nel cast del film CONSPIRACY non compare nessuna attrice (quando avrete letto questo post capirete perché)

Lunedì 27 Skycinema ha dedicato al tema OLOCAUSTO alcuni dei suoi canali. C’erano quasi tutti i film che elencavo nel post precedente (SCHINDLER’S LIST, IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE, IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI…) e c’era CONSPIRACY.

Non l’avevo mai visto e sono contento di aver colmato questa lacuna.

Dopo l’immagine vi riassumo la trama. Prima voglio segnalare che nel cast ci sono attori di grande spessore: ad esempio

  • Kenneth Branagh è il generale Reinhard Heydrich
  • Stanley Tucci è il colonnello Adolf Eichmann
  • Colin Firth è il dottor Wilhelm Stuckart

Attrici? Nessuna. Per pochi secondi appaiono sullo schermo silenziose cameriere che dispongono vasi di fiori sui grandi tavoli, aprono le tende, tolgono veli bianchi dai divani. Nessuna parla. Probabilmente non sanno che intorno ai tavoli e sui divani si sta programmando lo sterminio di milioni di ebrei.

Lasciatemi essere retorico.

La crudeltà non si addice al genere femminile. Tranne qualche rara eccezione quando si parla di morte sono i maschi a parlare.

kenneth
CONSPIRACY (2001) – Sul lago Wannsee il 20 gennaio 1942 si riuniscono una ventina di alti papaveri e papaveri medi nazisti (manca il Papavero Supremo, che evidentemente non vuole mettere la sua firma su questi documenti).

Si deve ripulire l’Europa intera dalla razza ebraica. Non appare il filo spinato, non si sente l’odore della morte, tutto scorre noiosamente tra questioni burocratiche e disquisizioni se un individuo con 2 nonni tedeschi e due ebrei (ma decorato con la Croce di Guerra di Prima Classe) possa essere considerato tedesco o debba essere spedito in un lager.
wannse

Alla fine del meeting tutti vanno al buffet.

Concludo con una precisazione sulla parola COSPIRAZIONE (è il titolo del film).

Venne usata a partire dai Processi di Norimberga e significa in sostanza che chi ha progettato o diretto da lontano un crimine ne è responsabile come chi ha materialmente premuto il grilletto o azionato la valvola del gas o costruito un forno crematorio.

E’ il caso di Eichmann (giustiziato a Gerusalemme nel 1961).
eichman

Published in: on gennaio 30, 2020 at 9:14 am  Lascia un commento  

Giorno della Memoria. Film del passato e del futuro.

Molti sbuffano quando si avvicina il 27 gennaio. “Ancora?”

Sì, ancora.

Quello che è successo in quei terribili anni non va passato sotto silenzio. Troppo grande è stato l’orrore.

E soprattutto va usato il fascino dello strumento cinematografico, che si imprime meglio nella mente dei giovanissimi.

Rileggendo i post di questo bloggaccio, a partire dal Giorno della Memoria 2009, cito alcuni titoli.

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE (film del 2008) – Non è realistico, ma è veramente bello. Se non lo avete ancora visto ecco l’occasione per colmare una lacuna (Skycinema lo trasmetterà lunedì in prima serata)..
righ

TRAIN DE VIE (1998) – Anche qui siamo nella surrealtà. Come avviene in LA VITA E’ BELLA si finge scherzando di schivare la tragedia (ma l’ultima inquadratura chiarisce tutto).
vivre

IL PIANISTA (2003) – Storia vera. Incredibile ma vera. Wladyslaw Szpilman sopravvisse davvero al freddo e alla fame suonando Chopin.
pianist

SCHINDLER’S LIST (1993) – Dal punto di vista filmico è il migliore di tutti. Qui l’ho recensito, spiegando per quale motivo non va utilizzato a scuola.
list

MONSIEUR BATIGNOLE (2002) – Film eccellente. Sottolinea che l’antisemitismo era radicatissimo anche a Parigi. Finisce bene.batognol

UN SACCHETTO DI BIGLIE (2017) – Non eccelso, ma vero. Difficile trattenere le lacrime nel finale, quando la famiglia Joffo si riunisce. Ma non ci sono tutti.
ffo

LA TREGUA (1997) – Primo Levi c’era quel 27 gennaio, quando i Russi arrivarono davanti ai cancelli dell’inferno. Anche se il film non è tra i migliori voglio ricordarlo. E voglio ricordare le amare parole del greco Nahum (a chi gli diceva che la guerra era finita rispose guerra è sempre!)
brodw

A questi 7 voglio aggiungere un ottavo (prodotto in Germania nel 2019).
rosa

Cosa sarebbe successo alla famiglia di Anna Frank se, invece di rifugiarsi in Olanda, fossero fuggiti in Svizzera e poi, via Parigi, a Londra?

E’ un bel romanzo di Judith Kerr (autobiografico) da cui hanno tratto il film che presto apparirà sugli schermi italiani.
hitle

Published in: on gennaio 24, 2020 at 8:51 am  Comments (9)  

Risponde la segreteria telefonica della Lampada. Il Genio evocato non è al momento raggiungibile. Potete esprimere 3 desideri dopo il segnale acustico. BIIIIIIIIIIIIIIP

Desiderio n°1 – Vorrei che venissero subito trasferiti in un pianeta lontano lontano (almeno un milione di anni luce) tutti gli scocciatori telefonici, tipo “buongiorno, sono Ermengarda e voglio farle sapere che la nostra compagnia pratica tariffe molto basse per la fornitura di acqua calda, gas, energia elettrica, bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie, cibo per gatti…” Detto trasferimento dovrebbe comprendere tutta la gerarchia aziendale, non solo i poveri sfigati che stanno all’apparecchio a rovinarsi la vista davanti a uno schermo; dovrebbero scomparire dalla nostra terra tutti i dirigenti del settore, i vicedirigenti, i sotto vicedirigenti, i controllori, gli ispettori, i capi servizio, i vice capi servizio ecc

lamp
Desiderio n°2 – In un altro pianetino, ugualmente lontano, siano trasferiti i non più duchi Harry e Meghan (si scrive così, vero?) e con loro tutti i giornalisti, fotografi, commentatori ed esegeti che di quei due si stanno occupando; già che ci sono vorrei tanto che finissero lì tutte/i coloro che nutrono affezione al decrepito istituto della monarchia, fino al punto di interessarsi ai problemi dinastici savoiardi, borbonici e austrotirolesi.
lampadi
Desiderio n°3 – Altro giro, altro pianeta. Vorrei che in un pianeta ancora più lontano venisse trasferito tutto il circo sanremese: presentatori, presentatrici, cantanti, musicisti, clown e ballerine.

Nella misura del possibile siano trasferiti lì tutti quelli che attendendo ansiosamente l’inizio del festival passano il loro tempo a spaccare gli zebedei il capello in quattro su un testo scritto l’anno scorso da un rapper di cui non so il nome (più esattamente, non mi importa un fiko sekko saperlo).
alad

Nessuna lampada è stata maltrattata… beh, per la verità l’ho strofinata con una certa energia.

Published in: on gennaio 22, 2020 at 9:32 am  Lascia un commento  
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RICHARD JEWELL ama la mamma e la polizia (dove ho già sentite le ultime 6 parole?)

Sono vecchio diversamente giovane e grasso diversamente sottile. Figuratevi se mi perdevo questo film, diretto da un 90enne (Clint Eastwood) e interpretato da un attore sovrappeso (Paul W. Hauser).

Vi riassumo la trama e poi, dopo la locandina, provo a fare un parallelo con un altro film clintiano (SULLY, del 2016).

Anzi no.

Ho cambiato idea: prima il parallelo e poi la trama.

Chesley Sullenberg, detto Sully, decollò da un aeroporto di NYC. Motori subito fuori uso. Nel giro di pochi secondi decise che era impossibile virare e cercare l’atterraggio sulla pista da cui era partito. Unica (rischiosissima) possibilità: ammarare nell’estuario dell’Hudson. Tutti salvi! Sully è l’eroe del giorno! Eppure…

Eppure ebbe dei guai. Dovette affrontare un’inchiesta di un’Agenzia Federale (la FAA) e dimostrare che aveva scelto bene in quei pochi secondi.

Una questione di dollari, naturalmente. Le società di assicurazioni quando si tratta di pagare (in questo caso l’aereo era da buttare) non guardano in faccia a nessuno.
hudson

Molto simile il caso di Richard J. Un piccolo uomo contro i poteri forti: cercano di incastrarlo l’FBI (che fa una figura di kakka) e i media, a cominciare dalla CNN. E’ un Davide contro un esercito di Golia. Meno male che lo aiutano un avvocato tostissimo e la supermamma (Kathy Bates, che concorre all’Oscar per questa interpretazione).

Dopo l’immagine entrerò in maggiori dettagli. Attenzione: SPOILER!!! (avevo promesso di non farlo più… ma sapete che i propositi per l’anno nuovo durano poco)
richardTRAMA.

Atlanta 1996. Giochi della XXVI Olimpiade. Scoppia una bomba durante un concerto all’aperto. Avrebbero potuto morire in centinaia se non fosse intervenuto Richard, addetto alla security. “Bobi”, la mamma dell’eroe, ha le lacrime agli occhi vedendolo intervistare in tv.

Ma presto le lacrime cambieranno sapore.

All’FBI sono convinti che la bomba l’avesse messa proprio lui. Alla faccia del segreto istruttorio la notiziona dilaga sui giornali e alla NBC. L’avvocato impone a Richard di non parlare ai giornalisti e soprattutto di non avere timore reverenziale davanti agli inquisitori.

“Non sono il Governo degli Stati Uniti, sono tre stronzi pagati dal Governo degli Stati Uniti!!!”

Ma se la bomba non l’ha messa Richard Jewell, chi l’ha messa? Lo saprete negli ultimissimi minuti del film.

(no, non sono stati terroristi iraniani, mi dispiace per lei, signor Trump!)

Nessuna bomba e nessuna macchina-della-verità sono state maltrattate nella stesura di questo post.

Published in: on gennaio 20, 2020 at 9:45 am  Lascia un commento  

Oscar in vista per Tarantino?

Intanto il Golden Globe l’ha vinto. Avrà anche l’Oscar for best picture?

Nell’attesa ripubblico il mio post del 22/9.

holly

E’ un film su Hollivud.

Questo porta bene: sommando le statuette di E’ NATA UNA STELLA (1937), VIALE DEL TRAMONTO, IL BRUTO E LA BELLA, GLI ULTIMI FUOCHI, COME ERAVAMO, THE AVIATOR e THE ARTIST arrivo a 25.

E’ il nono film di Tarantino (FOUR ROOMS e SIN CITY non li conto). 9 è un numero importante nella Kabala ebraica (8 porta fortuna solo ai cinesi, 7 solo ai nani). E c’è il precedente di Allen: l’Oscar arrivò per IO E ANNIE, nona regia.

I giurati dell’Academy of Motion Picture ecc dovrebbero temere l’ira di Quentin. Lui è buono e caro, ma alla fine perde la pazienza e allora si salvi chi può: non si salvano i nazisti, Bill e la sua banda, gli schiavisti, la gang di Charles Manson… Stateve accuorte, quagliò!

Sull’altro piatto della bilancia c’è la lunghezza.

Forse la parte centrale del film (con la parentesi “italiana”) si poteva accorciare.
gringo
O forse no: anche l’oscarizzato THE DEPARTED dura due ore e mezza… per non parlare di THE AVIATOR, che meritava anche lui l’Oscar.

Published in: on gennaio 18, 2020 at 12:01 am  Comments (8)  
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un film discutibile… e difatti ne abbiamo discusso

tolo

Vi dico subito che questo film non lascerà una traccia indelebile nella storia del cinema italiano.

Però vale la pena parlarne perché tratta il tema dell’immigrazione. Tema che sarà discusso per decenni in Italia.

Si voterà presto da noi (in Emilia-Romagna tra pochi giorni) e sarà decisivo il quesito gli immigrati sono esseri umani come noi o insetti fastidiosi da “aiutare a casa loro”? 

Checco, si sa, non è sciocco come finge di essere. Ha affrontato con grande agilità argomenti veramente seri (l’omofobia, il terrorismo, il lavoro precario). Questa volta percorre la via crucis degli africani che attraversano il mare fino ai porti italiani.

Gli riconosco il merito di aver scelto, nel quesito di 6 righe fa, la prima risposta. Gli immigrati non sono bestie e la simpatia degli spettatori va tutta a loro.
incass
Ma le critiche non sono mancate. “Luoghi comuni buonisti, una noia infinita!” ha tuonato Ignazio La Russa, noto filosofo solidarista.

Critiche di tale spessore non vanno sottovalutate, specialmente se il film è prodotto da Medusa. Perciò il Checco (anche regista) ha alternato colpi alla botte buonista e al cerchio razzista.

  • Colpo al cerchio è il famigerato video “immigrato” che ha circolato nei giorni precedenti all’uscita nelle sale
  • idem le scene in cui i piccoli kenioti irridono la minchia corta del protagonista
  • idem la statua del David di Michelangelo, colorato di nero e con un fallo enorme
  • idem la gag di Zalone-Mussolini (chissà che brivido di piacere per La Russa sentirlo cantare Faccetta Nera…)

botte

Infine, sempre per il principio base di sfottere un po’ tutti, ce n’è anche per i 5 Stelle: il personaggio di Gramegna, che (nonostante la sua incompetenza) scala rapidamente i gradini del potere è un’evidente allusione a Gigi Di Maio.

P. S. Nessun spettatore del film è stato maltrattato in questo post.

Published in: on gennaio 14, 2020 at 12:02 pm  Lascia un commento  

ER MEJO MOVIE del decennio 2010-2019

Per quanto mi sforzi non riesco a trovare difetti in GRAND BUDAPEST HOTEL: è perfetto, incredibilmente perfetto.

Apparso sugli schermi italiani il 10/4/2014, si portò a casa il Globo Dorato nel 2015, categoria Commedie (l’Oscar andò a BIRDMAN).

Commedia? Ho detto commedia?

In realtà si riempiono almeno 20 bare (ho perso il conto) e si respira l’aria ironica e grottesca di una mitteleuropa in malinconico declino.

In questi casi distinguere tra comedy e drama non ha senso. Ve lo ricordate MONSIEUR VERDOUX? Anche lì il becchino lavora molto. Eppure si ride.

La trama la racconto dopo l’immagine. Così chi l’ha visto non perde tempo. Qui provo a spiegare perché mi è piaciuto tanto (e non solo a me)

  1. è un omaggio ai Maestri europei, al Chaplin del THE GREAT DICTATOR (l’invasione di Zubrowka, il personaggio di Henckels) e al Lubitsch di HEAVEN CAN WAIT (l’ironia, il ritmo indiavolato).
  2. la storia è piena di colpi di scena; lo spettatore va su e giù come sulle montagne russe; ad esempio solo all’ultimo minuto si scopre che fine ha fatto lo spaurito “garzoncello” Moustafà
  3. è interpretato da star di altissimo livello: R. Fiennes, A. Brody, T. Swinton, S. Ronan, W. Dafoe, F. Murray Abraham, J. Law, E. Norton, M. Amalric, T. Wilkinson, L. Seydoux, J. Goldblum and so on.
  4. la colonna sonora è incantevole (altro Oscar)

GBH
TRAMA ESSENZIALE. Fine anni ’30, nella mitteleuropea Zubrowka. L’eccentrico e raffinatissimo Gustave gestisce un grande albergo; viene accusato ingiustamente di omicidio; fugge dal carcere e scopre di essere erede di una grande fortuna; ma non potrà godersela.

Published in: on gennaio 12, 2020 at 12:01 am  Comments (7)  
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2010-2019 – I MAGNIFICI 14 (PARTE SECONDA)

Proseguo la graduatoria, salendo altri sei gradini.

7° posto. INSIDE OUT (16/9/2015)
sideMeraviglioso. Non ho mai visto un film di animazione affrontare così bene il delicatissimo momento in cui si smette di essere bambini e si diventa adolescenti. Tra le tante trovate geniali voglio incorniciare gli studi della Cineproduzione Sogni dove un regista che somiglia molto a Steven Spielberg dirige i sogni (e gli incubi) della protagonista.

Una volta tanto il doppiaggio italiano è perfetto, molto meglio delle voci della v. o.

6° posto. C’ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD (18/9/2019)
outHa già vinto il Golden Globe per la categoria Commedie e non mi stupirebbe l’Oscar (l’avevo ipotizzato a settembre).

C’è violenza (non sarebbe un film di Tarantino se non ci fosse un bagno di sangue nel finale) ma è sostanzialmente un omaggio alla indimenticabile Hollywood degli anni ’60, senza trascurare gli italici spaghetti western.

Nel titolo c’è un evidente tributo a Sergio Leone. Spero che Sergio, sporgendosi dalla sua nuvoletta, l’abbia apprezzato.

5° posto. TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI (11/1/2018)
billibUn film indimenticabile. Una regia perfetta. Tre interpreti eccezionali: Frances McDormand, Sam Rockwell, Woody Harrelson.

L’autore di questo bloggaccio ha già descritto l’ambiente di Ebbing (se la conosci la eviti). Voglio solo aggiungere che non c’è in questa memorabile storia la contrapposizione manichea tra i “buoni” e i “cattivi”. Mildred è animata da una rabbia comprensibilissima, ma non è proprio una santa; quanto a Jason Dixon, per i primi 90 minuti non ci sono abbastanza insulti sul vocabolario per definirlo, ma poi si fa perdonare e quando partono insieme per l’Idaho lo spettatore osserva che, in fondo in fondo, sono una bella coppia.

4° posto. TOY STORY 3. LA GRANDE FUGA (7/7/2010)
toyCapolavoro, tanto che rischiò in quell’anno di affiancare alla statuetta di Miglior film animato quella di Miglior film, che invece andò al DISCORSO DEL RE.

Dentro questo gioiello c’è tutto. C’è il sentimento, c’è la fuga dal carcere, c’è la commedia brillante (i duetti tra Barbie e Ken), c’è la psicanalisi…

Infine (lasciatemelo dire) che bello vedere bambine e bambini che usano la fantasia per giocare con Woody, Buzz, Mr. Potato, Barbie ecc senza drogarsi di videogiochi, tv e porcherie elettroniche varie!

3° posto. THE ARTIST (9/12/2011)
asrtIncredibile. Se qualcuno prima del 2011 avesse profetizzato che un film muto, in bianco e nero e senza star internazionali avrebbe beccato l’Oscar a Napoli gli avrebbero chiesto se era ascito pazzo (a Milano se era fuori di melone).

E’ veramente stupendo e si è portato a casa 5 meritatissimi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, colonna sonora, costumi. Scusate se è poco.

Finale da applausi. Dujardin (che non è un ballerino professionista) si scatena in un numero alla Fred Astaire e quando il produttore estasiato gli chiede di rifarlo (a Hollywood si fa sempre una seconda scena; potrebbe venir meglio) risponde ansando my pleasure con un accento orrendo. E tutti capiscono perché si è sempre rifiutato di interpretare un film parlato.

P. S. Nel 2012 concorrevano al premio dei filmoni come THE TREE OF LIFE, MIDNIGHT IN PARIS e HUGO CABRET, che avrei potuto inserire a pieno titolo in questa classifica se non fossi così pigro.

2° posto. GREEN BOOK (31/1/2019)
greenVirgilio guida Dante per i gironi infernali del razzismo USA (siamo alla vigilia dell’omicidio di Dallas). Virgilio viene dal Bronx, il coloured Dante dall’aristocratica Carnegie Hall (Manhattan, 7th avenue).

Virgilio salverà Dante dai razzisti di un bar del Kentucky e gli insegnerà a mangiare il pollo con le dita. Dante insegnerà a Virgilio come scrivere lettere d’amore e lo tirerà fuori dal carcere grazie alla sua amicizia con Robert Kennedy, ministro della giustizia.

Alla fine escono a riveder le stelle nel Bronx, il giorno di Natale.

Veramente un film bellissimo, ben diretto e ben interpretato. A Mahercomesiscrive Alì il secondo Oscar (il primo era nel 2017, per MOONLIGHT). Non male per un attore che si professa musulmano; si può dire tutto dei giurati dell’Academy, ma non che sono islamofobi.

1° posto….

Se vi interessa sapere quale film mi sia piaciuto di più nel decennio 2010-2019 aspettate ancora un paio di giorni.
point

Published in: on gennaio 10, 2020 at 2:26 pm  Lascia un commento  

2010-2019 I MAGNIFICI 14 (cominciando dal basso)

Come promesso ecco la mia personalissima classifica dei film da ricordare del decennio.

Accanto a ogni titolo c’è la data di apparizione nel Paese dei Cachi. Se vi interessa saperlo vi dico che ho scritto i titoli in maiuscolo perché lo meritano (nella categoria delle cineschifezze ho usato le minuscole).

14° posto – IL CORRIERE (THE MULE) 7/2/2019
muleSpiritoso, beffardo e (nel finale) commovente.

Clint nel 1964 suscitò in me il morbo della cinefilia e 55 anni dopo continua a stupirmi, interpretando un simpatico hijo de puta (non ho informazioni precise sulla madre di Earl Stone, ma Earl è veramente un figlio di puttana).

13° posto – THE WOLF OF WALL STREET 23/1/2014
wallSfrenato, pirotecnico, appassionante.

Le avventure del Lupo della Strada del Muro lasciano senza fiato, come quando al circo guardi il trapezista sapendo che tra poco cadrà (in questo caso cade sulla rete).

Margot Robbie è la Monroe del terzo millennio e (a differenza di Marilyn) recita bene.

12° posto – ARRIVAL 19/1/2017
arrivaFilosofico, commovente, pieno di sorprese.

Amy Adams (la ritroveremo in questa graduatoria) affronta l’antico quesito “perché far nascere un figlio sapendo che dovrà soffrire e morire?” Alla fine, telefonando a un generalissimo cinese, salva il culo a tutti.

11° posto – LA LA LAND 26/1/2017
landRomantico, eccentrico, coloratissimo.

Omaggio al cinema musicale degli anni ’50 e ’60. Si balla e si canta dal principio alla fine. Da incorniciare Emma Stone quando canta “The fools who dream”.

Non c’è il lieto fine di SINGIN’ IN THE RAIN: viviamo in un epoca molto più amara degli anni cinquanta.

10° posto – JOKER 3/10/2019
jokEpico, sconvolgente, ipnotico.

Sappiamo tutti che Joker è l’arcinemico di Batman e che è fuggito da un manicomio criminale. Ma come ci è arrivato a quel manicomio? Questo film che ha mancato il Golden Globe (ma potrebbe centrare l’Oscar) racconta con molta crudezza come un aspirante attore sprofondi nella follia e come le ineguaglianze sociali scatenino a Gotham City una rabbia che in confronto i gilet gialli di Parigi sono i pastori di Betlemme.

Joaquin Phoenix (che rivedremo nel prossimo film) è davvero impareggiabile.

9° posto – LEI (Her) 13/3/2014
herAvveniristico, emozionante, magico.

Ci si può innamorare alla follia di un’Intelligenza Artificiale? Oggi magari no, ma in un futuro non tanto lontano : il protagonista (sempre J. Phoenix) si prende una cotta omerica per la bella voce dell’I. A.

Nella versione originale la voce è di Scarlett Johansson. Sconsiglio vivamente la voce di M. Ramazzotti.

8° posto – ARGO 8/11/2012
argGeniale sintesi di dramma (come scappare per un pelo dalla Teheran di Khomeyni) e di commedia (come far credere a tutti che sei a Teheran per girare un film).

Ben Affleck è migliore come regista che come attore. In questo film si merita il Golden Globe (meritava anche l’Oscar, che invece andò a Ang Lee) per il ritmo che riesce a imprimere alle scene finali. Apprezzo molto l’equilibrio con cui si ricostruisce il contesto storico: le Guardie della Rivoluzione Islamica erano fetenti, ma non si dimentichi l’appoggio che il tiranno Pahlavi aveva ricevuto dagli USA.

Published in: on gennaio 8, 2020 at 9:35 am  Lascia un commento  

2010-2019 – i magnifici 14 (tra i quali non comparirà LAST CHRISTMAS)

Ho già parlato delle cineschifezze degli anni 10.

Ora sto preparando una classifica dei film che, secondo me, vanno ricordati.

Non è facile. Li sto confrontando (ho rivisto alcuni dvd che si nascondevano nel fondo dell’armadio) e spero di dare un giudizio equilibrato.

Per il momento ho classificato a pari merito 7 capolavori assoluti e altri 7 li ho messi un gradino più sotto. Prometto di postare la classifica entro la prossima settimana.

Intanto ecco il primo film del decennio 2020-2029, visto nel pomeriggio del primo gennaio (cinema Chaplin).
last
Chi si commuove a Capodanno si commuove tutto l’anno? Se è vero dovrò comprare dei fazzoletti.

Non è un capolavoro a lettere maiuscole, ma sono contento di averlo visto.

TRAMA ESSENZIALE. La storia ha qualche analogia con quella di Bridget Jones.

  • Kate, la protagonista single, ha passato la trentina
  • vive a Londra
  • non è contenta del lavoro che fa
  • i suoi genitori sono sull’orlo del divorzio
  • trova l’amore alla vigilia di Natale

Ma ci sono anche differenze di notevole spessore. Anzitutto nelle avventure di Bridget ci muoviamo a livelli socialmente elevati, tra ceto medio-alto e ceto altissimo. Nessun barbone. Mentre qui i senzatetto ci sono e anzi sono un elemento decisivo. E c’è la xenofobia, “tornate a casa vostra!”… Insomma non è una favola sdolcinata.

Altra differenza, Ho detto che Kate trova l’amore, un amore coi fiocchi e i controfiocchi. Ma non il sesso.

Se Bridget le mutande se le toglie più di una volta (vi ricordate la storia dei mutandoni di Bridget, vero?), Kate non se le toglie.

Perché?

  • lui è gay? lei è lesbica? No, vi assicuro di no.
  • lui è sposato? No
  • Lui è un extraterrestre, biologicamente incompatibile? No

Ho fatto il proposito di non spoilerare più (ma si sa che i propositi dell’anno nuovo non sono sempre mantenuti…)

Facciamo così. Dopo l’immagine di Londra a Natale svelerò un segreto.

Se non volete sapere troppo ci salutiamo qui.
london

Sappiamo fin dall’inizio che Kate ha avuto gravi problemi cardiaci. Nel petto ha un cuore nuovo. E quel giovane che la segue e la aiuta in un momento particolarmente difficile è proprio quello che ha donato il cuore.

In poche parole è un sorridente angelo custode, invisibile a tutti ma non a lei.

Published in: on gennaio 4, 2020 at 1:17 pm  Comments (1)  
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