ciao, Mario

Sei stato un grande maestro di cinema e come tale ti ricorderemo.

Mi aspetto di rivedere in TV qualche tuo capolavoro (come LA GRANDE GUERRA, L’ARMATA BRANCALEONE o I SOLITI IGNOTI) in cui hai gestito attori straordinari come Gassman, Silvana Mangano, Enrico Maria Salerno, Mastroianni, Sordi, Tognazzi, Totò, Gian Maria Volonté eccetera.

Ti auguro di ritrovarli tutti (in una vita che spero migliore di questa) e girare con loro tanti bellissimi film.

Nel mio piccolo, ti saluto con questo video.

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Published in: on novembre 30, 2010 at 2:11 pm  Comments (12)  
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poesia di RILKE (a proposito delle donne del futuro)

Più di un anno fa recensivo un film di Enzo Monteleone

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/04/20/due-partite-film-di-enzo-monteleone/

Promettevo di citare la poesia di Rilke che una delle protagoniste portava sempre con sé.

A distanza di 19 mesi, grazie a Rachele, posso mantenere la promessa.

“Un giorno esisterà la fanciulla e la donna,

il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile,

ma qualcosa per sé,

qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine

ma solo a vita reale:

l’umanità femminile.

Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore,

che ora è piena d’errore,

la muterà dal fondo

la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano,

non più da maschio a femmina.

E questo più umano amore

somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo,

all’amore che in questo consiste:

che due solitudini si custodiscano,

delimitino e salutino a vicenda.”

Published in: on novembre 28, 2010 at 11:58 am  Comments (2)  
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al cinema in autunno (riassunto)

Ho visto molti film in questa piovosa stagione, ma mi limito a questa sintesi

  • perché alcuni non valevano niente
  • perché di altri ho già parlato diffusamente

Cominciando da questi ultimi, non posso tralasciare l’inaspettato successo di pubblico di BENVENUTI AL SUD: quasi 5 milioni di spettatori (con un incasso record) testimoniano che questo remake di una bella commedia francese ha colpito in pieno il bersaglio. Come ho già detto (https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/10/16/benvenuti-al-sud-e-porca-trota/) ha giocato molto il desiderio di rivalutare l’unità tra polentoni e terruncielli.

DOBBIAMO crederci all’Italia unita! E allora evviva questo film!

Altro bel film: UOMINI DI DIO (anche se il titolo francese è “Uomini e Dei”), che comprensibilmente ha avuto incassi mooolto più ridotti. Tragica conclusione di un coraggioso impegno di trappisti francesi in Algeria. Non si sognavano neppure di fare proselitismo: facevano del bene alla poverissima popolazione locale, pregavano e lavoravano. Riposino in pace. Magari il film si poteva fare più corto.

CATTIVISSIMO ME ha un protagonista irresistibile: è simpaticissimo come cattivo e RIMANE SIMPATICISSIMO anche quando diventa buono.

Cosa rara. Immaginatevi L’INNOMINATO manzoniano che si converte e diventa spiritoso come Crozza e Fiorello messi insieme.

POTICHE è una gradevole commedia che intreccia temi femministi e sindacali: donne che si stancano di subire e fabbriche delocalizzate (già negli anni ’70 si parlava di produrre ombrelli in Tunisia…). A molti non è piaciuto. A me sì: comprerò il DVD.

WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI è il sequel (riuscito solo a metà) del famoso film del 1987 che procurò un OSCAR a Michael Douglas.

Qui la storia prosegue con Gekko, il “genio” della finanza che, punito con 8 anni di galera per le malefatte compiute nel primo film (succedesse così anche da noi….) profetizza che le bastardate dei banchieri americani provocheranno presto un patatrac mondiale. Non gli credono e invece…

Accanto a lui recita (così così) Shia LaBeouf. Giovane arrampicatore sociale, vorrebbe diventare un conquistador della finanza anche lui, ma uno con una “faccia-da-bravo-ragazzo” come Shia è destinato in eterno a ruoli positivi. Infatti il finale è dolciastro (il bene trionfa, i cattivissimi banchieri crollano, ecc) Avremo mai un Shia “cattivo”?

Infine,TI PRESENTO UN AMICO. Raoul Bova fa carriera “tagliando teste”, cioè licenziando col sorriso sulle labbra il personale in esubero.

E’ più o meno lo stesso personaggio di TRA LE NUVOLE, ma George Clooney in confronto a Bova è Laurence Olivier e questa commediola sembre ispirarsi (più che al film di Rietman) a South Kensington, altra vanzinata che descrisse gli italiani a Londra come interessati unicamente al sesso. Stendiamo un pietoso velo…

il richiamo della foresta

Come ogni anno, al termine delle gare di BOOKLAND, chiedo alle lettrici e ai lettori di dare un voto ai romanzi e ai racconti dell’elenco.

Per le classi seconde quest’anno (superando di poco IL SIGNORE DEGLI ANELLI) il più votato è stato IL RICHIAMO DELLA FORESTA.

Riassumo la TRAMA, poi cercherò di spiegare i motivi del fascino di questo romanzo del 1903 che solo apparentemente è “facile”.

Buck è un

robustissimo bastardone (incrocio tra un sanbernardo e una collie) e viene rubato in California, domato a Seattle e utilizzato nel Klondike come cane da slitta. Costretto a una vita durissima, impara a essere “cattivo” e a dominare i suoi simili. Gli uomini? Valgono poco: avidi e incompetenti (alcuni di loro guidano la slitta sul fiume gelato e vi annegano). Solo John Thorton (rude ma generoso cercatore di pepite) merita l’amore di Buck, ma viene ucciso dagli indiani. Buck (dopo una tremenda vendetta sugli indiani) si unisce a un branco di lupi di cui diviene il leader.

Questo romanzo rese famoso nel mondo Jack London e lo spinse a una specie di sequel. White fang (zannabianca) compie il percorso inverso: è il figlio di un lupo e della furbissima Kiche (a sua volta un incrocio tra un cane e una lupa); finisce nelle mani degli uomini e alla fine della storia salverà la vita del suo padrone (il giudice Scott) nell’assolata California.

Ma Zannabianca è quasi dolciastro (infatti piace tantissimo anche ai bambini) in confronto a THE CALL OF THE WILD. Nel suo capolavoro J. London celebra le crudele leggi della sopravvivenza (“o uccidi o sei ucciso”) mischiando i concetti (la selezione darwiniana, il materialismo marxiano, Nietzsche) che aveva assorbito nelle sue letture giovanili.

Tra i personaggi (bipedi e quadrupedi) non si distingue tra “buoni e cattivi”, ma solo tra “adatti e non adatti” alla lotta per la vita. Buck sopravvive e trionfa perchè è il più adatto.

Non è strano, quindi, che IL RICHIAMO ecc piaccia tanto (a distanza di un secolo) anche ai nostri contemporanei.

Published in: on novembre 18, 2010 at 12:37 am  Comments (5)  
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Potìche, una gradevole commedia

In Francia si chiama potiche un vaso o una statuina che serve ad arredare un salotto.

Insomma, un soprammobile.

Indica anche una moglie sottomessa a un marito riccastro: diciamo una Veronica Lario coniugata Berlusconi.

Riuscite ad immaginare Veronica che prende il posto del marito, finito in clinica per un infarto (ha litigato con gli operai) e riesce a sostituirlo più che benissimo? NO, eh? Difatti queste cose succedono solo nei film.

E in questo film (che mia moglie e io abbiamo molto apprezzato) la moglie-potiche prende in mano la fabbrica e trova l’accordo con i sindacati. Aiutata dal sindaco comunista della cittadina, innamorato di lei (anche se la considera pur sempre “il nemico di classe”).

A sua volta il marito, dimesso dalla clinica, si vede detronizzato su tutti i piani e scatena una vera guerra per riprendersi il controllo della fabbrica.

Se proprio volete sapere come va a finire, ve lo rivelerò dopo il trailer.

Comunque la regia è ottima e meritano l’applauso sia F. Luchini (il marito) che G. Depardieu (il sindaco). Bella ma statica (per via del lifting?) la Deneuve.

CONCLUSIONE. La fabbrica torna al marito (spalleggiato dalla figlia ultraconservatrice), ma la moglie ha la sua rivincita: si candida alle elezioni e viene eletta Deputato, strappando il seggio proprio al sindaco. E naturalmente chiede il divorzio.

Nota: il film fa riferimento alle elezioni politiche del 1978. Furono elette molte donne, il PCF perse molti seggi e andarono fortissimo i Giscardiani (repubblicani europeisti).

Published in: on novembre 8, 2010 at 5:50 pm  Comments (10)  
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correva l’anno 1964

…e una quasi-17enne (per la precisione Gigliola Mezzochilo è nata nel dicembre 1947) cantava a Sanremo NON HO L’ETA’ (allego video)

Qualcuno scrisse che l’Italia del Boom e della “rivoluzione consumista” applaudiva “una boccata d’aria pura”

Qualche decennio più tardi altre minorenni si sono fatte notare per la loro interpretazione del bunga bunga (una forma d’arte forse meno poetica ma molto redditizia, a quanto dicono).

L’Italia berlusconesca (il belpaese delle escort, dei corruttori, degli appalti truccati, delle frodi e degli evasori fiscali) applaude.

in memoria di Sakineh

Esiste un rituale scaramantico: tu dici che una persona è morta e la sua vita si allunga. E’ come augurare “in bocca al lupo” a chi va a caccia.

Perciò, in questo 2 novembre, pubblico la foto di questa donna come se fosse già morta.

AGGIORNAMENTO del 9 dicembre (ore 21): la scaramanzia è riuscita e Sakineh è ancora viva?

Sembra di sì; ma non so quale futuro l’aspetta, data l’instancabile ferocia dei governanti dell’Iran (oltre 400 condanne a morte eseguite nel solo 2009).

Published in: on novembre 2, 2010 at 8:21 pm  Comments (5)  
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