il meglio e il peggio di BRIGITTE BARDOT

Fu vera gloria?
bard
Forse i posteri pronunceranno l’ardua sentenza (ma forse avranno altro a cui pensare…).

Comunque io non ho dubbi.

C’è nella vasta filmografia di BB un vero capolavoro (ebbe anche una nomination all’Oscar, ma contro LA FONTANA DELLA VERGINE non c’era partita).

Ho già citato LA VERITE’  (Clouzot, 1960) e torno a dire che mi sembra la sua miglior interpretazione. Un ruolo drammatico, in cui BB recita davvero e non si limita ad esporre la sua leggendaria avvenenza.

Per chi non la conosce riassumo la TRAMA.

Dominique ha ucciso Gilbert; su questo non ci piove. Eparvier, Procuratore della Repubblica, la vuole alla ghigliottina. Si rievoca in tribunale una lunga e amara storia, ma non vi dico come va a finire…

Dopo la locandina elencherò alcune delle interpretazioni peggiori. Mi duole ammetterlo, ma spesso erano filmuzzi uzzi uzzi (però incassavano alla grande).
vert
Per stabilire quale tra i seguenti ruoli di BB sia il meno convincente dovrei rivedere i film in questione. Manco se mi pagano.

  • SEXY GIRL (Boisrond, 1959) – BB è Virginie, fresca sposina di un dentista accusato di omicidio. Le indagini chiariranno tutto. Storia fiacca, interpretazione svogliata.
  • LES FEMMES (Aurel, 1969) – BB è Clara, segretaria di uno scrittore erotomane in crisi. Sesso più descritto che praticato. Si sbadiglia.
  • LE NOVIZIE (Casaril, 1970) – BB è Agnes, scappata dal convento. Annie Girardot è decisamente più espressiva e più arrapante.
  • LE PISTOLERE (Christian-Jacques, 1971) – BB è Louise. Ammirevole il coraggio di lasciarsi affiancare dalla più giovane Claudia Cardinale, che le ruba spesso la scena.
  • DON JUAN 73 (Vadim, 1973) – BB è Jeanne, versione femminile di Don Giovanni, il libertino di Siviglia. Conoscete la storia, vero? Allora non occorre che vi dica come va a finire… In Italia era intitolato UNA DONNA COME ME.

Mi fermo qui, accorgendomi che sto inserendo uno degli idoli della mia adolescenza nella categoria APEG (avrebbe potuto essere grande…).

A questo proposito, parlerò molto presto di un attore americano che forse potrebbe essere proclamato campione mondiale degli APEG.

Published in: on settembre 14, 2014 at 3:54 pm  Comments (2)  
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il meglio e il peggio di SOPHIA

Proseguo sul tema iniziato nel post precedente.

Quale interpretazione scicolonesca mi ha maggiormente impressionato?

Elenco (in ordine di tempo) 4 titoli. E chi vuol aggiungere aggiunga.

  1. LA CIOCIARA (1960, regista De Sica) – E’ Cesira, travolta nell’abisso della guerra. Non càpita spesso che la stessa interpretazione sia premiata a Hollywood e a Cannes.
  2. IERI, OGGI E DOMANI (1963, ancora De Sica) – E’ Adelina (napoletana), Anna (milanese, uno dei pochi ruoli “antipatici” della sua carriera) e Mara (romana).
  3. MATRIMONIO ALL’ITALIANA (1964, sempre De Sica) – E’ Filumena Marturano. Un ruolo formidabile; però il merito è più di Eduardo che di Sophia.
  4. UNA GIORNATA PARTICOLARE (1977, regia di Scola) – E’ Antonietta, casalinga disperata in un palazzone romano (mentre Hitler scorrazza per la città).

lorenierifilumenascola
E le delusioni? Beh, ce ne sono state… Direi che il tonfo maggiore è avvenuto nel 1972.

BIANCO, ROSSO E… (Lattuada) avrebbe potuto essere un grande film, ma Celentano vuol strafare (gli càpita spesso) e Sophia nei panni della suora ci sta davvero male.bianco

Brigitte Bardot?

Arriva presto. Contateci…

Published in: on settembre 10, 2014 at 9:48 am  Comments (2)  
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VITE PARALLELE (nel senso che non si incontrano mai) di SS e di BB

Vite parallele di 2 attrici che (dopo aver affascinato intere generazioni) compiranno HH anni tra poco.

Sofia Villari Scicolone (d’ora in poi abbreviata con la lettera S) nasce a Roma il 20 settembre 1934.

Brigitte Bardot (d’ora in poi abbreviata con la B) nasce a Parigi il 28 settembre 1934.

S inizia giovanissima con i fotoromanzi. Non occorre recitare, basta la bella presenza. La sua carriera cinematografica inizia con ruoli molto marginali; il primo film importante è DUE NOTTI CON CLEOPATRA (1953) accanto ad Alberto Sordi.

B esordisce giovanissima come ballerina (gambe lunghe e robuste). Anche lei gira qualche filmuzzo, tra cui MIO FIGLIO NERONE (1956) accanto ad Alberto Sordi.

S diventa presto una star internazionale. Piace molto agli americani. Protagonista in decine di film, diretta da registi come George Cukor, Sidney Lumet, Stanley Donen, Vittorio De Sica… persino Charlie Chaplin. L’elenco dei partners internazionali (da Clark Gable a Marlon Brando, Gregory Peck, Cary Grant, Peter O’Toole, Richard Burton, John Wayne ecc) richiederebbe un post a parte.

B, al contrario, non rientra negli stereotipi del pubblico anglosassone. Era troppo bionda e a Hollywood una francese non poteva essere bionda (vogliono una “francese disinibita”? prendono Shirley MacLaine!). Piace moltissimo in Italia: il suo unico premio internazionale è il David di Donatello per LA VERITA’ (Clouzot, 1959). Mi domando: se Woody Allen l’avesse conosciuta 50 anni fa, le avrebbe dedicato un film tipo MIDNIGHT IN PARIS?

S, a differenza di B, non ha mai tentato il suicidio. E’ una donna solare, piena di vitalità: ve la immaginate con un flacone di barbiturici in mano? No, davvero non è il tipo. Ha passato qualche guaio (è stata ospite del penitenziario di Caserta per reati fiscali, ma per pochi giorni…) e ne è sempre uscita senza drammi. Un solo marito, due figli.

B, invece, di mariti ne ha avuti 4. Un solo figlio (dire che non vanno d’accordo è un eufemismo). Non ha ricevuto nessun Oscar (S l’ha vinto nel 1962 per LA CIOCIARA), ma ha ricevuto un’enorme pubblicità gratuita dal Vaticano, che usò una sua foto (vedi sotto) per simboleggiare il Male.

S non invecchia mai (grazie a qualche aiutino) e continua a recitare. Nel 2010 ha interpretato Romilda, sua madre, nel film tv LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI.

B ha chiuso col cinema nel 1974 (DON JUAN di Vadim è stato il suo ultimo film e, secondo me, è stato un vero flop); non ha arricchito i maghi della chirurgia plastica e ha lasciato che le rughe la invadessero, tra un’invettiva contro l’Islam e una crociata animalista.

Auguro comunque buon compleanno a tutte due.

Se poi volete sapere quale film dell’una e dell’altra abbia più giovato al mio morale… ne parliamo la prossima volta.
lorenbardo

Published in: on settembre 2, 2014 at 7:25 am  Comments (6)  
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Fenomenologia dell’accappatoio (tra gli spot TRIVAGO e la prossima coppia di star)

Sto preparando un nuovo volume di LE VITE PARALLELE.

Si aprirà mettendo a confronto due tochi de mona (come si dice a Oxford) nate a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, una a Roma e l’altra a Parigi.

Ma ne parleremo a Settembre. Adesso parliamo di accappatoi.

Ve lo ricordate il primo spot di Trivago? Una magrolina vuol andare a VENEZIA, a pochi metri da piazza San Marco… e ci va da sola.

A parte il fatto che una camera singola a quel prezzo non te la danno neanche nel più squallido motel dell’entroterra mestrino… PERCHE’ VA DA SOLA A VENEZIA?

  • è un sicario della mafia e deve prendere bene la mira dalla sua finestra?
  • deve nascondersi da un sicario della mafia? (ha scelto male il posto)
  • vuole fregare l’accappatoio dell’hotel? (sulla categoria dei collezionisti di accappatoi rubati mi diffonderò tra qualche riga)
  • tutte e tre le cose insieme?

Comunque, lo spot è stato sostituito. Adesso non siamo più in un alberghetto veneziano.

La scena è in un megahotel berlinese, i personaggi sono il Barbuto e la Hippy.

Atto primo, scena prima.

Barbuto e Hippy si guatano nel corridoio. Entrambi hanno prenotato una singola (ma lei spende meno), entrambi sfoggiano candidi accappatoi.

Atto primo, scena seconda. Bordo piscina. Altra sguardata.

Atto primo, scena terza. In ascensore, i due ridacchiano.

Atto secondo. Tra i 2 succede qualcosa.

(lo so che sarebbe più divertente se lei lo decapitasse stile al quaida, ma l’obiettivo dello spot è quello di convincere i gonzi che “prenotando con trivago si rimorchia” come suggerito qui)

Prima osservazione. Lui nella scena del letto indossa la maglietta del Brasile, lei della Germania. Lei ovviamente esulta (secondo messaggio: se sai come prenotare vinci il mondiale).

Seconda (essenziale) osservazione. Dopo il sesso, il Barbuto e la Hippi si lavano i denti indossando gli accappatoi di cui sopra.

Avanzo un’ipotesi. La passione è scattata perché i 2 hanno casualmente scoperto di appartenere all’AILDA (Associazione Internazionale Ladri Di Accappatoi).

E’ un hobby molto diffuso.

Sanno nascondere bene l’accappatoio dentro il trolley (si comprime in modo incredibile) e poi se la filano all’inglese, ritenendo che non saranno inseguiti fino all’aeroporto (tipo ARGO).

Ma ignorano che è stato costituito il SIKEA (Sindacato Internazionale Killer E Affini). E questo, in conclusione, spiega perché la Magrolina di 40 righe fa spende così poco: lavora per il SIKEA e, quando squilla il cellulare, corre a prendere il suo fucile 50BMG silenziato con mirino ottico telescopico…
accapp

Published in: on agosto 28, 2014 at 11:09 am  Comments (2)  
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Le facce di bronzo di Riace (e se fossero di cioccolata?)

Sull’altipiano continua il maltempo.

Ci ritroviamo nel salotto a ciacolare.

Più esattamente, metà degli ospiti viene qui; l’altra metà (quelli che leggono solo Libero e il Giornale) aspetta l’ora del pranzo guardando la tv.

Si ciacola del + e del -

Primo argomento: il richiesto spostamento dei Bronzi a Milano.
riace
Opinioni contrastanti. Una signora di Montebelluna sostiene che quelle statue a Reggio Calabria non le vede nessuno e quindi andrebbero trasferite al Nord in permanenza.

(se vi sembra di intravvedere in questa proposta un disprezzo per la Calabria non vi sbagliate; corre voce che detta signora non vada più in chiesa perché il prete insiste a dirle che Dio ha creato un’anima immortale anche per i meridionali)

Comunque, dissenso quasi unanime: le statue sono fragili (nemmeno il bronzo dura in eterno) e portarle a Milano è rischioso.

Io propongo di esporre delle copie all’Expo. I turisti non hanno problemi di autenticità. Verranno, scatteranno foto e se ne andranno…

Come per le gondole di Las Vegas.

Qualcuno sottolinea che i 2 di Riace non c’entrano una cippa col tema dell’Esposizione di Milano, cioè l’alimentazione.

Mica si mangiano, i bronzi.

Mi viene un’ideuzza, ma non la dico a nessuno.  Si potrebbero produrre milioni di copie dei bronzi di cioccolata, naturalmente in formato ridotto…

Si venderebbero bene, secondo me. Devo telefonare a Shanghai, dove il mio amico Riccardo Benussi si occupa di brevetti… “Se brevettiamo I BLONZI DI LIACE, qualcuno ci fa causa?”

Intanto la conversazione si è spostata sugli spot della premiata ditta Trivago. Avete presente quei due che si incontrano in uno sciccoso hotel di Berlino?

  • Lui ha una barba lunga che sembra Garibaldi da giovane
  • Lei è giovane, una specie di hippy che viaggia sola. O magari va in cerca di clienti. Lo vede in piscina, poi in ascensore, poi vanno a letto. Messaggio occulto: se prenoti con Trivago, poi rimorchi…

Ma il tema è troppo complesso per essere trattato così. Ne riparliamo la volta prossima, ok?

trivago

Published in: on agosto 22, 2014 at 4:15 pm  Comments (1)  
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meno male che c’è il 666…

Non mi riferisco all’antica tradizione, che indica Satana con quel numero.

Al contrario, il devoto Daniele Meucci ha innalzato gli occhi al cielo dopo il traguardo di Zurigo.

Comunque, il 666 non gli porta male.
666
Grande atleta, il Meucci.

Ricordo che martedì scorso aveva corso i 10mila (arrivando sesto), tanto per scaldare i muscoli.

Che dire? Nell’estate in cui i miliardari “azzurri” del calcio hanno fatto la figura dei cioccolattai il podista Meucci e il ciclista Nibali (che miliardari non sono) hanno meritato il mio applauso.

Published in: on agosto 17, 2014 at 11:49 pm  Comments (1)  
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il più famoso degli APEG?

Non so voi. Io sostengo che questo attore avrebbe potuto essere un grande. Lo abbiamo visto recitare (in modo più che convincente) in film diretti da

  • FELLINI
  • LATTUADA
  • MONICELLI
  • SCOLA
  • ZAMPA
  • COMENCINI
  • NANNI LOY
  • EDUARDO DE FILIPPO

Dopo le immagini elencherò qualcuna delle sue interpretazioni migliori (dove ha dimostrato, come ho detto, di essere un vero attore) e delle ciofeche più orrende, dove (spesso dirigendosi da solo) ha gettato il suo talento nel cesso.

Apro una parentesi. Certi attori vengono dal teatro e si vede.
Di Ernesto Calindri e del suo raffinato  mestiere ho già parlato.
Aggiungo il grande Gino Cervi, che anche quando faceva Peppone o la pubblicità di Vecchia Romagna ecc si sentiva la scuola di Ruggero Ruggeri.
Chi invece viene dall’avanspettacolo finisce spesso nel trash.
Chiusa parentesi. albertalbdifficilealbesordi
Quale, secondo voi, il meglio e il peggio?

Tra i film migliori suggerisco LO SCEICCO BIANCO, I MAGLIARI, IL VEDOVO, TUTTI A CASA, IL MAESTRO DI VIGEVANO (Federico dixit), IL BOOM e UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO (ma aggiungetene voi, e vi ringrazierò).

Tra le interpretazioni peggiori (e qui si fa davvero fatica a scegliere) cito

  • IL GIOVANE LEONE
  • IL MALATO IMMAGINARIO (e pensare che si poteva lavorare di fino su un personaggio così)
  • IN VIAGGIO CON PAPA’
  • SONO UN FENOMENO PARANORMALE (forse il peggiore di tutti)
  • UN TASSINARO A NEW YORK (mah, direi che questo è ancora peggio…)
  • TUTTI DENTRO (qui si poteva fare un capolavoro; Sordi poteva anticipare Antonio Di Pietro… e si è limitato a fare qualche inutile smorfia)

Che dire? Se c’è l’Inferno degli Attori (ho ipotizzato il Paradiso qualche giorno fa) a lui potrebbe capitare la pena di recitare in un film comico (dove il tempismo è tutto) e dimenticare sempre le battute.

Ma, conoscendo il tipo, l’Inferno riuscirà a trattenerlo in eterno? Qualche furberia, qualche spintarella, qualche raccomandazione di Gianni Letta…

Vite d’artista. (parallele? di fatto non si sono incontrate)

Metto a confronto due attori italiani.

Quasi coetanei (hanno riempito, in modi diversi, il secolo XX). Li indicherò con le lettere E e A.

E nasce a Certaldo.

A nasce a Roma.

E inizia giovanissimo (nel 1929) la sua carriera teatrale. Goldoni, Ionesco, Plauto, Shiller, Pirandello, Moliere etcetera. Dotato di una presenza (che non definisco magnifica per non plagiare Ozpetek) e di un’impeccabile dizione, lavora con Visconti, Gassman e Tino Carraro.

A viene scartato dall’Accademia dei Filodrammatici per il suo accento troppo romanesco. Inizia a lavorare nel teatro leggero (1937, compagnia di Aldo Fabrizi e Anna Fougez) e poi alla radio. Le macchiette radiofoniche del Conte Claro e di Mario Pio lo rendono popolarissimo.

E lavora anche nel cinema. Tra il 1939 e il 1989 compare in più di 60 film. Tuttavia il grande pubblico lo conosce soprattutto per gli spot del Chinamartini e di un digestivo a base di carciofo.

A, invece, non lega la sua fama alla pubblicità. Interpreta invece più di 100 personaggi tra il 1951 e il 1995. Gioca a scopone, pilota macchine volanti, cerca un amico in Africa, vende armi, combatte in diverse guerre, è detenuto in attesa di giudizio… ma il discorso diventa complesso. Magari lo approfondirò la volta prossima.

E sale al Paradiso degli attori nel 1999.

A fa lo stesso (ma ne siamo sicuri?) quattro anni dopo.
calinscopone

 

Published in: on agosto 4, 2014 at 9:26 am  Comments (1)  
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COME VORREI CHE FOSSE QUI!!! (il gioco d’agosto)

Indichi il candidato (scrivendo in carattere stampatello) chi pronuncia le 5 parole del titolo, nonché l’oggetto del desiderio.

Ecco qualche esempio.

  • Ilda Boccassini, visitando il carcere di Opera. Silvio Berlusconi.
  • Un eterosessuale adulto. Jennifer Lawrence.
  • Un’eterosessuale adulta. Ryan Gosling.
  • Uno squalo. Un surfista particolarmente grasso.
  • Chiunque sta per chiedere un mutuo alla banca. Robin Hood.
  • Chiunque trova l’accesso al suo garage occupato da un suv. Un carro attrezzi.
  • Una mamma esasperata dai capricci dei figli. Erode il Grande.
  • John Watson nel maniero dei Baskerville. Sherlock Holmes.
  • Biancaneve. Una scatola di minipreservativi.
  • Io, quando ricevo la telefonata di chi mi invita a cambiare compagnia bla bla bla. Un telecomando che provochi un immediato, inarrestabile, devastante e contagioso attacco di diarrea a chi mi ha chiamato.
  • Fabio De Luigi nello spot sul detersivo. Chiunque sia in grado di eliminare la rompicoglionesca mamma.
  • Papa Francesco davanti a una cella di Castel Sant’Angelo. Tarcisio Bertone.
  • Francesco Piccolo. Enrico Berlinguer.
  • Matteo Renzi. Beppe Grillo, in umido con patate e piselli.
  • Gli albergatori della riviera romagnola. Il sole.

berli

Transformers 5 – Minaccia Multipla

Ho un amico imolese, un po’ matto.

Ha visto TRANSFORMERS4 e me lo ha raccomandato: “E’ così balordo che potrebbe piacerti…”

 “Ma neanche se mi paghi!” (e comunque Giuliano non ha alcuna intenzione di pagarmi)

Però ieri sera ho mangiato pesante (Pizza del Minatore: salame piccante, cipolla, peperoni ecc) e ho sognato l’episodio italiano della transformersaga

TORINO, anni novanta. La FIAT inizia a produrre un veicolo incredibile. Talmente brutto che gli operai si chiedono “Ma questa è un’auto?” “Boh..”

Infatti non erano auto, ma autoboh (transformers brutti ma buoni) che difendevano l’umanità da Megastronz, il robottone cattivo.

Sappiate, se siete mai stati a bordo di una Multipla, che eravate a bordo di un Transformer.

Se non temete di saperne troppo, dopo l’immagine di un autoboh vi rivelerò in che modo Megastronz si sia nascosto e come un eroe italiano ha tentato di distruggerlo.
multi
L’astuto Megastronz si è trasformato in una nave da crociera.

L’eroico capitano Schettino se ne è accorto e ha fatto di tutto per distruggere la nave, cercando di speronare l’isola del Giglio.

Ma Megastronz è rimasto a galla.

Anzi lo hanno rimorchiato fino a Genova. E lì inizierà il prossimo episodio: Transformer contro i camalli.
costa

Published in: on luglio 27, 2014 at 6:17 pm  Comments (8)  
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