, nel film di Cohen si ride poco (se vi piacciono le goliardate come la scena del parto… vabbé, sono fatti vostri!). E quanto al confronto tra dittatura e democrazia (oggetto del discorso finale) non sembra sincera la scelta democratica del protagonista (una caricatura di Gheddafi), che indice “libere” elezioni nel suo staterello, ma le stravince intimidendo gli elettori.

Direi anzi che lo stesso regista sembra scettico sull’argomento. Forse (ma non lo ammetterà mai) le opinioni di Charlie Chaplin gli sembrano un po’ ingenue.

In conclusione DIFFIDO CHIUNQUE a regalarmi il dvd. Quello di Chaplin ce l’ho già, of course.cohenchaplin

Published in: on luglio 16, 2012 at 7:27 pm  Comments (3)  
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Dialogo socratico sul concetto di minigonna (a seguire, anticipazioni sulle mie letture estive)

Io: “Vedo molte minigonne, qui in Irlanda”

Mia moglie: “E’ anche una questione di risparmio. La minigonna costa meno dei braghini corti (I beg you pardon, shorts) o dei bermuda”

“Non ci avevo pensato. C’è crisi anche qui…”

“Altroché se c’è crisi! Inoltre tu confondi spesso la minigonna propriamente detta con una semplice gonna corta”

“Quale dunque è la differenza?”

“Empiricamente dovresti misurare la distanza dell’orlo dal ginocchio. Se questa distanza è superiore alla distanza dell’orlo dall’inguine, puoi definirla minigonna. MA NON LO FARE, se ti è cara la vita!”

“Noto un bagliore omicida nei tuoi occhi, amore mio… perciò cambio discorso. Mi sono portato qualche romanzo da leggere, anzi da rileggere. Ad esempio COSE CHE NESSUNO SA (che ho letto molto frettolosamente qualche mese fa e mi è piaciuto fino a un certo punto; magari stavolta lo apprezzo di più); e poi 22/11/63 (merita davvero una rilettura) e MOMENTI FATALI …e tra Stephen King, Stefan Zweig e Alessandro D’Avenia ci possono mettere Marco Goi (in arte Cannibal Kid) e i suoi racconti…”
irlanda

Published in: on luglio 4, 2012 at 5:32 pm  Comments (6)  
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