I viaggi nel tempo da Hermione Granger a Stephen King

Credo che il primo scrittore a immaginare di tornare al passato per modificare il presente sia stato Mark Twain.

Poi ci sono stati Bradbury, Asimov e tanti altri maestri della SF.

Mettiamoci anche la Rowling. In un episodio della Hogwartsaga Hermione usa un Giratempo (Time-turner nell’originale) che le permette di seguire più lezioni contemporaneamente (dalle 10 alle 11 Rune Antiche, poi torna alle 10 per l’ora di Divinazione…)

Se l’adorabile secchiona viaggia nel passato solo per prendere dei bei voti, il protagonista dell’ultimo romanzo di S. King (11/22/63, segnalatomi da Armakuni) ha un progetto di importanza STORICA.

LUI (un prof 35enne, nato nel Maine nel 1976) ha scoperto che può, attraverso una “buca del coniglio”, tornare nel passato e impedire che John F. Kennedy sia ucciso a Dallas.

E ci riesce, affrontando traversie di ogni tipo. Una misteriosa forza gli si oppone, creando continui intoppi: IL PASSATO NON VUOLE ESSERE MODIFICATO.

JFK è salvo, dunque. HAPPY END? Naaaaa…. qui NON siamo nell’ottimismo hollywoodiano di RITORNO AL FUTURO.

Siamo nel mondo tragico di Stephen King.

Se volete sapere come va a finire, ve lo dirò dopo l’immagine (e alcune righe assolutamente OT). Se invece preferite saperlo solo leggendo questo bellissimo romanzo, SIETE ANCORA IN TEMPO: voltate pagina e arrivederci alla prossima.

Posso solo aggiungere che, oltre l’avvincente trama, King ci regala una commossa ricostruzione della “vecchiamerica” tra il ’58 e il ’63, quando lui aveva dagli 11 ai 16 anni. Posso capirlo, essendo un suo coetaneo: era un mondo ingenuo (e pieno di sigarette) in cui ci si divertiva con poco e “se parlavi di attacchi terroristici la gente immaginava adolescenti che ribaltano mucche”.

kingMentre siete lì che non riuscite a staccare gli occhi dallo schermo, vi offro un’ultima chance DISTRAENDOVI con la mia innocua follia.

Nel post precedente ho elencato 5 tra i peggiori film del 2011. Altri 2 titoli (MANUALE D’AMORE3 e BEASTLY) sono proposti dallo stesso Armakuni.

SONO DAVVERO I PEGGIORI? C’è di peggio tra quelli proiettati in Italia quest’anno? Chi vuole, proponga altre nominations (e il 2011 non è ancora finito). Dal 1/1 prossimo venturo voteremo…

Siete ancora qui?

LUI, compiuto il suo compito,  torna nel 2011 e trova uno scenario da incubo. Salvare la vita al Presidente ha provocato disastri imprevedibili.

Non solo la guerra del Vietnam si è conclusa con l’Olocausto nucleare di Hanoi, ma molte altre città sono state cancellate dalla carta geografica e la radioattività nell’aria ha raggiunto livelli spaventosi.

Peggio ancora. Terremoti apocalittici scuotono di continuo la Terra, la California è tutta una rovina, mezzo Giappone è andato sottacqua, secondo i geologi l’intero pianeta esploderà entro pochi decenni.

Qualcosa (chiamatelo FATO, se volete) voleva che JFK morisse in quel giorno E ADESSO SI VENDICA.

In conclusione, LUI azzera tutto. Così Kennedy morirà a Dallas e l’adorabile Sadie (che LUI aveva conosciuto e amato nel suo viaggioneltempo) rimarrà sfigurata da una coltellata. Ma, nelle ultime 4 pagine, LUI la vedrà ancora.

P.S. King non si limita a citare se stesso (c’è DERRY, la “città cattiva” del Maine, c’è il penitenziario di Shawshank…). Si diverte a citare altri romanzi (come il “sovversivo” GIOVANE HOLDEN) e i racconti horror di Shirley Jackson (“il pomeriggio si insanguinava lasciando il posto alla sera”).

E non mancano i riferimenti alla trilogia diretta da Zemeckis, nonché a I GUARDIANI DEL DESTINO di G. Nolfi.

Come Biff Tannen in RITORNO AL FUTURO II, il protagonista fa i soldi con scommesse su match di pugilato e corse di cavalli (ha con sé l’Almanacco dello sport), e deve fare i conti con enigmatici figuri che hanno sempre in testa un cappello di feltro.

Premio CHIAVICA 2012

E’ istituito formalmente il Premio Chiavica. Andrà al film uscito in Italia nel 2011 che gli eventuali lettori di questo post giudicheranno IL PIU’ ORRENDO TRA GLI ORRENDI

Regolamento. Elenco qui, in ordine alfabetico, 5 ciofeche (ne ho viste solo 2, le altre 3 sono state segnalate da esperti del ramo)

  • I FANTASTICI VIAGGI DI GULLIVER (non l’ho visto, ma mi fido di Cannibal Kid)
  • I SOLITI IDIOTI (l’ho visto)
  • L’ULTIMO DEI TEMPLARI (non l’ho visto, ma mi fido di Sailor Fede)
  • PRIEST (l’ho visto)
  • TRANSFORMERS 3 (non l’ho visto, ma mi fido di Cannibal Kid)

Si possono aggiungere altre nominations? BIEN SUR!!!!

Entro il 1 gennaio p.v. CHIUNQUE può proporre altri titoli.

A partire dallo stesso Primogennaio INIZIERANNO LE VOTAZIONI.

Ciascuno potrà dare un voto POSITIVO (nel senso di “beh, in fondo in fondo non è poi così male…”) o NEGATIVO (“dico proferisco e sentenzio che questo film è una CHIAVICA di prima categoria!”)

Entro la fine di Gennaio si riunirà un’apposita giuria e attribuirà il Premio.
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ANONYMOUS, un po’ tragedia e un po’ Dallas

I costumi sono bellissimi. Meritano almeno una nomination all’Oscar.

Quanto al resto… i casi sono quattro:

  1. siete appassionati del teatro elisabettiano e sarà UNA VERA GODURIA vedere sulla scena i teatri The Rose e The Globe, Ch. Marlowe, Ben Jonson (non quello che correva i 100 metri…),  Edward de Vere e i più famosi brani dell’Enrico V, Romeo and Juliet, Amleto ecc
  2. vi piacciono le riprese dall’alto (Emmerich è uno specialista) e sarete deliziati dalle inquadrature dei grattacieli di Manhattan (stiamo andando a vedere Derek Jacobi che apre l’ombrello sul palcoscenico) e dei funerali di Elisabetta I (molto nero sulla neve)
  3. siete fan di Vanessa Redgrave (e di sua figlia Joely Richardson) e vi piacerà tanto ma tanto ma tanto vedere la prima nelle vesti della Regina 70enne e la seconda nel ruolo della stessa regina che (da giovane) aveva una vita sessuale movimentata assai assai
  4. non appartenendo alle categorie precedenti vi sembrerà un film molto complicato e molto lungo, che ha toni di tragedia ma anche di soap opera (pensate a Dallas, con gli intrighi di Geiar, Bobby, Cliff Barnes… solo che qui non c’è il petrolio)

CONSIDERAZIONE FINALE. M’importa una cippa sapere se Will Shakespeare era un prestanome o davvero era davvero capace di scrivere “nessun filosofo è mai stato capace di sopportare il maldidenti” (perché un provinciale di Stradford non potrebbe essere capace di conquistare il pubblico di tutta Londra?). Mi basta ammirare drammi come Otello e Re Lear, senza pormi troppi problemi.

MA NEL MONDO ANGLOSASSONE Shakespeare è considerato un semidio e quindi per loro il problema dell’attribuzione è AFFASCINANTE.

Provano brividi ed emozioni per noi poco comprensibili. Per fare un’analogia, provate a immaginare che Lucrezia Borgia, ricattando N. Machiavelli, gli abbia imposto di pubblicare con il suo nome IL PRINCIPE che lei aveva scritto per lanciare messaggi cifrati al re di Francia…anonimo

Published in: on novembre 22, 2011 at 1:41 am  Comments (5)  
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I SOLITI IDIOTI vs PRIEST (qual è il peggiore?)

C’è il cinema e c’è il non cinema.

Per cinema intendo RACCONTARE UNA STORIA (realistica o no) IN CUI

  • la conclusione non sia prevedibile dalla prima inquadratura (ad esempio, non puoi considerare cinema il porno, perché sai già tutto prima di incominciare: lei gli succhia il, lui glielo mette nella, poi nel, poi lui eccetera)
  • gli/le interpreti recitino in modo convincente, cercando di commuovere il pubblico (voglio dire: tu sei seduto, vedi il film e ti dimentichi che hai un appuntamento dal dentista o che l’Inter ha perso dalla Juve)

NON è cinema, dunque (se non in senso lato) PRIEST, videogioco travestito da film.

La storia è più balorda dei delitti su cui indaga Priest Matteo a Gubbio (città ormai spopolata, con 2 omicidi  e due colpevoli all’ergastolo ogni settimana…) e le interpretazioni di Paul Bettany (il prete ninja) e di Cam Gigandet (lo sceriffo) sono imbarazzanti (eufemismo).

Ho detto INTERPRETAZIONI? Ma nei videogiochi come questo non c’è niente da interpretare: c’è solo da sparare o roteare un’alabarda spaziale…

A cercare bene UN VERO ATTORE C’E’: il vecchio Plummer (82 anni; spero si sbrighino a dagli un oscar alla carriera prima che…) che interpreta un clerogerarca rigido e autoritario (sono le parti che gli riescono meglio). Ma ha pochissime battute. 

TRAMA. Uaaaaargh, brang, sbadang, uaaaaaargh, strabuuuum, uarghhhhhh, sdadadadadadadabang, skratabuuum…

Quanto a I SOLITI IDIOTI è una serie di gag messe insieme con una certa fatica (perché la coppia gay viene invitata a un matrimoniodiciamo così- tradizionale?).

Alcune strappano una risatina (la mamma razzista che sbaglia a prendere il figlio e non si accorge nemmeno che va in giro con un piccolo marocchino) ma non basta. A meno che le scenette sui gay (descritti come checche isteriche) non vi divertano tanto. Questione di gusti.

Qualcuno ha osato accostare il gusto grottesco di queste scenette al surrealismo dei Monty Python.

Sì, come no? Come accostare le poesie di Sandro Bondi ai drammi di Shakespeare.

TRAMA. Dai cazzo, dai cazzo, dai cazzo, ma che cazzo vuoi, ma che cazzo vuoi, ma che cazzo vuoi, dai cazzo, dai cazzo…

Comunque, quando nel sottofinale una scossa di terremoto demolisce la festa trimalcionesca ho goduto come un maiale.

Perché l’ho vista come metafora del mondo berlusconiano che (forse) se ne va.

POSTSCRIPTUM. Prossimamente confronterò tra loro i film ricalcati su spunti televisivi (ve lo ricordate TUTTI GLI UOMINI DEL DEFICIENTE, malriuscito tentativo della Gialappa’s Band? non mancheranno FASCISTI SU MARTE né BORIS…)

Published in: on novembre 15, 2011 at 9:35 am  Comments (5)  
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L’AMORE ALL’IMPROVVISO (Larry Crowne)

Premessa di fondamentale importanza. Alla fine dell’anno chiederò ai miei eventuali lettori di votare per IL PEGGIOR FILM DEL 2011.

Per il momento sono in ballottaggio l’americano PRIEST e il nostrano I SOLITI IDIOTI. I motivi per cui i detti film (vabbé, chiamiamoli film…) mi sono piaciuti così poco saranno esposti nel prossimo post. E comunque l’anno non è ancora finito. Fine della premessa ecc

Qualche gradino più in su si situa questa commediola interpretata, diretta e prodotta da Tom Hanks. Non è un granché, i due attori (Tom e la Roberts) non si impegnano alla morte, il finale è tirato un po’ via e la colonna sonora difficilmente vincerà l’oscar.

Però si presta a considerazioni SERIE che ora vado ad esporre

  • Quando si sente parlare di LIBERALIZZAZIONI, di MERCATO DI LAVORO MENO RIGIDO, di FLESSIBILITA’ ecc drizzate le orecchie: potrebbe capitare a chiunque quello che succede al protagonista che, convocato dai Grandi Capi (e credendo che anche questo mese sarà premiato come Dipendente Modello), si vede additare la porta. E non ha ancora finito di pagare la casa! E’ un’ottimista e non si butta nel fiume, ma è una gran brutta mazzata!!!!
  • Non gli servirà, per trovare un nuovo lavoro, l’aver prestato onorato servizio per 20 anni nella gloriosa U.S. NAVY né essere stato un capo commesso instancabile e onestissimo. La banca lo stringe alla gola e per avere qualche (debole) chance di sopravvivenza deve iscriversi ai corsi di un College, insieme a ragazzini che potrebbero essere suoi figli. L’unica soddisfazione: dopo qualche mese vedrà uno dei Capi di cui sopra ridotto a portare pizze a domicilio. Hanno sbattuto fuori anche lui! Flessibilità, mercato meno rigido eccetera…
  • Lui però non è uno scemo e sa trarre profitto dalle lezioni di un prof di Economia. Capisce che sforzarsi di pagare le rate alla banca è una politica suicida. Si presenta alla melliflua impiegata-vampiro e le consegna i documenti e la chiave di casa: prendetevi tutto e addio!!!!
  • Si chiama DEFAULT e si traduce in una sconfitta per la banca (infatti la vampira impallidisce: non se l’aspettava!!!), mentre lui si è tolto il cappio dal collo. LIBERO!!!!!

il drammone di un russo, la commediola di un Genovesi

Ispirandosi molto liberamente al dramma firmato da Goethe, questo FAUST è ambientato in un mondo cupo e infelicissimo che sembra già l’Inferno o almeno la sua anticamera. 

Tutti (o quasi) hanno sempre fame, vanno a impegnare le poche gioie da un usuraio (il diavolo) e si ubriacano in una sordida bettola. Sono tutti vestiti male, tranne una misteriosa dama (interpretata da H. Schygulla) che dice di essere la moglie dell’usuraio-diavolo; il quale si aggira instancabile tra la folla ed esibisce davanti alle donne (che si fingono scandalizzate) la propria oscena deformità.

“Credete che all’Inferno vadano solo i cattivi, ma ci vengono anche i buoni” è una delle sue battute.

E il dottor professor Faust è buono?

  • Uccide in una rissa il fratello di Margherita (involontariamente, ma l’omicidio resta omicidio) e non sembra oppresso dal rimorso, tanto è vero che inizia SUBITO a corteggiare Margherita
  • La seduce, con l’aiuto del diavolo (Margherita non vedeva l’ora di essere sedotta, per la verità) e dopo una notte d’amore SE LA SQUAGLIA, pur sapendo che lei rischia una condanna a morte per matricidio (resta il dubbio che la vecchia sia morta davvero: il diavolo non dà certezze, ma solo DUBBI)
Diciamo che Faust è l’INSODDISFATTO per definizione. Appena ottiene qualcosa se ne va.
Per questo motivo il contratto firmato col sangue (la sua anima apparterrà al diavolo se avrà ricevuto anche solo un attimo di felicità) non sarà onorato: Faust non è mai contento e prosegue all’infinito nella sua ricerca. Dopo aver preso a pietrate il diavolo, si allontana tra i geyser e i ghiacciai dell’Islanda in un finale veramente epico.

Punto e a capo. Sabato un amico mi segnala che in un film appena uscito cantano MA L’AMORE NO. Sa che questa canzone mi è molto cara.

Era la canzone preferita di mia madre. Ancora adesso non posso sentirla senza commuovermi. Ma sarò scemo?

Perciò sono andato a vedere LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA. Avrebbero potuto intitolarlo FANTOZZI SI SPOSA, in quanto il protagonista colleziona figuracce dal primo all’ultimo giorno.

Ogni tanto urla NOOOOO verso la macchina da presa, come chiedendo al regista di tagliare la scena. La serie dei suoi disastri è talmente fantozziana (il cane finito nella betoniera mi ha fatto ricordare il cagnolino della sig.na Silvani nel ristorante giapponese) da far sospettare che, tra 20 anni, la splendente sposina (interpretata da C. Capotondi) finirà col somigliare alla signora Pina.

E il resto è silenzio…

fabio