Non sono d’accordo con quello che dici e combatterò fino alla morte (tua) per impedirti di dirlo (Voltaire?)

Chiedo scusa a monsieur Voltaire per aver stravolto il noto aforisma sulla tolleranza.

E’ per introdurre il tema dell’INTOLLERANZA

Non so voi, ma io vedo sempre più frequentemente episodi di intolleranza.

Anche in città (come Bologna) dove in passato si viveva e si lasciava vivere.
pan
Vista la foto? A questo prof (con cui si può andare d’accordo o no, ma non è questo il problema) è stata assegnata una scorta. Perché rischia grosso.

Finora gli è stato impedito di parlare all’università. Ed è già gravissimo.

In futuro il tiro potrebbe alzarsi. Come successe a Marco Biagi (ucciso nel 2002, sempre qui a Bologna)

Come successe alla redazione di Charlie Hebdo.

Sperando di non dover indossare un giorno una maglietta con la scritta Je suis Angelo Panebianco, provo a dire qualcosa sui motivi che spingono tante persone all’intolleranza.

Si comincia col chiedersi (come Celentano nel MONDO IN MI SETTIMA) come mai il mondo è così brutto?

E si cerca una risposta.

  • tutto andrebbe bene se non ci fosse il capitalismo
  • tutto andrebbe bene se non ci fossero i meridionali, i drogati, i musulmani, i fascisti, i preti, gli ebrei ecc
  • tutto andrebbe bene se tutti la pensassero come me
  • chi non la pensa come me impedisce il progresso, la grandezza della patria, la libertà, la felicità universale; chi non la pensa come me non ha il diritto di parlare, non ha il diritto di vivere…

Lo strano caso di Elisabeth Canning

Mi hanno raccontato questa storia di tanto tempo fa a Londra.

Ho detto Londra? Approfitto dell’occasione per aprire una parentesi relativa al post precedente.

Tra Hamlet e Shakespeare in love si delinea un pareggio. Probabilmente resteranno entrambi nello Scaffale dei Preferiti, ma lascio ancora aperta la tenzone. Chiusa parentesi.

Dunque, Elisabeth Canning.

Era una housemaid (servetta) di 18 anni. Scomparve il 1 gennaio 1753 e riapparve 28 giorni dopo vestita di stracci e piena di lividi.

Dichiarò che due vecchie donne, Mary Squires e Susannah Wells, l’avevano rapita per indurla alla prostituzione e l’avevano derubata di tutti i suoi averi.

Processate dopo un’istruttoria piuttosto sbrigativa curata dal giudice Henry Fielding (dopo vi dirò chi era H. Fielding) la Squires e la Wells furono dichiarate colpevoli.

Rischiavano la forca.

Ma l’opinione pubblica inglese si era divisa su questo caso romanzesco. A proposito di romanzi, Fielding è noto in tutte le storie della letteratura come autore di molti romanzi (il più famoso si intitola TOM JONES), ma per campare faceva il giudice (i romanzieri non guadagnavano molto, allora).

I sostenitori della Canning, dicevo, si chiamavano CANNINGITES, mentre il partito opposto, gli EGYPTIANS, sottolineavano che le testimonianze erano contradditorie e che si doveva rifare il processo.

Ogni giorno i giornali si accanivano sul caso. Cominciò a prendere corpo l’ipotesi che il finto rapimento nascondesse un aborto della Canning.

Allora prese l’iniziativa il sindaco di Londra, Crisp Gascoyne, il quale aprì una nuova istruttoria accusando la Canning di Spergiuro (in Inghilterra a quell’epoca non si poteva processare due volte l’imputato con la stessa accusa).

L’eco di questa faccenda arrivò in Francia. Un certo Voltaire se ne occupò e, anni dopo, scrisse un libello (appoggiando l’operato di Gascoyne) in cui analizzava il sistema giudiziario britannico contrapposto a quello francese. In particolare Voltaire notava che in Inghilterra anche i poveracci potevano essere assistiti (gratuitamente) da avvocati.

Il processo alla Canning iniziò il 29 aprile e si concluse l’8 maggio 1754. L’imputata fu dichiarata colpevole di spergiuro e deportata nel Connecticut (allora colonia britannica). Le andò bene comunque: presa sotto l’ala della Chiesa Metodista, si sposò con tale John Treat ed ebbe 4 figli.

Naturalmente Susannah Wells e Mary Squires furono scarcerate.

Qualche anno fa la BBC ha dedicato una fiction al caso, concludendo che la verità non la conosceremo probabilmente mai.

Published in: on agosto 16, 2011 at 10:54 am  Comments (1)  
Tags: , , , , ,