Quando Aldo Fabrizi rubò un tram

Ogni tanto tiro fuori dalla mia cineteca questo bel racconto neorealista, diretto e interpretato da A. Fabrizi (già descritto nell’altro blog, quello della fragolina).

TRAMA ESSENZIALE. Bologna, 1954. Un tranviere dal carattere irascibile viene sospeso dall’impiego. Sconvolto dall’ira e alterato dall’alcool va al deposito, si impadronisce di un tram e lo conduce nella notte, caricando donnine allegre e tipi bislacchi. Finisce in Pretura e viene salvato proprio dalla testimonianza di quelli che (secondo lui) lo avevano perseguitato.
tra
Una storia dolce-amara, ispirata a un fatto realmente avvenuto a Vienna nel 1928.

Era successo che un bigliettaio aveva sempre mentito a suo figlio, raccontandogli di essere conducente del tram. Una notte volle dimostrare al figlio che sapeva guidare e lo portò a spasso per la città. Non so se finì in prigione per questo.

P.S. La voce che doppia l’attore spagnolo Juan de Landa (nel ruolo del controllore Rossi) è quella di Carletto Romano, che in quegli anni doppiava anche Fernandel (nel ruolo di don Camillo)

Published in: on luglio 23, 2016 at 9:32 am  Lascia un commento  
Tags: , , ,

SISSI, ovvero alla corte di Vienna mancava solo Scamarcio….

Non ho potuto fare a meno di seguire “Sissi” su Raiuno. Sono cresciuto a pane e Romy Schneider, ero curioso di vedere questa versione.

UN PIANTO. Non solo perchè la vita di Elisabetta fu infelicissima, piena di amarezze e di sventure. Un pianto per la recitazione. E per la regia.

Dovevo aspettarmelo, per la verità. Come ha scritto Aldo Grasso, il pubblico televisivo è di bocca buona, “non vuole sapere cose nuove (generano ansia); vuol vedere quello che sa già”. Ama gli stereotipi.

Che gli attori sappiano recitare è un optional. L’importante è la messa-in-scena (palazzi, carrozze, uniformi ecc) e, secondariamente, la musica.

Ad attrici e attori, in queste fiction, basta aver un bel faccino (per i frequentissimi primi piani) e imparare battute molto brevi: “L’aspetto fisico non conta: l’importante sono i sentimenti”… “Sono tanto sola. Tu non mi ami più!” ….”Non so quale vestito mettermi” …”Qualsiasi cosa indosserai, sarai certamente la più bella di tutte!”

E le scene non vengono (normalmente) ripetute. Costa troppo tenere sul set le comparse (contesse, ussari, nobili magiari). Buona la prima.

A un certo punto ho riconosciuto l’attrice che “faceva” la contessa Ferency, dama di compagnia dell’imperatrice. Era Katy Saunders, attricetta già ammirata come protagonista di TRE METRI SOPRA IL CIELO. “Mi è sembrato di sentire il tintinnio dei lucchetti sul Ponte Milvio” (questa è di Roberto Levi, non potevo non citarla).

A me il telecomando. Ho messo su il DVD di “I love radio rock”.