MOGLIE E MARITO, quasi una magia

Oggi arriva BABY BOSS sugli schermi italiani. All’estero ne parlano bene.

Pare che piaccia ai ragazzini, ma che anche il pubblico adulto lo apprezzi.

In attesa di vederlo spendo qualche riga per MOGLIE E MARITO.

Non è piaciuto a tutti: alcuni lo considerano una farsa mal riuscita (Bertarelli parla di “abisso trash”) lamentando che l’idea scambiarsi i corpi sia stata già usata e strausata.

Io ho apprezzato. Favino recita molto bene nei panni della moglie, la Smutniak non è da meno come marito… Ma ecco, ci sono ricascato a spoilerare!

Facciamo così: se volete la trama leggete dopo l’immagine, se non volete perdervi i colpi di scena del finale ci salutiamo qui.
mogli
TRAMA ESSENZIALE. Sono sposati da 10 anni (2 figli) e pensano seriamente al divorzio. Lei è una promessa della tivvù (una Gruber con 30 anni di meno) lui è un neurologo con grandi possibilità di successo, soprattutto grazie a una macchina per trasferire i pensieri da un cervello a un altro (un’idea bislacca, da Archimede Pitagorico, ma il film come lo facevi se non c’era?). L’esperimento ha effetti paradossali: tutta la personalità di LUI si trasferisce nel corpo di lei (che non sa che fare quando arriva il mestruo), tutta la personalità di LEI nel corpo del marito (per cui si ritrova un pene eretto ma non sa, almeno all’inizio, cosa farci).

Finisce che il neurologo perfeziona la macchina e diventa famoso e la minigruber ha un successo strepitoso quando, togliendosi le scarpe in diretta, sbotta “ma perché dobbiamo soffrire tanto, noi donne?”

Scena finale. Entrambi, definitivamente riappacificati, sentono il pargolo chiamare mamma! 

Chi si volterà, secondo voi?

Published in: on aprile 20, 2017 at 9:51 am  Comments (5)  

Buona Pasqua a tutti!!!! (già che sono in argomento, allego due righe su Nino Manfredi, che una volta fu Ponzio Pilato)

Ve lo ricordate SECONDO PONZIO PILATO, di Luigi Magni?

A suo tempo (1987) piacque pochissimo.

Ai cattolici militanti dispiaceva vedere Stefania Sandrelli cristiana fervente, agli atei militanti dispiaceva assistere alla Resurrezione e all’Ascensione.

Per me, che non milito da nessuna parte, fu uno spasso veder recitare Manfredi, Mario Scaccia (l’imperatore Tiberio), Roberto Herlitzka (Barabba), Flavio Bucci (Erode Antipa) ecc ecc

Tra i tanti grandi che hanno impersonato Pilato Manfredi non sfigura, credetemi.

Se poi volete sapere come va a finire oltrepassate l’immagine.
pilato
Lo scettico Pilato è costretto ad ammettere che ha consegnato ai carnefici un Uomo-Dio. Perciò, da magistrato coscienzioso quale è, si condanna a morte. Continuando a chiedersi, fino all’ultimo, Quid est veritas?

E, ancora, BUONA PASQUA.

Published in: on aprile 16, 2017 at 9:53 am  Comments (1)  
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Perché mi piace tanto AMABILI RESTI? (prima di rispondere a questo fondamentale quesito, premetto qualcosa a proposito di Cannibal Kid, il mio omonimo di Casale Monferrato)

Premessa. PENSIERI CANNIBALI, blog di Marco Goi (in arte Cannibal Kid), compie 9 anni. Complimentoni e auguroni. Per celebrare l’evento CK elenca i 20 film 20 della sua vita. Al n° 13 c’è AMABILI RESTI. In attesa di spegnere anch’io 9 candeline (a Settembre) e di pubblicare analogo elenco, parliamo di THE LOVELY BONES. Fine della premessa.

E’ un horror?bon

E’ un fantasy?

E’ un thriller?

E’ un film romantico?

Se avete risposto SI’ a tutte le domande avete le idee chiare. In questo fantasyhorrorromanticthrillerdramedy c’è di tutto:

  • la scena in cui l’anima di Susie assiste al bagno del suo assassino, in un locale in cui tutto gronda sangue, non è adatta ai bambini
  • il regista è Peter Jackson, le montagne e i prati sono quelli della Terra di Mezzo Nuova Zelanda; i poster nella libreria del centro commerciale propagandano THE LORD OF THE RINGS
  • mentre l’assassino si muove silenziosamente al piano di sotto, al piano di sopra Lindsey sta cercando (silenziosamente ma non troppo) le prove del delitto; più thriller di così…
  • Susie viene uccisa proprio alla vigilia del suo primo appuntamento, di quel wonderful, beautiful, glorious kiss che potrà dare (per interposta medium) solo alla fine
  • c’è anche il comico: la nonna sbirolata e nicotina-dipendente (è Susan Sarandon) che vivrà lunghissima vita (Susie vive in paradiso e conosce il futuro)

In conclusione AMABILI RESTI è uno di quei capolavori che non puoi rinchiudere in rigidi schemi (commedia, dramma, fantasy, romantic, bla bla) come DR. STRANGELOVE o GRAND BUDAPEST HOTEL.

Se volete sapere come va a finire oltrepassate l’immagine.
salmon
Susie, ingenua 14enne, tornando da scuola incontra il Lupocattivo. Se lo mandava subito a fanculo era meglio, ma allora non c’era il film. Ci vorrà un anno per scoprire, per l’intuizione del papà e il coraggio della sorella, che il Lupocattivo è l’insospettato vicino di casa. Mentre i suoi amabili resti scompaiono in una discarica, Susie riesce a baciare misticamente Ray (“il moro”) e sale, finalmente libera, in paradiso.

Published in: on aprile 14, 2017 at 8:37 am  Comments (2)  
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se un film fa staccare 3 milioni di biglietti e un altro non arriva a 80mila qualche motivo ci sarà…

LE PROTAGONISTE

  • nel primo caso issa legge Shakespeare; glielo presta un prete di pelle indubbiamente nera (in un villaggio francese del 700? vabbè…); ‘o malamente la vuole sposare; alla fine la sposa isso, che magari non è un adone ma tiene ‘o core bbuono
  • issa canta pure e se la cava bene; il confronto con Celine Dion (che cantava la stessa canzone nel cartoon) è davvero impegnativo; Hermione Emma Watson non ha la stessa estensione vocale ma da noi vincerebbe Sanremo
  • nel secondo caso issa non prende in mano un libro neanche per sbaglio; dovrebbe esprimere sofferenza per l’amore perduto, ma il suo dolore è credibile come Trump che impersonasse san Francesco
  • anche Ambra Angiolini canticchia nel finale: “Dammi il tuo amore non chiedermi niente, dimmi che hai bisogno di me…” (Alan Sorrenti, credo); difficilmente arriverà una nomination all’Oscar

IL LIETO FINE

Nel primo caso c’è, che ve lo dico a fare?

Nell’italiesco LA VERITA’ VI SPIEGO SULL’AMORE sembra che nel finale Massimo Poggio ritorni dalla madre dei suoi figli.  ATTENZIONE SPOILER!!!!! beh, ci siamo capiti…

Intendiamoci. La vita è quello che è (una tristezza) e le favole sono otra cosa, totalmente otra cosa.

Però non stupitevi se il pubblico al cinema vuole le favole.
ambremma

Published in: on aprile 12, 2017 at 8:13 am  Comments (5)  
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la storia del cinema è una storia di treni: ecco i miei preferiti

Treno = avventura, libertà, rischio ecc

Niente di strano se la storia del cinema sia piena di treni e di stazioni, dai fratelli Lumiere a Trainspotting.
train
Se dovessi elencare tutte le volte che, andando al cinema, mi sono trovato su un treno non finirei più.

Mi limito a scegliere 5 esempi in 5 epoche diverse.

Periodo 1895-1926. THE GENERAL è il nome di una locomotiva (e il titolo del film). Buster Keaton sventa un attacco nordista (e conquista l’adorata Annabelle) saltando da un treno all’altro.
buster

Periodo 1927-1969. Grandissimi registi, da Hitchcock a Orson Welles, da Fellini a Sergio Leone, ci hanno fatto salire in vettura. Non si offenda nessuno se preferisco citare BUTCH CASSIDY (Roy Hill) in cui rapinare treni diventa un’arte.
butch
Periodo 1970-1997. Un cast internazionale su un treno internazionale: Ingrid Bergman (vinse l’Oscar), Lauren Bacall, Sean Connery, Anthony Perkins, Richard Widmark… Per girare gli esterni di ASSASSINIO SULL’ORIENT-EXPRESS si recuperarono una locomotiva e tre vagoni in diversi musei.
express

Periodo 1998-2012. Anche se ci sono scene bellissime sui vagoni di THE MILLIONAIRE, assegno il titolo a TRAIN DE VIE, viaggio surreale di ebrei romeni che si autodeportano per sfuggire alle SS. Anche in questo caso si dovette ricorrere ai musei delle ferrovie per trovare materiale autentico.
trainnull

Dal 2013 a oggi… Direi che il migliore è SNOWPIERCER (ve lo ricordate l’interminabile trenone nella neve?); anche se la storia è piena di assurdità il film è affascinante (non solo per Tilda Swinton).

Vi lascio. Sta per ripartire l’Orient-Express e non voglio perderlo…
sno

Published in: on aprile 7, 2017 at 8:29 am  Comments (9)  
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Noi brutti abbiamo bisogno di favole, come LA BELLA E LA BESTIA

Intendiamoci, non è da Oscar. E’ sostanzialmente un cartone animato.

Con Emma Watson che sa cantare (ascoltatela in v. o. se potete).

Ho già tessuto l’elogio dei brutti. Aggiungo che a me, che somiglio più alla Bestia che a Gaston, piace l’idea che alla fine della fiera una donna intelligente possa preferire un bruttone cornuto a un bellone stronzone.lukenerd

Published in: on aprile 4, 2017 at 10:18 am  Lascia un commento  
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e il premio CHIAVICA quest’anno va a…

A fine anno si contendevano l’ambito trofeo INTERNESCIONAL KIAVICK due pellicole:

  • GODS OF EGYPT (regia di Alex Proyas); lotta per il potere nell’olimpo egizio: dèi cattivi contro dèi buoni che solo grazie a un furfantello basso di statura (non è Matteo Renzi) riescono a prevalere.
  • INDEPENDENCE DAY – RIGENERAZIONE (regia di Roland Emmerich); attacco di supertecnologici alieni viene respinto all’ultimissimo momento (l’aveva scritto Wells nel 1897: tanto per dire com’è originale)

Due chiaviche veramente chiavicose.

Stabilire quale delle 2 fosse peggiore ho dovuto rivederle, aiutato in questo da SKY CINEMA (ripropone Godsofegypt un giorno sì e uno no).

Alla fine ho deciso che ID – RIGENERAZIONE vince il premio con un tiro da 3 all’ultimo secondo.

Le motivazioni della sentenza le potrete leggere dopo le immagini… ah, non ve ne può fregare di meno? Beh, io le scrivo lo stesso.
indgods
Cosa si può dire di GOE? Che non si prende sul serio e non ci prova neanche a nascondere il tono fumettistico. G. Rush (nel ruolo del grande dio Ra) è autoironico quanto basta. Per non parlare dell’umorismo involontario dei dialoghi tra Horus il Tontolone e Hathor la Birichina.

N.B. Gli “dèi” e gli umani hanno stature e poteri diversi, tipo questi due.
hobbi
Non così ID2, non così.

Emmerich si prende molto sul serio e non ha alcun senso del ridicolo. La Regina aliena è veramente il male puro. Cosa ti hanno fatto di male le donne, Roland? Non c’è nessun personaggio femminile importante nel film a parte il presidente Lanford, che però muore subito. Brutto cattivo, hai portato sfiga a Hillary!!!!
selaclint
Concludo con le chiaviche italiesche.

Per il 2016 il premio non lo assegno. Non perché non abbia visto autentiche chiaviche, come NON C’E’ PIU’ RELIGIONE (visto a dicembre al cinema Fossolo); ma perché mi dicono che (nella patria di Federico Fellini, di Vittorio de Sica, di Luchino Visconti, di Scola e di Monicelli) si è visto di peggio, di molto peggio.

Ad esempio UN NATALE AL SUD che non ho visto e non voglio vedere. Ho fatto voto di evitare accuratamente tutte le storie imperniate sul concetto (originalissimo) che i Meridionali sono diversi dai Settentrionali.

Published in: on marzo 29, 2017 at 8:56 am  Comments (4)  
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è più forte di me, scusatemi!

Ho fatto promesse che prima o poi manterrò.

  • ho promesso di recensire seriamente il vincitore del premio internazionale CHIAVICA
  • ho promesso di commentare l’avanzata dei movimenti populisti e vaffanculisti in Europa
  • ho promesso di dedicare un post al tema del terrorismo
  • ho promesso di elencare i gatti, i cani, i cavalli e i treni più famosi del cinema (finora mi sono occupato solo di gatti)
  • ho promesso un’indagine approfondita sul Comandante Schultz (eccolo accanto al “dittatore” Chaplin)

schu
Tutte cose che farò. Ma prima mi dedico al mio babà (lo so che è quaresimalescamente venerdì, ma è più forte di me…)
bab

Published in: on marzo 24, 2017 at 3:07 pm  Comments (3)  

Ti hanno diretto Spielberg, Soderbergh, Visconti, Bernardo Bertolucci e tanti altri… ma ti ricorderanno come ER MONNEZZA

Avresti Potuto Essere Grande, Tomàs. Ma quando, dopo aver recitato con Romy Schneider e Romolo Valli, ti metti con Bombolo e Marina Punturieri il titolo di APEG non te lo toglie nessuno…

Hola!
tomas
bombolo

Published in: on marzo 24, 2017 at 12:15 am  Lascia un commento  
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Partendo dal post precedente (a cui ho aggiunto un soriano chiamato Ulisse) e passando per un film di Comencini, si giunge alla conclusione che PINOCCHIO è uno dei primi romanzi horror della letteratura italiana

Ringrazio laulilla per avermi ricordato il film dei fratelli Coen A PROPOSITO DI DAVIS (2013).

Come lo avevo dimenticato? Bah… il fatto è che scrivo i miei postacci nei rari momenti in cui emergo dalla pigrizia.

Scrivo di getto, correggo le cazzate mancanze di logica più clamorose, metto i punti e le virgole, le parentesi tonde e quadre. Salva bozza, anteprima e pubblica.

Ma nei futuri secolideisecoli sarò più solerte: parlerò di altri gatti, di cani, cavalli, squali ecc nella storia del cinema.

Per il momento mi limito a una domanda: niente gatti famosi nel cinema italiesco?

Pare di no. Nel post precedente ce n’era uno tra le mani di Anitona (LA DOLCE VITA, 1960), ma è una particina-ina-ina.

E mi torna in mente IL GATTO (Comencini, 1977; Ugo Tognazzi e Mariangela Melato); ma il soriano del titolo muore avvelenato (chi sarà stato, secondo voi?) dopo pochi minuti. Poca roba, insomma.

La verità è che i felini (di razza o meno) non godono di grande fama qui da noi.

Secondo me la colpa è di Collodi (al secolo, Carlo Lorenzini) che descrive un gatto veramente antipatico.
gat
Ma che vi aspettate da Lorenzini?

PINOCCHIO è (lo scrisse anche Eco) una storia veramente dark.

Trascuriamo il finale perbenista (la parte davvero meno riuscita del romanzo) e vediamo che al protagonista càpita di

  • essere spaventato a morte dal terribile Mangiafuoco
  • essere impiccato dal duo Gatto&Volpe
  • assistere allo show del proprio funerale (non è uno scherzo molto divertente)
  • finire in carcere per essere stato truffato (già allora non c’era una gran stima delle istituzioni)
  • essere trasformato in ciuco e, in quanto tale, condurre una vita “durissima e strapazzata” con quotidiane generose razioni di frustate
  • essere inghiottito dal gigantesco Pesce-cane, lungo un chilometro e mezzo (i vari Megashark di cui parla messer Cumbrugliume ci fanno una pippa marina a questo qui sotto ritratto)
    shark

In conclusione, il romanzo lorenzinesco rientra nel genere delle minacce che sempre hanno riempito gli incubi dell’infanzia: “Se non obbedisci viene l’Orco (la strega cattiva, il babau nero, lo squalo ecc) e tu pagherai la tua cattiveria con la moooooorteeee!”
morte

Published in: on marzo 14, 2017 at 1:12 am  Comments (4)