2010-2019 – I MAGNIFICI 14 (PARTE SECONDA)

Proseguo la graduatoria, salendo altri sei gradini.

7° posto. INSIDE OUT (16/9/2015)
sideMeraviglioso. Non ho mai visto un film di animazione affrontare così bene il delicatissimo momento in cui si smette di essere bambini e si diventa adolescenti. Tra le tante trovate geniali voglio incorniciare gli studi della Cineproduzione Sogni dove un regista che somiglia molto a Steven Spielberg dirige i sogni (e gli incubi) della protagonista.

Una volta tanto il doppiaggio italiano è perfetto, molto meglio delle voci della v. o.

6° posto. C’ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD (18/9/2019)
outHa già vinto il Golden Globe per la categoria Commedie e non mi stupirebbe l’Oscar (l’avevo ipotizzato a settembre).

C’è violenza (non sarebbe un film di Tarantino se non ci fosse un bagno di sangue nel finale) ma è sostanzialmente un omaggio alla indimenticabile Hollywood degli anni ’60, senza trascurare gli italici spaghetti western.

Nel titolo c’è un evidente tributo a Sergio Leone. Spero che Sergio, sporgendosi dalla sua nuvoletta, l’abbia apprezzato.

5° posto. TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI (11/1/2018)
billibUn film indimenticabile. Una regia perfetta. Tre interpreti eccezionali: Frances McDormand, Sam Rockwell, Woody Harrelson.

L’autore di questo bloggaccio ha già descritto l’ambiente di Ebbing (se la conosci la eviti). Voglio solo aggiungere che non c’è in questa memorabile storia la contrapposizione manichea tra i “buoni” e i “cattivi”. Mildred è animata da una rabbia comprensibilissima, ma non è proprio una santa; quanto a Jason Dixon, per i primi 90 minuti non ci sono abbastanza insulti sul vocabolario per definirlo, ma poi si fa perdonare e quando partono insieme per l’Idaho lo spettatore osserva che, in fondo in fondo, sono una bella coppia.

4° posto. TOY STORY 3. LA GRANDE FUGA (7/7/2010)
toyCapolavoro, tanto che rischiò in quell’anno di affiancare alla statuetta di Miglior film animato quella di Miglior film, che invece andò al DISCORSO DEL RE.

Dentro questo gioiello c’è tutto. C’è il sentimento, c’è la fuga dal carcere, c’è la commedia brillante (i duetti tra Barbie e Ken), c’è la psicanalisi…

Infine (lasciatemelo dire) che bello vedere bambine e bambini che usano la fantasia per giocare con Woody, Buzz, Mr. Potato, Barbie ecc senza drogarsi di videogiochi, tv e porcherie elettroniche varie!

3° posto. THE ARTIST (9/12/2011)
asrtIncredibile. Se qualcuno prima del 2011 avesse profetizzato che un film muto, in bianco e nero e senza star internazionali avrebbe beccato l’Oscar a Napoli gli avrebbero chiesto se era ascito pazzo (a Milano se era fuori di melone).

E’ veramente stupendo e si è portato a casa 5 meritatissimi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, colonna sonora, costumi. Scusate se è poco.

Finale da applausi. Dujardin (che non è un ballerino professionista) si scatena in un numero alla Fred Astaire e quando il produttore estasiato gli chiede di rifarlo (a Hollywood si fa sempre una seconda scena; potrebbe venir meglio) risponde ansando my pleasure con un accento orrendo. E tutti capiscono perché si è sempre rifiutato di interpretare un film parlato.

P. S. Nel 2012 concorrevano al premio dei filmoni come THE TREE OF LIFE, MIDNIGHT IN PARIS e HUGO CABRET, che avrei potuto inserire a pieno titolo in questa classifica se non fossi così pigro.

2° posto. GREEN BOOK (31/1/2019)
greenVirgilio guida Dante per i gironi infernali del razzismo USA (siamo alla vigilia dell’omicidio di Dallas). Virgilio viene dal Bronx, il coloured Dante dall’aristocratica Carnegie Hall (Manhattan, 7th avenue).

Virgilio salverà Dante dai razzisti di un bar del Kentucky e gli insegnerà a mangiare il pollo con le dita. Dante insegnerà a Virgilio come scrivere lettere d’amore e lo tirerà fuori dal carcere grazie alla sua amicizia con Robert Kennedy, ministro della giustizia.

Alla fine escono a riveder le stelle nel Bronx, il giorno di Natale.

Veramente un film bellissimo, ben diretto e ben interpretato. A Mahercomesiscrive Alì il secondo Oscar (il primo era nel 2017, per MOONLIGHT). Non male per un attore che si professa musulmano; si può dire tutto dei giurati dell’Academy, ma non che sono islamofobi.

1° posto….

Se vi interessa sapere quale film mi sia piaciuto di più nel decennio 2010-2019 aspettate ancora un paio di giorni.
point

Published in: on gennaio 10, 2020 at 2:26 pm  Lascia un commento  

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