Torneo delle Trilogie. CLASSIFICA PROVVISORIA

Riassumo i punteggi ottenuti fino ad oggi (ma c’è tempo fino a fine settembre):

  • RITORNO AL FUTURO 44 – TERMINATOR 18
  • THE LORD OF THE RINGS 40,5 – LE CRONACHE DI NARNIA 12
  • IL PADRINO (1, 2 e 3) 38 – TRILOGIA DEL DOLLARO 19
  • STAR WARS 29 – STAR WARS (gli episodi prequel) 16
  • MATRIX 24 – MAD MAX 23,5
  • TRILOGIA TARANTINESCA (iene+una-vita-al-massimo+pulpfiction) 25 – TRILOGIA ARGENTESCA (suspiria+inferno+laterzamadre) 10
  • TRILOGIA PANE&AMORE 16 – AMICI MIEI (1, 2 e 3) 10
  • INDIANA JONES 5 – MEN IN BLACK 0

In attesa di un bilancio finale, NOTO CHE le trilogie più votate sono proprio quelle più TRILOGESCHE: Ritorno al futuro è in realtà un unico film in 3 episodi.

Lo stesso vale per Il signore degli ecc, per la storia della famigghia Corleone e per la space opera di Lucas.backtothefuture
ring
godfather

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AMICI MIEI vs PANE, AMORE…

Trilogie all’italiana, cioè anomale. Paese anomalo l’Italia, non solo nel cinema.

In ordine cronologico:

  1. Luigi Comencini dirige nel 1953 PANE, AMORE E FANTASIA con un cast azzeccatissimo. Brillante sintesi di neorealismo e di commedia tradizionale, il film ha un successo enorme. Per cui si gira subito il sequel (PANE, AMORE E GELOSIA nel 1954), meno riuscito ma comunque applauditissimo. Nel 1955 tocca a Dino Risi dirigere l’episodio “sorrentino”: PANE, AMORE E…, in cui Sophia Loren raccoglie il testimone dalla Lollo.
  2. 1975. Da un progetto di Pietro Germi il grande Monicelli crea AMICI MIEI. Successone. Sette anni dopo, AMICI MIEI ATTO II. Come nella trilogia precedente, si scende qualche gradino: le irresistibili zingarate si susseguono, ma c’è meno ritmo. In compenso aumenta la cattiveria. Nel 1985 Nanni Loy dirige il terzo episodio: pur disponendo degli stessi bravissimi attori (Tognazzi, Moschin, Montagnani e Adolfo Celi) il risultato è deludente.

picaamici
Entrambe le trilogie si inseriscono nella tradizione.

La commedia dell’arte metteva sempre in scena il vecchio Pantalone che correva dietro a donne più giovani di lui (e qui abbiamo il Maresciallo che ci prova con la Bersagliera, la levatrice, la Smargiassa ecc) oppure c’erano Arlecchino, Brighella e C., capaci di feroci burle ai danni del prossimo (anche se allora non c’era il treno e i viaggiatori al finestrino).

Differenza principale. L’incrollabile ottimismo dei personaggi di PANEeccetera (che viene alla fine premiato: il Maresciallo va in bianco per due film e mezzo, ma nel finale…) di fronte all’acre sapore delle beffe di AMICI MIEI, che (film dopo film) diventano sempre più vecchi e malinconici.

C’entra lo scenario sociopolitico? La ricostruzione dell’Italia dalle rovine e l’incipiente boom? E la crisi degli anni di piombo (le BR, Antilope cobbler, il trauma petrolifero del 1973, le bombe, Ustica…) che soffiava gelida sulle speranze della generazione precedente?

Lascio comunque ai miei eventuali lettori il diritto di voto. Apprezzate di più i duetti tra Vittorio De Sica e Tina Pica o la Supercazzola prematurata con lo scappellamento a destra come se fosse antani?

Non solo Montalbano (in allegato, novità nel TORNEO DELLE TRILOGIE)

Andrea Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene.

Segnalo, a chi non li conosce, un racconto (IL GIUDICE SURRA) e un romanzo breve (L’INTERMITTENZA) che mi hanno tenuto compagnia in un pomeriggio piovoso sull’altipiano.

Cominciamo dal racconto (35 pagine) contenuto in GIUDICI, Einaudi edit.

Chi è Surra, giudice torinese (di origine sarda) che si ritrova nella Sicilia del 1861 a ristabilire la legalità dopo l’unificazione italiana?

E’ un ingenuo, che non conosce i rituali mafiosi (gli mandano una testa d’agnello mozzata e lui non batte ciglio, non sapendo cosa rischia) e quasi senza accorgersene sconfigge la malavita?

O è un eroe, capace di sfidare la morte e di sottrarsi alla corruzione e alle connivenze dei politici (non perdetevi il colloquio col sibillino sen. Midulla)?

La VOX POPULI propende per la seconda ipotesi: “pari un omo da nenti, ma devi aviri cabasisi di acciaro timpirato!”

(occorre spiegare che i CABASISI non sono i datteri?)
giudici
Nel romanzo L’INTERMITTENZA (Mondadori ed.) la Sicilia non c’è. Tutto si svolge tra Milano, Roma e Capri, in un intreccio di affari, politica e corna. Mauro de Blasi, il protagonista, è uno squaletto che sale sempre più in alto.

Soltanto le due ultime parole dell’ultima riga sciolgono tutti i nodi con un raggelante predicato verbale.camilleri

Non è un romanzo perfetto, ma l’ho letto provando un autentico piacere. Anche per le poesie d’amore (da Ungaretti a D’Annunzio e a Neruda) che vengono frequentemente citate.

Cambiamo discorso.

Nel Torneo delle Trilogie avevo insistito sulla clausola STESSO REGISTA. Ma ho cambiato idea.

Perciò, ringraziando Cecilia per avermi ispirato, propongo un derby italiano tra:

  • la trilogia AMICI MIEI (1975-1985), di Monicelli (i primi due) e Nanni Loy.
  • la serie PANE, AMORE… (1953-1955), di Comencini e Dino Risi (l’ultimo dei 3)

Nel post prossimo venturo le analogie e le differenze tra le due trilogie saranno messe sotto il microscopio.

Dario Argento vs Quentin Tarantino

Ladies and gentlemen, alla mia sinistra lo sfidante: Quentin Jerome Tarantino, classe 1963.

  1. Nel 1992 ha scritto e diretto LE IENE, film che ha scandalizzato mezzo mondo per la sua iper violenza
  2. Nel 1993 ha scritto la sceneggiatura di UNA VITA AL MASSIMO (la regia è firmata dal povero Tony Scott, ma non conta: è sempre a Tarantino movie); direi che è il meno valido della trilogia
  3. Nel 1994 PULP FICTION (Palma d’oro a Cannes, 7 nomination e 1 Oscar per la sceneggiatura); anche qui cadaveri a carrettate e scene di ferocia ineguagliata.

Alla mia destra il campione in carica: Dario Argento, classe 1940.

  1. Nel 1977 gira (in soli 10 giorni) SUSPIRIA, una pietra miliare nella storia del genere horror. Veniamo così a fare conoscenza, nella gotica location di Freiburg (Foresta Nera, Germania), con Mater Suspiriorum, una delle Tre Streghe. Morti a carrettate.
  2. Nel 1980 gira INFERNO. Questa volta siamo a New York: la Mater Tenebrarum vive (?) in un labirintico sotterraneo e si diverte un mondo tra incendi, coltellate e strangolamenti a catena.
  3. Nel 2007 la trilogia si conclude con LA TERZA MADRE. Qualche maligno ha insinuato che si poteva intitolare LA SECONDA FIGLIA (Asia, seconda figlia di Dario, è inquadrata praticamente dalla prima all’ultima scena). A me è piaciuto.

Lascio ai giurati il gravoso compito di votare da 1 a 10. Qui voglio solo accennare (magari ci tornerò sopra in altre occasioni) alla misoginia di Argento.

Non solo si compiace di massacrare una dozzina di giovani donne nella citata trilogia, ma, seguendo l’antichissima tradizione mediterranea che vede nelle donne essenzialmente delle malefemmine apportatrici di sventure (Eva, Pandora, la maga Circe, la Santanchè…) identifica le Tre Streghe con la Morte stessa (e chi l’ha detto che morte è femmina? avete presente il nordico SETTIMO SIGILLO?).

Non così Tarantino, non così. Nella citata trilogia le donne non muoiono (quasi) mai e comunque sono migliori della media maschile. Che si chiamino Alabama, Mia o Coniglietta non fanno pensare alla morte. Semmai sono simboli di una vitalità anarchica e selvaggia.
pulpsuspiria

INDIANA JONES vs MEN IN BLACK

Annitrenta. L’archeologo Jones (Harrison Ford) ricerca nel mondo Santigraal e Arche dell’Alleanza, sterminando battaglioni di nazisti e colleghi furfanti. Si sospetta che abbia un figlio. Sicuramente ha un padre (Sean Connery).

  • Bibliografia: The Raiders of the Lost Ark (1981), The Temple of Doom (1984), The Last Crusade (1989)
  • Regista: S. Spielberg
  • Caratteristica principale: Una discreta dose di autoironia, specialmente nel terzo film.

Nei dintorni del 2000. Gli Agenti segretissimi J (Will Smith) e K (Tommy Lee Jones) salvano ripetutamente il pianeta terra da alieni dal pessimo carattere. Anche qui si stermina allegramente.

  • Bibliografia: Men in Black (1997) Men in black II (2002) e Men in black III (2012)
  • Regista: B. Sonnenfeld
  • Caratteristica principale: Uso smodato di effetti speciali.

Considerazione finale. Uccidere i cattivi è un peccato veniale (se sono alieni puoi ucciderli senza problemi, se sono nazisti ancora meglio). Questo è il motivo per cui i western di una volta avevano tanto successo.

Suggerimento ai produttori della serie Indianajones. Ormai Harrison Ford ha bisogno della sedia a rotelle. Però potrebbe usare la macchina del tempo (gentilmente prestata dai MIB) per convincere Maometto (che si scopre essere un alieno) a non inventare la Guerrasanta e a predicare un Islam buonista, tutto tolleranza e moderazione. Oppure potrebbe scoprire che la Qaaba è stata costruita dall’Ikea e la Pietranera è una patacca made in China, ecc

Published in: on agosto 16, 2012 at 4:40 pm  Comments (4)  
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Frodo Baggins vs I fratelli Pevensie

Derby britannico. E poi Lewis e Tolkien erano amiconi…

A raccontare la trama della Compagnia dell’Anello nella Terra di Mezzo ci metterei troppo. Quasi altrettanto a riassumere le Cronache di Narnia.

Mi limito a contrapporre Frodo ai Pevensie.

Frodo è un ANTIEROE. Parte malvolentieri per salvare la Contea (cerca di rifilare l’Anello un po’ a tutti, da Gandalf a Galadriel, che però hanno abbastanza autocontrollo e lo rifiutano), NON UCCIDE NESSUNO (in una storia in cui lo sterminio totale dei nemici è la regola), non diventa Re e alla fine muore (la partenza sull’Ultima Nave è chiaramente una metafora).
E’ il suo sacrificio, però, a salvare tutto: se non era per lui, gli incantesimi e le spade non sarebbero bastati e il demoniaco Sauron avrebbe trionfato.

Non così i 4 Pevensie. Non così. Sono finiti nell’universo di Narnia senza capirne molto, ma MENANO COLPI DI SPADA A DESTRA E SINISTRA (anche la dolce Susan usa letalmente l’arco con una precisione che neanche alle Olimpiadi).

Anche se non sono loro a uccidere la Strega Bianca (la bravissima Tilda Swinton, che presto vedremo ritornare nel prequel IL NIPOTE DEL MAGO), alla fine si mettono in testa le corone di Narnia e non le mollano più.

Finora solo Blabla si è espresso e il punteggio provvisorio è 7,5 a 0 per IL SIGNORE DEGLI ANELLI. Riuscirà la trilogia narnesca a recuperare?
frodopevensie

Published in: on agosto 8, 2012 at 3:59 pm  Comments (11)  
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MARTY McFLY vs TERMINATOR

Avevo pensato di contrapporre la trilogia TERMINATOR a quella di MATRIX: evidenti analogie nella lotta dell’umanità contro le Macchine.

Ma, rivedendo i divvudì, ho cambiato idea. I 3 film di Cameron si basano su continui viaggi nel passato (si tratta di uccidere o di salvare SARAH CONNORS) proprio come in Zemeckis’ BACK TO FUTURE (Marty si scapicolla nel passato, nel futuro e nel passato remoto per migliorare il presente). Perciò apro il match.

Attenzione però: hanno già votato Anna Nihil, Blabla e Pensierini. IL PUNTEGGIO PARZIALE è 26 a 6 per RITORNO AL FUTURO.

La differenza principale è il tono di commedia della trilogia di Zemeckis. NON MUORE NESSUNO (e se muore, come Doc ucciso dai terroristi libici nel primo episodio, basta ritornare al 1955 e lui si mette un giubbotto antiproiettile…); al contrario nella serie di TERMINATOR (veramente TRAGICA) si ammazza in quantità industriali e, se uno cerca di evitare l’apocalisse con il solito trucchetto (nel secondo episodio), si accorge che contro il destino non si può vincere.

Analizzare i paradossi dei viaggi nel tempo richiederebbe troooooooppo tempo. Al momento presente mi limito a una domanda: se Kyle Reese non fosse arrivato nella Los Angeles del 1984 giusto in tempo per ingravidare Sarah, John CONNORS NON SAREBBE MAI NATO, il Terminator non sarebbe intervenuto (veviva apposta per evitare che John nascesse), la Skynet non avrebbe fatto tanti progressi e NON SAREBBE SCOPPIATA LA GUERRA NUCLEARE.

Non era meglio starsene tranquilli, Kyle?

VABBE’, NON AVREBBERO FATTO TANTI SOLDI…

Published in: on agosto 6, 2012 at 4:51 pm  Comments (7)  
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