Ha riaperto la Cassa-fai-da-te (e ricomincia lo stress)

Come avevo preannunciato il supermercato della Zona Stadio ha riaperto dopo un mese (riassetto straordinario).

Ci sono andato subito e ho ripreso a soffrire alle casse automatiche.
casse
E’ vero che si risparmia tempo (se le altre casse, quelle gestite da esseri umani, sono intasate); il tempo è denaro eccetera.

Ma lo stress è tanto.

  • deposita gli articoli nell’area apposita (fin qui me la cavo)
  • passa gli articoli sul lettore (beeep, beeep)
  • hai passato la tessera socio? (me la dimentico sempre)
  • necessaria approvazione: ho comperato del vino e la macchina non è sicura che io abbia compiuto 18 anni (dalla sua postazione una commessa mi fa cenno di proseguire)
  • paga con i contanti o con la tessera (meglio i contanti)
  • ritira il resto; il denaro viene distribuito sotto la fessura (denaro sta per carta moneta; le monete non sono denaro? bah)
  • informazione necessaria (vuol sapere se userò i sacchetti di plastica biodegradabile)
  • ritirare la spesa (forza, è quasi fatta!!!)
  • grazie per aver usato fast pay (è sempre quella voce femminile… mi piacerebbe vedere i provini con cui scelgono la voce da registrare: “dev’essere una voce dolce, ma non troppo…”)
  • adesso la tappa finale: avvicinare il codice a barre della ricevuta all’apposito lettore (ho impiegato anni per imparare a farlo… all’inizio ero costretto all’umiliazione di chiedere come qualmente…)

FINITO!!!!!!!! Vado a casa con un leggero mal di testa.

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Published in: on novembre 29, 2016 at 12:52 pm  Lascia un commento  

GENIUS, di M. Grandage – un film molto inglese

Due protagonisti che non potrebbero essere più diversi

  1. Thomas Wolfe (interpretato da Jude Law) è uno scrittore genio-e-sregolatezza, praticamente incapace di fare amicizia con chiunque
  2. Maxwell Perkins (interpretato da Colin Firth) è un compassato e metodico editor; lavora nella più importante casa editrice di New York ed è sempre vestito bene

Eppure tra i 2 nasce, in mezzo a continui attriti, qualcosa simile all’amicizia. Perkins sfronda pagine e pagine del fluviale capolavoro di Wolfe e ne permette la pubblicazione. Wolfe lo manda ripetutamente a quel paese ma, alla fine, accetta le mutilazioni e diventa famoso.

(non avrà molto tempo, ahinoi, per godere della sua fama)
geniucolinFilm di origine teatrale (quasi tutto in interni) merita di essere visto e rivisto. Se il dvd uscirà a Natale me lo regalerò.

Considerazioni finali. In teoria siamo a Manhattan, ma in realtà è stato girato a Manchester. Regista inglese, inglesi gli attori (vabbé, Nicole Kidman è aussie, ma è lo stesso…), inglese Adam Cork, autore della bella colonna sonora.

Tra gli attori voglio citare Guy Pearce (interpreta F. Scott Fitzgerald) che Colin Firth si era trovato accanto come Re e fratello “cattivo” in IL DISCORSO DEL RE e Vanessa Kirby (è l’infelice Zelda)

Published in: on novembre 24, 2016 at 6:13 pm  Comments (2)  

the young pope di SORRENTINO (insomma, il papa è morto o no?)

Sorrentino è Sorrentino. Può piacere o no, ma ha un suo stile peculiare (come l’avevano Lubitsch o Zeffirelli).

Questa specie di fumetto vaticanesco è Sorrentino e basta (questo l’ho voluto esprimere scrivendo il titolo in minuscolo e lasciando il maiuscolo al cognome del regista).

Avevo dedicato a TYP un post tempo fa, promettendo di giudicarlo alla fine.

Mantengo la promessa. Per me…
cagat
…anche se qualche episodio è riuscito bene (i duetti tra papa Belardo e Gutierrez), anche se Diane Keaton se la cava, anche se Silvio Orlando è sempre in palla.

La magagna principale sono i dialoghi. Ho letto storie di Paperon de’ Paperoni con uno spessore maggiore (per non citare Dylan Dog, Corto Maltese, ecc)
duck
Concludo rispondendo alla domanda del titolo. NO, NON E’ MORTO.

Stanno già lavorando su TYP2… figurati se perdono il protagonista per strada!

Anzi, mr. Sorrentino, accetta un consiglio. Hai fatto vedere Roma agli spettatori. Poi li hai portati in piazza San Marco. Visto che Firenze è un po’ inflazionata (c’è stato Robert Langdon, c’è stato Batman…) io sposterei la storia in Sicilia.

Un po’ di mafia, in queste produzioni internazionali, fa sempre audience.

Published in: on novembre 22, 2016 at 12:21 am  Lascia un commento  

L’ALTRO CAPO DEL FILO: Montalbano al tempo dei migranti

Ho impiegato un po’ di tempo a decifrare il testo italo-vigatese. Ecco la mia stringatissima recensione.
montalb
2 trame si intrecciano, in un gomitolo molto complesso. Riassumo la prima.

A Vigàta arrivano continuamente imbarcazioni cariche di disperati. Salvo Montalbano e la sua squadra sono spossati dai continui turni, dall’emergenza che non finisce mai, dalla pietà che suscitano i morti e i vivi…

Quando si scopre che una giovanissima è stata brutalmente stuprata pochi minuti di sbarcare, il commissario più famoso di Sicilia inizia una rapida indagine.

Non ci vuole molto a scoprire che tutti hanno chiesto asilo politico, tranne due. Perché non lo chiedono?

Intanto c’è da indagare su un caso di omicidio. Un caso più “tradizionale”.

Ne parlerò dopo la prossima immagine. Vi avverto, però, che ci sarà uno SPOILER.
migran
Dovendosi fare un vestito nuovo (anche perché è ingrassato) Montalbano conosce Elena, una affascinante sarta 50enne. Elena viene uccisa a pag 107 (nel suo laboratorio di sartoria):

“N’ ammazzatina tirribilissima ci fu!”

Delitto passionale? Vendetta? Si va avanti così per altre 170 pagine. Finalmente Montalbano può leggere la confessione dell’assassino (anzi dell’assassina).

Fortunatamente la confessione non è scritta in vigatese (l’assassina non è siciliana). La storia a cui fa riferimento è talmente complessa che non avrei capito una mazza.

Invece sono riuscito a orientarmi: ecco perché quella sciarpa era importante, ecco il significato di quella fotografia, ecc…

Published in: on novembre 20, 2016 at 12:20 am  Comments (2)  

THE YOUNG POPE – Come finisce

Bio XIII è veramente incazzat stressato.

  • gli tocca andare a Venezia (città dove non c’è un McDonald’s decente)
  • quando torna avrà a che fare col dentista
  • i Knicks hanno perso dai Washington Wizards (119 – 112)
  • si è scoperto che il suo vero padre è Giulio Andreotti

Per sottrarsi a tanto stress, Bio scende nella cripta del Vaticano e fa partire la Macchina del Tempo, costruita da Leonardo da Vinci (vedi il post MATTEO RENZI NELL’IPERSPAZIO) e lì custodita dai Templari.

Ma sbaglia. Facendo slittare la frizione si ritrova nel Passato Remotissimo, esattamente un attimo prima del Big Bang, quando Lucy sta per premere il pulsante START.
lucy
-Ciao, Jude! Cosa ci fai qui?-

-Ciao, Scarlett! Sono in fuga dalla realtà… E dammi retta: non creare l’universo!!!! Pensa quanti problemi ci risparmiamo!-

-Non ci penso neanche per l’anima dei mortacc for your bad dead’s sake! Ho investito una bella somma sul seguito di questa serie, dove tu ti converti all’Islam e il titolo NBA va ai tuoi cari Knicks per dodici anni consecutivi!-

-Beh, se i Knicks vincono il titolo… vabbé! Fai partire il Big…. Ma il Papa chi lo farà, Scarlett? Io proprio non la sopporto questa parte!-

-Lo facciamo fare a Diane Keaton, Jude. Ha il fisico adatto, credimi!
sister

Published in: on novembre 18, 2016 at 4:23 pm  Lascia un commento  

Premio Nobel? Mah, non so… ho degli impegni…

bobQuesta mattina ero a scuola. Devo preparare il torneo di Bookland (abbinare le classi, stabilire le date, ecc) e mi tocca frequentare le sale insegnanti più di quando insegnavo.

Ma stamattina non sono i miei tabelloni e i miei pennarelli a interessare le colleghe. Vogliono sapere cosa penso di Bob Dylan e del suo rifiuto di andare a Stoccolma (magari ci ripensa? tu cosa dici?)

A domanda rispondo. La Fondazione Nobel avrebbe dovuto sondare l’interessato prima di dare l’annuncio ufficiale.

In passato si faceva così: prima di premiare Solzentinsyn o Neruda si sondò (eccome si sondò: in caso contrario dovevano raccogliere i cocci, come nel caso di Sartre).

Ma il caso di Dylan è diverso da quello di Sartre. Non è un rifiuto ideologico. Semplicemente quell’odore di muffa scandinava non gli piace. E’ sempre stato un fiero anticonformista e come pretendete che si metta la cravatta?

Insomma, bisognava sondare.
nob

Published in: on novembre 17, 2016 at 6:39 pm  Lascia un commento  

IO SONO FUOCO (in attesa di Camilleri)

Chi mi conosce mi regala libri. Si fa sempre bella figura a regalare un libro (e, generalmente, costano poco).

E così eccomi di fronte a IO SONO FUOCO, biografia romanzata di Michelangelo.
fuoco
Si immagina che Mike Michelangelo scriva (al termine della sua esistenza) una lunghissima lettera al nipote Leonardo. Racconta delle sue opere, dei fatti della sua giovinezza, dei suoi dubbi e delle sue amarezze; ma soprattutto racconta dei personaggi più rilevanti incontrati tra Firenze e Roma. Da Leonardo da Vinci (non andarono mai d’accordo) a Savonarola (lo accusa di voler diventare “dittatore” di Firenze), da Lorenzo il Magnifico a Giulio II.

La parte più riuscita è proprio quella dedicata a papa Giulio: “aveva un carattere terribile” (anche Michelangelo aveva un caratteraccio; forse è per questo che i due si intendevano così bene).

Bella pagina anche quella dedicata alla “Pietà Rondanini”, il misterioso gruppo marmoreo a cui Mike lavorò fino all’ultimo (pare che volesse ornarne la sua tomba, a Roma). La figura di Cristo, afferma l’artista, “torna all’interno del grembo della Madre, risucchiato dal suo amore immenso”

E adesso mi preparo a L’ALTRO CAPO DEL FILO di A. Camilleri: gli ho dato una scorsa veloce; promette bene.

Domanda finale: perché ho cominciato da Costantino D’Orazio e ho lasciato come dessert Andrea Camilleri? Confesso che la lingua Italo-Vigatese mi crea qualche problema.

So che “taliari” significa scrutare, che “spiari” sta per chiedere, che quando Moltalbano parla di “cabbasisi” non allude al regno vegetale, che “nonsi” è contrazione di nossignore… ma nel complesso faccio fatica.

Ma ne vale la pena.
camill

Published in: on novembre 16, 2016 at 9:43 am  Lascia un commento  
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Cinquanta sfumature di Trump – parte seconda

Gli storici del futuro si chiederanno “Come è potuto succedere?”
bigli
E, forse, terranno conferenze sul tema “L’odio verso gli stranieri genera mostri”.

Provo a immaginare il loro contenuto (premetto che rendere in italiano la loro lingua sarà difficile)

-Quando Donald Trump promise agli elettori che avrebbe fatto costruire una muraglia di migliaia di kilometri al confine messicano dimostrò di aver capito che non sono le idee a portare la gente alle urne ma le paure, paura degli stranieri, paura della crisi economica, paura dell’ignoto, paura di ‘sta minchia che t’ingroppa, e tu che nun capisci sì ‘nu strunzu… (queste ultime parole non sono riuscito a tradurle)

-Agli inizi del terzo millennio, come sapete, masse considerevoli si spostarono dai territori più fetenti a quelli più riccolosi della terra. Non era una novità: i popoli si sono sempre spostati da dove stavano male a dove speravano di migliorare. In alcuni casi hanno traversato il mare a piedi asciutti…
mose
… altre volte bagnandosi…
prof
… e sempre il loro arrivo ha causato reazioni diversissime, atti di solidarietà e proteste isteriche, nononlivogliamoacasanostra, meglioseaffogano, costruiamounmuro anzispariamogli salvini pensacitu juden raus heilhitler strudel wurstel krafen… (anche qui non sono riuscito a tradurre)

… e queste scalmane di demagogia si verificarono non solo in provincia di Ferrara, ma in molti altri luoghi della Terra di Mezzo: in Arizona (terra di sogni e di chimere), in Ungheria, a Mordor (dove l’Ombra cupa scende) testedikazz facciedikul mannaggiakitemuort… (l’avevo detto che tradurre in italiano sarebbe stato difficile)
tru

Published in: on novembre 12, 2016 at 10:21 am  Comments (1)  
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Cinquanta sfumature di Trump

Punto primo. Siamo sicuri che le primarie siano un buon sistema per selezionare i candidati alla presidenza?

C’erano dei personaggi più presentabili tra i repubblicani (ad esempio, Ben Carson) e più brillanti tra i democratici (ad esempio, Bernie Sanders)
benberni
Ma alle primarie non emergono i migliori. Almeno non sempre.

Ci vogliono MOLTI SOLDI per concorrere. Chi li ha, i soldi, va avanti anche se non ha niente da dire. Chi ha mezzi limitati prima o poi si ferma.

Punto secondo. La cultura è utile per diventare Presidente… oppure è un ostacolo?

Qui siamo convinti che in America tutti siano stati all’università (o almeno al college) e che facciano la fila per vedere i film di Woody Allen o dei fratelli Coen.

Mica vero. La maggior parte degli americani non ama la cultura e soprattutto non ama le persone colte. Successe 12 anni fa con John Kerry (che si è laureato a Yale e parla 4 lingue oltre all’inglese) e succede oggi a Hillary.

Hillary (anche lei laureata a Yale) è la classica “prima della classe” che suscita poche simpatie. Troppo brava, troppo colta, troppo in alto.

Meglio un rozzone come Trump: molti tra i suoi elettori firmano con la croce sono più rozzi di lui.

Punto terzo. Perché i sondaggi sono così poco attendibili?

Molti, quando sono intervistati, mentono (o semplicemente non vogliono essere intervistati). Succede anche da noi. Avete notato nelle edicole quelli che comprano un giornale berlusconesco? Lo chiedono a bassa voce e lo piegano in due, in modo che non si veda il titolo…

Beh, per oggi mi sono immagonito troppo e mi fermo.

Magari la prossima volta riprendo il tema.

Published in: on novembre 9, 2016 at 8:05 pm  Comments (7)  
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Preghiera

Caro Dio, è molto tempo che non ti chiedo niente.

Sospetto che di questo pianetino perso in un’insignificante galassia periferica non t’importi una cippa.

Ma ti prego a mani giunte: fa che non vinca questo qui
trump
Aggiornamento del 9 novembre: Merda!!!!!

Published in: on novembre 7, 2016 at 2:58 pm  Comments (6)  
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