chiuso per ferie (tranquilli, poi riapro)

Troppo caldo. Non se ne può più.

Prepariamo le valigie per Asiago, città che mi è sempre piaciuta.
prunn

Tra i suoi pregi non trascuro l’avere due sale cinematografiche: una offre per lo più film per bambini, l’altra roba più impegnativa.

Ad esempio la sera di Mercoledì 6 luglio non mi perderò ALIDA, documentario sulla grande attrice Alida Valli. Presentato in anteprima al festival di Cannes, nelle sale italiesche è passato quasi inosservato.

Quando mi ricapita?

Published in: on giugno 29, 2022 at 12:16 PM  Comments (11)  

Anche i cani si innamorano

Non mi intendo molto di cani e delle loro consuetudini “romantiche”
annus

A dir la verità da piccolo non li amavo per niente. Sobbalzavo di paura quando mi abbaiavano improvvisamente addosso.abba

Poi, crescendo, non mi spaventavano più. Ora so che mio figlio gode, laggiù a Santiago del Chile, della compagnia di Berna, una simpatica bastardina.

Qui, nelle strade del mio quartiere, assisto spesso agli incontri tra gli umani che portando a spasso i loro amici a 4 zampe assistono a diverse forme di socializzazione.
socialE’ noto che noi umani abbiamo facebook, twitter, ecc per socializzare.

Loro per lo più si annusano il sedere. Cosa che permette di percepire i feromoni, sostanze chimiche su cui mi soffermerò in altra occasione.

Per il momento mi limito a constatare che i padroni spesso si divertono un mondo ad assistere a questi annusamenti. E’ un po’ come assistere al corteggiamento di Romeo e Giulietta. Con la differenza che qui non muore nessuno.

Nella mia mente contorta si è formata la seguente domanda: noi umani proviamo una certa (più o meno inconscia) invidia per il mondo sessuale degli animali?

Loro non devono mandare lettere di Sanvalentino, organizzare feste di fidanzamento e (alla fine della storia) provare la tristezza dell’addio, pagare avvocati divorzisti e stracciare le foto degli o delle ex…
ex

Published in: on giugno 28, 2022 at 12:33 PM  Comments (6)  

IUS SCHOLAE

Sta per essere discussa in parlamento una legge molto importante. E mi auguro che venga approvata.
ius
Avrà diritto alla cittadinanza italiana chi ha frequentato regolarmente 5 anni di elementari più 3 di medie più 5 di istituti superiori.

Non siete d’accordo? Frequentare (non facendosi bocciare, naturalmente) le nostre scuole familiarizza con la lingua e soprattutto con i contenuti dell’italianità. Anche se non sono tutti premi Nobel anche le studentesse e gli studenti nati all’estero hanno diritto alla cittadinanza.

Mi permetto di osservare che gli indigeni (dove indigeni sta per generati da madri e padri muniti di passaporto italiano) hanno una conoscenza della lingua italica e della nostra cultura peggio che approssimativa.

In questi giorni d’esame la Rai ha intervistato decine di diciannovenni all’uscita delle scuole. Un’incredibile antologia di cazzat di baggianate.

Una maturanda (le daranno 100 e lode?) ha trovato analogie tra D’Annunzio e Greta Thunberg. Due influencers che hanno fatto cambiare idea a tanta gente…
thungabriDavvero? Hanno influito sulle scelte dei contemporanei in modo analogo?

  • Gabriele D’Annunzio convinse molti italiani alla guerra contro gli Imperi Centrali; ma comunque la decisione era già stata presa: la casta dei militari, guidata da re Vittorio, era ansiosa di far tuonare i cannoni (le guerre permettono rapide carriere, si sa)
  • Greta si è mossa da sola suscitando un interesse mondiale per la sua crociata per il clima; ha nuotato controcorrente e ora tutti la conoscono; la ammirano soprattutto i giovani, mentre gli uomini d’affari e i politici la snobbano

Preferisco non approfondire. Sondare l’ignoranza del popolo italiesco mi dà le vertigini.

Prima di sentire che, in fondo in fondo, tra i due personaggi sotto effigiati ci sono molte somiglianze (ad es. entrambi sono famosissimi, hanno avuto 2 mogli ciascuno e hanno la lettera R al terzo posto del cognome) preferisco annegare la nausea in una varra de sangria.

neroguglielmo
varr

Published in: on giugno 26, 2022 at 12:13 am  Comments (5)  

Tema della Maturità: LE LEGGI RAZZIALI DEL 1938

(post del giugno 2018, ripubblicato per l’occasione; ma si sa che l’occasione fa l’uomo ladro)

Stanotte ho sognato di svegliarmi in un universo parallelo in cui il mondo era dominato dalle Potenze dell’Asse Roma-Berlino-Tokio (tipo LA SVASTICA NEL SOLE di Ph. K. Dick).

Dovevo scrivere le rituali 8 colonne di foglio protocollo sul tema LA PUREZZA RAZZIALE DELL’ITALICA STIRPE, inneggiando alla lungimiranza del Duce che, con occhio vigile e mano ferma, aveva sventato l’odioso complotto demoplutogiudaicomassonico diretto a indebolire la maschia gioventù del Fascismo con insidiose dottrine antirazziste. Grande merito aveva avuto in seguito il camerata Salvini, ministro dell’Educazione Nazionale, il quale aveva impartito drastiche disposizioni…

Adesso lo spunto ve l’ho dato. Continuate voi. Mica posso scriverlo io il tema!
razz

Published in: on giugno 22, 2022 at 12:32 PM  Comments (10)  

Esame di Stato – LE TRACCE

Dopo lo tsunami del covid è difficile ripartire con una prova severa come gli esami del 1965 (che ancora agitano i miei peggiori incubi).

Però non facciamolo troppo facile, tipo le domande Vero-Falso.

Esempio:

“Il verso LA DONZELLETTA VIEN DALLA CAMPAGNA è stato scritto da Quentin Tarantino” Vero  Falso

Facciamo così: quesiti di media difficoltà (almeno a me sembrano tali). Se non vi piacciono spero almeno che vi abbiano fatto sorridere.

Tema di argomento scientifico: il candidato chiarisca le caratteristiche dell’osso sacro e specifichi in cosa consista la sua sacralità

Problema geometrico: il candidato esamini i diversi tipi di triangolo (isoscele, rettangolo, equilatero, scaleno) e stabilisca quale di essi ha il numero massimo di lati

Tema filosofico: il candidato analizzi il concetto espresso nell’ultima strofa della ballata di Fanfulla da Lodi (quella che comincia con “La morale di questa storiella si riallaccia alla legge del menga…”)

Tema storico: il candidato rilevi le lievi inesattezze contenute nel seguente testo “Mille picciotti partendo da Marsala sbarcarono a Montecarlo e sollevarono la popolazione; poi con l’aiuto dei gilet gialli francesi e delle camicie brune tirolesi rovesciarono la tirannia della commissione europea e fondarono il regno delle Tre Sicilie” (ediz. CEPU)

Tema letterario: il candidato confronti le seguenti definizioni della VITA

  • “è tutta un quiz”
  • “è l’ombra di un sogno fuggente” (e stabilisca quale è da attribuirsi a Renzo Arbore e quale a Giosue Carducci)

Tema letterario-storico: il candidato valuti se Beatrice Portinari (per gli amici, Bea) abbia davvero ispirato la Commedia e quindi possa essere definita influencer
bea

POST SCRIPTUM. Non è stato Tarantino a scrivere “la donzelletta ecc”; ma provo a immaginare come sarebbero stati i versi successivi di IL SABATO DEL VILLAGGIO se l’autore fosse stato QT.

La donzelletta si chiama Beatrix Kiddo (detta “the Bride”) e il suo scopo nella vita è uccidere Bill con una katana affilatissima. In sul calar del sole the Bride entra nel villaggio e comincia a tagliare a fette la vecchierella con le sue vicine (meglio non lasciare testimoni); poi si esercita con il zappatore (secondo i libri di grammatica bisognerebbe scrivere lo zappatore; ma chi se ne frega?) e infine con un malcapitato garzoncello scherzoso. Non male come allenamento del sabato.
kill

Published in: on giugno 20, 2022 at 2:03 PM  Comments (5)  

Benvenuta, Beatrice!

Vittorio, nipote di mia moglie, è padre per la seconda volta. Ci informa che la mamma (Dalila) sta molto bene e che la figlia sarà chiamata Beatrice.

Benvenuta nel nostro mondo, Beatrice. E’ un momento molto incasinato. Ma ce ne sono stati di peggiori.rosa
Beatrice è un bel nome. Quasi certamente la chiameremo Bea.

C’era il ballottaggio con Ginevra, che poteva essere abbreviata in Ginny o Genny.

Comunque sia, piccolina, ti inviamo i nostri migliori auguri. Per te e i tuoi.

Published in: Senza categoria on giugno 18, 2022 at 12:10 am  Comments (7)  

Fiocco rosa, fiocco azzurro…

Ho una lunga esperienza ai seggi elettorali. Per molti anni ho sudato tra schede, timbri, verbali ecc

E conosco bene l’utilità di questi registri. Uno è azzurro, l’altro è rosa come i fiocchi dei neonati. Messi su 2 tavoli permettono di sveltire la fase dell’identificazione (tessera elettorale, carta di identità ecc)elen

Ritornando ai registri qualcuno ha avuto da ridire.

“Come la mettiamo con le persone transessuali?” ha chiesto il portavoce di un partito dei diritti Lgbt+. “Spesso non hanno ancora i documenti di identificazione aggiornati alla loro situazione!”

Sinceramente mi sembra un puntiglio su cui non vale la pena perdere tempo. Si provveda quanto prima, nei singoli comuni, a rilasciare i documenti adeguati e bona lè (come si dice a Bologna).

Quesito. L’obiettivo è evitare a qualche persona l’imbarazzo di spiegare agli scrutatori che sulla Carta d’identità c’è scritto Giovanni ma lei adesso si chiama Giovanna o è soltanto un modo per far parlare del partito di cui sopra, attirando l’attenzione dei futuri elettori? A pensar male si indovina quasi sempre.
fioocchifocco

P. S. Dimenticavo (a proposito di fiocchi) di citare una storia di tanti anni fa. A quanto mi hanno riferito l’arciprete aveva ingravidato una giovane moglie e lo sapevano tutti in paese. Appena il bambino nacque qualche burlone attaccò il tradizionale fiocco sulla porta della chiesa.

L’arciprete si ostinò a negare tutto e comunque partì missionario per il Tanganika. E’ ancora vivo quel bambino? Non si sa. Nel dubbio preferisco non fare nomi (e allora non c’era l’esame DNA)

Published in: on giugno 14, 2022 at 8:22 am  Comments (6)  

Oscar alla carriera?

Maestà, un cinefilo come me non può non essere affascinato dalle tue interpretazioni.

Non mi riferisco alle attrici che hanno interpretato te: Helen Mirren (si è portata una statuetta a casa), Olivia Colman, Emma Thompson, Rosemary Leach, Jane Alexander, Vanessa Redgrave, Freya Wilson (è la giovanissima che si inchina a suo padre, il neo-re, nel 1936), Sara Gadon (è un’energica principessa e nel 1945 l’uniforme di sottotenente le sta a pennello) e chissà quante altre ho tralasciato.

No, mi riferisco proprio a te.

Ti ho vista nel 2012, all’apertura dei Giochi di Londra. Con la regia di Danny Boyle, accanto a Daniel Craig, a un addetto alla sicurezza e a 2 cagnolini. Impeccabile recitazione di tutti e cinque.
gee

Poi ti ho vista prendere il the con l’orsetto Paddington. Interpretazione meno drammatica della precedente, ma piena di garbo. Di questo passo, cara Lilibeth, può arrivare un Oscar alla carriera.

Posso augurarti in bocca al lupo? Anche se il lupo, davanti alla tua grinta, scapperebbe appena ti vede.
paddin

Published in: on giugno 10, 2022 at 12:02 am  Comments (2)  

Enya

Chi già conosce l’arte di questa straordinaria irlandese NON HA BISOGNO CHE NE PARLI.
nya
Mi rivolgo quindi solo a chi ne ha sentito parlare, ma non la conosce benissimo.

Non sono il più sfegatato dei suoi fans. Non ho nemmeno tutti i suoi dischi (vergogna!), ma quando mi sento un po’ giù ascolto Trains and winter rains, Orinoco Flow (Sail away! Sail away! Sail away!…) o The celts… e mi sento rinascere.

Questa incantevole cantautrice (e ottima strumentista: pianoforte, chitarra, flauto…) ha composto canzoni in inglese, irlandese-gaelico, latino, spagnolo (Soy la sognadora) e perfino nelle lingue degli elfi tolkieniani: il Sindarin (Anìron) e il Quenya (May it be, bilingue: è sui titoli di coda della Compagnia dell’Anello).

Due sole pecche:

  1. è venuta a cantare a Sanremo qualche anno fa (Wild child, mi pare) 
  2. le sue arie sono talmente orecchiabili che finiscono troppe volte negli spot pubblicitari.

Vabbè, nessuno è perfetto.

Published in: on giugno 8, 2022 at 9:33 am  Comments (8)  
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Léo Delibes, chi era costui?

Tu che leggi queste pagine sai che detesto la pubblicità.

Descrive un mondo illusorio dove tutti sono felici, le automobili sono sempre nuove di pacca e il mal di testa sparisce in pochi secondi.

Però in certe rare occasioni ho ringraziato i creativi (in questo caso la pastabarilla) per avermi deliziato le orecchie con un bel pezzo d’opera.
lakm
Avevo già sentito questo duetto nella colonna sonora di CARLITO’S WAY (film di Brian De Palma) ma non sapevo da dove venisse.

Pensavo che fosse di Debussy. Sbagliato!

E’ di un altro francese: Léo Delibes (1836-1891), che ebbe molto successo ai tempi suoi. Oggi provate a chiedere in giro chi era Delibes…

Provo a riprodurre qui il Duetto dei Fiori, il pezzo di bravura che i pubblicitari hanno scelto per farci cercare gli spaghetti negli scaffali del supermarket. Dopo (se fate i bravi) vi racconto la trama di LAKME’.

Anche se, a mio parere, il libretto delle opere è solo un pretesto: nell’opera ogni parola è un falso, come scrisse Lucio Dalla.
duetto

Dunque, visto che insistete, ecco la trama essenziale. Lakmé, figlia di un sacerdote indù, si innamora di un ufficiale inglese. Non aspettatevi il lieto fine. In un’opera romantica muoiono tutti: soprani (soprattutto i soprani), tenori, baritoni ecc. Qualche volta muore anche il suggeritore.

P.S. Si noti l’analogia con la belliniana NORMA. Mettete la sacerdotessa Norma al posto di Lakmé, i romani al posto degli inglesi, il tenente Gerald al posto del console Pollione…

Published in: on giugno 2, 2022 at 11:23 am  Comments (10)