i film più visti del primo semestre (e che dire di Eclipse?)

Copio da TELEVIDEO RAI (pag 546) la graduatoria dei film più visti in Italia dal primo gennaio.

  1. AVATAR (7.478.000 presenze)
  2. ALICE IN WONDERLAND (5.506.000 presenze)
  3. IO, LORO E LARA (2.533.000 presenze)
  4. SHERLOCK HOLMES (1.893.000 presenze)
  5. ROBIN HOOD (1.744.000 presenze)

Prevedo che Eclipse (nelle sale dal 30 giugno) si inserirà presto in questa top five. Scalzerà Robin Hood in 2 o 3 settimane.

Sui motivi del successo della serie Twilight mi sono già dilungato:

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2008/11/17/dracula-co/

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/11/17/esattamente-un-anno-fa/ 

Voglio aggiungere che (come romanzo) ECLIPSE è un cesso.

Magari il film verrà meglio…

Published in: on giugno 28, 2010 at 1:05 PM  Comments (13)  
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dalle stelle alle stalle

Sta per concludersi il primo semestre degli “anni 10”. Sono andato al cinema meno del solito in questi sei mesi, ma qualcosa di bello l’ho visto.

Provvisoriamente (mancano 5 giorni e non si sa mai) elenco i 3 film che più mi sono piaciuti:

  1. IL CONCERTO (Le concert) – In Russia non è piaciuto (e lo credo bene: descrive la Russia attuale in modo impietoso, tra mafiosi onnipotenti, nostalgici di Stalin e burocrati altezzosi) – L’ho recensito il 17 febbraio
  2. DEPARTURES (Okuribito) – Oscar per il miglior “Foreign language film”; in Italia un flop (da noi parlare della morte induce a gesti poco eleganti) – L’ho recensito il 25 aprile
  3. TRA LE NUVOLE (On the air) – Un dramma sotto la maschera di una commedia – L’ho recensito l’11 febbraio

E il film peggiore? Finora (deve ancora uscire Eclipse…) direi che LA FONTANA DELL’AMORE è talmente scemo che non vale la pena recensirlo. Vabbè che in certi pomeriggi l’aria condizionata dei cinema invita a vedere qualsiasi fetecchia, ma c’è un limite a tutto…

BRIGHT STAR

Un bel film, diretto da Jane Campion (oscar con Lezioni di piano) e dedicato agli ultimi 3 anni di John Keats.

Un po’ lento (poteva durare mezz’ora di meno) e con un personaggio alquanto inutile: l’amico di lui (Ch. Brown, ingravidatore di servette).

Però è bello, veramente bello e poetico. Curatissimi i costumi (nomination all’Oscar, ma l’ha spuntata The young Victoria) e la fotografia.

L’infelice poeta è interpretato da Ben Whishaw (già protagonista in Profumo), la sua casta amante è Abbie Cornish.

A lei, nei prati di Hampstead, Keats declama la romantica Ode su un’urna greca: “Beauty is truth, truth beauty… il Bello è vero, il Vero è bello; questo è tutto quello che sappiamo sulla terra, tutto quello che importa sapere”

P.S. A proposito del Bello e del Vero, ho appena ascoltato una canzoncina tedesca in cui si dileggia il calcio italiano e, in generale, l’Italia. Vabbé… rispetto la libertà di espressione e la dotta e romantica Germania. Ma preferisco Keats.

Published in: on giugno 22, 2010 at 1:05 PM  Comments (5)  
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PROVACI ANCORA, SAM film di W. Allen

In questo piovoso pomeriggio ho messo il DVD di uno dei migliori film di Allen.

PLAY IT AGAIN, SAM era una commedia (scritta dallo stesso Woody) che ebbe un notevole successo a Broadway. Nel 1972 ne fecero un film (diretto da H. Ross) con gli stessi attori:

  • W. Allen è LUI, un imbranatissimo critico cinematografico; lasciato e irriso dalla moglie, è all’affannosa ricerca del sesso e colleziona figuracce; accanto a lui (e visibile solo a lui) il fantasma di Humphrey Bogart (vedi sotto)
  • Diane Keaton è LEI, nevrotica ma dolce moglie di un marito troppo indaffarato; dopo aver inutilmente cercato di procurare a LUI un’amichetta, ci finisce a letto (con LUI, non con l’amichetta)
  • Jerry Lacy è IL FANTASMA DI BOGART, che insegna (con esiti meno che mediocri) a LUI come si seducono e lasciano le donne; l’attore non è un granchè, ma somiglia molto a Bogey (e poi indossa lo stesso trench e lo stesso cappello usato nel finale di CASABLANCA)

Accludo un video: “Bogey” suggerisce a LUI come conquistare LEI, che non desidera altro che di essere conquistata.

Ma la scena più divertente del film, secondo me, è il “sogno italiano”: LUI immagina (dopo aver visto LE COPPIE con Sordi e la Vitti) di essere ucciso a coltellate dal rivale: “Bastardo! M’hai traduto! Pezzo di cornuto!” (in italiano nell’originale)

Se poi volete sapere come va a finire, ve lo racconto dopo il video


LUI è vinto dal rimorso (il marito becchificato è il suo migliore amico) e rinuncia a LEI all’aeroporto di San Francisco, imitando quasi parola per parola “Rick” (Bogart) quando rinuncia a Ilsa Lund (Ingrid Bergman) all’aeroporto di Casablanca.

Published in: on giugno 20, 2010 at 6:31 PM  Comments (7)  
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LA NOSTRA VITA, film di G. Luchetti

Si comincia con un cadavere. Un guardiano notturno (romeno, clandestino, senza amici) è sepolto nelle fondamenta di un palazzo.

Alla fine del film (un film amaro, amarissimo, ma bello) il cadavere è sempre là. Nessuno si prenderà la briga di ritrovarlo. Nel frattempo Elio Germano (giustamente premiato a Cannes per la sua bravura) è diventato un piccolo imprenditore edile.

Tutta la storia si svolge in una giungla di cinismo, ricatti, truffe, spacciatori, lavoratori “in nero” (“arriva la polizia!!” e il cantiere si svuota) e un protagonista che, per tirare su i figli rimasti orfani di madre, diventa disonesto tra i disonesti. Ma non si riesce a biasimarlo, visto che “fanno tutti così…”.

E’ stato tirato in ballo LADRI DI BICICLETTE. Direi che l’approccio neorealistico è lo stesso (descrive i crudi fatti, senza moralismi) e stesso lo scenario, la periferia di Roma. Ma ci sono differenze, naturalmente:

  • il consumismo trionfante (ai tre orfanelli si offre un paradiso di giocattoli, saccheggiando il centro commerciale, mentre il massimo della vita in LADRIecc era mangiare una mozzarella in carrozza in trattoria)
  • i malviventi del 1948 erano degli straccioni; quelli di oggi sono eleganti e guardano dall’alto i proletari (quasi sempre stranieri) che sgobbano alle loro dipendenze
  • Roma, inquadrata dalla macchina di De Sica, era bellissima (larghe piazze inondate di sole, architettura splendida, sembra bello anche il quartiere di Porta Portese); questa Roma è a colori ma è uno squallore: le case sono una più brutta dell’altra, le strade sono invase di sporcizia… e quando piove i tetti non reggono
  • sono proprio gli stranieri a giudicare l’immoralità degli italiani: una ex-prostituta senegalese borbotta “voi non credete in Dio, non credete nei sentimenti, vi interessano solo i soldi…” e una romena, che forse sposerà il fratello del protagonista, osserva che “a voi piace ostentare le cose che comprate, preferite far credere di essere milionari che esserlo e non creare l’invidia…”

E per oggi mi fermo qui. Questa sera mi vedrò il DVD de I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE, un vecchio film con Laurence Olivier e Gregory Peck nell’insolito (per lui) ruolo del cattivo. Poi ve lo racconto.

Ecco il tema della maturità-à-à-à-à-à!!!!!!!!!!

IL CANDIDATO ANALIZZI IL SEGUENTE TESTO, EVIDENZIANDO LE FIGURE RETORICHE (metalogismi, anafore, metafore, epifore, ossimori, paradossi, allegorie, metonimie, tropi, elissi, simploche, accumulazioni, et cetera) IN ESSO PRESENTI
Questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore,
questo amore è una bomba all’hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amore è un gelato al veleno.

IL CANDIDATO INQUADRI ALTRESI’ IL TESTO NEL SUO CONTESTO STORICO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA CRISI DELLE IDEOLOGIE, ALL’ECOLOGISMO, AL FEMMINISMO, AGLI EQUILIBRI DEL MEDIORIENTE E ALLA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI

Published in: on giugno 10, 2010 at 8:31 am  Comments (8)  
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chiedendo scusa a Dante e ai dantisti

nell’altro blog mi sono divertito con l’ipotesi che la Commedia sia stata scritta sotto l’influsso della cannabis

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/06/06/my-name-was-dante-alighieri-and-i-am-an-alien/

Via, si fa per scherzare! E, sempre per scherzare, pubblicherò entro giovedì il testo di una importante lirica che (prevedo) sarà proposta ai candidati all’esame di stato.

Quanto al sommo Dante, c’è solo da ammirarne il genio. Dopo 7 secoli è ancora capace di affascinarci nonostante le difficoltà lessicali.

Anche TOPOLINO ha voluto rivisitarlo. Accludo un brano tratto, appunto, dall’INFERNO DI TOPOLINO. Poi chiudo con una bella illustrazione di G. Dorè (la caduta di Lucifero).

Tu dèi saper ch’io fui conte Ugolino

ed arbitravo a Pisa una partita

ch’aveva in palio il titol di campione.

Quando la gara quasi era finita

con un pareggio, vidi con orrore

un fallo della squadra preferita.

Alzossi un urlo: “Calcio di rigore!”

ma feci per viltade il gran rifiuto

che mi coprì d’infamia e disonore!

Tutti gridavan “Arbitro venduto!

Vai all’inferno! Crepa d’accidenti!”

e, come vedi, qui sono piovuto.

Published in: on giugno 7, 2010 at 11:59 am  Comments (5)  
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Giovanna la papessa: tra Ipazia e Hermione Granger

Vi meraviglia che una bambina, nata tra le foreste e i pregiudizi della Germania medioevale e cresciuta nella miseria e tra le botte di un padre zoticone, padroneggi il latino (a 5 anni) e sappia sbalordire preti e vescovi con la sua esegesi biblica? MA NO, che c’è di strano? A Hogwarts, Hermione faceva anche di più, per non parlare della Matilde di R. Dahl.

Vi stupisce che, qualche anno dopo, detta bambina trovi in una bancarella una pergamena scritta in greco e seguendo le istruzioni costruisca un complicato sistema di pulegge? Beh, che c’è di strano? Chi ama i fumetti di Superman e di Wonderwoman c’è abituato…

Perciò, accetterà senza problemi un personaggio come Esculapio, prof del IX secolo, che a un certo punto dice “Me ne vado a Bisanzio”

Con un volo Rayan Air o con un tappeto volante?

Per non parlare di Papa Sergio che, dopo una settimana tra la vita e la morte, si alza da letto (lenzuola pulitissime, da spot televisivo) PERFETTAMENTE RASATO. Vabbè…. questo è un film per il mercato USA e là i “buoni” devono essere sempre benrasati. Avete mai visto Gary Cooper con un pelo fuori posto?

E del Conte Comesichiama, comandante della Guardia papale nonché amante del Papa, che insegue DA SOLO nel labirinto della vecchia Roma una banda di sicari e naturalmente ci lascia le penne? Ma come: un tedesco, espertissimo nell’arte militare, fa errori di questo genere?

Lascia i suoi uomini inutilmente a guardia di una processione e rischia altrettanto inutilmente la pelle? Che comandante è?

Veramente questo finale ha un suo perché: in questo interminabile fumettone BISOGNAVA FAR MORIRE I DUE PROTAGONISTI in contemporanea.

P.S. il Papa è interpretato da John Goodman, già Fred Flintstone (accludo immagine), e ci si aspetta che anche in questo film gridi “Wilma, dammi la clava!”

Published in: on giugno 5, 2010 at 8:11 am  Comments (10)  
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