dal piccolo al grande schermo (BORIS, FASCISTI SU MARTE, QUALUNQUEMENTE)

Mantengo la promessa fatta il 15/11. Metto a confronto 3 film, generati da spunti televisivi.

  1. BORIS. Per chi non lo sapesse è una serie andata in onda dal 2007 al 2010 (prima sul canale satellitare FOX, poi su Cielo). Nel 2011 hanno fatto il film. Un buon film, secondo me. Descrive con sarcasmo il mondo del cinema: produttori rozzi e cinici,  intellettuali snob, attori bislacchi… (la parodia di Margherita Buy, che diventa Marilita Loy, è ferocemente spassosa)
  2. QUALUNQUEMENTE (2011). Cetto La Qualunque è un personaggio che A. Albanese ha proposto per anni in tv (Mai dire domenica, Che tempo che fa…) e lì mi è piaciuto. Al cinema le sue gag risultano un po’ ripetitive. Soltanto un paio di trovate sono imprevedibili: quando Cetto si presenta alla porta del carcere insieme al figlio (ed è il figlio che va dentro!) e quando arrivano i carabinieri (tu speri che vengano ad arrestarlo e invece…). Ha finalmente un volto l’antagonista DE SANCTIS: è S. Cantalupo (già visto in GOMORRA, era il sarto).
  3. FASCISTI SU MARTE (uscito nelle sale nel 2006). Barbagli (l’incrollabile federale) e la sua squadraccia li avevo molto apprezzati su Raitre. Deludente la versione cinematografica. Le battute che riuscivano così bene nei tempi brevi del Caso Scafroglia perdono sapore quando sono diluite in 100 minuti. Direi che l’inizio è buono, ma poi non si sa come finire.
Decideranno i miei eventuali lettori su quale sia il migliore?
N.B. Alla categoria STORIE TELEVISIVE DIVENTATE CINEMA si potrebbero aggiungere molti altri esempi. Ad esempio TRE UOMINI E UNA GAMBA (1997) dove si inserisce molto del repertorio classico di Aldo Giovanni&Giacomo (il controllore sul tram contro “Ajeje Brasov”, la prima colazione a base di peperonata, Dracula tra i leghisti ecc).
Oppure CADO DALLE NUBI (2009) che utilizza gag e canzoni già famose di Checco. 
Però qui c’è una TRAMA articolata e coerente, con figure ben riuscite di ANTAGONISTI (affidate a VERI attori: Carlo Croccolo nel primo, Ivano Marescotti nel secondo) e con COLPI DI SCENA davvero imprevedibili.

qualunquementeborismarte

drogati dalla televisione…

DOMANDINA FACILE FACILE. Cosa hanno i comune i sottoelencati personaggi, oltre ad essere protagonisti di film di grande successo (in fondo al post, se ci arrivate vivi, potete leggere la graduatoria)?

  • Paola Cortellesi
  • Claudio Bisio
  • Checco Zalone
  • Ficarra&Picone
  • Luca&Paolo
  • Antonio Albanese
  • Luciana Littizzetto
  • Raoul Bova
  • Alessandro Preziosi
  • Aldo Giovanni&Giacomo

Risposta: devono la loro popolarità alla TV.

NON VOGLIO DIRE che non siano bravi. Alcuni sono bravissimi (Albanese, per esempio), ma non si può negare che il “piccolo schermo” è il trampolino che li ha lanciati.

Se non li vedessimo continuamente in TV, magari negli spot di un telefonino o di un supermercato, non si riempirebbero le sale per i loro film, spesso mediocri (IMMATURI) o meno che mediocri (FEMMINE CONTRO MASCHI).

Mi rendo conto di non esagerare in fatto di originalità, ma LO DICO LO STESSO: il pubblico italiano è drogato dalla tv. Vediamo la faccetta o la facciona di X o Y sul piccolo schermo e l’andiamo a rivedere al cinema.

GRADUATORIA dei film più visti in Italia dal 1° gennaio

  1. CHE BELLA GIORNATA (Checco Zalone)
  2. IMMATURI (Raoul Bova, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu)
  3. QUALUNQUEMENTE (Antonio Albanese)
  4. PIRATI DEI CARAIBI
  5. FEMMINE CONTRO MASCHI (Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Paola Cortellesi, Alessandro Preziosi)
  6. FAST AND FURIOUS 5
  7. IL DISCORSO DEL RE
  8. UNA NOTTE DA LEONI 2
  9. NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE (Paola Cortellesi, Raoul Bova)
  10. LA BANDA DEI BABBI NATALE (Aldo, Giovanni&Giacomo)

(AGGIORNAMENTO del 14 luglio). E’ sorprendente che HABEMUS PAPAM abbia già fatto staccare più di 800.000 biglietti, nonostante Nanni Moretti non sia “televisivo” 


Boris il film, molte lodi e qualche infamia

L’altra sera al tavolo di Titì (salumi, crescentine e lambrusco) abbiamo dibattuto su BORIS.

Abbiamo decretato che il personaggio di Marilita è una chiara allusione a Margherita Buy e che si sono notevoli analogie tra questo film e QUALUNQUEMENTE.

Qualunquemente è una farsa amara sulla criminalità in politica (o sulla politica criminale, se preferite) del nostro Belpaese.

In BORIS l’amarezza viene dalla constatazione che anche il cinema italiano, come la tv, è affetto da cialtronite acuta e progressiva. E che gli spettatori, per lo più, vogliono ridere-ridere-ridere delle scoregge e degli sberleffi del cinepanettone.

E qui c’è un bivio.

Chi ha seguito i telefilm della Fox vada pure avanti a leggere.

Chi non li conosce può fare un salto dopo l’immagine e poi tornare qui.

Dunque, ecco la TRAMA ESSENZIALE. René ha in mente un film serissimo, basato su LA CASTA di Rizzo e Stella. Ma tutto va storto: attori, tecnici, sceneggiatori e produttori sembrano congiurare perché l’impresa fallisca prima ancora di cominciare. Non resta che rovesciare il film come un guanto. Sarà un altro cinepanettone (Natale con la Casta, intesa come casta di bramini indù) infarcito di attrici cagne, culi e battute vernacole: “Sticazzi!!!” “Bucio de culo” ecc

Complessivamente è un bel film e lo raccomando a tutti. Ci sono episodi da antologia, come il trio degli “sceneggiatori democratici” e la scena della “cagna maledetta” che per avere un’espressione pensosa deve calcolare mentalmente 8 x 12 (difatti per oltre un minuto rimane pensierosa e poi grida “92!” che è anche sbagliato).

Però… ci sono episodi abbastanza inutili (ad es, Piovani che perde la statuetta dell’oscar a poker) che sembrano messi lì come riempitivo (veniva troppo corto…). E, nell’insieme, c’è un eccesso di grottesco: possibile che nell’ambiente del cinema siano TUTTI (attori, tecnici ecc) nevrotici, narcisi e fantozzianamente incapaci?

Precisazione che lascia il tempo che trova. La musica che accompagna il funerale del Grandeattore (schiattato per overdose) è il tema di Mahler (quinta sinfonia, mi pare) usato da Visconti in MORTE A VENEZIA. In questo caso, si muore a Roma.

Fine della precisazione che lascia il tempo che trova.



PREMESSA che metto qui in fondo e dedico a quei meschini che non conoscono le serie tv di Boris.
Da anni (troppi anni) René Ferretti, regista di scarso talento, si dedica a soap operas di serie B. Con lui lavora (?) una “corte dei miracoli” di attori e tecnici altrettanto mediocri. Si raggiunge il massimo della cagneria con Corinna (interpretata da Carolina Crescentini), che però è l’amante del produttore e non può essere cacciata. In sintesi, un casino paragonabile a quello descritto in BOLLE DI SAPONE (Michael Hoffman, 1991).

Come molti nel modo dello spettacolo René è superstizioso e il suo portafortuna è un pesce rosso chiamato Boris.

Però tutto sembra cambiare quanto René si ribella a questo tran tran (gli vogliono imporre una fiction “religiosa” sul giovane Ratzinger) e decide di passare al “grande cinema”. Fine della premessa, tornate pure su.

Published in: on aprile 10, 2011 at 1:17 pm  Lascia un commento  
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Commedie (e farse) all’inizio della primavera

Questo pomeriggio siamo andati all’Arlecchino. Proiettavano un film così così (dopo vi dico quale) e, quando siamo tornati a casa, abbiamo “messo su” il DVD di una delle più belle commedie di tutti i tempi.

Tanto per rifarci la bocca.

Apro una parentesi (vi avviso, sarà piuttosto lunga).

Mi chiedo perché siano così rare le commedie ben riuscite nel nostro cinema (ce ne sono, naturalmente, ce ne sono: elencherò in altra sede quelle che mi sono piaciute di più) e, se vogliamo cercare capolavori, i primi titoli che vengono in mente sono di genere drammatico: ROMA CITTA’ APERTA, LADRI DI BICICLETTE, LA CIOCIARA… fino a GOMORRA.

Inoltre, come è stato sentenziato, AGLI ITALIANI PIACCIONO DI PIU’ LE FARSE che le commedie vere e proprie. Era così in passato (da Petrolini a Totò), è così oggi:

  • TUTTI AL MARE è una farsa, nel senso che fa ridere (lo ammetto, ho riso anch’io) con situazioni e macchiette da commedia dell’arte (ad esempio, lo iettatore) e con battute vernacole che a Roma e dintorni funzionano sempre; ma qui in Val di Pado si ride poco a sentir ripetere continuamente “paraculo”, “figlio di mignotta”, “bucio de culo” ecc
  • un’altra farsa, in vernacolo toscano, ha rubato il titolo a AMICI MIEI (quello sì che era un capolavoro!): si ride in sala, ammetto anche questo, ma meno del previsto; più che altro mi ha fatto tornare in mente BELFAGOR L’ARCIDIAVOLO del 1966 (ma tra Ettore Scola e Neriparenti ce ne corre, per non parlare di Gassman)
  • farsa amara è QUALUNQUEMENTE; l’abbiamo visto in compagnia di un calabrese (pardon, un reggino) che continuava a commentare “è proprio così, da noi i sindaci si eleggono così…”; alcuni tra i miei amici lo hanno giudicato un capolavoro: bisognerà che lo riveda (magari in TV) perché proprio non me ne sono accorto
  • MANUALE D’AMORE 3 l’ho visto unicamente per sentire De Niro pronunciare battute in italiano; è un grande professionista, ma da solo non basta; siamo sempre nel genere farsa: Verdone, più che a Sordi, assomiglia sempre più a Fantozzi (il parrucchino, la porta dell’ascensore in faccia, i guerriglieri che lo prendono ostaggio) e Scamarcio che si nasconde dietro la porta perché è tornato il marito… che strazio!

Prova a differenziarsi dal farsume sopraelencato LA VITA FACILE, ma non merita la sufficienza; lo può apprezzare solo chi ama i panorami della Rift Valley. Elisa di Rivombrosa (la Puccini) non è credibile: si innamora a turno di tutti i maschi che le capitano a tiro, mantenendo SEMPRE LA STESSA ESPRESSIONE TRASOGNATA.

Veniamo infine a NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE, il film da cui è iniziato questo interminabile post.

Se volevano una storia graffiante (tipo TUTTA LA VITA DAVANTI) questa graffia poco. Nessuno oggi si scandalizza se una 35enne, per tirare avanti, si improvvisa escort.

Semmai c’è troppa concorrenza.

Diciamo che si intrecciano una love-story tra i protagonisti (poco riuscita: né la Cortellesi né Bova sono convincenti come amanti) e una parte comica.

E le risate non mancano, soprattutto quando Rocco Papaleo fa le sue sparate razziste: “i negri sono una razza inferiore… sono andati in America e si sono messi a fare gli schiavi, mentre noi italiani siamo andati in America e abbiamo fondato la MAFIA… tutta un’altra organizzazione…”


Chiudo la parentesi piuttosto lunga.

Adesso dovrei dirvi quale bellissima commedia abbiamo visto, una volta tornati a casa. Ma il post ormai supera le 500 parole.

Ne parliamo la prossima volta. Adiòs.