un mostro di simpatia

TI PRESENTO SOFIA non è un capolavoro ma si vede volentieri.

Fabio De Luigi ha sempre la stessa faccia da tonto. La Ramazzotti (coniugata Virzì) è molto più espressiva e merita la pagnotta.
fabiomicae

Ma quella che cattura l’attenzione degli spettatori è l’esordiente Caterina Sbaraglia.
cetasbarasbarag

Recita veramente bene, passando dall’euforia alle lacrime, canta (bene, per quello che ne capisco) e suona la chitarra.

Spero che non sparisca dal grande schermo, come hanno fatto in passato Alice Teghil (protagonista di CATERINA VA IN CITTA’, 2003), Carla Marchese (protagonista di I BACI MAI DATI, 2011) e Robert Dancs (“spalla” di Checcozalone in SOLE A CATINELLE, 2013).

Ah, dimenticavo!

Nel film compare in una parte breve ma sostanziosa Shel Shapiro, un grande artista british (THE ROKES: il nome dice qualcosa?) che vive da sempre a Roma e non ha bisogno di doppiatore.
shel

Annunci
Published in: on novembre 8, 2018 at 9:18 am  Lascia un commento  
Tags: , ,

Nessuna prof è stata molestata nella stesura di questo post (in appendice, alcuni suggerimenti ai titolisti italiani)

In NESSUNO COME NOI la storia si svolge in un liceo di Torino. La protagonista, prof di italiano, si chiama Betty ed è interpretata da Sarah Felbercomesichiama.

IL COMPLICATO MONDO DI NATHALIE ruota intorno a un liceo di Parigi. La protagonista, prof di lettere, è interpretata da Karin Viard.
sarahkarin

Due film di diverso spessore (quello italiano è al di sotto del BAH, quello francese al di sopra) ma il punto non è questo. Mi interessa comparare il diverso ambiente in cui lavorano i prof francesi e quelli italiani.

  • Cominciamo dall’edificio. A Parigi la protagonista entra in un palazzo seicentesco che non è Versailles ma poco ci manca. Grandi saloni e solenni corridoi. L’ufficio del preside sembra quello di un ministro. A Torino i muri fanno pena (pavimenti malmessi e pareti scrostate) e il ricevimento genitori (dove si manifesta il triangolo Betty-Umberto-Ludovica) si svolge in una “sala insegnanti” che definire squallida è un eufemismo.
  • Come si vestono gli insegnanti? L’abbigliamento delle prof torinesi è dozzinale. D’accordo che non si giudica un libro dalla copertina, però c’è un limite a tutto… D’altra parte con lo stipendio miserrimo che passa il convento non ti puoi permettere di più. Gli stipendi parigini sono molto sostanziosi e si vede: anche le cravatte dei colleghi sono belle (il preside no, lui non porta la cravatta).
  • Di quale prestigio godono le prof? Nathalie manifesta progressivamente sintomi di squilibrio mentale (sclera con la figlia, con una collega più giovane, con gli amici ecc) e il preside è costretto a metterla in aspettativa; ma non perde la simpatia (direi l’affetto) dei suoi alunni; e quando torna a scuola viene accolta festosamente dalle colleghe, compresa quella giovane. Quando Betty annuncia che sarà trasferita a Milano nessuno (o quasi) se la fila. Meno male che nessuno le tira le sedie in testa…

Parliamo dei titoli.

Qualche anno fa ebbe molto successo IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE. I titolisti italieschi hanno scelto di tradurre (?) l’originale JALOUSE con il COMPLICATOecc

Non so se meritino i miei suggerimenti, ma (dopo l’immagine) ne propongo altri dello stesso livello.

compli

IL GIOIOSO MONDO DI ANNAMARI’

IL FANTASIOSO MONDO DI CONCETTI’

IL GENEROSO MONDO DI ASSUNTI’

IL MALIZIOSO MONDO DI CATHERI’

IL CURIOSO MONDO DI NUNZIATI’

IL BARBOSO MONDO DI GIUSEPPI’

IL FRAGOROSO MONDO DI MARGHERI’…

Published in: on novembre 6, 2018 at 1:41 pm  Lascia un commento  
Tags: , , ,

film, italiani e non, sulla guerra 15-18

100 anni fa finiva una bruttissima guerra (tutte le guerre sono brutte, ma questa stabilì un record che durò 20 anni)

Tra i film stranieri che hanno trattato l’argomento ne cito solo 3.
anniillusionniente

Tre veri capolavori, tra i quali mi è veramente difficile scegliere il migliore.

Invece non ho difficoltà a dire che il miglior film italiano sull’argomento è quello di Monicelli.
guerr

LA GRANDE GUERRA è del 1959. Leone d’oro. Bellissimo mix di tragedia (entrambi i protagonisti vengono fucilati) e di commedia (Sordi riesce a far ridere anche di fronte alla morte).

Di fronte a un capolavoro come questo impallidiscono i film che ora citerò. Pochi per la verità: in Francia, Germania, Inghilterra, Australia ecc l’argomento riempie le sale e i produttori rischiano milioni; ma qui no, qui parlare di guerra fa scappare gli spettatori.

UOMINI CONTRO è del 1970. Tratto (con molta libertà) da UN ANNO SULL’ALTIPIANO di E. Lussu, ha un superbo protagonista in Gian Maria Volontè.

LA SCIANTOSA è del 1971. Film per la tv. Indimenticabile Anna Magnani.

TORNERANNO I PRATI è del 2014. Diretto da Ermanno Olmi e interpretato da Claudio Santamaria.

SOLDATO SEMPLICE è del 2016. Diretto e interpretato da Paolo Cevoli.

Concludo con una parodia imperniata sul duo Franco&Ciccio. Ma ne IL GIORNO PIU’ CORTO (1963) attraversano lo schermo anche Edoardo De Filippo, Gino Cervi, Walter Chiari, Raimondo Vianello (nella foto, in uniforme pseudoaustriaca), Franca Valeri, David Niven, Susan Strasberg, Simon Signoret, Jean-Paul Belmondo, Vittorio Gassman e Totò.rai

Titolo ovviamente ispirato a IL GIORNO PIU’ LUNGO (lo sbarco in Normandia). Quasi tutti gli attori non si fecero pagare (la Titanus era sull’orlo della bancarotta).
cortoparodi

Published in: on novembre 4, 2018 at 12:52 am  Comments (3)  
Tags: , ,

Niente di eccezionale, ma mi è piaciuto. E si avvicina a quota 12 milioni di euro… cosa che mi spinge a chiedermi di nuovo “perché non li sappiamo fare qui in Italia?”

incredi

Le avventure della famiglia Parr e della loro amica Edna Mode sono al 2° episodio (dopo il 2 si sarà il 3, poco ma sicuro)

Mi era piaciuto di più il primo episodio, ma ora voglio tornare su quanto ho già dettoperché i produttori italieschi non investono nei film di animazione?

PUNTO PRIMO. Nel genere cartoon si spende poco e si può guadagnare moltissimo.

  • sugli incassi non ci sono dubbi: i primi 2 posti della classifica stagionale sono occupati dal citato INCREDIBILI 2 e da TRANSYLVANIA HOTEL 3; per non parlare dai successoni del passato, come FROZEN, MINIONS, TOY STORY 3, ZOOTROPOLIS, UP…
  • quanto alle spese non bisogna strapagare attori, attrici e attricette… quanto a registi, sceneggiatori e disegnatori ecc sono senz’altro meno cari dei colleghi che si occupano di film in carne e ossa
  • per non parlare delle spese legali; costosissimi avvocati devono patrocinare i produttori contro le istanze di attrici/attori, registi eccetera; ma i minions mica ti fanno causa

PUNTO SECONDO (e più importante) Nel nostro cinema e in generale nella nostra società sappiamo cosa piace ai bambini (intesi come under 14)?

  • loro, gli under 14, ci vanno volentieri al cinema; ma vogliono storie adatte a loro; in Italia sono stati realizzati film d’animazione pregevoli come GATTA CENERENTOLA; ma sono per il pubblico adulto, assolutamente inadatti ai bambini (infatti ha incassato pochissimo)
  • quali sono i gusti dei bambini? a loro piacciono favole dove non muore nessuno (ma in compenso intere città sono semidistrutte, come avviene in THE INCREDIBLES 2), un misto di KING KONG e BIANCANEVE, dove i buoni vincono e c’è spazio per le risate
  • alle volte mi chiedo se nel nostro paese di cachi i bambini siano davvero amati; per lo più li dipingiamo come odiosi divoratori di merendine, desiderosi di conciliare le loro voglie di leggerezza e golosità… (talmente antipatici da invocare  un asteroide che li schianti)

buo

Published in: on ottobre 31, 2018 at 12:28 pm  Comments (2)  

Non fumo più…

Ho smesso di fumare da molto tempo.

Forse la cosa ha coinciso col fatto che sul grande schermo hanno smesso attrici/attori che adesso vado a enumerare.

Greta Garbo

Humphrey Bogart

Rita Hayworth

Marlon Brando

Audrey Hepburn

James Dean

Meryl Streep

Uma Thurman

Ian Mckellen – vabbé, Gandalf non fuma sigarette, per cui non vale…

Faccio prima a dire chi non fumava (dopo le foto)
gandalf
garbo
bogamarlonritaauddeanstreepmia

Marilyn Monroe non ha mai fumato nei suoi film. Almeno così mi risulta (dopo averli rivisti molto attentamente)
splend

Published in: on ottobre 20, 2018 at 6:41 am  Comments (2)  

Un “oscar” riservato alla categoria BLOCKBUSTER? No, no e poi no!!!

Dialogo con i fratelli Lumiere (dopo il terzo Cartizze mi succede spesso) a proposito del premio al miglior film “popolare”, cioè che ha avuto un fantastiliardo di spettatori.

Anzitutto Auguste mi chiede se questa idea del cazz opinabile è di un americano.

Rispondo che sì, è stata proposta da un certo J. Bailey.

“Volevo ben dire…” borbotta lui e si immerge nelle sue meditazioni.

Tocca a Louis impugnare la sciabola.

“Sarebbe una proposta sensata solo se esistesse una congiura demoplutogiudaicomassonica per escludere dalla gara per il miglior film i prodotti che abbiano incassato troppo… Ma non è così!”

Batte il pugno sinistro sul tavolo (era mancino). Quando si scalda dà il meglio di sé…

“Premesso che se uno, tipo il vostro Checcò Zalonè, incassa tante palanche (non sono sicuro, ma mi sembra che abbia sputazzato per terra)il suo premio l’ha già avuto, potrei citarti decine di ottimi film che hanno ricevuto premi importanti e, contemporaneamente, hanno fatto felici i produttori!”

  • IL PADRINO
  • IL SIGNORE DEGLI ANELLI
  • TOY STORY 3
  • VIA COL VENTO

Interrompo la sua arringa per inserire TITANIC nella lista. Ma non è una buona idea, perché appare improvvisamente Georges Méliès (gli piacciono le entrate ad effetto) e grida che lui TITANIC l’avrebbe fatto meglio.
milies
Tra i Lumiere Brothers e Melies si accende una vera rissa. Mi dispiace non potervi dire come è finita; mi sono svegliato quando il barista mi ha chiesto di pagare il conto per tutti (quei 3 se l’erano svignata).
nulllum

Published in: on ottobre 12, 2018 at 7:39 am  Comments (5)  

MURDER ON THE ORIENT-EXPRESS (2017): questa volta non si balla il valzer…

10 mesi fa ho recensito il film di Branagh

Ora, rivisto il branaghfilm nel piccolo schermo, sento l’impulso di riprendere il discorso.

Confrontando i 2 diversi finali, la figura di Poirot e la colonna sonora.
branagh

Ricordate il finale, a tempo di valzer, della versione del 1974?
bacall
Poirot ha smascherato i colpevoli creando tensione (per la verità le attrici e gli attori restano impassibili mentre il gesticolante detective ricostruisce il delitto; tanto sanno già come andrà a finire!) ma alla fine tutto si aggiusta e si beve champagne.

Nella versione del 2017 il clima è ben diverso.

Anzitutto Poirot non è il solito ghiottone vanesio. E’ pieno di nevrosi (la gag delle cravatte raddrizzate!) e di dubbi. Sembra Amleto (Branagh è stato un grandissimo Amleto nel 1996) e nelle sue mani la storia diventa veramente una tragedia.

La colonna sonora (di Patrick Doyle) abbandona il valzer e il tango per pagine molto drammatiche (pochi violini, molto pianoforte e lunghi momenti di silenzio).
defoejudy

Quando poi i nodi vengono al pettine, Poirot manifesta un profondo pessimismo. “Ho sempre creduto che l’uomo fosse razionale e civilizzato… ma la natura umana è perversa!

(questa battuta non c’è nel romanzo)

E non c’è il brindisi finale (che faceva finire il film del ’74 come un’operetta viennese). Linda Arden prima di tentare il suicidio mormora “la mia vita è finita con quella di Daisy…”. 

Ma non muore. Avrà una lunga vita (almeno spero) per riflettere su quello che ha fatto.
michell

Published in: on ottobre 10, 2018 at 9:43 am  Lascia un commento  
Tags: , , , ,

UNA STORIA SENZA NOME (al di sopra del BAH)

Riprendo il discorso iniziato 10 giorni fa.

Nella mezzastagione compresa tra settembre e i cinepanettoni appaiono spesso film di qualità.

Persino italiani.

In questo UNA STORIA SENZA NOME (distribuito da RaiCinema il 20/9) lavorano bene il regista Roberto Andò e una schiera di attori di prima qualità: Renato Carpentieri (ve lo ricordate in LA TENEREZZA?), Micaela Ramazzotti, Laura Morante, Antonio Catania, Gaetano Bruno…

Eppure il pubblico non riempie le sale. A malapena l’incasso raggiungerà il milione di euro (limite simbolico che separa il FLOP dal successo, sia pure modesto)
senz

Ripeto quanto già detto. Gli italieschi adorano la televisione e si aspettano storie rassicuranti, col lieto fine garantito: misteri svelati, giustizia trionfante, malfattori puniti, Montalbano, Cordier, Maigret, il capitano Maria, don Matteo, Bruno Palmieri ecc

Nella realtà, come tutti sappiamo, la maggior parte dei delitti resta impunita, dal furto dei motorini ai crimini della mafia…

In questo film si parla proprio di mafia. Una tela di Caravaggio fu asportata da una chiesa di Palermo nell’ottobre del 1969. E la sorveglianza?

tres

Ovviamente della tela in questione si sono perse le tracce.

TRAMA DEL FILM

Valeria è una ghost-writer. Scrive le sceneggiature che il suo fidanzato firmerà. Vi ricordate BORIS, dove gli “sceneggiatori democratici” sfruttavano il lavoro di tre schiavetti?
boris

Un misterioso personaggio offre a Valeria un rapporto dettagliato sul furto del Caravaggio. Se ne farà un film.

E come finirà la storia?

  • la sceneggiatura sarà sciolta nell’acido?
  • Valeria sarà sciolta nell’acido?
  • è Valeria il vero capo di Cosa Nostra?
  • la tela caravaggiesca era nelle mani di Andreotti che la affidò a Dell’Utri che la donò a Putin che la consegnò ai Rettiliani che al mercato mio padre comprò?
  • la mafia sarà sconfitta dagli Avengers (Iron man, Spider Man, Hulk, capitan Mutanda e Leoluca Orlando)?
  • mafia? che minchia è la Mafia? l’ultimo modello della Fiat?
  • ci sarà un remake intitolato NATALE A PALERMO, diretto da Neri Parenti e interpretato da Christian De Sica, Massimo Boldi, Vincenzo Salemme e Belen Rodriguez?
Published in: on settembre 24, 2018 at 3:46 pm  Lascia un commento  
Tags: , , ,

i film paralleli: TULIP FEVER e GIRL WITH A PEARL EARRING

tulipperl

  • entrambi i film sono ambientati nell’Olanda del ‘600
  • in entrambi la protagonista è una giovane donna: Alicia Vikander aveva 26 anni quando cominciarono le riprese di TULIP FEVER (in Italia, LA RAGAZZA DEI TULIPANI), Scarlett Johansson ne aveva 19 quando posò con il famoso orecchino
  • in entrambi c’è un pittore; in un caso Vermeer si limita a ritrarre la protagonista (poi è costretto a mandarla a casa dalla gelosissima moglie), nell’altro, Jan Van Loos non si limita a ritrarre Sophia, moglie infelice del vecchio Cornelis (che, con quel nome, era predestinato alle corna)
  • entrambi i film sono stati girati in Inghilterra; il chiesone (con annesso convento diretto da Judy Dench) è la cattedrale di Norwich

Parecchie analogie, dunque; ma anche tante differenze.

Nel primo non ci sono colpi di scena; tutto è prevedibile; la protagonista è troppo giovane e bella per non indovinare che la gelosia della padrona le costerà il posto (comunque sposerà il figlio del macellaio e vivrà felice e contenta)

Nel secondo i colpi di scena abbondano: il pescivendolo Willelm diventa improvvisamente ricco per l’imprevista fioritura di un rarissimo bulbo (altrettanto improvvisamente perde tutto e si ritrova arruolato a forza nella Marina olandese), Van Loos diventa ancora più ricco (sempre a causa dei tulipani), ma il diavolo ci mette la coda durante un orgiastico baccanale; quanto al modo con cui la bella Sophia riesce a fuggire dalla casa-prigione del marito non lo rivelerò neanche sotto tortura

Concludendo, LA RAGAZZA DEI TULIPANI mi è piaciuto. Da incorniciare J. Dench (la madre badessa) e Ch. Waltz (il cornutone il marito che all’inizio sembra un cuoredipietra, ma alla fine dimostra una sorprendente generosità)

Published in: on settembre 18, 2018 at 2:28 pm  Comments (2)  
Tags: , , ,

Torna nelle sale LORO (1 e 2 insieme) – considerazioni sociologiche

LORO 1 era uscito il 24 aprile; LORO 2 il 10 maggio. Non mi hanno fatto impazzire (il perché lo spiego qui e qui), ma di questi tempi ci si accontenta. E comunque era un bel cast: Servillo, Herlitzka, Fabrizio Bentivoglio, Ugo Pagliai… e non dimentico Elena Sofia Ricci.

Conto sulle dita i mesi: maggio, giugno, luglio, agosto, settembre… quasi mezzo anno in cui i distributori italieschi non hanno arrischiato uscite importanti.

Posso anche capirli. Sanno che il pubblico nel nostro paese di videodipendenti affolla le sale solo tra Natale e Febbraio. E in quel periodo panettonesco va bene tutto, da Checcozalone a Pieraccioni, da Ficarra a Picone.vidw

Restano le mezze stagioni, in cui può capitare qualche film non banale. Come THE PLACE (uscì il 9 novembre ultimo scorso) o AMMORE E MALAVITA (5 ottobre)

Intanto ho sentito dir bene di UNA STORIA SENZA NOME di Roberto Andò.

Mi piacerà?
and

Published in: on settembre 14, 2018 at 8:11 am  Comments (5)