Uncle Scrooge in Little Boston (Ca)

IL PETROLIERE (There will be blood)

Non riesco a rivedere il protagonista del film (interpretato dal segaligno Daniel Day-Lewis, che ha beccato un Oscar per questa performance) senza pensare al personaggio dei fumetti, in eterna competizione con la Banda Bassotti e con Rockerduck.

Al posto dell’oro del Klondike c’è il petrolio di Little Boston (California). Al posto di Rockerduck c’è la Standard Oil (la “Esso”).

Ma questo ” petroliere” è un Paperone VERAMENTE cattivo: è un BASTARDO AL CUBO dalle mani insanguinate, ipocrita e vendicativo, che sfrutta cinicamente la faccia pulita del figlio adottivo (sintesi di Paperino, Qui, Quo e Qua) per fregare i contadini e il pastore Eli.

E il sangue che scorre nel titolo originale è appunto quello di Eli, rovinato dalla crisi del 1929 e ucciso nel tremendo finale dal Petroliere, ormai stramiliardario.

Sangue che nei fumetti non c’è. Ma c’è nella realtà del capitalismo.

Eccome se c’è.

P.S. Se qualcuno vi chiede da dove viene il tema del film, la parola d’ordine è Brahms…

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Published in: on aprile 14, 2018 at 10:42 pm  Comments (5)  
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un film che tutti i bloggers dovrebbero vedere…

…soprattutto i principianti come me.

Adesso vi trascrivo la TRAMA ESSENZIALE e poi vi motivo la mia affermazione.

Negli anni ’50 a Parigi un’americana (Meryl Streep, da Oscar) imparò così bene a cucinare alla francese che scrisse un librone di ricette. Grande successo. Cinquanta anni dopo una sposina un po’ frustrata a New York sfida se stessa a realizzare tutte quelle ricette (oltre 500) nell’arco di un anno, descrivendo quotidianamente in un blog i combattimenti (a volte disastrosi) ingaggiati nella sua piccola cucina con padelle, aragoste e panetti di burro. GRANDE SUCCESSO ANCHE PER LEI.

A prescindere dal contenuto culinario, viene descritto molto bene il debutto di una blogger.

  • E’ il marito a consigliarla: “sei stata una promettente scrittrice, riuscirai certamente a descrivere quello che provi…”
  • All’inizio Julie (interpretata da Amy Adams) è scettica: “non mi leggerà nessuno”
  • Infatti passano molti giorni prima che arrivi il primo commento; è sua madre e non è affatto incoraggiante “ma chi te lo fa fare…”
  • ma col tempo arrivano i commenti veri; numerosi, sempre più numerosi; il blog è citato dalla stampa, persino dal NYT
  • concluso l’anno di lavoro, Julie è assediata da editori grandi e piccoli; rielaborando i suoi post pubblicherà un libro
  • non manca un litigio tra Julie e suo marito (ma faranno pace) per l’assiduità con cui lei aggiorna il blog OGNI SERA PRIMA DI ANDARE A LETTO (bisogna capirlo, poareto)

Commento personale: proprio così, qualche volta bisogna lasciar riposare la tastiera pro bono pacis.

Published in: on aprile 10, 2018 at 12:22 am  Comments (10)  
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A Los Angeles il 4 marzo si assegneranno le statuette dorate. Qui cosa faremo?

Ognuno fa quello che sa fare. In America fanno i filmoni, noi facciamo le elezioni.

Infatti in Italia non si voterà solo il 4 marzo: grazie alla legge elettorale roseum porcellum nessuna maggioranza stabile uscirà dalle urne.

Si tornerà a votare, tipo Spagna. Vedrete in autunno che bello votare tra i filari delle viti!!!!
elez
Quale sarà la miglior coalizione (Best Coalition)?

  1. Centro-destra? (gode dei favori del pronostico; ma non si sa mai…)
  2. Centro-sinistra?
  3. Liberi-e-uguali? (potrebbe essere la sorpresa)

A chi andrà il premio per le Bugie più spudorate?

E il premio alla Trombatura più solenne? (qui Renzi parte favorito)

Clamorosa anticipazione: già assegnato il premio al Miglior Non Protagonista!

Ammirate qui l’immagine di uno che non è MAI stato protagonista, né come ministro degli esteri né come presidente del consiglio!
gent

Published in: on febbraio 22, 2018 at 12:12 am  Lascia un commento  
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And the winner is…

Tutto cominciò la notte degli Oscar, quando W. Beatty fece un casino inaudito sbagliando busta.

Poi fu la volta del testamento di Nathaniel Rothschild: il notaio sbagliò busta e annunciò che la totalità dei beni mobili e immobili andava alla Palestine Jewish Association… ma si corresse subito “l’erede universale è in realtà Barry Jenkins, regista di MOONLIGHT”

Quando il Re di Svezia annunciò il nome del Nobel per la letteratura successe ancora. “Vince il Premio il signor Philip Roth… scusatemi, ho sbagliato; il Premio va a Barry Jenkins…”

Piazza San Pietro era fremente di curiosità, quando il Camerlengo cominciò a parlare: Nuntio vobis gaudium! Habemus Papam! Excellentissimum Angelum…”

Un fulmine lo incenerì e una voce profonda (udita da tutti, in tutte le lingue del mondo) proclamò: “Neanche per idea! Il nuovo papa è Barry Jenkins!”
bar

Published in: on febbraio 27, 2017 at 11:30 am  Comments (2)  
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Un anno fa vinceva SPOTLIGHT (e chi se lo aspettava?) – Ci sarà una sorpresa anche quest’anno?

Alzi la mano chi si aspettava la statuetta a SPOTLIGHT.

Non vedo molte mani alzate.
mani
Fu, effettivamente, una sorpresa. Quasi tutti si aspettavano REVENANT (qualcuno puntò su LA GRANDE SCOMMESSA, qualcuno su THE MARTIAN).

E se anche la notte di domenica 26 ci lasciasse a bocca aperta? Tutti i bookmakers danno LA LA LAND come sicuramente vincente… e se vincesse ARRIVAL?

Ripeto quanto già detto. Ora tutta Hollywood è schierata contro Trump, la sua xenofobia e la grande muraglia al confine messicano. E la storia di ARRIVAL può essere letta come “accogliamo gli stranieri e non spariamo… almeno prima cerchiamo di capirli!”

Published in: on febbraio 24, 2017 at 11:09 am  Comments (4)  
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Quando Hollywood parla di Hollywood

Premessa. Qui non ci sono TUTTI i film ambientati a Bosco degli Agrifogli (l’elenco comprenderebbe centinaia di titoli), ma solo quelli in cui al centro c’è quel mondo litigioso e nevrotico di produttori, registi, attrici ecc che produttori, registi, attrici conoscono benissimo.

Sono stati realizzati dei film veramente ben fatti. E adeguatamente premiati: ci vuole un Tir per trasportare tutte le statuette vinte.

Naturalmente cito solo quelli che ho visto. Mi hanno detto che E’ NATA UNA STELLA è bellissimo. Quando l’avrò visto lo recensirò.

Inoltre nell’elenco non troverete ARGO, un film bellissimo, dove parte dell’intreccio riguarda il mondo del cinema, ma il nocciolo è altrove. Fine della premessa.

argo

SUNSET BOULEVARD (Viale del tramonto, 1950; regia di B. Wilder) – La grande ex-Diva (Gloria Swanson) si innamora  si aggrappa a uno sceneggiatore spiantato e molto più giovane (William Holden); lo uccide e impazzisce del tutto. Nel film appaiono nel ruolo di se stessi C. B. DeMille e Buster Keaton. 3 statuette + un baule di nominations

SINGIN’ IN THE RAIN (Cantando sotto la pioggia, 1951; regia di S. Donen e G. Kelly) – Addio al cinema muto, evviva il sonoro! Un grande divo (Gene Kelly), racconta dei suoi inizi (ha fatto la controfigura per anni) impara a scandire bene le battute e trova l’amore. 2 nominations, ma nessuna statuetta

THE BAD AND THE BEAUTIFUL (Il bruto e la bella, 1952; regia di V. Minnelli) – Un produttore particolarmente son-of-mignott (Kirk Douglas, che ha costruito il personaggio ispirandosi a D.O. Selznick) si arrampica sulle scivolose scale del successo e poi ruzzola giù. La “bella” del titolo è Lana Turner. 5 statuette + una nomination per Kirk

THE LAST TYCOON (Gli ultimi fuochi, 1976; regia di E. Kazan) – Robert De Niro è un produttore geniale (personaggio ispirato da I. Thalberg), ma va in crisi e gli tolgono subito la poltrona da sotto il culo. Un sindacalista (Jack Nicholson) lo prende a sberle. una sola nomination

S.O.B. (Son of bitch, 1981; regia di B. Edwards) – Dopo un clamoroso flop un celebre regista (R. Mulligan) medita il suicidio; decide di trasformare il suo musical in un pornosoft e induce la moglie (Julie Andrews) a recitare a seno nudo; alla fine viene ucciso dagli agenti della security e muore felice: una tragedia simile è una manna per gli incassi!

THE PLAYER (I protagonisti, 1992; regia di R. Altman) – Non credo esistano film come questo, che riunisce decine di camei (Julia Roberts, Jack Lemmon, Susan Sarandon, Rod Steiger, Peter Falk, James Coburn, Bruce Willis, ecc) mentre si progettano film e il Produttore (Tim Robbins) uccide uno sceneggiatore, ma la fa franca e ne sposa la vedova (Greta Scacchi) 3 nominations

THE AVIATOR (2004; regia di M. Scorsese) – Howard Hughes (L. Di Caprio) ha due passioni: gli aeroplani e le attrici. Nella sua camera da letto vita sono passate Jean Harlow (G. Stefani), Katherine Hepburn (C. Blanchett), Ava Gardner (K. Beckinsale) eccetera eccetera. 5 statuette + una carrettata di nominations

THE ARTIST (2011; regia di M. Hazanavicius) – Omaggio pluripremiato al cinema muto americano da parte dei francesi. Il Grande Divo (J. Dujardin, che si è ispirato a Douglas Fairbanks) si oppone al sonoro: produrrà un film muto con la sua pecunia. Disastro. Ma l’amore lo salverà! 5 statuette + un fagottone di nominations

MY WEEK WITH MARILYN (Marilyn, 2011; regia di S. Curtis) – Nel 1956 LEI (M. Williams) sbarcò in Inghilterra per girare IL PRINCIPE E LA BALLERINA con Laurence Olivier (K. Branagh). Tra gli altri personaggi Vivien Leigh (J. Ormond), Sybil Thorndike (J. Dench) e una guardarobiera (E. Watson). 2 nominations

HITCHCOCK (2012; regia di S. Gervasi) – Come il mago della suspence ideò e realizzò PSYCHO. A. Hopkins è perfetto; ma anche H. Mirren (Alma Reville), J. Biel (Vera Miles) e S. Johansson (Janet Leigh) non scherzano! una nomination

HAIL, CAESAR (Ave Cesare, 2016; regia di E&J Coen) – Riuscirà il Grande Divo (G. Clooney) a scoprire la verità sul comunismo? Si troverà un padre per il baby che la Grande Diva (S. Johansson) nasconde con sempre maggior difficoltà? Su questi e altri drammi del cinema anni ’50 si farà presto luce! una nomination

LA LA LAND 14 nominations… ma ne parliamo domenica sera.

Published in: on febbraio 22, 2017 at 7:12 pm  Lascia un commento  
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3 filmoni alla vigilia degli Oscar (and the best is…)

Febbraio è sempre un bel mese per chi ama il cinema.

Tra novembre e gennaio nelle sale si son visti film che non definisco cinepernacchie perché le pernacchie si offenderebbero.

Ma adesso elenco 3 cose belle. Vederle ha migliorato la qualità della mia vita.

HACKSAW RIDGE (M. Gibson)

LA LA LAND (D. Chazelle)

ARRIVAL (D. Villeneuve)

Vi dico subito che non intendo stabilire una graduatoria. Sono generi diversissimi (guerra, musical, fantascienza) e quindi non paragonabili tra loro. E’ come chiedersi se era più precoce Mozart o più ninfomane Savita Bhabhi.

  • LA LA LAND ha le maggiori chances di acchiappare la statuetta dorata; è un film delizioso, spudoratamente sentimentale (ma non c’è il zuccheroso lietofine di CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA) e piace anche a chi (come me) non spasima per il genere Hollywood about Hollywood: VIALE DEL TRAMONTO, IL BRUTO E LA BELLA, S.O.B., THE ARTIST ecc; tornerò sull’argomento molto presto
  • HACKSAW RIDGE è la storia vera e sanguinosa di un eroe atipico: Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell’esercito americano, che fu decorato per aver salvato 75 commilitoni senza sparare un solo colpo (Okinawa 1945); non è un film militarista, la guerra viene mostrata in tutta la sua brutalità (e comunque quella guerra andava fatta: ve l’immaginate un mondo dominato dall’Asse?); Gibson sarà uno stronzo, umanamente parlando, ma come regista è un maestro
  • di ARRIVAL ho già parlato il 24 ultimoscorso; siete patiti della SF? siete fan di Amy Adams? io appartengo ad entrambe le categorie, perciò sono uno dei pochissimi a nutrire qualche speranziella che una delle 8 nomination centri il bersaglio; anche perché a Donald Trump darebbe molto fastidio il successo di una storia dove gli alieni sono buoni e una donna dimostra più intuito di tutti i militari messi insieme

la
Nel prossimo post manterrò la promessa di 18 righe fa.

Come fu che mi trovai a mangiare salumi e crescentine con i fratelli Lumière; i quali mi dissero che gli Oscar quest’anno saranno assegnati a…

Ci sono pochi luoghi che mi riconciliano con la vita come Titì (trattoria in località Gesso, near Bologna) e le sue crescentine.
crescent
Però viene sete. E non alludo all’acqua…
sorb
Insomma, come la è e come non la è, mi accorsi che nel tavolo accanto al nostro c’erano Auguste e Louis.

Auguste: -Ti ricordi che mi avevi chiesto, l’ultima volta che ci siamo visti, come mai gli italieschi sono meno originali dei franciosi? Beh, il fatto è che a noi piace davvero cambiare; a voi no. Noi facciamo le rivoluzioni, voi cambiate tutto perché nulla cambi…-

Io: -Come dice il nostro Tomasi di Siracusa…-

Louis: -Ecco, lui! Noi abbiamo avuto Robespierre, voi Badoglio che proclamò “la guerra continua!” mentre già trattava col nemico…-

Auguste: -Per non parlare di un certo Andreotti, famosissimo da noi per il suo “il potere logora chi non ce l’ha”!-

Io: -Andreotti? Ha un emulo fiorentino; si chiama Renzo Mattei (mi pare) e ha idee molto precise sul potere! Ora, cambiando leggermente discorso, vorrei chiedervi un favore…-

Louis: -Prego?-

Io: -Potreste dirmi… chi si porterà a casa le statuette dello zio Oscar domani sera?-

Auguste: -Bien sur, mon fils! Noi viviamo nell’eternità e quindi conosciamo perfettamente il futuro! Scrivi…

  • film REVENANT
  • regia INARRITU
  • sceneggiatura originale SPOTLIGHT
  • sceneggiatura non originale LA GRANDE SCOMMESSA
  • film in lingua foresta IL FIGLIO DI SAUL
  • attrice protagonista B. LARSON
  • attore protagonista L. DI CAPRIO
  • attrice non prot A. VIKANDER
  • attore non prot T. HARDY
  • cartoon INSIDE OUT
  • colonna sonora E. MORRI

A quel punto intervenne mia moglie. Già non era contenta di sentirmi dialogare col gatto della trattoria. Poi, disapprovando che scrivessi sul tovagliolo con un dito intinto nel lambrusco, mi invitò a riportarla a casa.

Peccato. Mi sarebbe piaciuto sapere chi era quel Morri che avrebbe vinto l’oscar.

Published in: on febbraio 28, 2016 at 9:46 am  Comments (1)  
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6 motivi per cui potete scommettere sull’oscar a Di Caprio (e un motivo per non farlo)

Primesimo motivo. Ha vinto il Golden Globe (best actor in a Drama); negli ultimi anni l’accoppiata globo-oscar è automatica (J. Bridges, C. Firth, D. Day-Lewis, M. McComesiscrive, E. Redmayne)

Secondesimo motivo. REVENANT vincerà la statuetta come Best Film (ho già spiegato perché); l’effetto scia favorisce quasi sempre l’attore protagonista

Terzesimo motivo. La legge dei grandi numeri. LDC è alla quinta nominescion e, come scrisse il profeta Salomone, “dagli dagli dagli, anche le cipolle diventano agli”

Quartesimo motivo. Si profila un lucrosissimo accordo tra la FOX e MEDUSACINEMA per la realizzazione di una serie di kolossal (il primo sarà GANGS OF CASTELVOLTURNO) con LDC e Checcozalone. E’ un affare da fantamiliardi di dollari… e molti giurati dell’Accademy hanno ricevuto offerte che non si possono rifiutare.

Quintesimo motivo. Se la statuetta non va a L. Di Caprio, chi glielo spiega all’orsa che ha lavorato per niente?

Sestesimo motivo. Mostradamus in una celebre centuria profetizza che “il leone e il leopardo uccideranno il biscione nero; da violento cavallo volteggiante sarà trainato, per il fatto il fratello lungo tempo sarà odiato” (chiaro, no?)
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Un motivo per non scommettere? Si chiama Eddie Redmayne. 

Secondo Roberto Nepoti (che di cinema ne capisce) “Eddie potrebbe costare a Dicaprio l’ennesima delusione agli Oscar”
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a metà di questo mese bisestile ho visto un BAH e quattro film al di sopra del BAH

Mi piace andare al cinema in questo periodo “sanremese”.

Sale semivuote (qualcuno guarda la tv, qualcuno è andato a sciare, qualcuno è andato in Spagna a cercare l’optalidon) e film come si deve.

  • IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI – Ho goduto come un maiale vedendolo sul grande schermo (l’avevo visto solo in tv, tantissimi anni fa); impossibile riassumerne la trama se non si risolve prima l’enigma: Franz è pazzo o lo fanno passare per tale? (io ho un’opinione, ma non voglio dirvela; e forse sono influenzato dalla storia di SHUTTER ISLAND)
  • REVENANT – REDIVIVO – L’avevo visto a gennaio e mi era piaciutissimo. Siamo in vista della Notte delle Statuette e ho voluto rivederlo: ce la farà? Mah… non conosco ben 5 degli 8 candidati e quindi non posso scommettere il collo (anche perché ne ho solo uno, di colli). Diciamo che è MOLTO PROBABILE: è l’epopea di un eroe solitario. Cosa c’è di più americano?
  • L’ULTIMA PAROLA – LA VERA STORIA DI DALTON TRUMBO – Un altro bel film, ben sceneggiato e ben recitato (come ho già detto, B. Cranston è il solo che possa contrastare il trionfo di Di Caprio). Magistrali anche Helen Mirren nella parte da “cattiva” e John Goodman (che si sta specializzando nelle parti di produttore). Mi piace soprattutto che il protagonista non sia descritto in termini agiografici; Trumbo non era un santo (gli piaceva la bella vita, eccome!), semplicemente non gli andava che qualcuno gli dicesse in che cosa credere.
  • C’è un po’ d’Italia nella categoria AL DI SOPRA DEL BAH. Abbiamo visto PERFETTI SCONOSCIUTI e ci è piaciuto. L’ho recensito qui e mi astengo dal rispondere al quesito “quel terribile gioco della verità si è svolto veramente o era solo nella mente di Kasia Smutniak?”. Blabla (che di cinema ne capisce) consiglia di compararlo con SLIDING DOORS. Il titolo allude al fatto che anche le persone che crediamo di conoscere sono in realtà dei PS.

Dopo questo poker d’assi (accludo le rispettive immagini) citerò un film che poteva riuscire meglio.
dottor
capri
trumbperfett
Così discesi dal cerchio primaio giù nel secondo che men luogo cinghia… (ehm, scusate; ero distratto)

Alla categoria BAH (qualche infamia e qualche lode) appartiene L’ABBIAMO FATTA GROSSA di e con Carlo Verdone (e Antonio Albanese come spalla di lusso).

Si ride, almeno in certe scene (i 2 protagonisti entrano in un solarium e chiedono un lettino per due) e le pernacchie finali sono molto liberatorie.

Però la sceneggiatura qualche buco ce l’ha e alcuni personaggi ci sono soltanto per combattere la disoccupazione.