Quando c’erano 12 film italiani nei primi 15 incassi… (indovinate in quale stagione?)

Stanotte sono salito sulla macchina del tempo (quella che Leonardo costruì nel 1499). Volevo risalire al 1970 per salvare la vita di Jimi Hendrix.
henr
Ma, per un problema tecnico, mi sono ritrovato nell’estate di 48 anni fa.

Moro era ministro degli esteri, Merckx stava vincendo il Tour e l’Oscar per il Best Foreign Language Film era andato a INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO.

Mentre provavo a ricaricare le batterie al flogisto (non è facile…) mi chiedevo come mai in quella stagione la graduatoria degli incassi vedesse 12 titoli italiani nei primi 15 (se proprio insistete ve li elenco alla fine del post) mentre nella presente 2018/19 non ce n’è manco uno.

Come spiegare questo fenomeno?

  • prima spiegazione: il cinema italiano era nel pieno della sua creatività: Fellini, Monicelli, Antonioni, Risi, Dario Argento, Nino Rota, Ennio Morricone, Gassman, Manfredi, Mastroianni, Sophia Loren, Mariangela Melato, Tognazzi, Sordi, Adolfo Celi, Gian Maria Volonté…
  • seconda spiegazione: gli spettatori non erano esterofili come adesso, ragion per cui preferirono ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO a un vero capolavoro come LA STANGATA (1974) e IL BISBETICO DOMATO a SHINING e a THE BLUES BROTHERS (1981)
  • terza spiegazione: i nostri produttori erano più coraggiosi (Franco Cristaldi investì gran parte del suo capitale per produrre AMARCORD; lo stesso fece Mario Cecchi Gori per L’ARMATA BRANCALEONE)
  • quarta spiegazione: la Supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra come se fosse antani

Alla fine mi sono svegliato nel mio letto senza riuscire a scegliere la spiegazione giusta.

Dopo la locandina di AMARCORD vi elencherò la top 15 della stagione 1970/71 e poi, in un eccesso di masochismo, la top 15 della stagione 2018/29
amarc
Per grazia ricevuta

Lo chiamavano trinità

La moglie del prete

Anonimo veneziano

IL PICCOLO GRANDE UOMO (USA)

Il prete sposato

BORSALINO (FRA)

Il gatto a 9 code

Venga a prendere il caffè da noi

SOLDATO BLU (USA)

Confessioni di un commissario di polizia a un procuratore della Repubblica

Il presidente del Borgorosso f.c.

Brancaleone alle crociate

Quando le donne avevano la coda

Sacco e Vanzetti

TOP 15 della presente stagione

  1. AVENGERS: ENDGAME (USA)
  2. BOHEMIAN RHAPSODY (GB)
  3. ALADDIN (USA)
  4. ANIMALI FANTASTICI: I CRIMINI DI GRINDELWALD (GB, USA)
  5. HOTEL TRANSYLVANIA 3 (USA)
  6. IL RITORNO DI MARY POPPINS (USA)
  7. GLI INCREDIBILI 2 (USA)
  8. DUMBO (USA)
  9. RALPH BREAKS THE INTERNET (USA)
  10. AQUAMAN (USA)
  11. CAPTAIN MARVEL (USA)
  12. GREEN BOOK (USA)
  13. LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI (USA)
  14. SPIDER-MAN: FAR FROM HOME (USA)
  15. VENOM (USA)
Published in: on luglio 22, 2019 at 7:56 am  Lascia un commento  
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TOY STORY 4 contro le bambole assassine

Telefonata da Rimini. Mario e Pasqualina voglio sapere se mi è piaciuto il quarto episodio della Toysaga.

, ma senza esagerare.

Forse mi aspettavo troppo. Avevo giudicato TOY STORY 3 come miglior film del 2010. Era un gioiello.

Ma qui siamo un paio di gradini sotto la vetta
toydubbl

Comunque TS4 è pregevole (magari si facessero cose così nel Paese dei Cachi!!!)

  • mi è molto piaciuta l’idea “Forky”: la fantasia della piccola Bonnie affianca ai giocattoli classici (Barbie, Ken, Mr. Potato…) un nuovo personaggio creato una forchetta di plastica (tra parentesi, avete riconosciuto la voce di Luca Laurenti?) e ciò rende onore alla fantasia dei bambini che riescono a giocare con qualsiasi cosa
  • come in tutte le favole ci sono i “cattivi”; in questo caso c’è la bambola Gabby Gabby, che però ha un lato “umano”; siamo molto lontani dalla ferocia di Chucky o di Annabelle (intendiamoci, non è che mi piacciono le storie tutte latte e miele… ma in un mondo in cui Carola Rackete si sente gridare “ti devono violentare!” e in cui i ragazzini sono incoraggiati a rompere le tibie degli avversari nel torneo degli asili un po’ di umanità ci vuole)

chufkannabell

Domanda finale. Dopo la separazione di Woody dagli altri giocattoli “classici” lo rivedremo nell’immancabile sequel? Io dico di sì…
bo

Published in: on luglio 4, 2019 at 4:20 pm  Lascia un commento  
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LA PRIMA VACANZA NON SI SCORDA MAI (ovvero, Cose da non fare quando…)

Quando ci si conosce da poco e si va all’estero insieme si possono commettere molti errori.

Questo film ce li fa vedere tutti.
bulg

  • scegliere un paese di cui non si conosce bene la lingua
  • fidarsi troppo di gente appena conosciuta (e poi scopri, dopo averli salutati, che il portafogli è sparito)
  • aspettarsi che il Mar Nero abbia un bel colore; un’altra volta andate in Basilicata (visto che avete la fissa della B), sulle spiagge con la bandiera blu!!!!!
  • scendere da un treno in corsa
  • andarci forte con gli alcoolici, soprattutto di notte
  • aspettarsi che il sesso compensi tutto, ad esempio un’abissale differenza di carattere

Ecco, il sesso. I due protagonisti all’inizio scopano con entusiasmo nelle locations più insolite.

MA NON BASTA.

Conclusione. Marion e Ben, partiti insieme per la Bulgaria (torno a dirlo: la Basilicata era meglio!), tornano a Parigi separatamente.

Tutto finito? Naaaa

Due mesi dopo, sulla riva della Senna, lui la invita sul suo barchino.

“Dove andiamo?”

“Non lo so…”
barca

Published in: on giugno 25, 2019 at 6:46 am  Lascia un commento  

Tre o quattro cose che forse non sapete di NINOTCHKA (in attesa di LA PRIMA VACANZA NON SI SCORDA MAI)

Abbiamo votato: 4 voti contro 3 hanno deciso che questo pomeriggio andremo al Medica per vedere PREMIERES VACANCES, commedia francese.

Magari mi piacerà e forse ne parlerò nel prossimo post.

Ma adesso mi torna in mente una delle più belle commedie di sempre.
ninot
Ho il dvd di NINOTCHKA. 110 minuti di pura gioia. Una girandola incredibile di battute (magari poi ve racconto una) diretta dal grande Ernst Lubitsch e interpretata da Greta Garbo e da Melvyn Douglas (i due che ridono qua sopra).

TRAMA ESSENZIALE. La compagna Nina Ivanovna Yakushova è inviata a Parigi dal governo sovietico per un’importante missione commerciale. La sua incrollabile fede comunista si sgretola progressivamente di fronte alla gioia di vivere del mondo borghese e al corteggiamento del conte Leon.
leon

Come promesso, ecco alcune curiosità sul film:

  • in NINOTCHKA si prende per il cul si satireggia la dittatura sovietica; di conseguenza qualche gerarca fascista pensò di sfruttarlo a scopi propagandistici; ma non se ne fece niente: anzitutto Lubitsch (il regista) e i suoi collaboratori (Billy Wilder, Walter Reisch ecc) erano ebrei (non era di moda nel 1939 essere ebrei) e poi apparivano evidenti somiglianze tra il comunismo staliniano e il fascismo, accomunati dall’odio verso la Francia e in genere verso l’Occidente demo-pluto-massonico.
  • una delle battute della compagna Yakushova (ancora entusiasta di Stalin): “le purghe sono andate benissimo! ci sono meno russi, ma sono migliori!!!”
  • Melvyn Douglas, il conte innamorato, meritava l’Oscar; venne compensato con una statuetta dorata 40 anni dopo (per il ruolo di Benjamin in OLTRE IL GIARDINO)
  • il film è stato girato interamente a Hollywood; la scena sulla Tour Eiffel è dovuta alla prodigiosa abilità dello scenografo Cedric Gibbons.

ninotch

Published in: on giugno 22, 2019 at 7:03 am  Comments (2)  
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Specchio, specchio che non hai mai il fiatone, quali sono i migliori film di questa stagione?

Risponde la segreteria telefonica dello Specchio Magico.

Se volete conoscere l’elenco dei films candidati da Marco Frangini (in arte, Sgrunt) al titolo di Best of the Season digitate 1.

Se volete sapere in che data Sgrunt prenderà una decisione digitate 2.

Se volete un buon gelato a Bologna recatevi in via Porrettana 158/d. Dite che vi mando io.

Se volete sapere dove passerò l’estate fatevi i cazz vi prego di dedicare la vostra curiosità ad altri argomenti, tipo “c’è vita su Marte?”

Elenco dei candidati (in ordine di apparizione sugli schermi)

  • LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS (31 agosto 2018)
  • BLACKKKLANSMAN (27 settembre 2018)
  • IL VERDETTO (18 ottobre 2018)
  • OLD MAN & THE GUN (20 dicembre 2018)
  • VICE – L’UOMO NELL’OMBRA (3 gennaio 2019)
  • LA FAVORITA (24 gennaio 2019)
  • GREEN BOOK (31 gennaio 2019)
  • THE MULE (7 febbraio 2019)
  • CYRANO MON AMOUR (18 aprile 2019)
  • TUTTI PAZZI A TEL AVIV (9 maggio 2019)
  • DOLOR Y GLORIA (17 maggio 2019)
  • IL TRADITORE (23 maggio 2019)

A chi ha digitato 2 rispondo che preferisco aspettare Luglio per decidere a bocce ferme. Come l’anno scorso, quando ho scelto 3 MANIFESTI A EBBING, e 2 anni fa LA LA LAND.

Anche perché posso rivederne molti nelle arene estive (Gran Reno a Casalecchio e Arena Puccini in via Serlio).
arengra

Ad esempio LA FAVORITA mi aspetta all’Arena Puccini lunedì 24 giugno. OLD MAN & THE GUN è in programma sabato 29, BLACKKKLANSMAN lunedì 1 luglio, DOLOR Y GLORIA domenica 7…
ballblackchildbannvicfavogreenmulecyrteldolorcann

Published in: on giugno 18, 2019 at 7:37 am  Comments (6)  

HUMMUS, STANLIO, OLLIO, DOLOR Y GLORIA

Maggio è stato un bel mese. Non dal punto meteorologico, ma per i film che abbiamo visto.

Tutti gli anni succede così. Passate le banalità natalizie-sanvalentiniane-pasquali le società di distribuzione (non tutte!) tirano fuori dal magazzino qualche sorpresa. Rischiano incassi magri; qualche volta gli va bene.

Vado a riepilogare 6 pellicole tutte al di sopra del BAH.

(ci sarebbe anche da citare una ciofeca AL DI SOTTO DEL BAH, che ho incautamente proposto alla ballotta; dopo la visione di ATTENTI A QUELLE DUE sono a stento sfuggito al linciaggio; non parliamone più)

  1. CYRANO, MON AMOUR – Ne ho parlato già; commedia veramente godibile in cui il linguaggio cinematografico si sposa con quello teatrale; mentre nel film israeliano (il n° 5) si sposa con quello delle soap operas televisive
  2. L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA – Già recensito; vale il prezzo del biglietto, credetemi; anche se non vivete nell’Isola dei Sardi vi piacerà; parola di bolognese!
  3. STANLIO E OLLIO – Non è piaciuto a tutti, ma a me sì, tantissimo; si ride poco, in realtà, ma c’è la dolcezza amara delle storie che volgono al tramonto (nel 1953 a Oliver Hardy restava poco da vivere); girato in Inghilterra (il teatro è quello di Birmingham) con capitali americani; attesa per il sequel STANLIO E OLLIO CONTRO GODZILLA
  4. DOLOR Y GLORIA – Film veramente bello; forti analogie con OTTO E MEZZO (Banderas sta ad Almodòvar come Mastroianni stava a Fellini), ma questo è più sanguigno; uno come me, sofferente di emicrania a grappolo, capisce benissimo la confessione di Pedro: “quando sto bene dimentico la religione, ma quando comincia l’attacco torno a credere in Dio e a implorarlo”
  5. TUTTI PAZZI A TEL AVIV – I produttori maneggiano soldi israeliani, il regista è palestinese, il cast è misto; non mancano le sottolineature su come vivano male i palestinesi oggi: “perché vorresti vivere a Parigi? – perché loro non sono occupati da Israele! Finale col botto in una chiesa cristiana mimetizzata in sinagoga (hanno messo le stelle di Davide sulle croci)
  6. PET SEMATARY – Il romanzo era difficile da trasferire sullo schermo; nel 1989 uscì CIMITERO VIVENTE, assolutamente fedele (la sceneggiatura era dello stesso King); ma questa versione, che mi piace di più, si prende diverse libertà (nel romanzo è il figlio piccolo ad essere schiacciato dal camion); accettate un consiglio: se proprio volete visitare il Maine (la terra di Lovecraft) state lontani dai cimiteri, di qualsiasi tipo!

sardgreaspainflagfranusa

Published in: on giugno 3, 2019 at 7:53 am  Comments (3)  

Buon compleanno J. Ch. R.; e cento di questi film!

Ti avevo già messo tra i miei preferiti agli inizi di questo bloggaccio.

Negli ultimi anni hai confermato i miei elogi.

Qui allineo 12 immagini del tuo passato. Sperando di aggiungerne altrettante entro il 2025, quanto tu compirai 60 anni e io 79.

(le immagini sono disposte in senso anticronologico, cioè dalla più recente alla più antica)

STANLIO E OLLIO (insieme a Steve Coogan) -2018-

I FRATELLI SISTERS (insieme a Joaquin Phoenix) -2018-

HOLMES AND WATSON (insieme a Will Ferrell) -2018-

KONG: SKULL ISLAND (da solo, nella jungla) -2017-

IL RACCONTO DEI RACCONTI (insieme a Salma Hayek) -2015-

ANCHORMAN 2 (nei panni di un generale sudista) -2013-

WE NEED TO TALK ABOUT KEVIN (guardate com’è tenero! non sa che sta cullando il suo futuro assassino…) -2011-

CARNAGE (insieme a Jodie Foster, Ch. Waltz e Kate Winslet) -2011-

WALK HARD (nei panni di un rockettaro, insieme a Jenna Fisher) -2007-

RADIO AMERICA (genere country, insieme a Woody Harrelson) -2006-

AVIATOR (nel mondo sbirolato di Hollywood, insieme a Di Caprio) -2004-

CHICAGO (da solo, nel patetico ruolo di “Mr. Cellophane”) -2002-
stansisterreilskull
talesanchorFRANKLI
carnageyennaradiodicaamos

Published in: on maggio 24, 2019 at 8:24 am  Lascia un commento  
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tre o quattro cose a proposito di MA COSA CI DICE IL CERVELLO

Ormai MA COSA CI DICE IL CERVELLO l’hanno visto (quasi) tutti. Lo consiglio ai pochi che non l’hanno visto e riassumo la trama.
cerv
La protagonista (si chiama Giovanna) nasconde a tutti la sua vera identità. Né la madre né la figlia sanno che Giovanna è una 007. In una rimpatriata tra ex liceali viene a conoscenza di soprusi, prevaricazioni e bullismi vari. La sua notevolissima abilità a trasformarsi in dottoressa, commessa, esperta in tatuaggi, hostess eccetera eccetera le permettono di aggiustare le cose. Alla fine avrà modo di arrestare un supercattivo internazionale.

MCCDIC è gradevole (l’ho già detto qui).

Premesso ciò provo a dire qualcosa di inedito sul film, qualcosa che non sia stato già detto.

    • molti hanno trovato analogie con MEN IN BLACK, dove misteriose figure anonime salvano quotidianamente il mondo restando invisibili; a me sembra notevole l’analogia con un film di Blasetti del 1966 (IO,IO,IO… E GLI ALTRI) che satireggiava l’egoismo, la maleducazione, l’ipocrisia, il doppiogiochismo italico… solo che lì non c’era alcuna speranza di miglioramento!
    • se viaggiate in auto per l’Andalusia non aspettatevi di trovare un toro ai margini della strada; e comunque non vi inseguirebbe (pesante com’è); e già che siamo dalle parti di Siviglia se un pedone vi ostacola non gridategli descansate! (significa ripòsati! e non fammi passare!)
    • nell’episodio di Marrakesh parte delle imprese di Giovanna si svolge nella grande piazza del mercato: è la stessa piazza in cui viene pugnalato nella schiena Louis Bernard (L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO, Hitchcock 1956)

hombre

Published in: on maggio 10, 2019 at 9:40 am  Lascia un commento  

L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA

Tutti i film hanno una trama. Anche questo ce l’ha. Ma la racconto solo alla fine.

Perché non è importante la trama.

In L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA quello che conta è la commossa descrizione di una gente antichissima, fiera e tenace.

Descrizione che avviene mediante una serie di gag. Cominciamo da questa.
sard

Si incontrano un Apecar e un mulo. L’autista, certamente sardo, suona il clacson. Ma il mulo non si sposta di un centimetro. L’autista potrebbe aggirare l’ostacolo, ma non vuole perdere la gara di testardaggine. Forse sono ancora lì.

Altre gags riguardano il protagonista (interpretato dal cagliaritano J. Cullin):

  • deve imparare il gioco della murra sarda (non ci provo neanche a descriverlo)
  • deve imparare a bere (non è un paese per astemi la Sardegna)
  • deve imparare a improvvisare una battorina, una quartina che può avere contenuti piuttosto salaci (e può originare scontri verbali e non solo)

Comunque una trama c’è e la riassumo.

La CIA viene a sapere che un pescatore sardo si proclama proprietario della luna.
moon

Si allertano i servizi segreti italiani (deliziosa la coppia Fresi-Pannofino). Viene individuato Gavino, un giovane che vive a Milano nascondendo tenacemente la sua sardità (si fa chiamare Kevin), lo si convince a trovare il pescatore di cui sopra e lo si “infiltra” nel paesino di Cuccurumalu (non cercatelo sull’atlante)

Alla fine si dimostra che il sangue non è acqua. Gavino passa al “nemico” e scopre che i suoi conterranei dopo la morte vanno a vivere sulla luna. Lì si possono incontrare Gramsci, Eleonora d’Arborea, Grazia Deledda, Sant’Efisio (qui sotto effigiati) e tanti tanti altri.
graz

Published in: on maggio 8, 2019 at 8:21 am  Comments (1)  
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CYRANO MON AMOUR

Avevo promesso una recensione seria di questo bel film.
edmon
Mantengo la promessa.

Anzitutto vi dico quello che NON è:

  1. Non è la versione cinematografica della pièce di Rostand. Infatti se non la conoscete molto bene NON capirete molte scene (la dichiarazione d’amore per interposto poeta, la presenza di Roxane sul campo di battaglia, la figura del conte De Guiche…)
  2. Non il remake di SHAKESPEARE IN LOVE. Non mancano i parallelismi col film del 1998: se proprio volete li elencherò dopo l’ultima immagine. Ma lo stile è totalmente diverso. Qui gli attori e le attrici vengono dal teatro e si vede. In SIL c’erano le star del cinema (J. Fiennes, G. Paltrow, J. Dench, C. Firth, Ben Afflek, G. Rush…) e i dollaroni di Hollywood.
  3. Anche se la parola AMOUR compare nel titolo (nella versione italiesca; nell’originale il film si intitola EDMOND) non è una storia d’amore. Almeno nell’accezione ormonale del termine, quello che riempie le sale dove proiettano il dozzinale AFTER. Tema centrale di questa celebre opera teatrale è lo sforzo creativo di Edmond Rostand…

A questo punto devo proprio riassumere la TRAMA.

Fine ‘800, più esattamente dicembre 1897. Uno scrittore marsigliese colleziona un fiasco dopo l’altro, nonostante la più famosa attrice del suo tempo, Sarah Bernhardt, lo abbia in simpatia. Si ostina scrivere in versi (mentre tutti gli altri, da Ibsen a Shaw, scrivono in prosa). Parla di sentimenti nobili e antiquati come la lealtà verso l’amico e il disinteresse per i beni materiali. “Sarà un altro fiasco, peggiore dei precedenti!”

Lavora giorno e notte Edmond Rostand. E alla fine la spunta.

Direi che il fascino di questo film è la contrapposizione tra il romanticismo (dopo vi trascrivo un esempio del suo stile) e la modernità incalzante (il protagonista entra in una sala buia dove Monsieur Lumiere mostra, per un franco, la sua invenzione).

Ci vuole la modernità (of course!); ma lasciatemi apprezzare anche le rime baciate di Monsieur Rostand!

“Ma poi cos’è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, una confessione che sigillar si vuole, un apostrofo roseo tra le parole t’amo…”

Un baisier, mais à tout prendre, qu’est-se?

Un serment fait d’un peu plus près,

un aveu qui veut se confirmer,

un point rose qu’on met sur l’i du verb aimer…

edmon

Concludo con i parallelismi tra SHAKESPEARE IN LOVE e EDMOND

  • in entrambi i casi si parte da questioni di soldi; meglio, di mancanza di soldi – Beh, che c’è di strano? Nel mondo del teatro tutti hanno sempre problemi finanziari…
  • due giovani scrittori sono privi di idee: Will Shakespeare non si sblocca col suo ROMEO E LA FIGLIA DEL PIRATA, Edmond non riesce ad andare al di là del titolo – Beh, che c’è di strano? Tutti gli scrittori si sono trovati prima o dopo in questa situazione…
  • l’ispirazione viene da altri scrittori: Edmond incontra Anton Checov in un bordello parigino, Will incontra Christopher Marlowe in una taverna sulla riva del Tamigi – Beh, che c’è di strano? A voi non è mai capitato di incontrare al bar un Nobel della letteratura che vi dà l’idea che sblocca tutto? A me succede tutte le mattine…
Published in: on maggio 2, 2019 at 10:29 am  Comments (1)  
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