Specchio, specchio che non hai mai l’affanno… qual è il peggior film italiano di quest’anno?

La fine del 2016 si avvicina, alla velocità costante di 60 minuti all’ora.

Film buoni (PERFETTI SCONOSCIUTI, tanto per dirne uno) ne sono stati realizzati in Italia.

Ma anche tante fetecchie: ne elenco qui 7 (in attesa che i prossimi mesi ne aggiungano altri) sperando che chi passa di qua mi aiuti a scegliere il peggiore.

    1. TIRAMISU’ – Diretto da Fabio De Luigi, interpretato da Fabio De Luigi. Auguro a FDL di fare meglio la prossima volta. Anche perché fare peggio è impossibile. La storia, decisamente balorda, si ispira lontanamente a IL MEDICO DELLA MUTUA, che però è lontano anni luce.
    2. TOMMASO – Anche qui un regista (Kim Rossi Stuart) che dirige se stesso. Può funzionare, se ti chiami Orson Welles. Negli altri casi non funziona quasi mai. La generosità con cui le attrici (tra cui Cristiana Capotondi) fanno a meno dei vestiti non basta a farmi piacere il film.
    3. UN PAESE QUASI PERFETTO – Questa volta si cerca di scoprire la bellezza delle montagne lucane. Ma la storia non sta in piedi (per trasformare una miniera in un centro termale occorrono capitali enormi). Fabio Volo è il solito cane. Silvio Orlando da seimenomeno.
    4. MILIONARI – Film realizzato nel 2014 e proiettato nelle sale solo quest’anno. Se lo vedi capisci il perché. Difetto principale: il protagonista è disegnato con eccessiva simpatia (tipo Vito Corleone), mentre andrebbe coperto di sterco. Pregio: c’è Francesco Scianna, che però recita con poca convinzione.
    5. FOR EVER YOUNG – Come sprecare dei bravi attori (Bentivoglio, Teocoli, Fresi, “Lillo” Petrolo, Frassica ecc) per realizzare un prodotto meno che mediocre. Fausto Brizzi è in calo dai tempi di NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI. Stavolta è solo notte, notte fonda.
    6. ONDA SU ONDA – Altro regista che dirige se stesso. E’ Rocco Papaleo e come spalla si è scelto Alessandro Gassman. Due grossi calibri, mica Boldi e De Sica. Eppure il film non decolla: si ride pochissimo e il finale è una vera lagna.
    7. L’ABBIAMO FATTA GROSSA – Vedi sopra. Albanese è un bravo attore (sentirlo, nel finale, recitare il monologo del Macbeth è l’unico momento bello della storia. Verdone è Verdone. Però questa farsa (chiamarla commedia mi pare eccessivo) somiglia troppo a quelle di Stanlio e Ollio.

capottiral'abb

Qui si parla di Giovanna Mezzogiorno. Prima però (o forse dopo) devo dire qualcosa di me

Avendo ricevuto una nominescion per il premio UNIA (che non ho capito bene cosa voglia dire: forse UNITED NATIONS IGNORANT AWARD?), devo rispondere a 7 domande sull’argomento LIBRI.

Per un bibliofilo come me è un invito a nozze.

Ma prima do la parola a Giovanna Mezzogiorno, un’attrice che apprezzo molto molto molto.

“Ringrazio tutti quelli che mi hanno votata (per la precisione, Irene D M, BeatrixKiddo, Sam, Ceciliacondello, Sailor Fede e lilian) e ricordo che c’è tempo fino al 31 Silvestro prossimo per votare ancora.

Ora elenco i miei film che il Bibliofilo ricorda di aver visto (è un po’ rincoglionito e forse qualcuno l’ha dimenticato)

  • IL VIAGGIO DELLA SPOSA (1997; mi chiamo Porzia e imparo a vivere da uno stalliere -interpretato da Sergio Rubini, pure regista- rozzo ma onesto e dotato di molto buon senso; è il mio esordio sul grande schermo e me la cavo bene) 
  • UN UOMO PERBENE (1999; mi chiamo Silvia e sono la figlia di Enzo Tortora, interpretato da Michele Placido)
  • L’ULTIMO BACIO (2001; mi chiamo Giulia; un fetentone -interpretato da Stefano Accorsi- mi ha messa incinta e mi tradisce pure; alla fine lo sposo; farò bene?)
  • LA BESTIA NEL CUORE (2005; mi chiamo Sabina e, durante la gravidanza, mi visitano incubi spaventosi; mio fratello -interpretato da Luigi Lo Cascio- mi aiuta a ricordare un terribile passato)
  • LEZIONI DI VOLO (2005; mi chiamo Chiara e lavoro come ginecologa in India; ho una storia con un giovane romano, interpretato da Andrea Miglio Risi, figlio e nipote d’arte)
  • VINCERE (2009; mi chiamo Ida Dalser e mi sono innamorata di Mussolini; quel grandissimo bastardo non solo mi ha piantata con un figlio ma mi ha fatto rinchiudere in manicomio)
  • BASILICATA COAST TO COAST (2011; mi chiamo Tropea e lavoro per un settimanale di provincia; seguo quattro scannazzati dal Tirreno allo Ionio; dovete sentirmi gridare “AZIONE!!!!” quando li filmo)

Dopo le immagini (sono venuta bene?) potrete leggere le risposte del bibliofilo a domande bibliofile.”

giovagiovgiovanna

  1. Qual è il primo libro che hai letto in assoluto? Ricordo l’impressione che mi fece TOM SAWYER. Era un’edizione ridotta (ero alle elementari) dell’editore Boschi
  2. Hai mai fatto un sogno ispirato a un libro che hai letto? No, mai. Le parole fanno ragionare, emozionare e fantasticare… ma per suscitare sogni o incubi le immagini dei film non hanno rivali (“la guerra dei mondi” del 1953 ha agitato molte mie notti)
  3. Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro: la copertina, la trama o il titolo? Confesso che IL TITOLO ha spesso influenzato le mie scelte. JACK FRUSCIANTE ecc, VA DOVE TI PORTA ecc, I PILASTRI DELLA TERRA…
  4. Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio? La sorte amara del domatore di cavalli Ettore mi ha commosso fino alle lacrime (avrò avuto 9 anni quando mi capitò in mano una parafrasi dell’Iliade).
  5. Qual è il tuo genere preferito? La mistery-story (da noi si chiamano “gialli”) da E. A. POE a CAMILLERI passando per A. CHRISTIE e SIMENON.
  6. Hai mai incontrato uno scrittore? Dovrei cominciare da BENNI (era nella classe accanto alla mia alle medie “Guinizelli”); a parte lui, incontri ufficiali (stretta di mano, dedica autografa ecc) ne ho avuti molti. Cito soltanto GIORGIO GABER (perché quella faccia? non scriveva le sue canzoni e i suoi monologhi?) e PAOLA MASTROCOLA.
  7. Posta un’immagine che rappresenta per te la lettura. LA STORIA INFINITA è l’esempio perfetto del libro INTERATTIVO, nel senso che chi legge BENE una storia ne diventa co-autore…

 

è nata una star? CON INTERESSANTISSIME CONSIDERAZIONI SOCIOLOGICHE SUL PORNO, LA POLE DANCE E BERLUSCONI

Sabato. Rituale appuntamento con la ballotta: che film vediamo? Seguirà cena in pizzeria.

Sondaggio telefonico:

  • 4 voti per E’ NATA UNA STAR? 
  • voti per THE RAVEN
  • voto per MAGNIFICA PRESENZA
  • 1 voto, il mio, per CESARE DEVE MORIRE (non l’ho ancora visto, confesso; ma lo vedrò questo pomeriggio, mentre mia moglie è impegnata in una pratica quaresimale nota come Consigli di classe)

PRIMA CONSIDERAZIONE SOCIOLOGICA. I 4 voti per la commedia sul porno-fatto-in-casa sono tutti femminili. Le nostre signore hanno votato compatte (e ovviamente hanno vinto). Noto un crescente interesse femminile sull’argomento. SHAME l’ho visto dopo insistenti pressioni di mia moglie (che poi si è dichiarata delusa: non era abbastanza hard). E’ solo una posa o interessa davvero? FINE DELLA PRIMAecc

Comunque il film in questione non è male. Gli darei 6 su 10 se avessi l’abitudine di dare voti.

Alle signore è piaciuto tantissimo, non solo per il tema sopra accennato: il fatto è che LE DONNE DEL FILM dimostrano una maturità incomparabilmente superiore ai due protagonisti. Infatti:

  • il figlio (Castellitto junior) è un babbeo totale; dopo 3 anni di Istituto Professionale Alberghiero non sa cuocere il roast-beef; peggio ancora, si gioca l’amore della fidanzatina (che sembra una persona per bene) e vorrebbe continuare a “lavorare” in un ambiente dove non sai se temere di più la malavita (il porno è “cosa loro”), l’AIDS o la precarietà (quando non sei più in forma mica ti danno la pensione)
  • il padre (Rocco Papaleo) è consapevole dei rischi che corre suo figlio, ma si muove con goffaggine suprema; inoltre come fa a non sapere che se usi impropriamente il computer aziendale ti beccano subito? 
  • aggiungo che detto padre si rende ridicolo in numerose occasioni (ad esempio, quando sbircia le dimensioni di un presunto “rivale”) mentre la madre (Luciana Littizzetto) non ride mai, perché c’è davvero poco da ridere… e del sogno vogliamo parlare? le convinzioni morali del padre sono salde, ma l’inconscio è l’inconscio!

E Berlusconi non lo vogliamo citare? Claro que sì! L’immagine del Cavaliere (a cavallo, naturalmente) appare per un attimo (è il premio per la tombola al centro anziani). Ma l’ideologia berlusconiana (i soldi, la notorietà, la patonza…) è alla base dei “ragionamenti” del figlio. A questi modelli culturali (non ridete, in sociologia si chiamano così!) si contrappone la serietà delle donne di questo film: lavorano, fanno volontariato, curano la raccolta differenziata dei rifiuti, sanno riconoscere i propri errori (la prof che aveva insistito nel dare la parte di Lucignolo a un cinesino che parla italiano da solo 3 mesi si arrende all’evidenza…)

ULTIMA (finalmente!) CONSIDERAZIONE. Nel sogno del Padre una biondazza si esibisce in un balletto intorno a un palo al centro del salotto. Proprio come in un famoso monologo di Giacobazzi.

-Ah! E’ quella la lap dance?-

-No, cara. La lap dance è un’altra cosa. Quella lì si chiama Pole dance. Quando siamo a casa ti spiego meglio…-

-Ma Giacobazzi…-

-Si è sbagliato…-

Arrivano le pizze, interrompendo la disquisizione.

Published in: on marzo 26, 2012 at 11:42 am  Comments (8)  
Tags: , , , , , ,

Commedie (e farse) all’inizio della primavera

Questo pomeriggio siamo andati all’Arlecchino. Proiettavano un film così così (dopo vi dico quale) e, quando siamo tornati a casa, abbiamo “messo su” il DVD di una delle più belle commedie di tutti i tempi.

Tanto per rifarci la bocca.

Apro una parentesi (vi avviso, sarà piuttosto lunga).

Mi chiedo perché siano così rare le commedie ben riuscite nel nostro cinema (ce ne sono, naturalmente, ce ne sono: elencherò in altra sede quelle che mi sono piaciute di più) e, se vogliamo cercare capolavori, i primi titoli che vengono in mente sono di genere drammatico: ROMA CITTA’ APERTA, LADRI DI BICICLETTE, LA CIOCIARA… fino a GOMORRA.

Inoltre, come è stato sentenziato, AGLI ITALIANI PIACCIONO DI PIU’ LE FARSE che le commedie vere e proprie. Era così in passato (da Petrolini a Totò), è così oggi:

  • TUTTI AL MARE è una farsa, nel senso che fa ridere (lo ammetto, ho riso anch’io) con situazioni e macchiette da commedia dell’arte (ad esempio, lo iettatore) e con battute vernacole che a Roma e dintorni funzionano sempre; ma qui in Val di Pado si ride poco a sentir ripetere continuamente “paraculo”, “figlio di mignotta”, “bucio de culo” ecc
  • un’altra farsa, in vernacolo toscano, ha rubato il titolo a AMICI MIEI (quello sì che era un capolavoro!): si ride in sala, ammetto anche questo, ma meno del previsto; più che altro mi ha fatto tornare in mente BELFAGOR L’ARCIDIAVOLO del 1966 (ma tra Ettore Scola e Neriparenti ce ne corre, per non parlare di Gassman)
  • farsa amara è QUALUNQUEMENTE; l’abbiamo visto in compagnia di un calabrese (pardon, un reggino) che continuava a commentare “è proprio così, da noi i sindaci si eleggono così…”; alcuni tra i miei amici lo hanno giudicato un capolavoro: bisognerà che lo riveda (magari in TV) perché proprio non me ne sono accorto
  • MANUALE D’AMORE 3 l’ho visto unicamente per sentire De Niro pronunciare battute in italiano; è un grande professionista, ma da solo non basta; siamo sempre nel genere farsa: Verdone, più che a Sordi, assomiglia sempre più a Fantozzi (il parrucchino, la porta dell’ascensore in faccia, i guerriglieri che lo prendono ostaggio) e Scamarcio che si nasconde dietro la porta perché è tornato il marito… che strazio!

Prova a differenziarsi dal farsume sopraelencato LA VITA FACILE, ma non merita la sufficienza; lo può apprezzare solo chi ama i panorami della Rift Valley. Elisa di Rivombrosa (la Puccini) non è credibile: si innamora a turno di tutti i maschi che le capitano a tiro, mantenendo SEMPRE LA STESSA ESPRESSIONE TRASOGNATA.

Veniamo infine a NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE, il film da cui è iniziato questo interminabile post.

Se volevano una storia graffiante (tipo TUTTA LA VITA DAVANTI) questa graffia poco. Nessuno oggi si scandalizza se una 35enne, per tirare avanti, si improvvisa escort.

Semmai c’è troppa concorrenza.

Diciamo che si intrecciano una love-story tra i protagonisti (poco riuscita: né la Cortellesi né Bova sono convincenti come amanti) e una parte comica.

E le risate non mancano, soprattutto quando Rocco Papaleo fa le sue sparate razziste: “i negri sono una razza inferiore… sono andati in America e si sono messi a fare gli schiavi, mentre noi italiani siamo andati in America e abbiamo fondato la MAFIA… tutta un’altra organizzazione…”


Chiudo la parentesi piuttosto lunga.

Adesso dovrei dirvi quale bellissima commedia abbiamo visto, una volta tornati a casa. Ma il post ormai supera le 500 parole.

Ne parliamo la prossima volta. Adiòs.