Come sopravvivere al Virus e morire di burocrazia

Ho sognato di andare al funerale di Zia Casimira. C’era un sacco di gente. Anzitutto gli ex fidanzati.
carrey

Casimira non si era mai sposata, ma aveva avuta una intensa vita sentimentale: i fidanzati presenti erano 12 (12 come i 7 nani) e si dovette allontanare un tredicesimo perché 13 a un funerale porta male.

E c’erano le amiche (molto poche, chissà perché) e i vicini di casa e i frequentatori del circolo del tennis e altri che non si sapeva chi fossero (c’è sempre chi si imbuca ai funerali…)

Insomma ridendo e scherzando si era fatto tardi e decisi di andare a casa di Aspasia, una cara vecchia amica. Ma le Forze dell’Ordine mi intercettarono.

A richiesta presentai il modulo di autodichiarazione (ai sensi degli artt. 46 e 47 eccetera) invocando la situazione di necessità (mi spostavo all’interno del comune di residenza) e dichiarando che dovevo assistere una congiunta, a cui ero legato da un affetto (platonico! la prego di credermi, brigadiere, puramente platonico!!) ai tempi dell’Università, quindi molti anni prima di sposarmi…

Ho detto “congiunta”? Sì, l’ho detto. Parola ambigua, lo dice anche Gramellini.

Si può considerare “congiunto” un lontano parente? Pare di sì… e a quel punto ho giocato l’asso di briscola.

Ho presentato una fotocopia dell’albero genealogico (controfirmata dal notaio) attestante che Aspasia discende dalla mia bisnonna Giuseppina de Mori, nata a Montagnana di Padova il 3 aprile 1834 bla bla bla.

Poi mi sono ritrovato su un ponticello dalle parti di Pescarenico (nei sogni si cambia sempre di scena). C’erano 2 bravi con la barba lunga (dove lo trovi un barbiere adesso?) che intimavano a John Abbondio di non congiungere tale Lucia e tale Renzo perché tale congiunzione avrebbe favorito ulteriori spostamenti nel territorio del Lecchese, fino ad allora risparmiato dal flagello della peste.

Avrei dovuto farmi avanti e chiedere ai bravi perché non indossassero la mascherina. Ma ho lasciato perdere, tenendo conto che eravamo in aperta campagna e quindi l’uso della suddetta maschera era da ritenersi facoltativo secondo il sito salute.gov.it ecc ecc
bravi

Published in: on aprile 28, 2020 at 12:58 pm  Lascia un commento  

IL BARBIERE DI BOLOGNA (opera buffa di John Rossini)

ATTO PRIMO.

Figaro (baritono) barbiere di qualità e factotum della città, si presenta all’alba nella casa di Rosina (mezzosoprano) per farle il colore (compresi i colpi di luce). Lui obietta che non sarà facile rispettare la distanza di sicurezza. Rosina se lo porta a letto per prendere meglio le misure. Irrompono i Ris, i Ros e i Nas e arrestano il barbiere per molestie sessuali e per non aver ottemperato al DPCM ics ipsilon e zeta.

Figaro viene subito liberato per l’intervento dell’On. Almaviva (tenore), Sottosegretario ai Peli Superflui e ai Deodoranti. Si reca poi nell’abbazia di don Basilio (basso), dove la Confraternita degli Iperconservatori (dicono messa solo in latino o in etrusco) ha deciso di farsi tagliare i capelli (“finiremo col somigliare ai Cugini di Campagna? Giammai!”)
camp
ATTO SECONDO.

Don Bartolo (basso) decide di lasciare la professione medica e di diventare gommista. Si guadagna di più. Propone a Figaro di mettersi in società con lui, trasformando il magazzino delle gomme in salone di bellezza.

Figaro accetta la proposta cantando “All’idea di quel metallo portentoso onnipossente un vulcano un vulcano la mia mente già comincia già comincia a diventar!” A quel punto arriva Rosina. E’ incerta se buttarsi tra le braccia di Figaro o di Almaviva (diventato Presidente del Consiglio).

Rosina medita. “Uno che ti fa l’extension con tanta maestria dove lo trovi?”

E convola a giuste nozze facendo il gesto dell’ombrello al Presidente Almaviva.

(nessun barbiere è stato molestato nella stesura di questo post)barber

Published in: on aprile 27, 2020 at 8:49 am  Lascia un commento  

Questo è un paese per vecchi? (non alludo al film dei fratelli Coen, alludo a certe voci che circolano da noi)

Sospendo temporaneamente il mio Minidecamerone. Sento la necessità di commentare la proposta di Nonsochi di limitare i movimenti degli over60.

I quali over60 (schiera alla quale appartengo) sarebbero talmente vulnerabili che è meglio che restino a casa anche nei prossimi mesi.

Cosa volete che vi dica? Io sono rimasto a Bologna per 2 mesi, limitando le mie uscite ai supermercati e al lavasecco, e adesso non vedo l’ora di alzare le vele e cercare l’aria pura dell’Appennino Tosco-Emiliano. E dovrei starmene in casa fino a quando vorrà Nonsochi?
sessanta

A parte tutto vi rendete conto delle implicazioni psicologiche?

Conosco donne e uomini over60 che possono correre la maratona (a cominciare da Morandi, che è anche più vecchio meno giovane di me), risolvere sudoku diabolici o dipingere autoritratti come questo.
autoritr

E adesso veniamo classificati come “stai a casa che è meglio”? Allego la lista (frettolosa e quindi incompleta) di chi forse ha ancora qualcosa da dire e da fare nonostante l’età.

MAURIZIO CROZZA (classe 1959)

TONI SERVILLO (1959)

BIANCA BERLINGUER (1959)

ANDREA BOCCELLI (1958)

LILLI GRUBER (1957)

VINCENZO SALEMME (1957)

LUCA BARBARESCHI (1956)

LAURA MORANTE (1956)

BEPPE SEVERGNINI (1956)

ANGELA FINOCCHIARO (1955)

MILENA GABANELLI (1954)

GAD LERNER (1954)

VITTORIO SGARBI (1952)

LELLA COSTA (1952)

ERRI DE LUCA (1950)

CARLO VERDONE (1950)

PAOLO MIELI (1949)

MARIO DRAGHI (1947)

MICHELE PLACIDO (1946)

NICOLA PIOVANI (1946)

JOE BIDEN (1942… questo è un elenco italiano, per cui Biden sembra fuori posto; ma il suo destino riguarda anche l’Italia)

SERGIO MATTARELLA (1941… lo ammetto, da qualche mese non è particolarmente vispo; ma insomma chi glielo può dire che non deve uscire da casa?)

Published in: on aprile 25, 2020 at 7:01 am  Comments (5)  

UN DELITTO UMANO (novelletta etta etta)

Tiger grugnì. Era un caso difficile. Aveva bisogno di tutti i suoi collaboratori.

Ruggì. -Li voglio tutti qui entro venti minuti!-

-Okay, capo. Non perdere la calma. Saranno qui in un attimo!- aveva risposto Dog che, come sempre, lo accompagnava. Dog era un segugio espertissimo, dal fiuto infallibile.

Non si sbagliava. Monkey, Snake e Jackal arrivarono di corsa e si misero subito a esaminare il cadavere.

Il cranio era stato sfondato da un colpo di incredibile violenza. Ma non era quello il particolare più shoccante. La povera Fox era stata orrendamente scuoiata!

-Mai vista una cosa simile!- borbottò Monkey -Mi chiedo chi possa essere stato…-

-Lo so che vi sembrerà un’ipotesi pazzesca…- sibilò Snake -ma questo può averlo fatto soltanto un uomo!

-Un uomo? -ululò JackalMa non esistono più! Sono estinti da secoli, fortunatamente!!-

A quanto pare qualcuno ne è rimasto!- ringhiò Dog.

Tiger tornò a ruggire. Non era solo la rabbia a dominarlo. Ora aveva paura. Se l’uomo era in circolazione nessuno, proprio nessuno, era sicuro nella giungla.

(nessun umano è stato molestato nella stesura di questo post)

Published in: on aprile 24, 2020 at 7:21 am  Lascia un commento  
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Ricomincerò dal Boccaccio?

Forse non sapremmo niente della terribile Peste Nera che spopolò Firenze nel 1348 se non ci fosse il Decamerone.
decamAllora, come sapete, 7 giovanotte e 3 giovanotti fuggirono dalla città impestata e si rifugiarono in una villa dimolto lontana. Fuga temporanea (dopo 10 giorni torneranno a Firenze) dallo stress e dalla malinconia.

Se fosse stato ai nostri tempi avrebbero dovuto compilare il modulo di autodichiarazione ai sensi degli art 46 e 47 del D.P.R. n.445/2000, dichiarando che “lo spostamento è determinato da motivi di salute psichica” (Dioneo avrebbe specificato “mi sono rotto i coglioni!”)
boccacc

In attesa di tornare alla normalità sto pensando scrivere anch’io un centinaio una trentina una dozzina qualche breve novella per vivacizzare il mio ozio.

Naturalmente so di non valere neanche l’unghia del mignolo di messer Boccaccio.

I miei raccontini non avranno né l’ironia di Abraam il giudeo (è nella prima giornata) né il pathos di Federigo degli Alberighi (quinta giornata) né la comicità di Frate Cipolla (sesta giornata). Ma forse piaceranno.

Published in: on aprile 23, 2020 at 4:13 pm  Comments (3)  
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Questa notte ho sognato di condurre un talk show e di intervistare Niccolò Machiavelli, Nino Manfredi, Alessandro Manzoni e Karl Marx (in rigoroso ordine alfabetico) su una questione di grande, anzi grandissima importanza

Metto troppa peperonata sul polpettone; ecco perché il mio sonno è così agitato.

Questa notte io conducevo L’Aria che tira al posto di Myrta Merlino. In studio c’erano Karl Marx, il Manzoni e Saturnino Manfredi.

In collegamento da Sant’Andrea in Percussina c’era messer Machiavelli a cui ho posto la domanda cruciale: Si devono riprendere i campionati o no? Le partite siano a porte chiuse o aperte?
nivoloalessan

Rispòsemi. E’ sommamente opportuno ai regnatori che i loro popoli corrano allo stadio sventolando bandieroni e stendardi. In tal modo il popolo si distrae e non pensa ai soprusi cui è cotidianamente sottoposto. Ciò avviene sia nei Principati sia nelle Repubbliche: a Siena il popolo si divide in contrade che da sempre si sfidano in una giostra equestre chiamata Palio. A trarre vantaggio di questa grulleria non sono gli aristocratici ma quelli che messer Carlo da Treviri chiama borghesi.

Chiamato in causa, Marx prese la parola approvando ciò che messer Niccolò aveva detto. I proletari si drogano di calcio, di palla a spicchi e di formula 1. E il sistema capitalistico incoraggia queste droghe per ovvi motivi. Prevedo che i campionati ripartiranno e proseguiranno per tutta la prossima estate. Non ha rilevanza che le gradinate siano vuote o piene. Per l’aspetto economico il prezzo dei biglietti è poca cosa in confronto ai diritti televisivi: le plebi di Londra, Parigi, Milano, Torino ecc si affollano davanti al piccolo schermo. Non escluderei che l’attuale formula della Champions League venga modificata e che si imiti la NBA: 30 squadre, in rappresentanza delle 30 aree più popolose del continente, si incontreranno in un torneo senza retrocessioni. In tal modo l’Atalanta non ci entrerà mai, mentre il Napoli ci sarà sempre, per tutti i secoli dei secoli…
marx

Saltò su Nino Manfredi. Col cavolo che il Napoli gioca in Champion! Non ne ha diritto manco pe’ gnente!!! Tanto vale che ci giochi il Frosinone, che è squadra di provincia ma di core gagliardo e generoso!!!

A quel punto successe quello che succede in tutti i tolk sciò. Si diedero sulla voce uno sull’altro. Machiavelli interruppe Manfredi esaltando le imprese del Pontedera, Manzoni alzò la voce parlando del Monza, Marx ironizzò chiedendo se ci giocava ancora quella famosa monaca…

Non potevo fare altro che mandare in onda la pubblicità del caffè Lavazza.
caf

Published in: on aprile 22, 2020 at 11:05 am  Comments (5)  

Non è facile spiegare agli alieni la differenza tra l’Hiv e il Covid. Io ci ho provato.

8 anni fa avevo avuto un incontro ravvicinato con gli alieni.

Ieri sono tornati per farmi altre domande:

  • perché anni fa si indossavano oggettini gommosi chiamati preservativi e adesso sono di moda altri oggetti chiamati mascherine?
  • è vero che questa epidemia è stata causata dai tifosi della Roma per impedire alla Lazio di vincere il campionato?
  • come mai c’è così poco traffico in viale Alcide De Gasperi (Bologna) così affollato in passato (ricordavano in particolare bipedi della mia specie che avevano loro offerto imprecisati servizi in cambio di 50 euro)?
  • quanto costa oggi il gasolio alla pompa?
  • perché gli umani sembrano così desiderosi di prolungare la loro esistenza?

Difficile rispondere a questi quesiti. Ecco comunque cosa gli ho detto.

  1. I preservativi si applicano su una parte del corpo umano molto diversa dal naso; e qui ho provato a fare un disegnino, ma non credo che abbiano capito molto (la loro anatomia è così diversa dalla nostra, come potete vedere nella foto in fondo)
  2. Mah, forse (resta un mistero il loro interesse per il nostro campionato)
  3. Dipende dai decreti governativi sulla distanza di sicurezza (anche qui come spiegare che la nostra proboscide non si può allungare più di tanto, e certamente non più di un metro?)
  4. Adesso costa poco: da 1,31 a 1,33 al litro (ve l’avevo detto che hanno un motore diesel?)
  5. A questa domanda non so rispondere neanch’io. Siamo come fiammiferi accesi e sappiamo benissimo che ci spegneremo presto. Forse la nostra riluttanza a morire si spiega col fatto che quasi sempre proviamo un sentimento chiamato amore… e ci dispiace che le nostre storie d’amore finiscano. Ma come spiegare agli alieni cosa significa amare, quando anche per noi è così difficile capirlo?

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Published in: on aprile 19, 2020 at 10:59 am  Comments (2)  

Ciao, Luis

Avevo già dedicato un post alla prosa di J. L. Sepulveda.
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Se volete quindi conoscere il mio giudizio su questo grande scrittore l’ho già scritto qui 

Era anche poeta. Non nel senso che abbia scritto poesie meravigliose, questo no.

Ma aveva una visione poetica della realtà. Ve lo dimostro con un esempio tratto dal suo fortunatissimo romanzo STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE.

A un certo punto il gatto Zorba, non riuscendo a insegnare all’orfana Fortunata a spiccare il volo, chiede aiuto a un giovane poeta.

Solo un poeta (ragiona così) può accettare l’idea che un gatto sappia parlare. Uno zoologo o un ingegnere non la accetterebbero.

-La risposta è in una poesia di Bernardo Atxaga! Ora te la leggo!-

Aperta parentesi. Atxaga è uno tra i maggiori poeti spagnoli contemporanei (più esattamente è basco). Chiusa parentesi.

“Tutti i pomeriggi

si radunano i gabbiani

davanti alla stazione ferroviaria:

lì ripensano ai loro amori…

Ma il loro piccolo cuore

-lo stesso degli equilibristi-

per nulla sospira tanto

come per quella pioggia sciocca

che quasi sempre porta il vento…”

Bingo! Zorba ha l’informazione necessaria! La gabbianella potrà volare, vincendo la paura, sotto la pioggia! Per cui a mezzanotte, sotto una pioggia ostinata, Fortunata si lancia dalla cima del campanile di San Michele (ad Amburgo) e il vento le gonfia le piccole ali.

Zorba la vede andar via verso nord… mentre i suoi occhi felini si gonfiano di lacrime. Fine.

Published in: on aprile 17, 2020 at 2:09 pm  Lascia un commento  
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LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI, storia di sesso, vangeli e braccialetti

Era un po’ di tempo che volevo comprarlo (nonostante i pareri negativi di alcuni conoscenti). Poi è arrivato il virus e ho dovuto rimandare ancora.

Finalmente il mio libraio preferito ha riaperto.
ferran

Eccolo qui, dunque, tra le mie mani.

L’ho letto avidamente e adesso ve lo riassumo.

A Giovanna (che all’inizio della storia va alle medie) la zia Vittoria è sempre stata descritta come una mala persona, brutta sporca e cattiva.

Ma non gliela raccontano giusta. Vittoria non è una santa, ha il turpiloquio facile e per descrivere alla nipote gli amplessi con il suo amato Enzo impiega centinaia di parole (potete contarle tra le pag.72 e 73). Però ha buoni motivi per disprezzare il fratello, padre di Giovanna. Questioni di soldi, di una piccola eredità contesa e di un braccialetto che nel corso del romanzo passerà da un polso all’altro.

Vittoria è una donna disinibita, ma pia. Disapprova il fatto che sua nipote non sia stata battezzata e si dà molto da fare in parrocchia (pag.107-112).

Nella quale parrocchia Giovanna conosce don Giacomo, “prete scomodo” che alla fine se ne va in Colombia dove forse sarà apprezzato dalle gerarchie locali.

E conosce Roberto, giovane ma già famoso intellettuale (è solo una mia impressione o l’autrice si è ispirata a Roberto Saviano?)

Sarà per poter parlare con il fascinoso Roberto, sarà per qualche altra ragione Giovanna si tuffa nella lettura dei Vangeli (praticamente non li conosceva) e si fa una cultura religiosa che lèvati.

Contemporaneamente pianifica la propria deflorazione che viene descritta alle pagine 323-325.

Volete sapere come finisce? Se Giovanna è stata soddisfatta pienamente? E dove è andato a finire il braccialetto? Beh, vi tocca leggere il libro.
Niente spoiler stavolta, spiacente.
spoil
P.S. La storia è ambientata alla metà degli anni 90. In quegli anni erano molto di moda Fukuyama e il suo saggio LA FINE DELLA STORIA… e poi nessuno dei personaggi si fa mai un selfie!

Published in: on aprile 16, 2020 at 9:15 am  Comments (2)  
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continuiamo a restare a casa e continuiamo a vedere dvd

Ha da passà ‘a nuttata!

Domani mi metterò in fila davanti alla libreria Nanni (spero non sia troppo lunga) dove ho prenotato l’ultimo romanzo di Anita Raja, alias Elena Ferrante.

Oggi continuo a distrarmi con i 4 film sottoelencati. Non sono tutti di altissimo livello, ma hanno in comune il fatto che me li hanno regalati per cui non gli guardo in bocca.

THE MILLIONAIRE (Danny Boyle 2008) – Sostanzialmente è una storia d’amore tra Jamal e Latika: si conoscono da quando erano bimbi, la vita con le sue tragedie li ha separati, un quiz televisivo li unisce per sempre, con tanto di balletto finale. Molte morti violente, ma Jamal non uccide nessuno (come Frodo Baggins che attraversa la Guerra dell’Anello senza versare una sola goccia di sangue). Tutte le volte che ascolto al telefono il brusio di un call center provo a immaginarmi Jamal che porta il the da una postazione all’altra.

THE AVIATOR (Martin Scorsese 2004) – Aeroplani, hell’s angels e attrici famose nella pirotecnica vita di Howard Hughes. Un po’ idealista, un po’ gangster, un po’ pilota temerario… difficile raccontare un personaggio come Hughes. Scorsese ci ha provato con buoni risultati. Tra i bravi attori che affollano il cast (John C. Reilly, Alec Baldwin, Ian Holm…) giganteggia Cate Blanchett nel ruolo di Katharine Hepburn. Sui motivi per cui le belle donne si innamorano dei miliardari è aperto il dibattito.

CASOMAI (Alessandro D’Alatri 2002) – Lei e lui vogliono sposarsi. Alta borghesia (al loro matrimonio si notano parecchi avvocati). Trovano una chiesetta tra i boschi e un prete simpatico che li mette in guardia “non saranno rose e fiori; vi rendete conto che il nostro sistema economico tifa per il vostro fallimento? due separati significa due case, due frigoriferi, due televisori ecc” Sorpresona finale.

LA MARCIA SU ROMA (Dino Risi 1962) – Gassman e Tognazzi in camicia nera, un po’ per la pagnotta un po’ perché illusi dal programma libertario e anticlericale del primo fascismo (nel 1919 volevano il divorzio). Marciando marciando ci saranno momenti sanguinosi e pagine da commedia all’italiana, come quando i due protagonisti fanno bere l’olio di ricino al giudice che li aveva condannati 3 anni prima.
romcasoleoslum

Published in: on aprile 14, 2020 at 10:56 am  Comments (4)