da 1 a 10, che voto date all’interpretazione di LDC nel GRANDE GATSBY (d’ora in poi, GG)? seguirà un divertente cartone animato

Prima della consueta rassegna dei FILM VISTI A MAGGIO, vi chiedo un voto per il Di Caprio in GG.

Vi dico subito che a me non è sembrato il miglior LDC. Forse mi aspettavo troppo: ho sempre negli occhi il cattivissimo Calvin Candie e il pazzoide Howard Hughes. Stavolta mi è sembrato poco convinto di quello che faceva. Segnalo (a chiunque voglia saperlo) che in un precedente post le interpretazioni leonardiane più votate sono state

  • Frank Abagnale (PROVA A PRENDERMI) punti 47,5
  • Dom Cobb (INCEPTION) 42
  • Teddy (SHUTTER ISLAND) 38
  • Amsterdam (GANGS OF NEW YORK) 37,5

Premesso ciò, ecco le minirecensioni dei film visti in sala questo mese.

Cominciando, ovviamente, da GG.

Mi dispiace non condividere l’entusiasmo di molti. Film da vedere e da ricordare, ma non capolavoro. La storia del superuomo innamorato e infelice acchiappa sempre (il merito, però, è di F. S. FITZGERALD). I costumi sono da Oscar e anche le musiche. MIGLIOR ATTORE: Tobey Maguire (nel ruolo di Nick), sempre convincente, nello studio dello psichiatra o nello speakeasy dove lo trascina Gatsby.

Mia moglie, che sta già pensando a cosa mettere sotto l’albero di Natale, mi ha chiesto se il DVD mi piacerebbe. GRAZIE, NO: il pregio del film è proprio nella spettacolarità e nel piccolo schermo si perderebbe il meglio. ENIGMA IRRESOLVIBILE: come fa il Nick di cui sopra a essere perfettamente rasato svegliandosi all’alba in mutande dopo una sbronza omerica iniziata il pomeriggio precedente? Io (e vi assicuro che mi rado con cura) alle 9 di sera ho già un filo di barba…

Scendiamo di qualche gradino: LA GRANDE BELLEZZA

Forse questo film è stato prodotto dalla Leganord. La fauna romana descritta pensa solo a divertirsi. Nessuno che lavori davvero. Ma i soldi da dove arrivano? Dalla coltivazione dei peperoni?

Roma, naturalmente, è bellissima. E fotografata magnificamente da Luca Bigazzi. Ma questo è l’unico pregio.

BATTUTA MIGLIORE? “Sull’orlo della disperazione non ci resta che farci compagnia, prenderci un po’ in giro…” Infatti disperazione è la parola giusta: qua nessuno (a parte la suora, caricatura di Madre Teresa) sembra sperare in qualcosa. Fellini mio, quanto ci manchi…

ATTRICE PEGGIORE? Sabrina Ferilli, che contende a Sandra Milo il titolo di “cagna maledetta” del cinema italiano (si potrebbe inserire anche Valeriamarini in questa gara, ma definirla ATTRICE mi sembra troppo).

Risaliamo di un gradino. NELLA CASA (recensito il 6 maggio)

A quanto già detto aggiungo la lode a Fabrice Luchini (nel ruolo del prof Germain); è un attore notevole: nonostante la faccia un po’ tonta che si ritrova, mi ha impressionato.

Scendendo di molti gradini, MI RIFACCIO VIVO (recensito il 22 maggio)

La storia era buona, ma è stata sfruttata male. ATTORE MIGLIORE? Neri Marcorè, che interpreta un personaggio molto complesso (a tratti lo vorresti uccidere con le tue mani, a tratti suscita compassione).

Sono stato ucciso in un duello, sono scappato con mia nuora (ho spesso soffiato la donna d’altri, ma un pompiere ha soffiato la mia) ho tentato di ingannare i servizi segreti, ho desiderato di uccidere un attore, sono stato un famoso pittore…

Anche se ha interpretato personaggi commoner e addirittura (orrore!) marxisti, Colin Firth si è ormai specializzato in personaggi upper class.

E’ stato Visconte, Duca, Lord e infine Re (beccàndosi un Oscar)

Andiamo con ordine.

  • in VALMONT (1989) è appunto il Visconte De Valmont, libertino e cinico seduttore di ingenue fanciulle (in lombardo, spurcaciùn); arriva a provare un tale disgusto per se stesso da presentarsi a un duello completamente ubriaco (in pratica, un suicidio assistito)
  • in IL PAZIENTE INGLESE (1996) è Lord Geoffrey Clifton, marito dell’appassionata Katherine (Kristin Scott Thomas); un triangolo di lusso con il misterioso Conte (Ralph Fiennes)
  • in FEBBRE A 90° (1997) è Paul Asworth, anticonformista prof di lettere e tifosissimo dell’Arsenal (squadra per cui Colin tifa davvero); in una magica sera del maggio 1989 urla di gioia per un gollasso all’ultimo minuto e conquista definitivamente il cuore di miss Sarah; da un bel romanzo di Nick Hornby
  • in SHAKESPEARE IN LOVE (1998) è Lord Wessex, uno stronzo (elisabettiano) che più stronzo non si può; le corna (da parte di mastro Shakespeare) gli stanno bene
  • in IL DIARIO DI BRIDGET JONES (2001) è Mark Darcy; sfondo una porta aperta se faccio notare il perfetto parallelismo con la storia di ORGOGLIO E PREGIUDIZIO? la protagonista sbaglia completamente a giudicare gli uomini (càpita quando si vive troppo in famiglia) e si innamora del bastardo Daniel (Hugh Grant), ma poi le si aprono gli occhi…
  • in L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO (2002) è Jack Worthing, un gentleman di campagna che, per amore della bella Gwendolen, finge di chiamarsi Earnest; complicazioni a catena; dal capolavoro di O. Wilde
  • in LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA (2003) è J. Vermeer, platonicamente innamorato della servetta Griet (Scarlett Johansson); l’aver ritratto Griet con quegli orecchini causerà non pochi inconvenienti
  • in LOVE ACTUALLY (2003) è Jamie, scrittore deluso dall’amore; ma capace di imparare il portoghese pur di chiedere ad Aurelia “mi vuoi sposare?” (se credete che sia facile non avete mai studiato il portoghese)
  • in CHE PASTICCIO, BRIDGET JONES (2004) è ancora mr. Darcy; stavolta deve tirar fuori Bridget da un carcere thailandese (e non è facile, no davvero); sequel in arrivo (è un’oca dalle uova d’oro)
  • in NANNY McPHEE -TATA MATILDA (2005) è Cedric Brown, vedovo con 7 figli (indisciplinati anzichenò); una governante alla Maripoppins risolve i suoi problemi; qualche analogia con il Von Trapp di THE SOUND OF MUSIC, ma il vedovo e la governante non si sposeranno
  • in UN MARITO DI TROPPO (2008) è Richard, un piccolo editore di NYC in procinto di sposare la bella Emma (Uma Thurman); ma all’anagrafe si sente dire che lei è già sposata con un certo Sullivan (è stato un hacker a combinare questo scherzo); dopo molte piroette Richard fa un bel gesto, tipo finale di CASABLANCA
  • in MAMMA MIA! (2008) è Harry, uno dei tanti che persero la testa per Donna (Meryl Streep); può anche essere il padre di Sophie, la ventenne figlia di Donna? Pare difficile, essendo lui gay…
  • in UN MATRIMONIO ALL’INGLESE (2008) è Jim Whittaker, nobiluomo con una moglie ingombrante (Kristin Scott Thomas) e una nuora americana (Jessica Biel) mooolto spregiudicata; sconvolto dalla Guerra Mondiale (ha visto morire troppa gente) e disgustato dal suo ambiente sociale, saluta tutti e parte con la nuora
  • in IL DISCORSO DEL RE (2010), il balbuziente Be-be-be-bertie, secondogenito del Re, si avvale della terapia del non-dottore Lionel (Geoffrey Rush) e riesce a domare una terribile timidezza; diventato (suo malgrado) re Giorgio VI, affronterà quel simpaticone di Hitler; premio Oscar per Colin Firth
  • in LA TALPA (2011) è Bill Haydon, alto funzionario dei Servizi segreti di Suamaestà; intelligentissimo e profondamente convinto della bontà del comunismo, lavora da sempre per il KGB, ma viene scoperto e ucciso (così impara a fare la spia); storia ispirata dalla figura di Kim Philbyvalmont

wessexearnestking

MI RIFACCIO VIVO (sai le risate quando Silvio morirà e sarà giudicato da Marx?)

TRAMA ESSENZIALE: Biagio, il protagonista, muore con una pietrona al collo nelle fredde acque del lago di Bracciano. Suicidio? Sembra di sì, ma un angelo (Sergio Rubini) argomenta che forse non è così e che quindi la sua anima non deve andare al Seminterrato, dove vuole mandarla Karl Marx (che qui ha il compito che Dante affidava a Minosse). Dai e dai, l’anima di Biagio torna sulla Terra dentro un altro corpo: ha una settimana di tempo per meritare il paradisiaco Secondo Piano. Ma lui è solo assetato di vendetta.

Se volete sapere COME VA A FINIRE, ve lo racconto dopo le immagini.

Intanto osservo che, anche quando ci sono attori di tutto rispetto (Marcorè, la Buy, Emilio Solfrizzi, ecc) e qualche idea buona, se manca una sceneggiatura decente il risultato delude.

  • La storia è inutilmente complicata da personaggi minori, che distraggono lo spettatore dal nocciolo della questione (la psicologa, il figlio di Ottone, l’avvocato Mancuso); nel mondo del cinema si deve combattere la disoccupazione…
  • E il cane era proprio necessario? Forse qualcuno ha visto THE ARTIST vincere l’Oscar e si è convinto che i cani portino fortuna.
  • Certi spunti si potevano sfruttare meglio: quando il protagonista va in Vaticano c’era spazio per una satira sullo IOR e invece tutto si riduce a una gag di scarso respiro.
  • Ultima considerazione. Per decenni abbiamo cercato di combattere il vizio del fumo, anche escludendole dallo schermo. Da un po’ di tempo noto sempre più portaceneri pieni e personaggi felicemente nicotinadipendenti. Sono troppo malizioso se immagino una campagna di pubblicità occulta?

vivomarx
SPOILER.
Di chi si vuol vendicare Biagio? Del rivale di sempre Ottone
(una specie di rivalità Paperino-Gastone).

Ma alla fine salta fuori che Gaston Ottone è anche lui un povero diavolo, stressatissimo e ormai pentito delle sue bastardate. Per cui Biagio non porta a termine la sua vendetta. Come premio viene resuscitato, riemergendo dalle fredde acque braccianesche.

Giovannino Depp. 50 anni portati benissimo.

Ehilà gente!

Sono un attore. Potete chiamarmi Johnny.

Sono quello che una volta si chiamava un BEL TENEBROSO. Sicuramente ricorderete molti miei ruoli, quasi sempre di genere drammatico.

Ma sono capace anche di far ridere.

  • Un personaggio con connotazioni comiche è Jack Sparrow, eroicomico protagonista di 4 (finora) filmoni. Sono diventato miliardoso con Capitan Sparrow… Forse voi non piace pirata? Kissenefrega. Datemi un buon voto o assaggerete il fuoco delle mie spingarde.
  • Un ruolo che mi piace molto è stato quello di Edward Manidiforbice. E’ stato il mio primo film burtonesco (1990). Datemi un buon voto o vi accarezzo con le mie taglienti manine.
  • Altro giro, altro Burton!!! Ed Wood fu considerato a Hollywood il peggior regista del mondo (non conoscendo i Vanzina), ma io sono orgoglioso di averlo interpretato. Votatemi o vi tiro in testa il ciak.
  • In DONNIE BRASCO (1997) sono stato Joe Pistone, agente dell’FBI infiltrato nelle cosche. Se ho conosciuto Dell’Utri? Non ricordo bene… Comunque datemi un buon voto. Vi conviene.
  • In PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS (1998) sono Raoul Duke (figura chiaramente ispirata a H. S. Thompson): dovrei essere un giornalista, ma l’uso smodato di cannabis e di LSD mi ostacola clamorosamente. Se non mi date un buon voto vi investo sulle strisce.
  • In CHOCOLAT (2000) sono Roux, leader di un gruppo di zingari francesi. Rischio la vita per amore della cioccolataia Juliette Binoche. Se non mi date un buon voto vengo a trovarvi nel prossimo week-end.
  • Sono stato Willy Wonka, protagonista de LA FABBRICA DEL CIOCCOLATO. Vedermi sbattere ripetutamente contro la porta invisibile dell’Ascensore di Cristallo vi ha fatto ridere? Datemi un buon voto o il mio draculesco padre Wilbur (Ch. Lee) vi farà molto male nella prossima visita dentistica.
  • In NEVERLAND – UN SOGNO PER LA VITA sono stato J. M. Barrie, il creatore di Peter Pan. I figli della signora Davies (Kate Winslet) mi ispirano una bella commedia e la loro nonna (Julie Christie) mi ispira il personaggio di Capitan Uncino. Se non volete incontrarla in una strada scura datemi un bel voto.
  • In THE RUM DIARY sono Paul Kemp (un altro giornalista uscito dalla penna di Thompson); nella Puerto Rico degli anni ’60 scopro (tra una sbronza e l’altra) un’immonda speculazione edilizia e dialogo con un’aragosta sull’esistenza di Dio. Datemi un bel voto o almeno pagatemi da bere.

Sono stato anche John Dillinger e l’ispettore capo F. G. Abberline, il Cappellaio Matto e John Wilmot, Conte di Rochester, Sweeney Todd, Ichabod Crane e il vampiro Barnabas... ma questo rompicoglioni di blogger ha da dirvi “due cose importantissime”.

Gli cedo, malvolentieri, la parola.

PRIMA COSA IMPORTANTE: è arrivato alle salite finali il Giro d’Italia!!! Forse a voi questa informazione non dirà molto. Ma io non posso dimenticare che, nella mia vita precedente, i tapponi alpini erano il segnale che LA SCUOLA STAVA PER FINIRE!!! Sommo gaudio!

Fine della prima cosa importante.

SECONDA COSA IMPORTANTE: ho visto IL GRANDE GATSBY. Qualche perplessità. Troppo lungo. Però vale la pena pagare il biglietto. Ne riparlerò. Per oggi ho rotto abbastanza la scatole. Hasta la vista.manidiforbice

wonka

sparrow

Elogio dei brutti

La popolazione italiana si divide in 2 categorie antropologiche: i belli e i brutti.

I belli sono quelli che vediamo negli spot pubblicitari. Impeccabili, inamidati, con i capelli (preferibilmente biondastri) sempre in ordine, ugualmente inespressivi se sorridono, fingono di litigare o prendono un aperitivo.

Qualche volta recitano (beh, insomma…) in film o fiction televisive.

I brutti sono quelli che incontro quotidianamente per strada, in autobus, al supermercato ecc. Sono (anzi, siamo) grassottelli, calvi o pettinati alla carlona, pieni di rughe e di brufoli, con le borse sotto gli occhi…

Nel cinema del passato hanno spesso riempito la scena. Era un cinema migliore (che ve lo dico a ‘fa…) e qui voglio citare 3 (forse 4) esempi di quella meravigliosa stagione.

Se non conoscete i film in questione, affrettatevi a colmare la lacuna. Poi mi ringrazierete.

  • Carlo Pisacane – E’ famoso per il ruolo di Capannelle in I SOLITI IGNOTI; ma ha lavorato in decine di film, da GLI ONOREVOLI a C’ERA UNA VOLTA… (dove interpreta una strega), fino al capolavoro assoluto della commedia italiana: L’ARMATA BRANCALEONE
  •  Tiberio Murgia – Nei SOLITI IGNOTI c’era anche lui (era “Ferribotte”, il fratello di Claudia Cardinale); tra i tanti filmuzzi in cui è comparso voglio ricordare LA GRANDE GUERRA e LA RAGAZZA CON LA VALIGIA
  • Annunziata Pica (in arte Tina Pica) – Grandissima attrice, cresciuta nella scuola di Edoardo De Filippo; per me, il suo ruolo migliore è stato quello di aiutante del capostazione Totò in DESTINAZIONE PIOVAROLO, ma molti la ricordano come “Caramella” al servizio del maresciallo Vittorio De Sica; lo stesso De Sica che, dirigendo IERI, OGGI, DOMANI, le diede la parte della nonna del seminarista sconvolto da Sophia Loren.

Dopo le immagini ritornerò sul tema, riferendomi a due attori del presente. Uno piacione, l’altro rappresentante della categoria BRUTTONI DI CLASSE.

gemmamurgiatin
Ho già parlato di BIANCA COME IL LATTEecc. La storia non è male, ma il personaggio del prof sognatore (interpretato da Luca Argentero) fa semplicemente cagare.

Ben altra figura di prof ha impersonato Roberto Herlitzka in IL ROSSO E IL BLU. Alla sua bruttezza, in conclusione, dedico un applauso.
brutto

Vini e film

Quattro anni fa ho dedicato (non su questo blog, nell’altro) un’ODE AL VERDICCHIO, uno dei miei vini preferiti. Giuliano, un amico imolese, ha ipotizzato che detto vino si intona benissimo a certi film con Edvige Fenech (tipo CORNETTI ALLA CREMA). Ipotesi discutibile… e comunque mi ha fatto pensare a quali altri abbinamenti si potrebbero azzardare.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO (denominazione di origine controllata e garantita) – Vitigno importante, capace di grandi risultati. Di profumo fine e intenso, al gusto si rivela equilibrato con una giusta freschezza, persistente. Ottimo con piatti a base di pesce, si abbina a film pieni di passione, come CASABLANCA, ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, MOGAMBO, DONNA FLOR E I SUOI DUE MARITI e IL GRANDE GATSBY.

RIESLING DELL’OLTREPO’ PAVESE (denominazione d’origine controllata) -Profumo delicato, fruttato, caratteristico. Sapore secco, fresco, sapido. Abbinato ad antipasti e a piatti di pesce. Lo consiglio per commedie frizzanti, come QUANDO LA MOGLIE E’ IN VACANZA, LOVE ACTUALLY, NOTTING HILL e UN MARITO DI TROPPO.

FALANGHINA DEL SANNIO (denominazione di origine controllata) – Dal gusto persistente e vivace e profumi di vaniglia e melone. Accompagna molluschi, frutti di mare, piatti di pesce, bolliti e formaggi. Ottimo anche con film d’azione, specialmente SALVATE IL SOLDATO RYAN, L’IMPERO DEL SOLE, PLATOON, MOBY DICK e DUELLO NEL PACIFICO.

AMARONE DELLA VALPOLICELLA (Denominazione di origine controllata) – Vino di antichissima tradizione, già decantato dal poeta Catullo. Si accompagna egregiamente con piatti forti e saporiti e a Western classici (MEZZOGIORNO DI FUOCO, I MAGNIFICI SETTE, IL MUCCHIO SELVAGGIO) o moderni, come DJANGO UNCHAINED.

Per oggi mi fermo qui. Restano da abbinare molti altri vini famosi: Brunello di Montalcino, Lambrusco, Corvo di Salaparuta, Cartizze, Aglianico del Vulture…

E della birra non vogliamo parlare? Cosa si potrebbe vedere, sorseggiando una Adelscott ben ghiacciata, una robusta Guinness o una Corona Extra?

vino

NELLA CASA, di F. Ozon (con piccolo quiz finale)

TRAMA ESSENZIALE. In un elitario liceo francese, un prof di lettere scopre che un alunno scrive (benissimo) descrivendo la famiglia di un suo compagno. Affascinato da tanta bravura, il prof stimola tale creatività. Era meglio se non lo faceva.

Molte domande tra noi, che aspettiamo le pizze (questa volta siamo da Tomi, in località S. Lazzaro di Savena).

DOMANDA n° 1. E’ così severa la scuola francese, dove (per aver taroccato un compito di matematica) sbattono fuori il prof? Da noi succedono cose anche peggiori (anche durante gli esami di stato) e i colpevoli, quando gli va male, se la cavano con una letterina di biasimo.

DOMANDA n° 2. Le casalinghe francesi sono tutte insoddisfatte sessualmente, come si vede nel film? Forse no, forse non tutte; ma è la terra di Emma Bovary (il liceo di cui sopra è intitolato a Gustave Flaubert).

DOMANDA n° 3. Com’è l‘odoredelladonnaborghese che tanto ha colpito il giovane Claude? Qui le risposte divergono: secondo Pasqualina i profumi francesi sono in-cre-di-bi-li ma per usarli bene bisogna avere classe, secondo altre commensali oggi trovi tutti i cosmetici possibili e immaginabili anche al supermarket e non c’è differenza tra borghesi e proletarie… arrivano le pizze, perciò pausa nella discussione.

DOMANDA n° 4. Sono reali tutti gli avvenimenti descritti da Claude? Ad es, è andato a letto con la moglie del prof (K. Scott Thomas), il compagno Rapha lo ha veramente baciato sulla bocca, nella notte c’è un cinese seduto in poltrona che osserva l’intimità dei due sposi ecc? Bah… direi che la domanda è mal posta: tutto il film si basa sul tema dell’invenzione ed è inutile tracciare una linea di confine tra reale e immaginario.

DOMANDA n° 5. I temi degli alunni vanno letti davanti alla classe? No, mai. Ve lo dico io, che non l’ho mai fatto in decenni di carriera. Lo diceva  anche il mio prof al liceo Righi (Vincenzo Amoroso da Avellino): ognuno ha il suo stile e la sua interiorità. Non imitabile il primo, non profanabile la seconda.

DOMANDA n° 6. Era proprio necessario il personaggio di Y. Moreau (le gemelle proprietarie della galleria d’arte)? Secondo me no; ma su questo le opinioni divergono. La verità è che nel mondo del cinema bisogna dar lavoro a tutte/tutti: se esci dal giro rischi la depressione.

Su queste e altre questioni tornerò a fine mese.

Ora stacco, non prima di preannunciare che mi occuperò presto di un famoso attore. Molto versatile. Capace di interpretare, ad esempio

  • un industriale
  • un regista cinematografico
  • un autore teatrale
  • un tosatore di cani
  • un vampiro
  • un pirata
Published in: on maggio 6, 2013 at 10:40 am  Comments (3)  
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Film visti in aprile (in allegato, sensazionale rivelazione sui miei gusti sessuali)

Aprile dolce dormire.

E io, invece di passare i miei pomeriggi dormendo beatamente, vado al cinema (depravato che non sono altro).

  • BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE – La storia funziona, ma attrici e attori sono di una mediocrità sconsolante. Tuttavia l’incasso è stato buono: più di 3 milioni di euro in questa stagione… Come mai tanti spettatori? Secondo Paola (che insegna proprio nel triennio) le 16enni e i 16enni non desiderano altro che essere young adults (dai 20 in su) e infatti Scicchitano ha vent’anni, la Weiss 22 e la Ruffino quasi 24 (l’hanno bocciata 7 anni di seguito?)
  • HITCHCOCK – Mi dispiace dirlo, ma A. Hopkins mi ha deluso. Forse è appesantito dai quintali di trucco per farlo somigliare (mica poi tanto) ad AH. Bravissima Hellen Mirren, nel personaggio della moglie, premio Nobel per la Pazienza (sopportare un marito simile non era uno scherzo). Inevitabile il confronto con MY WEEK WITH MARILYN: nel derby dei film-sui-film quello di Curtis batte quello di Gervasi 2 a zero. Incasso miserrimo.
  • IL MINISTRO – Noiosissimo. Perché lo hanno tanto applaudito a Cannes, al Festival del 2011? Probabilmente c’entrava la politica liberista dell’era Sarkozy (si discute della privatizzazione delle stazioni ferroviarie). Se vi piace il sadomaso vi potrebbe eccitare la scena iniziale: è un incubo erotico del Ministro, che infatti si sveglia con una ben visibile erezione. Incasso zero.
  • OBLIVION – Bisognerebbe saltare la prima ora e cominciare dal punto in cui Tom Cruise e Tom Cruise si menano di santa ragione. Bella la mezz’ora finale: veramente epica! Ricca di sorprese e di citazioni. Vi ricordate INDEPENDENCE DAY, con Jeff e Will che portano la superbomba nel cuore della megastronave aliena? E FAHRENHEIT 451, quando Montag si accorge di essere dalla parte sbagliata leggendo libri? E torna in mente anche IL FLAUTO MAGICO: anche lì l’eroe (il principe Tamino) va a combattere il perfido Sarastro e si accorge che sta obbedendo agli ordini di una pazza. Più di 4.000.000 di incasso.
  • TRENO DI NOTTE PER LISBONA – Un prof di latino fugge dalla noiosa Svizzera per indagare sulla vita e la morte di uno scrittore portoghese. Ma forse è un pretesto: sarebbe fuggito comunque dalla sua vita insignificante. Fa piacere rivedere Ch. Rampling e Ch. Lee, in ruoli secondari. Mi chiedo perché il draculesco Lee, che interpreta un semplice prete, porti al collo un crocifisso enorme (neanche il Papa usa un addobbo così spettacolare). Forse il pubblico anglosassone i preti cattolici li vuole vedere così? Incasso: 350.000.
  • VIAGGIO SOLA – La protagonista vive tra aerei e albergoni, da Shanghai a Marrakech passando per la Toscana. La grande piazza del mercato a Marrakech l’abbiamo già vista (L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO), ma l’analogia più evidente è con TRA LE NUVOLE. Però G. Clooney era sempre in viaggio per un motivo terribilmente serio, mentre M. Buy viaggia per controllare se gli accappatoi sono profumati. Questo è il difetto: ci si aspetta per tutto il film qualche colpo di scena e non succede mai niente di rilevante. E’ come quando esci da un ristorante cinese e ti sembra di non aver mangiato. Incasso, finora, molto modesto.

ALLEGATO. Forse vi sembrerò fuori moda, ma a me le donne piacciono più degli uomini.

Sono fatto così. Incontrare Debora Serracchiani mi darebbe maggior piacere che incontrare Matteo Renzi. Non solo per motivi politici.
debora