L’ASTRONOMO, di Jan Vermeer

Devo ringraziare Luca701 per aver citato questo capolavoro del grande Vermeer.
vermeer

Un personaggio pieno di fascino, questo astronomo.

Si protende in avanti, spingendo la mano destra verso il globo celeste (con le costellazioni e tutto) e per farlo si puntella al tavolo con la sinistra, mano lunga e nervosa a cui il pittore ha dedicato molta attenzione.

Mi piace pensare che quest’uomo sia mosso da una sincera sete di conoscenza. Si chiederà cosa si nasconde nella volta del cielo?

E mi piace immaginare che un suo discendente camminerà un giorno su Marte o qualche altro pianeta.

Concludo con una breve allusione a un personaggio (qui parodiato da Chaplin) che apprezzava molto il quadro di Vermeer.
hit

Tanto gli piaceva che lo rubò. Insieme a tantissimi altri avrebbe voluto metterlo nel megamuseo che progettava di costruire a Linz. Al Nerone del XX secolo, però, il mappamondo scoppiò in faccia.
chaplin

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Published in: on ottobre 21, 2017 at 10:47 am  Comments (2)  
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C’è graffito e graffito…

Se per graffito si intende un disegno sul muro, con o senza il consenso del proprietario, non sono contrario pregiudizalmente.

A Bologna, come potete vedere, ci sono murales veramente belli.
graff
Potete vederne di tutti i colori sui ponti di via Stalingrado e nella zona di San Donato.

Ma ce ne sono anche di bruttissimi, quasi sempre neri (pare che la vernice costi di meno) e senza alcun gusto estetico. Servono solo, secondo me, ad affermare l’esistenza del graffitaro.

“Guardatemi: ci sono anch’io, mannaggia a Nerone infame!!!”

I peggiori di tutti sono quelli che sentono la missione storica di comunicarci la loro fede politica. Da tempo nella zona tra piazza Cavour e via S.Isaia imperversa un fesso che non si stanca mai di disegnare croci celtiche, di inneggiare al fascismo, di inveire contro i “negri di merda” ecc.

Deve avere qualche problema.

Sono stato tentato di imitarlo, aggiungendo al suo DUX la scritta A TESTA IN GIUX. Ma sono una persona bene educata e non scrivo sui muri.
dux

Published in: on ottobre 4, 2017 at 10:12 am  Lascia un commento  
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In difesa di Colombo (e delle sue statue, che hanno già da sopportare lo scacazzamento dei piccioni)

Pare che negli USA non abbiano niente di più serio da fare che prendersela con le statue di Cristoforo Colombo.
cr
Non era un santo, siamo d’accordo. Come tutti noi ha mescolato nella sua (sfortunata) vita cose pregevoli e porcheriole.

Ma questa mania di abbattere o decapitare statue rischia di complicare le cose.

Napoleone era un santo? E vogliamo decapitare la statua del Canova nel cortile di Brera? E quella di Place Vendome?
napol
E il suo avversario, Horatio Nelson, lo buttiamo giù dalla colonna di Trafalgar Square? Tutti sanno (o dovrebbero sapere) di come si comportò a Napoli nel 1799…
nels
Già che ci siamo facciamo a pezzi anche G. Cesare e Augusto, per vendicare le vittime dell’imperialismo romano?
fano
Non mancano gli storici che criticano Cavour. Buttiamo via anche la sua barbuta testa?
cav
Mi fermo qui: l’elenco non finirebbe più.

E poi debbo preparare un post adeguato per recensire DUNKIRK (che film, ragazzi!!!)

P. S. Nessuna statua è stata maltrattata nella stesura di questo post

Published in: on settembre 1, 2017 at 12:35 pm  Lascia un commento  
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Cinquanta anni fa moriva Lorenzo Milani, presbitero (e se LETTERA A UNA PROFESSORESSA finisse nel tema della maturità?)

IL CANDIDATO ANALIZZI QUESTA CITAZIONE (da LETTERA A UNA PROFESSORESSA): “Lucio, che aveva 36 mucche nella stalla da sconcimare ogni mattina, disse LA SCUOLA SARA’ SEMPRE MEGLIO DELLA MERDA”

IN QUESTA VALUTAZIONE IL CANDIDATO TENGA CONTO ANCHE DEL PUNTO DI VISTA DELLA MERDA
mucc

Published in: on giugno 5, 2017 at 10:58 am  Comments (1)  
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AU NOM DU PEUPLE… ma cosa significa veramente POPOLO?

popoloeinsalvi
Popolo (people, peuple, pueblo, povo, volk, lyudi) è una parola importantissima che ha molti significati.

E’ come la parola amore, che può significare cose diversissime (affetto, dedizione disinteressata, desiderio carnale ecc); ma se ci mettiamo a parlare dell’amore non la finiamo più, perciò torniamo al popolo.

C’è un ventaglio di definizioni e non ho lo sbattimento di elencarle tutte: eccone tre.

  • popolo è l’insieme di tutte le persone (ma proprio tutte, anche i sovrani) che abitano (=popolano) un territorio; nel Referendum del ’46 andò a votare anche re Umberto perché era parte del popolo italiano (ebbe il buon gusto di astenersi per il quesito monarchia-repubblica, ma votò per la Costituente)
  • popolo è l’insieme della gente comune contrapposta all’upper class (nobiltà, optimates, la Casta ecc); nell’inno Avanti popolo alla riscossa… popolo tende a equivalere a proletariato.
  • popolo può essere inteso come volgo (da cui deriva il tedesco VOLK?); quando la GB votò per rimanere o meno nella UE decine di scienziati (Hawking, Higgs, Gurdon ecc) scrittori, musicisti, attori (Emma Thompson, Benedict Cumberbatch, Jude Law ecc) si dichiararono per il remain; ma il “popolo” (quello che preferisce farsi un selfie a prendere in mano un libro) votò diversamente.

Domanda. Secondo voi, quelle/i che votano Front National hanno letto libri più impegnativi di Asterix?
asteri

Published in: on aprile 24, 2017 at 5:25 pm  Comments (2)  
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breve storia del Babà

L’immagine del babà al rhum postata l’altro ieri ha suscitato interesse.

Vale la pena approfondire.
babbà
Adottato all’unanimità dall’Unione Europea come simbolo della dolcezza e della felicità (è stato deciso stanotte in una riunione ad altissimo livello, nella sala degli Orazi in Campidoglio) il Babà piace a tutti.

I francesi lo definiscono “un gateau a pate légère imbibé d’eau-de-vie”, mentre per i tedeschi è “ein hoher, runder Napfkuchen aus susen Hefeteig, der nach dem Bachen mit einer Mischung aus Lauterzucker und Rum getrankt wird” (provate a pronunciarlo in fretta: sembra la raffica di una mitragliatrice!)

In spagnolo è “un dulce elaborato en el horno; la masa (mas ligera que la del bizcocho) està remojada en licor, generalmente ron o limoncello”

Ci sarebbe una definizione in inglese; ma tanto hanno deciso di uscire dall’Unione… Peggio per loro.

Comunque la storia babaresca coinvolge un re polacco (Stanislaw Comesiscrive), sua figlia Maria (che sposò re Luigi XV di Francia, portando a Parigi la ricetta) e il cuoco napoletano Angeletti che nel 1836 scrisse un manuale culinario ecc.

Queste informazioni le ho desunte da Wikipedia, dove si legge tra l’altro che “pure se ‘e napulitane dicene ca sto dolce è ‘o loro, fuje originario d’ a Pulonnia”
rum
Post Scriptum letterario. Uno degli accampamenti che i legionari hanno costruito intorno al villaggio di Asterix & Co si chiama proprio BABAORUM

Published in: on marzo 26, 2017 at 12:40 pm  Comments (2)  
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Premio Nobel? Mah, non so… ho degli impegni…

bobQuesta mattina ero a scuola. Devo preparare il torneo di Bookland (abbinare le classi, stabilire le date, ecc) e mi tocca frequentare le sale insegnanti più di quando insegnavo.

Ma stamattina non sono i miei tabelloni e i miei pennarelli a interessare le colleghe. Vogliono sapere cosa penso di Bob Dylan e del suo rifiuto di andare a Stoccolma (magari ci ripensa? tu cosa dici?)

A domanda rispondo. La Fondazione Nobel avrebbe dovuto sondare l’interessato prima di dare l’annuncio ufficiale.

In passato si faceva così: prima di premiare Solzentinsyn o Neruda si sondò (eccome si sondò: in caso contrario dovevano raccogliere i cocci, come nel caso di Sartre).

Ma il caso di Dylan è diverso da quello di Sartre. Non è un rifiuto ideologico. Semplicemente quell’odore di muffa scandinava non gli piace. E’ sempre stato un fiero anticonformista e come pretendete che si metta la cravatta?

Insomma, bisognava sondare.
nob

Published in: on novembre 17, 2016 at 6:39 pm  Lascia un commento  

IO SONO FUOCO (in attesa di Camilleri)

Chi mi conosce mi regala libri. Si fa sempre bella figura a regalare un libro (e, generalmente, costano poco).

E così eccomi di fronte a IO SONO FUOCO, biografia romanzata di Michelangelo.
fuoco
Si immagina che Mike Michelangelo scriva (al termine della sua esistenza) una lunghissima lettera al nipote Leonardo. Racconta delle sue opere, dei fatti della sua giovinezza, dei suoi dubbi e delle sue amarezze; ma soprattutto racconta dei personaggi più rilevanti incontrati tra Firenze e Roma. Da Leonardo da Vinci (non andarono mai d’accordo) a Savonarola (lo accusa di voler diventare “dittatore” di Firenze), da Lorenzo il Magnifico a Giulio II.

La parte più riuscita è proprio quella dedicata a papa Giulio: “aveva un carattere terribile” (anche Michelangelo aveva un caratteraccio; forse è per questo che i due si intendevano così bene).

Bella pagina anche quella dedicata alla “Pietà Rondanini”, il misterioso gruppo marmoreo a cui Mike lavorò fino all’ultimo (pare che volesse ornarne la sua tomba, a Roma). La figura di Cristo, afferma l’artista, “torna all’interno del grembo della Madre, risucchiato dal suo amore immenso”

E adesso mi preparo a L’ALTRO CAPO DEL FILO di A. Camilleri: gli ho dato una scorsa veloce; promette bene.

Domanda finale: perché ho cominciato da Costantino D’Orazio e ho lasciato come dessert Andrea Camilleri? Confesso che la lingua Italo-Vigatese mi crea qualche problema.

So che “taliari” significa scrutare, che “spiari” sta per chiedere, che quando Moltalbano parla di “cabbasisi” non allude al regno vegetale, che “nonsi” è contrazione di nossignore… ma nel complesso faccio fatica.

Ma ne vale la pena.
camill

Published in: on novembre 16, 2016 at 9:43 am  Lascia un commento  
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CHE PALLE ‘STO ALLOUIN…..

Detesto questa americanata chiamata Hallowen.

Colleghi più dotti di me mi hanno spiegato che è una cosa seria: il capodanno celtico, il demonico in Platone e in Eric Pryzwara, il timore della morte che viene esorcizzato…

Ma a me sembra soltanto una bieca drittata dei commercianti per vendere la loro paccottiglia a un target particolarmente indifeso.

Un po’ come San Valentino e la festa della mamma. Anzi peggio, perchè l’amore (anche se estremamente banalizzato) merita rispetto. Ma qui si fa leva su istinti particolarmente torbidi: la paura (e insieme il fascino) della morte, il culto dell’irrazionalità, il sadismo.

Già, il sadismo: si vendono dei ragni di plastica o di stoffa molto realistici che, gettati all’improvviso sui vestiti o sul banco di bimbe o bimbi, non mancano di un certo effetto. E così via.

Non voglio fare il moralista. Ma se penso che negli anni sessanta i cartoni di TOM E JERRY erano stati messi fuori legge in Svezia (c’era troppa violenza, dicevano) mi sembra che siamo passati da un eccesso all’altro.
hallo

Io, ITAB (rispettosa supplica alla regina Elisabetta II)

Graziosa Maestà, così non va!
elisa
Protesto, col dovuto ossequio, per l’assenza del gruppo linguistico bolognese nella classificazione che il Suo governo ha operato negli studenti provenienti dalla nostra penisola.

Classificazione che, com’è noto, distingue tra

  • Ita (Italian)
  • Itan (Italian Napoletan)
  • Itas (Italian Sicilian)

E noi bolognesi? Perché si nega il nostro sacrosanto diritto a essere etichettati come Itab?

Per noi bolognesi, Maestà, imparare l’inglese è difficile, veramente difficile. Linguisticamente noi deriviamo da re Alboino… quel simpaticone che fece bere il vino alla moglie Rosmunda (vabbé, è una storia lunga; ne parliamo la prossima volta).

Per fare il primo esempio che mi viene in mente pensi, Graziosa Maestà, che l’espressione avverbiale al giorno d’oggi (nowadays, nella Sua bella lingua) a Bologna si traduce con al dé d’incù (pronunciato in fretta suona malissimo!)

Ecco la nostra proposta, Vostra Maestà. I vostri burocrati inseriscano la voce ITAB e noi verremo tutti a studiare l’inglese da voi. Sarà un vero piacere imparare la lingua di Shakespeare e di John Lennon da insegnanti come Judi Dench, Emma Thompson, Maggie Smith ecc

Prometto di dedicare il prossimo post a un elenco delle migliori insegnanti del mondo anglosassone. Perciò (per un ovvio riguardo per la Maestà Vostra) escluderò dall’elenco alcune insegnanti boccaccesche che negli anni ’70 furoreggiavano dalle nostre parti.
edv

Published in: on ottobre 15, 2016 at 10:16 am  Comments (2)  
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