Preti sposati? Ci pensa Silvio…

(dalla prima Lettera di Silvio al Papa)

Caro signor Bergoglio Santità, (ma posso chiamarti Francesco, vero?) sento dire spesso che i preti si lamentano perché non trombano perché la loro sfera affettiva è sbirolata e si vogliono sposare.

Vedi, caro Santità, io non mi intendo molto di preti, ma di matrimonio sì. E’ un investimento importante e non sempre garantisce la soddisfazione dei clienti dei coniugi.

Prendere moglie costa molto. Costa la moglie, costano i figli (mica li mandiamo nelle scuole pubbliche piene di comunisti non sempre all’altezza delle aspettative!!!) e le figlie, che appena crescono vogliono vestirsi alla moda e gonfiarsi le tette curare il look…

Insomma ci vuole una barca di soldi per metter su famiglia e già adesso i preti rompono il cazz sono sempre lì a scuotere il bussolotto delle offerte.

Ti do un consiglio, Francesco mio.

Alla sfera affettiva dei tuoi preti ci potrebbero pensare le mie amiche.

Ne ho tante che, finita l’epoca della cene eleganti, non hanno molto da fare. Io istituirei un servizio a domicilio di pompin Assistenza Spirituale. Senza coinvolgimenti affettivi, senza complicazioni…

Naturalmente pago io. In cambio, quando ci saranno le elezioni… ci siamo capiti? 

A proposito, la sai quella del prete e della suora che finiscono in un albergo di montagna… (ah già, è vecchia!)

Beh, me ne verrà in mente un’altra e te la spedirò la prossima volta.

Meglio ancora: quest’estate vienimi a trovare e ci facciamo due risate.

Ciao!!!!!

Silvio

Anna e Emma

No, non è un nuovo episodio della GALLERY DELLE ATTRICI.

(anche perché, tenendo conto del vostro parere sul fondamentale quesito del post precedente, ho deciso di lasciar perdere le attrici; a marzo comincerò a postare sugli attori)

Stavolta non parlerò di cinema. Voglio solo parlarvi di due o tre cose che so su Anna Karenina, intesa come risposta russa a Emma Bovary.

In attesa di vedere il film della premiata ditta Knightley, Macfadyen & Wright, mi sono riletto sul Kindle questo bel romanzo.

L’avevo letto nei lontani anni del liceo. Adesso (se fate i bravi) ve lo riassumo.

  1. Anna ha un marito noiosissimo. Anche Emma. Commento di mia moglie: “Se tutte le mogli che hanno un marito noioso si dovessero ammazzare se ne vedrebbero poche in giro”.
  2. Anna in Russia si innamora del conte Vronsky (che però non è un granché), mentre Emma colleziona avventure. Si nota il diverso livello sociale: Anna è straricca (gioielli, pellicce, feste sfarzose); ha in sostanza tutto quello che Emma sogna nella sonnacchiosa provincia francese; ma “i milioni non impediscono di essere molto infelici”.
  3. Quello di Anna è un GAR (Grande Amore Romantico) e Tolstoj la segue con profonda simpatia. Emma si fa corteggiare per sfuggire alla noia (Flaubert la descrive con compassione, ma sottolinea realisticamente come lei si copra spesso di ridicolo).
  4. Mentre nel mondo meschino che circonda madame Bovary NON C’E’ NIENTE DA SALVARE, Tolstoj affianca alla tragica storia di Anna un matrimonio felice (tra Kitty e Konstantin Levin) in cui raffigura il proprio con Sonja Andreevna (o meglio, come avrebbe voluto che fosse: Tolstoj e sua moglie vissero insieme 48 burrascosissimi anni, “tra terribili uragani e meravigliose bonacce”).

E adesso andiamo tutti a vedere il film.

A proposito di film, dopo le immagini parlerò delle MIGLIORI INTERPRETAZIONI di Marion, Jodie, Scarlett, Judi, Renèe e Helena.

bovaryanna
Marion Cotillard – Best Performance as Adriana (MIDNIGHT IN PARIS)

Jodie Foster – BP as Clarice (IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI)

Scarlett Johansson – BP as Nola (MATCH POINT)

Judi Dench – BP as Queen Elizabeth (SHAKESPEARE IN LOVE)

Renée Zellweger – BP as Roxie (CHICAGO)

Helena Bonham-Carter – BP as Elizabeth Bowes-Lyon (IL DISCORSO DEL RE)

Non ce la fai proprio a essere CATTIVA, eh?

Rivedo in tivvù una commedia (IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO) in cui l’amica dello sposo cerca con ogni mezzo di mandare a schifio le nozze. Gli invitati sono già lì e ancora non si sa come va a finire…

Tre parentesi, i matrimoni nelle commedie americane sono uno spasso. Succede di tutto. Da SCANDALO A FILADELFIA a UNA NOTTE DA LEONI, passando per IL LAUREATO, la vigilia della cerimonia e la cerimonia stessa sono piene di colpi di scena. Chi sposerà chi?

Da noi non è così. I matrimoni da noi sono noiosissimi. Per non parlare del banchetto che segue (mi ritrovo sempre a contatto con persone insopportabili). Meglio l’America, credete a me. Chiusa parentesi.

Premesso ciò, parliamo di Julia Roberts.

E’ lei la rubafidanzati di cui sopra. Dovremmo coprirla di biasimo e di uova marce (“non si fanno queste cose, sozzona!”), ma è troppo simpatica.

Lo stesso vale per MIRROR MIRROR. Julia interpreta la Regina cattiva (vuole la morte di Biancaneve e spreme di tasse i sudditi); ma non ce la fa a suscitare l’odio degli spettatori: è uno spasso vederla mentre si sottopone a grotteschi trattamenti cosmetici.

Julia è un’attrice non bellissima, non bravissima, ma la vedo sempre volentieri.

Anche quando il film è una fetenzia.

  • in EAT PRAY LOVE fa la turista intorno al mondo (a Roma si strafoga di spaghetti… col sottofondo di Mozart; ma che ci azzecca?)
  • in SOMETHING TO TALK ABOUT è una moglie tradita dal marito (vendetta, tremenda vendetta…)

Beh, hai fatto anche dei film di Prima Classe, Julia. Segue la mia personalissima classifica:

  1. NOTTING HILL (1999) – Sì, lo so, non piace a tutti: qualcuno lo trova sdolcinato. Io lo trovo delizioso.
  2. FIORI D’ACCIAIO (1989) – Drammatico. Si piange. Ma è tanto bello.
  3. ERIN BROCKOVICH (2000) – Molto attuale (il colosso industriale che diffonde il cancro in tutta la contea non vi suggerisce qualcosa?). Oscar ben meritato.
  4. MARY REILLY (1996) – Accanto a John Malkovich (Jekyll/Hyde) vive in una casa piena di mistero.

julia

Published in: on settembre 18, 2012 at 3:26 pm  Comments (3)  
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Funerali, matrimoni e altri disastri

Sono andato poche volte al cinema in questo mese. Sono molto preso dal gioco di BOOKLAND e da altre iniziative (ne riferirò la prossima volta).

Alcuni film mi sono piaciuti talmente poco che non voglio sprecare tempo a recensirli.

Altri mi hanno lasciato perplesso (tipo Agorà): ci penserò su e poi scriverò.

Oggi voglio dedicare qualche riga a DEPARTURES e a MATRIMONI E ALTRI DISASTRI.

OKURIBITO (Departures) è un bel film giapponese, molto poetico, premiato dall’Academy Award nel 2009 (miglior film straniero).

C’è l’omaggio (molto orientale) alla sacralità della morte, ma c’è anche il dramma della disoccupazione.

Suonava il violoncello in un’orchestra sinfonica il giovane Daigo. L’orchestra è sciolta (la crisi c’è anche là) e lui accetta con molta riluttanza il lavoro (molto ben remunerato, e si capisce perché) di “tanatoesteta”, addetto alla ripulitura, rasatura e abbellimento dei cadaveri. Dopo ogni “trattamento” si lava con minuziosa, quasi rabbiosa, precisione ogni parte del corpo.

La dolce sposina lo lascia (poi tornerà) e gli “amici” lo evitano. Non è un mestiere “onorevole”, gli dicono. Ma lui va dritto per la sua strada. Preparate i fazzoletti per l’ultima scena.


Torniamo in Italia con una commedia ambientata a Firenze.

Vigilia di nozze per Beatrice, che però deve recarsi a Los Angeles per lavoro (scopriremo, da alcuni particolari legati al calcolo dei fusi orari, che c’è un inghippo) e la sorella single (interpretata da Margherita Buy, 48 portati molto bene) deve pensare (malvolentieri) a tutto: ricevimento, lista di nozze, incontro con il parroco…

Scoprirà molte cose:

  • che il suo futuro cognato (Fabio Volo) è un cafone (cellulare acceso durante la Tosca!), ma non è tanto carogna come sembrava
  • che c’è un imbarazzante segreto nella vita di sua madre (Marisa Berenson) e di suo padre (Beatrice è veramente sua sorella?)
  • che lei si riteneva ERRONEAMENTE priva di fascino, visto che a turno si innamorano tutti di lei

Una commedia garbata, bene interpretata dalla Buy. C’è anche Luciana Littizzetto (sempre brava) in un ruolo di contorno.

Tra le nuvole …NON è una commedia!

Questo film (diretto da Jason Reitman) è stato catalogato da alcuni (D’Agostini, Mereghetti e Lietta Tornabuoni, ad es.) come commedia.

Mi permetto di dissentire. Questo è un dramma, altrochè commedia!

  • dramma di chi perde il lavoro (sentendosi dire “il suo posto non è più disponibile” o altri eufemismi): c’è chi scoppia in lacrime, c’è chi mormora “e adesso cosa dirò ai miei figli?”, c’è chi promette di gettarsi dal ponte (e lo farà), c’è chi minaccia vie legali… Può essere interessante sapere che negli USA ci sono squadre di specialisti (un po’ psicologi, un po’ truffatori) che si spostano da un’azienda all’altra per dare queste belle notizie “indorando la pillola” perchè i dirigenti delle aziende “non hanno le palle per affrontare i loro dipendenti”
  • dramma della solitudine: il protagonista di questo film (uno degli specialisti di cui sopra) non vuole legami, non vuole figli, non ha una casa vera e propria… e teorizza la propria “teoria dello zaino vuoto” in applaudite “conferenze motivazionali”; il solo ideale della sua vita sembra essere quello di superare i 10milioni di miglia di volo (che la riconoscente compagnia aerea premierà con un superbonus); solo alla fine della storia sentirà il desiderio di “riempire lo zaino”, ma… (se proprio volete sapere come va a finire, aspettate dopo il video)

 TRA LE NUVOLE è candidato a 6 OSCAR

  1. miglior film (non credo che abbia chanches contro il pompatissimo Avatar)
  2. miglior regia (perchè no?)
  3. miglior attore (Clooney è molto bravo e ha una bella voce, ma contro Jeff Bridges, Colin Firth e Morgan Freeman sarà moooolto dura)
  4. miglior attrice non protagonista (Vera Farmiga, già vista nel BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE, è brava ma non da Oscar)
  5. miglior attrice non protagonista (Anna Kendrick è una giovane promettente -ha avuto una parte secondaria in Twilight-: magari potrebbe essere premiata a sorpresa)
  6. miglior sceneggiatura (perchè no?)

Beh, se proprio volete saperlo… il protagonista si ritrova a SALVARE IL MATRIMONIO della sorella, spiegando al potenziale cognato che vivere soli sarà bello, ma nella vita “ci vuole un copilota”; è talmente eloquente che convince anche se stesso, per cui corre a Chicago in cerca della sua ultima fiamma (ma lei è sposata con prole: lo aveva usato per “una botta e via”…). In conclusione, il povero Clooney si trova solo e triste, con i suoi (ormai inutili) 10.000.000 di miglia, 40 volte il viaggio Terra-Luna. E tutto ciò… PERCHE’?