Molte delle affermazioni che leggerete in questo post, dedicato a due grandi attori (JERRY CALA’ e CHRISTIAN DE SICA) sono false

Calogero Calà (in arte Jerry) esordì con piccole ma intense partecipazioni in alcuni film di W. Allen: MANHATTAN, STARDUST MEMORIES, ZELIG, BROADWAY DANNY ROSE, RADIO DAYS e NEW YORK STORIES.

Dopo il 1990, però, il Nostro fece un salto di qualità. Approdò al cinema d’essai con i seguenti registi:

  • Castellano & Pipolo (OCCHIO ALLA PERESTROJKA, SAINT TROPEZ – SAINT TROPEZ…)
  • Bruno Gaburro (ABBRONZATISSIMI, ABBRONZATISSIMI 2)
  • Claudio Fragasso (OPERAZIONE VACANZE)

Infine, a coronamento di tanta carriera, ha diretto se stesso in una pietra miliare della cinematografia:  VITA SMERALDA (2006). Pellicola impreziosita dall’interpretazione di Lory Del Santo, Elena Santarelli ed Eleonora Pedron, nonché dai ruoli cameo di Lele Mora e Flavio Briatore.

Dopo l’immagine illustrerò la vitamortemiracoli di un altro grande attore drammatico, nato anche lui nel 1951.

Infine, a beneficio di chi ha perso il post precedente, riscriverò la SCALA DI CAGNAGGINE (da 0 a 10).
calà
VINARRIAMDIFANFULLADALODIIIII… (scusate, ho sbagliato foglio)

L’esordio cinematografico di Christian De Sica fu difficile. Non volendo essere favorito dal cognome, scelse lo pseudonimo di Max Von Sidow.

All’inizio fu scelto dal regista svedese Bergman come protagonista di filmetti commerciali (IL SETTIMO SIGILLO, IL POSTO DELLE FRAGOLE, COME IN UNO SPECCHIO, LUCI D’INVERNO, IL SILENZIO…).

Poi, superando il timore di essere aiutato dal fatto di chiamarsi De Sica, abbandonò lo pseudocoso e cominciò a lavorare con grandi registi

  • Carlo Vanzina (da VIUUUUULENTEMENTE MIA a BUONA GIORNATA ne ho contati 11)
  • Neri Parenti (17 “film” da I POMPIERI a AMICI MIEI, COME TUTTO EBBE INIZIO -che sta al film di Monicelli come Berlusconi sta a De Gasperi-)
  • Enrico Oldoini (6 film, da YUPPIES 2 a ANNI 90)
  • Pupi Avati (IL FIGLIO PIU’ PICCOLO, l’unico ruolo drammatico in una carriera di pernacchie e di mortaccitua)

Infine è passato dall’altra parte della mdp, dirigendo pellicole destinate all’immortalità

  1. FACCIONE (1990)
  2. IL CONTE MAX (1991)
  3. RICKY E BARABBA (1992)
  4. UOMINI UOMINI UOMINI (1995)
  5. TRE (1996)
  6. SIMPATICI E ANTIPATICI (1998)
  7. THE CLAN (2005)

Dunque, quale voto daremo a questi titani della decima musa?

SCALA DI CAGNAGGINE:

0 – In fondo in fondo non è un cane

1 – Lo è, lo è (magari poco, ma lo è)

2 – Non chiamatelo CANE, i cani potrebbero offendersi

3 – Orrendo

4 – Orrendamente orrendo

5 – Al di là di ogni paragone di cagnaggine

6 – Non ci sono parole sul vocabolario in grado di descriverlo; bisogna inventare qualche insulto particolarmente sanguinoso

7 – Se Dante tornerà a scrivere l’INFERNO (così, tanto per rintuzzare Dan Brown) aggiungerà un girone apposta per questo CAGNACCIO, laggiù in fondo…)

8 – Primato mondiale di orrendità

9 – Se qualcuno ve ne parla bene FATELO INTERDIRE

10 – Aaaaaaarghhhhhhhh, aiutoooo!!!!! Chiamate subito Peter Cushing con un crocifisso e un appuntito paletto di frassino!!!!

Ugo Uomogianni (in inglese, HUGH JACKMAN)

Non ho visto molti suoi film (non so niente di Wolverine, tanto per dirne una).

Ma, come al solito, potete aggiungere altre sue interpretazioni.

    • CODICE SWORDFISH (2001) – Stanley è considerato l’hacker più abile del mondo (si è beccato 2 anni di carcere per questo). Gli offrono un lavoro molto speciale e molto illegale: ovviamente rischia la vita (in questo genere di film il protagonista la rischia sempre), ma per 10milioni di dollari si può fare…
    • KATE & LEOPOLD (2001) – Nella New York del 1876 il nobile Leopold cerca moglie (e che sia molto ricca, perché il forziere di famiglia è vuoto). Grazie a una macchina fotografica magica si ritrova nella NY moderna, dove incontra Kate (Meg Ryan). Secondo voi, decideranno di amarsi nel presente o nel passato?
    • VAN HELSING (2004) – Fate uno sforzo e immaginate che il Vaticano abbia una squadra di 007 (ufficio di M e armeria sono nei sotterranei di San Pietro). Immaginate che Gabriel Van Helsing uccida Mr. Hyde nella cattedrale di Notre Dame. Immaginate che, nel duello finale, il conte Dracula gli chieda “Non ti basta avermi ucciso la volta scorsa, quando eri un Arcangelo?”
    • SCOOP (2006) – Peter Lyman, riccone londinese con ambizioni politiche, è sospettato da un’aspirante giornalista (S. Johansson) e dal “mago Splendini” (W. Allen) di essere un serial killer; la verità verrà a galla dopo una serie di colpi di scena (kiss kiss, sbamm, splash…)
    • THE PRESTIGE (2006) – Lord Coltrow è un riccone con la mania della magia. Si fa chiamare Alfred Angier e acquista progressivamente grandi capacità, finché le scoperte dell’ing. Tesla gli permettono di realizzare un numero da fantascienza. Non aspettatevi il lieto fine.
    • AUSTRALIA (2008) – Drover, nell’Australia degli anni ’30, deve difendere la proprietà dell’inglesissima Lady Sarah e insegnarle a farsi rispettare dai “baroni” locali. Ci riesce benissimo e Lady Sarah impara anche a gridare PORCA VACCA (è essenziale). La tenuta da vaccaro gli sta da dio, ma quando si presenta in smoking a una festa lustra gli occhi a tutte le signore.
    • LES MISERABLES (2012) – Jean Valjean canta per tutto il film da tenore (uno sforzo notevole, per uno che “nasce” baritono) e fa venire i brividi con “Bring him home”.

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TO ROME WITH LOVE, by W. Allen

Mi sono già occupato di questo film nell’Aprile scorso.

Ma non era una recensione vera e propria (non avevo lo sbattimento di approfondire il tema). Adesso sì, anche perché ho promesso di spiegare i motivi per cui mi è piaciuto così poco.

PERCHE’ lo hanno massacrato unanimemente i critici di REPUBBLICA, del GIORNALE e di IL FATTO QUOTIDIANO? Solo perché offre un’immagine alquanto squallida del popolo italiesco (romanesco e pordenonesco)?

Indubbiamente a noi dispiace che all’estero ci descrivano così. Un Paese delle Vacanze dove niente è serio tranne il cibo e l’opera lirica.

Però ce lo meritiamo. Quale contributo abbiamo dato alla cultura mondiale negli ultimi 25 anni? Quanti Nobel abbiamo ricevuto, tenendo conto che Capecchi è americano a tutti gli effetti? E chi ha organizzato i G8 del 1994, del 2001 e del 2008, essendo stato votato da milioni di italioti?

Scusate l’enfasi, ma dovevo sfogarmi…

Tornando a TO ROMEecc, ha cominciato a non piacermi fin dal TITOLO.

In prima battuta doveva essere un DECAMERONE POP. Ma, dear mr. Allen, i temi delineati da Boccaccio non sono tanto il sesso e la malizia delle donne MA L’INTELLIGENZA E L’ARGUZIA DEI PROTAGONISTI, capaci di cavarsela nei momenti peggiori… Cosa che in questo film NON SUCCEDE. MAI.

Poi si pensò a NERONE che, secondo la leggenda, cantava e pizzicava le corde mentre tutto andava a fuoco.

Forse era il titolo adatto a un paese grottesco come il nostro.

Forse Allen se avesse visto GOMORRA, invece che pensare solo a Fellini, avrebbe potuto girare una cosa seria invece di questi 4 siparietti…

Invece della tragedia abbiamo la FARSA. E oltretutto una farsa che non fa ridere.

A meno che non vi faccia ridere la battuta di Penelope Escort sul “lavorare stando sdraiati sulla schiena”

E ARRIVO AL NOCCIOLO.

La parola LOVE è ambigua in inglese come il suo corrispettivo italiano. Può significare dedizione, altruismo, capacità di sorridente sacrificio “ti ho preparato una cenetta coi fiocchi (anche se a me basterebbero i bastoncini findus)”, cercare un regalo originale per il nostro anniversario invece di cavarmela con due biglietti a teatro…. e può essere un sinonimo di SEX, come in questo caso.

Sarebbe stato un titolo più esatto HAVING SEX IN ROME. Non perché ci sia tantissimo sesso, ma perché le protagoniste SEMBRA CHE NON ABBIANO ALTRO DA FARE o per professione (Anna) o per hobby (Milly Monica ecc).

Mr. Allen, lei conosce troppo bene Freud per non sapere che chi trova simpatiche SOLO le putt le olimpioniche del materasso ha avuto una madre sessuofoba.

Oppure si chiama VANZINA.

Ma lei non è un Vanzino. E’ un grandissimo regista. Perciò la prego di utilizzare meglio attrici come P. Cruz o E. Page. Qui le ho viste MOLTO svogliate…

Infine, la domanda cruciale. QUALE DEI QUATTRO EPISODI MI E’ PIACIUTO MENO?

Hard to say.

Dopo l’immagine (notate anche voi che Woody è più depresso del solito? Forse si è reso conto che la ciambella non è venuta col buco…) elencherò e valuterò.
cruz
SIETEANCORAQUI?

  1. IL GRILLO PARLANTE. Alec Baldwin mette in guardia un giovane ingenuo da Ellen Page: “E’ fasulla! Ti farà soffrire!” Si comporta un po’ come il fantasma di Bogart in PLAY IT AGAIN, SAM. Naturalmente il giovane non dà retta e ci casca con tutte le scarpe. Direi che questo è l’episodio migliore.
  2. OMAGGIO A “LO SCEICCO BIANCO”. Sposini arrivano dalla provincia. Lei finisce a letto con Scamarcio, lui viene stuprato da una escort (che deve aver sbagliato persona). Imitare Fellini è praticamente impossibile. Albanese sta a Sordi come Berlusconi sta a Benedetto Croce. Molti errori rossi e blu.
  3. CANTANDO SOTTO LA DOCCIA. Woody Allen vola a Roma per conoscere i futuri consuoceri. Solite battute sulla psicanalisi. Judy Davis (già applaudita da me come Comtesse de Noailles) è sprecata. Sprecato anche Fabio Armillato. Perché canta Ridi Pagliaccio? Ammetto che cantare Di quella pira l’orrendo foco nudo sotto la doccia sarebbe un controsenso. Seimenomeno.
  4. DALLE STALLE ALLE STELLE E RITORNO. Roberto Benigni (sprecatissimo) è un nessuno che inspiegabilmente la stampa e i tg trasformano in VIP. Poi nessuno se lo fila più. La prende male. Nel frattempo fanciulle disinibite fanno sesso con lui. Qui ci stava bene un accenno al nostro ex-lader (…scusate, ex-leader). E’ mancato il coraggio? L’episodio peggiore, secondo me.

Concludo dicendo che TO ROME WITH SEX, nel premio CHIAVICA D’ORO, ha avuto 3 punti negativi e due positivi (da Blabla e da Anna Nihil). TOTALE: -1

CHIAVICHE INTERNAZIONALI (da K. “Biancaneve” Stewart a Lincoln ammazzavampiri)

Alla mezzanotte del 31 prossimoventuro

  • scadrà il termine per pagare l’abbonamento tv (‘tacci loro!!!)
  • sarà calcolata l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
  • sarà assegnato il premio CHIAVICA D’ORO 2013

C’è ancora tempo per votare, dunque.

Ho già recensito PROMETHEUS, attualmente in testa.

Al secondo posto (ma può ancora rimontare) LA LEGGENDA DEL CACCIATORE DI VAMPIRI. Ma anche di questa TPB ho già parlato.

And what about BIANCANEVE E IL CACCIATORE, finora terzo in classifica? 

  1. La prima cosa da dire è che non l’ho visto! Confesso e non nego. Lo davano alla multisala Dundrum, ma non ci siamo andati…
  2. Però io mi fido del giudizio di Sailor Fede, il cui post qui riassumo: “sarebbe stato più interessante restare a casa a fissare il pavimento… lo spettatore si chiede perché in America non usino questo film come pena di morte… noioso, deludente… recitazione terribile…”
  3. Da parte mia posso ipotizzare il motivo per cui Kristen Comesichiama è tanto ammirata (ho le prove) dalle squinz teenagers di mezzo mondo. “Se una così ha sfondato e (a 20 anni) incassa quasi come Veronica da Macherio CHIUNQUE con un po’ di culo CE LA PUO’ FARE”

Infine bisognerà recensire TO ROME WITH LOVE. Ma oggi non ho proprio lo sbattimento di farlo.

Lo farò alla prossima occasione.

Per ora mi limito a citare PERSO GIA’ DI SUO (un blogger che ho imparato ad apprezzare da poco): “questo film non sembra diretto da W. Allen, anzi non sembra proprio girato da un regista professionista… la fotografia è scadente e gli attori mediocri; e parliamo di attori come P. Cruz, E. Page e J. Einsenberg, nettamente inferiori alle loro prestazioni abituali; meglio tendere un velo pietoso sulle apparizioni di attori italiani…”

biancanevelincoln

DUE DOMANDE FONDAMENTALI (in allegato, profonde considerazioni sulla parola AMORE)

PRIMA DOMANDA FONDAMENTALE: Benigni è messo talmente male finanziariamente da dover accettare una parte così loffia?

SECONDA DOMANDA FONDAMENTALE: Possiamo fin d’ora candidare TOROMEWITHLOVE per il Premio CHIAVICA D’ORO 2013?

Alla domanda numero 1 rispondo negativamente. A quanto mi risulta Roberto sta bene a soldi.

Per spiegare la sua presenza nel cast ritengo si debba seguire un’altra pista. Dopo l’Oscar del 1999 il Nostro era famoso nel mondo (per non citare la parte in ASTERIX CONTRO CESARE), ma poi c’è stato il flop di PINOCCHIO…

Mettiamola così: quando si è stati sul red carpet non ci si rassegna a sparire. Ragionpercui Benigni DIREBBE SI’ A QUALSIASI PROPOSTA, magari una comparsata in MEN IN BLACK 4…

Alla domanda n° 2 preferisco non rispondere (per ora). Preferisco ascoltare il parere dei miei eventuali lettori. Perilmomento posso solo dire che ho visto in questi primi mesi del 2012 film ben più chiavicheschi, come il vanzin-obbrobrio BUONA GIORNATA.

Allegato finale. ATTENZIONE!!!!!! Leggere le seguenti righe può provocare SBALZI D’UMORE, CRISI CARDIACHE, ANSIA, ENURESI e PRURITO.

Come è stato dimostrato da Euclide, scrivendo ROMA al contrario si ottiene AMOR. Dobbiamo dedurre che ROMA sia il contrario di Amore?

Si consideri che nel titolo compare LOVE, parola ambigua che si può tradurre in molti modi, da “questo lo faccio SOLO PER TE, non lo farei per nessun altra/o” a “ti ho comprato anche i cioccolatini: me la dai o no?”

  • in un episodio, un’americanina particolarmente insulsa incontra un romano lungocrinito: non hanno ancora litigato (è lì che si vede se può funzionare) e già i genitori di lei traversano l’Oceano… QUANTA FRETTA!!!
  • poi c’è la pochade, ispirata al fellinesco SCEICCO BIANCO: mentre la mogliettina passa dalle braccia di Albanese a quelle di Scamarcio, il maritino viene sgridato da una escort (“sei arrivato vergine al matrimonio? vergogna!!!”); a parte che Penelope Cruz sta a Giulietta Masina come Berlusconi sta a De Gasperi, mi volete spiegare come tradurre LOVE in questo episodio?
  • altro episodio, altro tipo di amore; uno studente piuttosto ingenuo si infatua per un’attrice furba e capricciosa; A. Baldwin, qui nel ruolo di grillo parlante, gli ripete: “non ti accorgi che è fasulla? lasciala perdere!”; fortunatamente lei se ne va e lui torna dalla comprensiva fidanzatina.
  • infine, l’episodio di Benigni (e così il cerchio si chiude): qui l’amore NON C’ENTRA PROPRIO, c’è solo l’attrazione fatale che certe donne provano per il VIP di turno (“ti ho visto in tv, ergo voglio entrare nel tuo letto”); finita la notorietà, finita l’attrazione.

CONCLUDO dicendo che queste cose succedono a Roma, ma sarebbe lo stesso a Grosseto o a Innsbruck (però il film “venderebbe” di meno). Credo in definitiva che non sia Roma il contrario di Amore.

Se capovolgi AMORE, leggi Allen.

Invecchiando, Woody è diventato sempre più amaro e misogino. Davanti a questo Dio misterioso, di cui sappiamo così poco oltre alla sua forza irresistibile, non si inginocchia più (come in MIGHTY APHRODITE), ma si limita a sottolinearne sarcasticamente l’irrazionalità.

benigni

Tema: UN FILM CHE MI E’ PARTICOLARMENTE PIACIUTO

(altro…)

Christopher Plummer got it

Per motivi anagrafici tifo per gli ottuagenari. Brindo perciò (con un vino molto vecchio) all’Oscar che ha premiato il “1929-classe-di-ferro” Plummer.

Apro parentesi. Gli Oscar di quest’anno sono in buona parte ispirati alla nostalgia del buontempochefù. Tra la Parigi disegnata da W. Allen (good grief, he is 76!) e l’omaggio a Meliès, tra Meryl Streep (non proprio una ragazzina) e i titoli di testa retrò di THE ARTIST diciamo che CP ci sta bene. Chiudo parentesi.

L’elenco dei ruoli del diversamente giovane Plummer è lunghissimo (ci ho riempito un post https://ilbibliofilo.wordpress.com/2011/05/19/christopher-plummer/)

In sintesi è stato re, detective, arcivescovo, extraterrestre, feldmaresciallo, mago, imperatore, gentiluomo antinazista  e precettore di Alessandro Magno.

Ha recitato in film bellissimi (Waterloo di Bondarchuk, ad esempio) e in autentiche fetenzìe.

Concludo dicendo che il match con Christopher Lee, omonimo e analogo, è ora 1 OSCAR a ZERO. Ma la partita non è finita…

plumwell

Published in: on febbraio 28, 2012 at 9:58 am  Comments (10)  
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LA ROSA PURPUREA DEL CAIRO

Premessa assolutamente OT. Ho visto TOMBOY, un bel film. Oggi non ho lo sbattimento di recensirlo, ma lo farò presto. Fine della premessa OT.

W. Allen ha concesso un’intervista a Anna Maria Speroni (Io donna). Richiesto di indicare di quali suoi film sia soddisfatto, ne ha elencati 6, mettendo in testa La rosaecc.

Ha diritto di pensarla così (è roba sua). Penso però che abbia improvvisato, citando a caso alcuni titoli. Si sa che non ama i giornalisti.

Io non lo considero un gran film. Ho elencato in altra sede quelli che considero i migliori di Woody

  • Bananas (1971)
  • Play it again, Sam (1972, non è diretto da lui ma è un suo film)
  • Annie Hall (1977)
  • Manhattan (1979)
  • Mighty Aphrodite (1995)
  • Whatever works (2009)
Già che ci sono, comunque, riassumo la TRAMA ESSENZIALE. Chi lo abbia visto e voglia intervenire in merito sarà il benvenuto.
Una moglie infelice va ripetutamente a vedere un filmuzzo (tipo Errol Flynn). Scena pirandelliana: il protagonista esce dallo schermo e le chiede come mai il filmuzzo le piaccia tanto. Diventano amanti. Ma l’attore che interpreta il protagonista interviene e seduce la moglieinfelice (la produzione sarebbe rovinata se il protagonista non ritornasse nella pellicola). Finale amaro.

Concetto chiave (ovvero, messaggio dell’autore). La vita è una sgradevole tragedia. Possiamo salvarci dalla disperazione entrando in un cinema e vedendo una bella commedia.

Ma, purtroppo, la realtà alla fine prevale.

Published in: on ottobre 22, 2011 at 1:26 PM  Comments (9)  
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BASTA CHE FUNZIONI vs SCOOP

Nello Scaffale dei Preferiti ci sono DVD che non mi sogno neppure di mettere in discussione (per motivi che i lettori ben conoscono): Amarcord, Apocalypse now, Blade runner, C’era una volta in America, Luci della città, Viale del tramonto…

In tale consesso non sfigurano due film del “primo” Allen: BANANAS e PROVACI ANCORA, SAM

Era un cineasta giovane e pieno di trovate spumeggianti. E (relativamente) contento di vivere.

Nei 2 film di cui si tratta nel titolo, invece, Woody mi sembra molto invecchiato e accartocciato sulle sue manie e sulla sua malinconia.

Vediamo un po’

  • SCOOP è del 2006. Allen non solo dirige (benissimo, con ottimo ritmo) una commedia-thriller con Scarlet Johansson, Hugh Jackman e Ian McShane, ma si ritaglia una brillante parte da comprimario. E’ un mago che smaterializza la gente e la fa ricomparire sul palcoscenico. Si fa chiamare SPLENDINI, ma il suo vero nome è Sid Waterman (“uso lo pseudonimo per sbalordire questi buzzurri…”) e profetizza che morirà perché gli inglesi “guidano dalla parte sbagliata della strada”. Infatti lo ritroviamo nel finale sulla barca di Caronte a intrattenere gli altri passeggeri con giochi di carte e a filosofeggiare: “non siate depressi, non crediate che essere morti sia un fatto negativo…”
  • WHATEVER WORKS è del 2009. Allen dirige, ma non compare. Lascia al suo alter-ego, il sarcastico prof. Yelnikoff (interpretato da L. David) il compito di sostenere che “gli insegnamenti di Gesù sono una meraviglia, come le idee di Marx, ma si basano sul falso concetto che l’uomo sia fondamentalmente buono, che se gli dai l’occasione di essere onesto l’afferra… e invece è uno stupido, egoista, avido, codardo e miope verme…”. Coerentemente con questo cupo pessimismo, Yelnikoff tenta due volte il suicidio. Ma il fato dispone benignamente di lui e alla mezzanotte del 31 dicembre lo vedremo brindare con i suoi amici e un nuovo amore.   

Cosa rimarrà nello Scaffale? Cosa andrà nell’armadio?

Quale sfida proporrò a Settembre?

Forse si affronteranno INDIANA JONES e OBI-WAN KENOBI?

Published in: on agosto 28, 2011 at 8:23 PM  Comments (11)  
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Lucy, Lucy… dove ti ho già vista?

Mi capita spesso di restare deluso da un film e di consolarmi SUBITO mettendo su il DVD di qualcosa di veramente bello.

Stavolta ho scelto una commedia del 2004, diretta da Istvàn Szabo e interpretata magistralmente da A.Bening, J.Irons e M.Gambon. Se volete sapere quale film mi ha, invece, deluso… ve lo dirò alla fine.

Detto tra parentesi, c’era un motivo speciale per scegliere BEING JULIA (in Italia, LA DIVA GIULIA). C’era un’attrice in comune tra i due film: Lucy Punch. Con questo aiutino non è impossibile indovinare.

TRAMA di BEING JULIA. La regina dei palcoscenici inglesi nel 1938 è Julia Lambert. Soffre di avere 45 anni, di non essere più desiderata dal marito e di avere ben pochi amici in quella giungla che è il mondo degli attori. L’aiuta solo il fantasma di un rozzo capocomico che, tanti anni prima, le aveva insegnato tutto sul teatro.

Un giovane americano le fa la corte. Presto dimostra di essere un volgarissimo arrampicatore (e oltre a tutto preferisce andare a letto con una sciacquetta che con lei). Julia avrà la sua raffinata vendetta sull’americano e sulla sciacquetta, proprio la sera della trionfale prima di una nuova commedia. Ma poi si ritrova sola, bevendo birra mentre al ristorante cantano “Smoke gets in your eyes”.

Gran bel film, ripeto. Non l’ho segnalato tra le migliori commedie per il torneo di Gegio solo perché l’amarezza del finale rende arduo classificarlo come COMMEDIA. E’ quasi un dramma: bravissima la Bening a interpretare un personaggio difficile.

Da applauso anche Michael Gambon (il fantasma, ruolo che gli riesce molto bene come sanno gli spettatori dell’ultimo episodio di Harry Potter) e Jeremy Irons. Ottimo il doppiaggio di Mariangela Melato.

In una parte secondaria (la sciacquetta) avevo notato Lucy Punch. Che ha una parte anche nel film di questo pomeriggio, un altro dramma travestito da commedia. Se volete seguirmi oltre l’immagine…


Sono da decenni un ammiratore di W. Allen, ma questo INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI non l’ho digerito bene. Magari lo rivedrò…

Anzitutto trovo difficile definire “commedia” una storia in cui praticamente tutti alla fine sono più infelici che all’inizio.

La moglie tradita, il settantenne che abusa di Viagra per scopar inseguire l’amore di una donnetta, lo scrittore fallito che ruba il manoscritto di un amico morente, la gallerista che riesce a perdere in pochi minuti il marito e il potenziale amante (e si ritrova senza un soldo). E’ un vero dramma (infatti si citano il Macbeth e gli Spettri di Ibsen) sull’infelicità di uomini e donne sbatacchiati dal destino.

LE ILLUSIONI (è la sola speranza che il vecchio, malinconico Allen ci lascia) SONO SOLO ILLUSIONI, ma qualche volta sono meglio degli psicofarmaci. La protagonista spera nella reincarnazione e solo questa la salva dalla disperazione.

E Lucy Punch?

Fa esattamente quello che faceva in Being Julia. Si vede che quel ruolo le riesce bene.