Dalla notte dei tempi lo SPREAD ha condizionato le nostre vite

Com’è noto, la guerra di Troia fu causata dalla visita di Paride a Sparta.

Come sanno i lettori di Alan Ford, Menelao fu felicissimo di veder partire la moglie Elena. Ma il “rapimento” di Elena provocò un intollerabile aumento dello Spread acheo. E fu guerra.
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Cosa dire di Enrico VIII e della brexit del 1535? Tutto cominciò con l’aumento dello Spread… Enrico perse la testa, fece annullare il precedente matrimonio, troncò i rapporti col Papa (che aveva uno Spread incredibilmente basso) e sposò Anna (che a sua volta perse la testa)
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Nel 1861 l’esercito confederato prese a cannonate Fort Sumter (Carolina del Sud) iniziando la Guerra di Secessione. Tutta colpa dello Spread che cresceva continuamente: i Confederati decisero di uscire dall’Unione e di sostituire il Dollaro con una nuova moneta, chiamata Cotton.
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Come fece Hitler a legare l’Italia alla sua follia? Disse al duce: “Io annullare SPREAD, che essere invenzione ebraica! D’ora in poi Germania e Italia avere stessi tassi di interesse!”
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La verità è che lo Spread è un grosso cane che scodinzola quando sente parlare tedesco e mostra i denti quando sente risuonare nelle orecchie la dolce loquela italiana.
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Published in: on ottobre 4, 2018 at 8:34 am  Comments (2)  
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Hitler è tornato… e c’è poco da ridere!

Siamo andati, mossi dalla curiosità, a vedere questo film programmato all’Odeon (per soli 3 giorni: 26, 27 e 28)

TRAMA. Lui riappare per le strade di Berlino, con le stesse vesti del 1945. Lo scambiano per un bravo attore (molto “calato” nella parte) e si ritrova subito in tv. Fa furore: dove lo trovi un personaggio così? Per la strada i più giovani lo deridono, due teste di cazz due naziskin lo trattano malissimo (sempre credendolo un attore). Molti però lo salutano a braccio teso, gli chiedono l’autografo, gli dicono che loro non sono nazisti… ma tutti questi stranieri, insomma… Lui è dapprima stordito da Wikipedia (pensa che abbia a che fare con i Wikinghi) e dal linguaggio dei talk show, ma impara a padroneggiarli. Sempre meglio.
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Considerazione personale.

COMMEDIA? Vi sembra una commedia? A me no, anche se quasi tutti (Trovacinema, MyMovies, Wikipedia ecc) classificano così LUI E’ TORNATO.

Per “commedia” intendo una storia più o meno comica, comunque incoronata dal lieto fine. Ma qui c’è da rabbrividire. Tantissimi berlinesi, sentendosi liberi di esprimere le loro “idee” hanno rovesciato nei microfoni la loro xenofobia, la loro rozza ignoranza e il loro disagio sociale.

La parola giusta, secondo me, è GROTTESCO. Stavo per usare “paradossale” ma in realtà non c’è paradosso nel descrivere come i massmedia (la tv, facebook eccetera) siano perfetti per indottrinare le masse.

Qui da noi abbiamo un comico che si è divertito a fare il politico (adesso forse la smette, perché il gioco è bello quando è corto…)

Nel film c’è un politico che gioca a fare l’attore… ma chi lo fermerà?

Published in: on aprile 30, 2016 at 9:58 am  Comments (5)  
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RACE (la leggenda di J. C. Owens)

Un film sui trionfi di Owens non me lo perderei mai e poi mai.
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Anche se (ve lo dico subito) mi accorgo che non è tutto oro quel che luccica. L’argomento (una pagina importante della storia) meritava una regia (S. Hopkins negli ultimi 10 anni ha lavorato solo in tv; e si nota…) e una sceneggiatura meno anemiche e didascaliche.

Ecco, l’ho trovato troppo didascalico. E prolisso. 134 minuti per dimostrare che

  • quello che facevano i nazisti agli ebrei e ad altri oppositori era orrendo
  • ma anche i coloured d’America se la passavano molto male; meno male che c’era lo sport…

Ho trovato interessante (nella seconda metà del film) il contrasto tra Goebbels (ministro della propaganda) e Leni Riefensthal (incaricata direttamente da Hitler di filmare le olimpiadi).

Lei, già famosissima, ottenne una totale libertà di movimento e ne approfittò per mostrare la splendida vittoria di Jessie nel salto in lungo (e la faccia incazz contrariata del fuhrer, che fino all’ultimo aveva sperato nella vittoria dell’arianissimo Luz Long).

Goebbels, che la detestava con tutto il cuore, cercò invano di intervenire nel montaggio, senza riuscirci.

Ultima osservazione. La Riefensthal ebbe in quei giorni l’intuizione di inquadrare il pubblico (che, come tutti i registi sportivi da allora sanno, è spettacolare quasi quanto gli atleti); e gli spettatori dello Stadio Olimpico, alla faccia dell’ideologia hitleriana, erano entusiasti di Jesse.
lungo

 

Published in: on aprile 2, 2016 at 9:06 am  Lascia un commento  
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il meglio e il peggio di SOPHIA

Proseguo sul tema iniziato nel post precedente.

Quale interpretazione scicolonesca mi ha maggiormente impressionato?

Elenco (in ordine di tempo) 4 titoli. E chi vuol aggiungere aggiunga.

  1. LA CIOCIARA (1960, regista De Sica) – E’ Cesira, travolta nell’abisso della guerra. Non càpita spesso che la stessa interpretazione sia premiata a Hollywood e a Cannes.
  2. IERI, OGGI E DOMANI (1963, ancora De Sica) – E’ Adelina (napoletana), Anna (milanese, uno dei pochi ruoli “antipatici” della sua carriera) e Mara (romana).
  3. MATRIMONIO ALL’ITALIANA (1964, sempre De Sica) – E’ Filumena Marturano. Un ruolo formidabile; però il merito è più di Eduardo che di Sophia.
  4. UNA GIORNATA PARTICOLARE (1977, regia di Scola) – E’ Antonietta, casalinga disperata in un palazzone romano (mentre Hitler scorrazza per la città).

lorenierifilumenascola
E le delusioni? Beh, ce ne sono state… Direi che il tonfo maggiore è avvenuto nel 1972.

BIANCO, ROSSO E… (Lattuada) avrebbe potuto essere un grande film, ma Celentano vuol strafare (gli càpita spesso) e Sophia nei panni della suora ci sta davvero male.bianco

Brigitte Bardot?

Arriva presto. Contateci…

Published in: on settembre 10, 2014 at 9:48 am  Comments (3)  
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Riassumo i film visti a gennaio (come? non ve ne può fregare di meno? ah…)

Sto diventando un pigrone. Sarà l’età..

Adesso mi concentro e butto giù un po’ di minirecensioni.

LOVE IS ALL YOU NEED (S. Bier) – I Beatles non c’entrano. C’entrano i limoni, il sole e il mare di Sorrento. L’amore trionferà? Sì e no. Un matrimonio salta all’ultimo momento, uno degli addetti al catering (faccia già vista in GOMORRA) bacia sulla bocca… (non ve lo voglio dire)

LA MIGLIORE OFFERTA (G. Tornatore) – Se non c’è un colpo di scena che thriller è? E qui, nel sottofinale, c’è una sorpresona con la S maiuscola. Grandissimo G. Rush. Chi ama la bellezza femminile in un quadro si metta in fila (fila non metaforica: in meno di un mese più di un milione di biglietti staccati)

CLOUD ATLAS (A. e L. Wachowski) – Perché non fate come P. Jackson che con un romanzo solo ci fa 3 film? Qui è il contrario: sei film fusi in uno (ovviamente lunghissimo). Mi chiedevo, uscendo dal cinema, come sarebbe riuscita S. Sarandon vestita da Santippe e T. Hanks come Ponzio Pilato. Dagli autori di MATRIX mi aspettavo qualcosa di meno noioso.

A ROYAL WEEKEND (R. Michell) – Roosevelt dietro le quinte. Mentre Hitler prepara il guerrone, lui beve, fuma come un turco e si fa fare le pippe. I reali inglesi sono due macchiette divertenti: lui (ovviamente) balbetta, lei inorridisce all’idea di mangiare gli hot dogs in mezzo a quei plebei. Belle le immagini della campagna, film tutto sommato dimenticabile.

DJANGO UNCHAINED (Q. Tarantino) – Gli ho dedicato una recensione e mezza. Voglio solo aggiungere che LO DEVI VEDERE (a meno che tu aderisca al buddismo o altra religione/ideologia nonviolenta). Scommetto su 2 OSCAR: fotografia e Cristoforo Waltz.

QUELLO CHE SO DELL’AMORE (G. Muccino) – Diversamente da LA MIGLIORE OFFERTA qui tutto è perfettamente prevedibile. Indovini subito che i due divorziati si rimetteranno insieme, che lui sarà assediato da tutte le 40enni del quartiere, che la partita finale sarà vinta con un golletto del figlioletto… Un regista dovrebbe ottenere il massimo dagli attori, ma qui C. Zetagions, U. Thurman e J. Biel sono assolutamente sprecate.

LINCOLN (S. Spielberg) – Bellissima la scena sul campo di battaglia disseminato di morti, ma poi la noia prevale. Le interminabili discussioni sul 13° Emendamento lasciano piuttosto freddo lo spettatore europeo. Però dobbiamo tener conto che in America Lincoln è venerato come un secondo Messia (il colpo mortale fu sferrato la sera di un venerdì santo).

PAZZE DI ME (F. Brizzi) – Se il Luca di NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI collezionava figuracce, ma era protetto da un gruppo di amiche/amici, questa volta il protagonista vive in un vero inferno di sorelle, mamme e nonne senza uno straccio di amico. Brizzi, devi impegnarti di più.

QUARTET (D. Hoffman) – Pepe, sorrisi e lacrime in una casa di riposo per cantanti e orchestrali (ne avessimo in Italia di case così…). Se in Francia hanno descritto la vecchiaia con una tragedia da Oscar (AMOUR), in GB il tema è trattato con i toni leggeri della commedia.

Domanda finale: quale mi è piaciuto di più? 

Se proprio volete saperlo, oltrepassate le immagini…giangousarush

quat

Siete già qui? Complimenti per la costanza.
QUALE IL MIGLIORE? Per me, LA MIGLIORE OFFERTA: il colpo di scena mi ha spiazzato completamente e questo fattore mi sembra decisivo.

DJANGO e QUARTET secondi ex-aequo.

il sonno della ragione genera mostri

Colui-che-non-deve-essere-nominato ha perso una buona occasione per stare zitto.dorme

Capisco che se non hai dormito a sufficienza (con tutte quelle puttan quei sonni agitati…) non sei in grado di connettere. Ma, piuttosto che venire a sparare cazzate, STAI A CASA TUA!!!!!

Peggio di te, Silviuccio caro, ha fatto solo Ettore Gotti Tedeschi che, un anno fa, davanti a una platea esterrefatta raccontò una storiella in cui Hitler si presentava davanti alla porta del paradiso…

AH, NON SAI CHI E’ GOTTI TEDESCHI?

Poco male, ormai ci siamo dimenticati di lui. E io spero di vivere tanto a lungo da non ricordarmi più di te.

MA VA A DORMIRE, PIRLA!!!!!!!

Gotham City, addio…

Perché addio?

Per due motivi:

  1. Chi oserà ritornare su questi personaggi DOPO CHE DUE MOSTRI DI BRAVURA (Tim Burton e Ch. Nolan) ci hanno inzuppato il pane?
  2. Mr. Wayne, che (vi svelo un segreto) è la vera identità del Cavaliere Oscuro, abbandona la città dei matti (poi vi spiego perché Gotham è una gabbia di matti) e alla fine lo troviamo in dolce compagnia in un caffè italiano (sui tavolini c’è Repubblica e ti aspetti che da un momento all’altro spunti Matteo Renzi).

Adesso che vi ho detto come va a finire do un giudizio globale sul film.

Ripeto che tra le tante virtù di Nolan NON C’E’ LA CONCISIONE: il film poteva benissimo durare mezz’ora in meno (evitando ad esempio le disquisizioni sulla paura della morte che a volte paralizza, ma a volte dà energia ecc)

C’è, invece, un’invidiabile capacità di SBALORDIRE lo spettatore. Certe sequenze sono stupefacenti: l’aereo abbordato in volo dai terroristi (all’inizio), le esplosioni allo stadio (avranno data per buona la meta dell’unico superstite?), ecc

Cito un famoso Cavaliere (no, non quello…)

E’ del poeta il fin la meraviglia/e chi non sa stupir vada alla striglia

Ecco. Nolan è un poeta e sa meravigliare la platea.

Dicevo prima che la follia regna sovrana a Gotham City, tra imprenditori, agenti di borsa, poliziotti, terroristi e gente comune. Qualche esempio:

  • come fa uno squalo come Mr. Daggett a fidarsi di uno come Bane, che ansima come Darth Vader e ragiona come Hitler?
  • come fanno i “rivoluzionari” a farsi manipolare dallo stesso Bane? sarebbe come se, da noi, gli elettori di sinistra prendessero sul serio Beppegrillo…
  • e vogliamo parlare del Gotham Police Department? in confronto a loro i nostri carabinieri sono dei geni: prima si fanno intrappolare come dei fessi e poi, usciti dalle fogne, attaccano frontalmente? mai sentito parlare di manovre di accerchiamento?

L’unica furba del film è Selina (la Donnagatto). Resta un mistero come, tra una sparatoria e una capriola, sia sempre PERFETTAMENTE TRUCCATA e con i capelli appena usciti dal casco.

Questa è Hollywood, bellezza: la prima attrice dev’essere sempre bella e (per un americano) non c’è bellezza se non c’è un make-up perfetto.

CONSIDERAZIONE FINALE. In sala ero il più vecchio, ma c’era un’ampia rappresentanza dei 40-50enni. Presumo avessero visto BATMAN nel 1989 e/o BATMAN RETURNS nel 1992. Non mi è sembrato il caso di intervistarli, ma varrebbe la pena istituire un sondaggio su quale regista (e quali attori) siano preferibili.batman

Published in: on settembre 6, 2012 at 4:30 pm  Comments (11)  
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ah, i bei tempi… (dove si parla di HUGO CABRET e si riparla di MIDNIGHT IN PARIS e di THE ARTIST)

Ho visto HUGO CABRET insieme alla solita ballotta. Film accattivante e ben diretto (Scorsese punta all’Oscar, whynot?), pieno di nostalgia.

Ecco, è della nostalgia che voglio parlare. Dopo (se proprio ci tenete) vi descrivo il film. Dopo.

  • il presente è grigio e deludente (tutti a sognare le Maldive e le crociere tipo LOVE BOAT… e le navi fanno patatrac e alle Maldive c’è un casino)
  • il futuro fa paura (disoccupazione e inquinamento alle stelle, caos monetario e Grecia kaputt)
  • resta il passato: questo spiega il successo di THE ARTIST (ah, l’età d’oro di Hollywood…) e di MIDNIGHT IN PARIS (ah, gli anni folli, Josephine Baker, Cole Porter, Picasso, Hemingway ecc)

Però, a pensarci bene, non erano tanto belli i “bei tempi”.

In quegli anni la fame e la “spagnola” fecero morire milioni di donne, uomini e bambini e la crisi del ’29 trasformò in disoccupati milioni di lavoratori.

Per non parlare di quei mattacchioni di Mussolini, Stalin e Hitler (lager, gulag, la notte dei lunghi coltelli, i fratelli Rosselli uccisi nella gaia Parigi e Trotsky in Messico…).

No, non mi entusiasma troppo il ricordo degli anni ’20 e ’30.

Tuttavia, sono disposto a fare un’eccezione “cinefila”. Immaginate di essere a Parigi nel 1931 (al cinema danno Le million di René Clair) e di frequentare un negozio di giocattoli che permette a Georges Meliès di tirare a campare.

Nel negozio potete vedere un ragazzino (si chiama Hugo) dotato di eccezionali capacità manuali. Capace di riparare un vecchio robot, pieno di viti e rotelline. Con l’aiuto di una misteriosa chiave il robot comincia a disegnare IL FACCIONE DI UNA LUNA ANIMATA CON UN RAZZO CONFICCATO NELL’OCCHIO DESTRO (vedi foto).

Occorre aggiungere altro? Qui si ritorna alle origini di quel mondo di sogni che si chiama CINEMA.

Per cui, anche se la storia è sostanzialmente una favola (ma piace anche agli adulti), la nostalgia gioca l’Asso di Briscola e (forse) vince l’Oscar. Vai a sapere…

Gli attori:

  • Ben Kingsley (già Oscarizzato per aver interpretato Gandhi nel 1982) è George Meliès
  • Helen McCrory (in THE QUEEN era la moglie di Blair) è la signora Meliès
  • Asa Butterfield (era il protagonista del BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE) è Hugo
  • Chloe Moretz (la supergirl di KICK-ASS) è Isabelle

Postilla finale. Aggiungo alla nostalgia cinefila quella per i “bei tempi”pretelevisivi in cui bambine e bambini giocavano con giocattoli meccanici (il Meccano: viti e rotelline…) e non si rincretinivano fin da poppanti di TV e di videogiochi.

cabretmelies

The Versatile Blogger Award

awardSono stato nominato da HO VOGLIA DI CINEMA.

Ringrazio dell’onore. Vediamo se ho capito come funziona…

Anzitutto devo dire qualcosa di me. Più precisamente ELENCARE 7 COSE che mi caratterizzano:

  1. SONO CONTRARIO ALLA PENA DI MORTE, tuttavia in certi casi la tentazione di ricorrere a una freccia al curaro è fortissima! Ho spesso fantasticato di usarla con chi inquina l’ambiente (vedi il punto 4) e con chi al cinema NON TIENE LA BOCCA CHIUSA e/o non spegne il cellulare (‘tacci loro)
  2. MI PIACE LA MUSICA. Da Mozart a Enya, da Morricone a J.S.Bach, da Gino Paoli alla cavalcata delle valchirie… come dite? gusti un po’ antiquati? Beh, forse sono troppo vecchio per capire capolavori come “Ti raserò l’aiuola quando ritorni da scuola..”
  3. MI PIACE IL BUON VINO. Uno dei miei post più riusciti (non qui: nell’altro blog, quello con la fragolina) riguardò quel miracolo di equilibrio che si chiama VERDICCHIO. Apprezzo anche i bianchi frizzanti della Marca (a cominciare dal Cartizze) e i rossi della Valpolicella e del Piemonte ecc ecc Ritengo che una moderata quantità di alcool sciolga i grumi di pazzia che si nascondono nel nostro cervello (pensateci bene: Hitler, Mussolini e D’Annunzio erano astemi). E la prossima volta parlerò della Adelscott…
  4. MI PIACE VIVERE IN UN AMBIENTE PULITO: di conseguenza detesto Bruno Vespa e quelli che gettano le cicche per terra, magari senza spegnerle. Nel qual caso le spengo io col tacco e, credetemi, l’energia che metto in questa operazione è una sublimazione dell’impulso a prendere a calci in culo i/le maleducati/e che degradano l’ambiente in cui vivo.
  5. MI PIACE ESSERE IN PENSIONE (dal 2008), ma non ho chiuso con la scuola: continuo ad occuparmi delle biblioteche delle scuole Pepoli e Rolandino di Bologna; in più coordino un gioco didattico chiamato BOOKLAND (piace più agli alunni che agli insegnanti, come spiego in http://www.ilbibliofilo.org)
  6. MI PIACE LEGGERE E ANDARE AL CINEMA e qui il discorso sarebbe lungo. Come potete vedere nel Torneodeifilm di Gegio (e nelle mie recensioni) ho dei gusti “classici” sia in letteratura che nel cinema. Sarà che sono vecchio… e comunque (ditemi voi) chi posso preferire tra Tomasi di Lampedusa e Baricco, tra Fellini e Muccino, tra Billy Wilder e American Pie, tra Alfred Hitchcock e Von Trier?
  7. A PROPOSITO DI FILM, NON MI PIACCIONO QUELLI SUGLI ZOMBIE. Li considero una velenosa allusione. Infatti in me si assommano le 3 caratteristiche dei mortiviventi: mi muovo con lentezza, ho un aspetto repellente e un pessimo carattere.

Ciò detto, segnalo (in ordine alfabetico) altri 15 blog degni di ricevere il premio.

  1. A gegio film
  2. Allemanda
  3. Anna Nihil Show
  4. Armakuni’s Blog
  5. Cine BlaBla
  6. Cinemaleo’s Blog
  7. Componente instabile
  8. Laboratorio di cinema: recensioni ed altro
  9. la Tosca non è per tutti
  10. Lavinia
  11. Mulholland Dave
  12. Pensierini
  13. Tomobiki Marchenland
  14. Traboccante d’azzurro
  15. Ventusblog

Confesso che non ho ancora imparato a fare i link. Appena possibile provvederò.

Published in: on gennaio 30, 2012 at 12:40 am  Comments (9)  
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A DANGEROUS METHOD vs. PRENDIMI L’ANIMA

Dibattito in pizzeria. Abbiamo visto insieme il film di Cronenberg e poiché solo mia moglie e io conosciamo il film di R. Faenza (2003) dobbiamo raccontarlo agli altri 4.

  • In PRENDIMI L’ANIMA c’è molta azione e pochi discorsi. Sabine Spielrein è sempre al centro della scena: tenta ripetutamente il suicidio, si masturba, si rotola nel fango, tenta di contagiare l’intera clinica con la sua vena anarchica (do you remeber IL NIDO DEL CUCULO?), fa sesso con Jung (che poi la molla), diventa psicanalista e torna in Russia, dove sarà maltrattata dagli sgherri di Stalin e poi uccisa da quelli di Hitler. Tutto ciò è ricostruito da due giovani studiosi nella Russia di oggi. Attori: Emilia Fox (bravina), Iain Glen (fiacco) come Jung.
  • Tutto il contrario in A DANGEROUSecc. Si parla tantissimo e c’è poca azione. Al centro della scena c’è il dissidio tra Freud e Jung: il Padre e il Figlio che si ribella (poi verrà Adler a completare la Trinità…). S. Spielrein parla poco e digrigna molto i denti (e comunque ha poche battute, in confronto agli altri due). Freud la tratta bene, sicuramente meglio di quell’altro… A proposito, lo sapevate che Jung era un donnaiolo (ebbe più di un’amante, a parte i 5 figli che fece fare alla pazientissima moglie)?
  • Quale dei due è meglio? Ai lettori l’ardua sentenza. A me piace più Prendimi l’anima, ma forse a far pendere la bilancia è il brutto modellino di transatlantico usato nel raccontare la “trasferta americana”. Sembra di rivedere quei vecchi film sul Titanic, con la nave che galleggia in una piscina di Hollywood…

Published in: on ottobre 10, 2011 at 8:41 am  Comments (8)  
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