quando la morte (degli altri) FA RIDERE

Si chiama COMMEDIA il contesto “leggero” in cui tutto viene sdrammatizzato.

Anche la morte.

Qualche esempio:

  • ho già citato RADIO AMERICA (nel post precedente): la Donna Pericolosa (quella che “conduce le anime a Dio”) avverte iettatoriamente il Cacciatore di teste “stia attento a quella curva: è molto pericolosa!”; è di fatto una condanna a morte; il pubblico lo sa e ride (posso testimoniarlo anche in tribunale, avendo visto il film due volte)

ancora più fragorose le risate che accompagnano la morte del mago Splendini (Woody Allen) in SCOOP; Splendini aveva profetizzato che sarebbe morto per via del “modo sbagliato” di guidare nel Regno Unito… e infatti esce di campo con la sua Smart e BOOOM!!! gli spettatori ridono di gusto

  • in SUA MAESTA’ VIENE DA LAS VEGAS (King Ralph, di cui allego il trailer) l’intera famiglia reale britannica (compresi i rami collaterali) è annientata da un corto circuito; il pubblico in sala ride
  • in HAPPY FAMILY la moglie di uno dei protagonisti scende dall’auto e viene spazzata via da un camion; il pubblico ride; una scena quasi identica nel film IL RICCIO (Renée, la portiera letterata, viene uccisa da un furgone mentre attraversa la strada) provoca negli spettatori ben altra emozione

Ripeto, è una questione di contesto. Nel RICCIO, storia realistica di un amore troppo bello per durare, la morte della protagonista ci rattrista (e come ci rattrista!) perchè spezza una poetica illusione. Poteva essere felice e invece…

Al contrario, tutto si sdrammatizza in una comedy in cui la voce narrante ci informa che “il mio nome è Noir, Guy Noir… ho accettato 6 anni fa un lavoro provvisorio a causa di un problema di liquidità dovuto alla eccezionale penuria di ereditiere svanite nel nulla e di magnati trovati morti in un solarium con tracce di rossetto sullo smoking…”

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Published in: on aprile 12, 2018 at 12:36 am  Comments (5)  
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CAFE SOCIETY: Woody Allen nell’era del jazz

Ve lo ricordate IO E ANNIE?

(tra parentesi io lo considero il più riuscito tra i film di Woody, ma chi se ne frega di quello che penso io…)

Beh, anche lì c’era un viaggio da New York a Los Angeles. E c’era la fine di un amore che sembrava perfetto.

La differenza con CAFE’ SOCIETY è che se Hollywood fa schifo (Woody non ha cambiato idea) anche NYC è un brutto posto: tra le villone delle star c’è insincerità e cinismo, nella Grande Mela ci sono i gangsters e la loro brutalità (e di uno dei ricconi che affollano il night si dice che sia stato ospite di Hitler a Berlino).

Per consolarci c’è comunque il jazz (segnalo THE LADY IS A TRAMP nell’interpretazione di Tommy Dorsey) e la fotografia di Storaro (bellissima, da Oscar).

Vi racconto la trama? Dopo la locandina… ma vi avverto che sarà piena di SPOILER (poi non dite che non vi avevo avvertiti)
caf
ATTO PRIMO. Lui vive (maluccio) con la sua famiglia ebrea. Parte per Hollywood in cerca di fortuna, sperando nell’aiuto dello Zio onnipotente. Si forma un triangolo tra Lui, lo Zio e Vonnie, una giovane del Nebraska (anche lei lavora per lo Zio). Vince lo Zio.

ATTO SECONDO. Lui, col cuore spezzato, torna al punto di partenza. Questa volta lo aiuta il fratello Ben che si è fatto strada seppellendo nel cemento la concorrenza. Ora le cose sembrano andar bene: Lui dirige un night di prima categoria, sposa una bella divorziata, hanno 2 figli… ma quando Vonnie viene a NYC (ha sposato lo Zio), quanti sospiri!!! Intanto Ben, in attesa della sedia elettrica, si converte al Cristianesimo suscitando vivo dispiacere in famiglia: “Ben è stato condannato a morte e, quello che è peggio, è morto come un cattolico…”

Post Scriptum. La battuta precedente non è la più divertente del film. Contro la seguente (amarissima) battuta non c’è gara. “Immagina che ogni giorno sia l’ultimo della tua vita… e prima o poi ci azzeccherai!”

Published in: on ottobre 4, 2016 at 4:41 pm  Lascia un commento  
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Quesito: in quale film DIANE HALL (in arte KEATON) ha dato il meglio di sé?

Sabato sera abbiamo visto RUTH & ALEX, commediola leggerina ma gradevole. (se volete leggere la mia recensione, la trovate qui)

Rivedendo l’irresistibile, inossidabile, indistruttibile, incantevole Diane sul grande schermo mi sono chiesto se non sia il caso di riprendere con la Gallery delle grandi attrici.

E ricominciare con Lei mi sembra doveroso. Se ci siete (e volete dire la vostra) battete un colpo e date un voto alle sue migliori interpretazioni

  • IL PADRINO – PARTE I (1972) Lei dice a Lui (Al Pacino): “giurami che non sei un assassino come gli altri Corleone…”; Lui le assicura che non lo è; c’è da fidarsi?

padrino

    • IL PADRINO- PARTE SECONDA (1974) Cade ogni illusione; Lei lo lascia, ma i figli li tiene Lui; “sono il Padrino, io… mica un Berlusconi qualunque!”

kay

    • PROVACI ANCORA, SAM – Inizia il periodo alleniano; Lei è spiritosa e garbata (il suo duetto con Woody a proposito degli psicofarmaci è da antologia)

diane

  • IO E ANNIE (1977) – Diane interpreta se stessa e la sua storia d’amore con il nevrotico Alwy-Allen. Oscar al film e alla deliziosa protagonista

woody

  • MANHATTAN (1979) – Film stratosferico. Woody è sempre al centro della scena e Diane gli fa da spalla di lusso

man

  • MISTERIOSO OMICIDIO A MANHATTAN(1993)  Questa volta le due parti sono equilibrate: Lei sospetta, Lui nicchia… ma poi si impegna a fondo nelle indagini (schema che rivedremo in SCOOP)

al

  • TUTTO PUO’ SUCCEDERE (2003) Nel letto di Lei non c’è più Woody, ma J. Nicholson. Film non perfetto (per via del finale dolciastro) ma Lei è sempre perfetta.
    lei
Published in: on luglio 2, 2015 at 11:40 am  Comments (3)  
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Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su FADING GIGOLO’ (e non avete mai avuto il coraggio di chiedere)

In Italia il titolo è GIGOLO PER CASO (no, non è per caso… ma ne parliamo poi).

Regia e sceneggiatura di John Turturro, che è anche protagonista. Woody Allen è la “spalla” di lusso.

Sintesi. In 2 punti.

Punto primo: RICCHE E POVERI

Nelle commedie americane classiche (da K. Hepburn a D. Day a G. Clooney) sono tutti ricchi (mentre i poveri affollano il settore drammatico).

Qui la ricchezza appartiene solo alle clienti del gigolò Fioravante. Bellissime le case, i gioielli, i vestiti (i profumi al cinema non si sentono, ma sono certo che sono costosisissimi). Invece Fioravante, come il suo “pappa” Murray, sono alla canna del gas. Ecco perché esercitano il mestiere più vecchio del mondo.

All’inizio il protagonista fa la spesa in supermarket di basso livello. Poi il suo portafogli si gonfia (migliaia di dollari a prestazione, esentasse) e il suo abbigliamento cambia da così a così. Lo stesso dicasi per il pappa (prende il 40%, se non ho capito male).

Rimessosi in sesto, Fioravante pensa di smettere. Forse perché si è innamorato (non vi dico di chi, stavolta niente SPOILER) e forse perché l’età comincia a farsi sentire (Turturro ha quasi 60 anni). Comunque, “il legno vecchio è il migliore” (proverbio ebraico).

Punto secondo: IL PROCESSO (ma Kafka non è stato invitato)

Forse Woody ha accettato questa parte per fare della bonaria ironia sugli ebrei ultraortodossi di Brooklin (cioè sulle proprie origini). Lì sono potentissimi: hanno un corpo di polizia e un tribunale tutto loro. Nel finale, infatti, il pappa viene sequestrato in pieno giorno e trascinato davanti ai giudici chassidici (vedi foto) per stabilire se la castità della bella vedova di un rispettatissimo rabbino abbia subìto oltraggio. No, non c’è stata fornicazione. Meglio così, sennò…
fading
Difetti? E quale film non ne ha?

A parte che non mi piace sentire canzoni italiane da voci anglosassoni (Tu si ‘na cosa grande per me… e ho sentito anche la versione americana di Emozioni di Battisti)… a parte ciò rimpiango la bella voce di Oreste Lionello (che ha doppiato 50 anni di grande cinema, dal dittatore Adenoid Hynkel al dottor Stranamore).

Gullotta è bravo anche lui, ma ha un tono più acuto, quasi isterico.

Published in: on aprile 24, 2014 at 1:03 pm  Comments (5)  
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Groucho e i suoi fratelli

Negli stessi anni in cui furoreggiavano Stan & Oliver vennero realizzati alcuni capolavori (sì, lasciatemelo dire: capolavori) da questa surreale banda di matti.

Li elencherò (dopo l’immagine) in ordine cronologico. E proporrò una domanda maliziosa.
marx
1929 – THE COCOANUTS (IL LADRO DI GIOIELLI)

1930 – ANIMAL CRACKERS (MATTI DA LEGARE)

1931 – MONKEY BUSINESS (4 FOLLI IN ALTO MARE)

1932 – HORSE FEATHERS (I FRATELLI MARX AL COLLEGE)

1933 – DUCK SOUP (LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX)

1935 – A NIGHT AT THE OPERA (UNA NOTTE ALL’OPERA)

1937 – A DAY AT THE RACES (UN GIORNO ALLE CORSE)

1939 – AT THE CIRCUS (TRE PAZZI A ZONZO)

1940 – GO WEST (I COWBOYS DEL DESERTO)

1941 – THE BIG STORE (IL BAZAR DELLE FOLLIE)

1946 – A NIGHT IN CASABLANCA (UNA NOTTE A CASABLANCA)

Ecco la DOMANDA MALIZIOSA. Mettetevi comodi e rispondete con calma, dopo aver bevuto una Corona Extra; siate certi che non vincete niente.

Perché Woody Allen ama tanto il loro tipo di comicità?

  • Perché sì
  • Per ragioni etniche
  • Perché i fratelli Marx non si basano tanto sulla gestualità, quanto sulla sottigliezza delle battute (proprio come Woody)
  • Perché (e non era facile farlo negli anni trenta) parodiavano le convenzioni, lo stile della “buona società”, il moralismo, il patriottismo ecc

Cito, per esemplificare, una delle tante battute di Groucho (parla con una vedova):

Groucho: Come è morto?

Vedova: L’ho tenuto tra le braccia e l’ho baciato!

Groucho: Ah, capisco: è stato un uxoricidio! Volete sposarmi? Quanto vi ha lasciato? Rispondete prima alla seconda domanda!

Published in: on marzo 14, 2014 at 10:16 am  Comments (2)  
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Le coppie indimenticabili. Mi fermo qui? O cambio binario e propongo coppie LUI + LUI?

Normalmente elenco, al principio di ogni mese, i film che ho visto nel mese precedente. Ma oggi non ho lo sbattimento… magari la prossima volta.

Mi fermo invece a considerare la serie delle coppie cinematografiche.

Ne ho citate 8.

4 di LEI ATTRICE + LUI ATTORE.

  • Sophia e Marcello
  • Diane e Woody
  • Liz e Richard
  • Katharine e Spencer

4 di LEI ATTRICE + LUI REGISTA.

  • Helena e Tim
  • Carmen e Pedro
  • Bibi e Ingmar
  • Giulietta e Federico

Devo continuare con le coppie LEI-LUI?

Catherine e Gerard? Hanno girato insieme solo 4 film (mi pare), ma con fior di registi (da Truffaut a Ozon).

Oppure Laureen e Humphrey…

Oppure volterò pagina e proporrò coppie indimenticabili di attori (ce ne sono molte, quasi sempre nel settore comico).

Coppie di attrici? Più difficile trovarne. Le “primedonne” litigano… o si gettano insieme nel Grand Canyon.

stanlio
lewistotòbud

Le coppie indimenticabili 2: DIANE e WOODY

Non si sono sposati, hanno solo trombato sono stati buoni amici anche nella vita.

Ricordo almeno 7 loro film.

Chi vuole aggiungerne è benvenuto. E, anche qui, volete segnalarmi quale è più impresso nella vostra memoria?

  • PROVACI ANCORA SAM (Ross, 1972)
  • IL DORMIGLIONE (Allen, 1973)
  • AMORE E GUERRA (Allen, 1974)
  • IO E ANNIE (Allen, 1977)
  • INTERIORS (Allen, 1978)
  • MANHATTAN (Allen, 1979)
  • MISTERIOSO OMICIDIO A MANHATTAN (Allen, 1993)

N. B. Quest’ultimo film (un delizioso noir pieno di citazioni cinefile) doveva avere Mia Farrow come protagonista; ma successe quel che successe… Per cui WA fece ricorso alla carissima amica. Tanto più che la trama di Misteriosoecc è in pratica il sequel di IO E ANNIE.
sam

dormiglione
annie
omicidio

Molte delle affermazioni che leggerete in questo post, dedicato a due grandi attori (JERRY CALA’ e CHRISTIAN DE SICA) sono false

Calogero Calà (in arte Jerry) esordì con piccole ma intense partecipazioni in alcuni film di W. Allen: MANHATTAN, STARDUST MEMORIES, ZELIG, BROADWAY DANNY ROSE, RADIO DAYS e NEW YORK STORIES.

Dopo il 1990, però, il Nostro fece un salto di qualità. Approdò al cinema d’essai con i seguenti registi:

  • Castellano & Pipolo (OCCHIO ALLA PERESTROJKA, SAINT TROPEZ – SAINT TROPEZ…)
  • Bruno Gaburro (ABBRONZATISSIMI, ABBRONZATISSIMI 2)
  • Claudio Fragasso (OPERAZIONE VACANZE)

Infine, a coronamento di tanta carriera, ha diretto se stesso in una pietra miliare della cinematografia:  VITA SMERALDA (2006). Pellicola impreziosita dall’interpretazione di Lory Del Santo, Elena Santarelli ed Eleonora Pedron, nonché dai ruoli cameo di Lele Mora e Flavio Briatore.

Dopo l’immagine illustrerò la vitamortemiracoli di un altro grande attore drammatico, nato anche lui nel 1951.

Infine, a beneficio di chi ha perso il post precedente, riscriverò la SCALA DI CAGNAGGINE (da 0 a 10).
calà
VINARRIAMDIFANFULLADALODIIIII… (scusate, ho sbagliato foglio)

L’esordio cinematografico di Christian De Sica fu difficile. Non volendo essere favorito dal cognome, scelse lo pseudonimo di Max Von Sidow.

All’inizio fu scelto dal regista svedese Bergman come protagonista di filmetti commerciali (IL SETTIMO SIGILLO, IL POSTO DELLE FRAGOLE, COME IN UNO SPECCHIO, LUCI D’INVERNO, IL SILENZIO…).

Poi, superando il timore di essere aiutato dal fatto di chiamarsi De Sica, abbandonò lo pseudocoso e cominciò a lavorare con grandi registi

  • Carlo Vanzina (da VIUUUUULENTEMENTE MIA a BUONA GIORNATA ne ho contati 11)
  • Neri Parenti (17 “film” da I POMPIERI a AMICI MIEI, COME TUTTO EBBE INIZIO -che sta al film di Monicelli come Berlusconi sta a De Gasperi-)
  • Enrico Oldoini (6 film, da YUPPIES 2 a ANNI 90)
  • Pupi Avati (IL FIGLIO PIU’ PICCOLO, l’unico ruolo drammatico in una carriera di pernacchie e di mortaccitua)

Infine è passato dall’altra parte della mdp, dirigendo pellicole destinate all’immortalità

  1. FACCIONE (1990)
  2. IL CONTE MAX (1991)
  3. RICKY E BARABBA (1992)
  4. UOMINI UOMINI UOMINI (1995)
  5. TRE (1996)
  6. SIMPATICI E ANTIPATICI (1998)
  7. THE CLAN (2005)

Dunque, quale voto daremo a questi titani della decima musa?

SCALA DI CAGNAGGINE:

0 – In fondo in fondo non è un cane

1 – Lo è, lo è (magari poco, ma lo è)

2 – Non chiamatelo CANE, i cani potrebbero offendersi

3 – Orrendo

4 – Orrendamente orrendo

5 – Al di là di ogni paragone di cagnaggine

6 – Non ci sono parole sul vocabolario in grado di descriverlo; bisogna inventare qualche insulto particolarmente sanguinoso

7 – Se Dante tornerà a scrivere l’INFERNO (così, tanto per rintuzzare Dan Brown) aggiungerà un girone apposta per questo CAGNACCIO, laggiù in fondo…)

8 – Primato mondiale di orrendità

9 – Se qualcuno ve ne parla bene FATELO INTERDIRE

10 – Aaaaaaarghhhhhhhh, aiutoooo!!!!! Chiamate subito Peter Cushing con un crocifisso e un appuntito paletto di frassino!!!!

Ugo Uomogianni (in inglese, HUGH JACKMAN)

Non ho visto molti suoi film (non so niente di Wolverine, tanto per dirne una).

Ma, come al solito, potete aggiungere altre sue interpretazioni.

    • CODICE SWORDFISH (2001) – Stanley è considerato l’hacker più abile del mondo (si è beccato 2 anni di carcere per questo). Gli offrono un lavoro molto speciale e molto illegale: ovviamente rischia la vita (in questo genere di film il protagonista la rischia sempre), ma per 10milioni di dollari si può fare…
    • KATE & LEOPOLD (2001) – Nella New York del 1876 il nobile Leopold cerca moglie (e che sia molto ricca, perché il forziere di famiglia è vuoto). Grazie a una macchina fotografica magica si ritrova nella NY moderna, dove incontra Kate (Meg Ryan). Secondo voi, decideranno di amarsi nel presente o nel passato?
    • VAN HELSING (2004) – Fate uno sforzo e immaginate che il Vaticano abbia una squadra di 007 (ufficio di M e armeria sono nei sotterranei di San Pietro). Immaginate che Gabriel Van Helsing uccida Mr. Hyde nella cattedrale di Notre Dame. Immaginate che, nel duello finale, il conte Dracula gli chieda “Non ti basta avermi ucciso la volta scorsa, quando eri un Arcangelo?”
    • SCOOP (2006) – Peter Lyman, riccone londinese con ambizioni politiche, è sospettato da un’aspirante giornalista (S. Johansson) e dal “mago Splendini” (W. Allen) di essere un serial killer; la verità verrà a galla dopo una serie di colpi di scena (kiss kiss, sbamm, splash…)
    • THE PRESTIGE (2006) – Lord Coltrow è un riccone con la mania della magia. Si fa chiamare Alfred Angier e acquista progressivamente grandi capacità, finché le scoperte dell’ing. Tesla gli permettono di realizzare un numero da fantascienza. Non aspettatevi il lieto fine.
    • AUSTRALIA (2008) – Drover, nell’Australia degli anni ’30, deve difendere la proprietà dell’inglesissima Lady Sarah e insegnarle a farsi rispettare dai “baroni” locali. Ci riesce benissimo e Lady Sarah impara anche a gridare PORCA VACCA (è essenziale). La tenuta da vaccaro gli sta da dio, ma quando si presenta in smoking a una festa lustra gli occhi a tutte le signore.
    • LES MISERABLES (2012) – Jean Valjean canta per tutto il film da tenore (uno sforzo notevole, per uno che “nasce” baritono) e fa venire i brividi con “Bring him home”.

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TO ROME WITH LOVE, by W. Allen

Mi sono già occupato di questo film nell’Aprile scorso.

Ma non era una recensione vera e propria (non avevo lo sbattimento di approfondire il tema). Adesso sì, anche perché ho promesso di spiegare i motivi per cui mi è piaciuto così poco.

PERCHE’ lo hanno massacrato unanimemente i critici di REPUBBLICA, del GIORNALE e di IL FATTO QUOTIDIANO? Solo perché offre un’immagine alquanto squallida del popolo italiesco (romanesco e pordenonesco)?

Indubbiamente a noi dispiace che all’estero ci descrivano così. Un Paese delle Vacanze dove niente è serio tranne il cibo e l’opera lirica.

Però ce lo meritiamo. Quale contributo abbiamo dato alla cultura mondiale negli ultimi 25 anni? Quanti Nobel abbiamo ricevuto, tenendo conto che Capecchi è americano a tutti gli effetti? E chi ha organizzato i G8 del 1994, del 2001 e del 2008, essendo stato votato da milioni di italioti?

Scusate l’enfasi, ma dovevo sfogarmi…

Tornando a TO ROMEecc, ha cominciato a non piacermi fin dal TITOLO.

In prima battuta doveva essere un DECAMERONE POP. Ma, dear mr. Allen, i temi delineati da Boccaccio non sono tanto il sesso e la malizia delle donne MA L’INTELLIGENZA E L’ARGUZIA DEI PROTAGONISTI, capaci di cavarsela nei momenti peggiori… Cosa che in questo film NON SUCCEDE. MAI.

Poi si pensò a NERONE che, secondo la leggenda, cantava e pizzicava le corde mentre tutto andava a fuoco.

Forse era il titolo adatto a un paese grottesco come il nostro.

Forse Allen se avesse visto GOMORRA, invece che pensare solo a Fellini, avrebbe potuto girare una cosa seria invece di questi 4 siparietti…

Invece della tragedia abbiamo la FARSA. E oltretutto una farsa che non fa ridere.

A meno che non vi faccia ridere la battuta di Penelope Escort sul “lavorare stando sdraiati sulla schiena”

E ARRIVO AL NOCCIOLO.

La parola LOVE è ambigua in inglese come il suo corrispettivo italiano. Può significare dedizione, altruismo, capacità di sorridente sacrificio “ti ho preparato una cenetta coi fiocchi (anche se a me basterebbero i bastoncini findus)”, cercare un regalo originale per il nostro anniversario invece di cavarmela con due biglietti a teatro…. e può essere un sinonimo di SEX, come in questo caso.

Sarebbe stato un titolo più esatto HAVING SEX IN ROME. Non perché ci sia tantissimo sesso, ma perché le protagoniste SEMBRA CHE NON ABBIANO ALTRO DA FARE o per professione (Anna) o per hobby (Milly Monica ecc).

Mr. Allen, lei conosce troppo bene Freud per non sapere che chi trova simpatiche SOLO le putt le olimpioniche del materasso ha avuto una madre sessuofoba.

Oppure si chiama VANZINA.

Ma lei non è un Vanzino. E’ un grandissimo regista. Perciò la prego di utilizzare meglio attrici come P. Cruz o E. Page. Qui le ho viste MOLTO svogliate…

Infine, la domanda cruciale. QUALE DEI QUATTRO EPISODI MI E’ PIACIUTO MENO?

Hard to say.

Dopo l’immagine (notate anche voi che Woody è più depresso del solito? Forse si è reso conto che la ciambella non è venuta col buco…) elencherò e valuterò.
cruz
SIETEANCORAQUI?

  1. IL GRILLO PARLANTE. Alec Baldwin mette in guardia un giovane ingenuo da Ellen Page: “E’ fasulla! Ti farà soffrire!” Si comporta un po’ come il fantasma di Bogart in PLAY IT AGAIN, SAM. Naturalmente il giovane non dà retta e ci casca con tutte le scarpe. Direi che questo è l’episodio migliore.
  2. OMAGGIO A “LO SCEICCO BIANCO”. Sposini arrivano dalla provincia. Lei finisce a letto con Scamarcio, lui viene stuprato da una escort (che deve aver sbagliato persona). Imitare Fellini è praticamente impossibile. Albanese sta a Sordi come Berlusconi sta a Benedetto Croce. Molti errori rossi e blu.
  3. CANTANDO SOTTO LA DOCCIA. Woody Allen vola a Roma per conoscere i futuri consuoceri. Solite battute sulla psicanalisi. Judy Davis (già applaudita da me come Comtesse de Noailles) è sprecata. Sprecato anche Fabio Armillato. Perché canta Ridi Pagliaccio? Ammetto che cantare Di quella pira l’orrendo foco nudo sotto la doccia sarebbe un controsenso. Seimenomeno.
  4. DALLE STALLE ALLE STELLE E RITORNO. Roberto Benigni (sprecatissimo) è un nessuno che inspiegabilmente la stampa e i tg trasformano in VIP. Poi nessuno se lo fila più. La prende male. Nel frattempo fanciulle disinibite fanno sesso con lui. Qui ci stava bene un accenno al nostro ex-lader (…scusate, ex-leader). E’ mancato il coraggio? L’episodio peggiore, secondo me.

Concludo dicendo che TO ROME WITH SEX, nel premio CHIAVICA D’ORO, ha avuto 3 punti negativi e due positivi (da Blabla e da Anna Nihil). TOTALE: -1