4ever un cazzo!!! Silvio, è finita!!!

Come promesso nel precedente post (30 aprile), ho riportato LA RISPOSTA dell’esasperata Veronica.

E il discorso potrebbe finire qui, non essendo io un esperto di divorzi.

TUTTAVIA, visto che siamo in argomento, trascrivo qui un interessante testo che è capitato per un puro caso nelle mie mani.

(dalle prediche di Fratel Dario da Ferrara)

In una parte di questo mondo, che per degni rispetti non nomino, viveva, uditori carissimi, e vive tuttavia un cavaliere scapestrato, amico più delle femmine che degli uomini dabbene, il quale avvezzo a fare d’ogni erba un fascio aveva posto gli occhi su una dozzina di attricette, dal volgo nominate “veline”, ed era assai desioso di compiere con esse loro ogni sorta di disordini.

I gentiluomini della contrada erano scandalizzati e dimolto ansiosi per la salvezza delle loro (del cavaliere e delle veline) anime.

Quand’ecco che, ritornando all’alba nella sua villa dopo una notte di vergognosi bagordi, davanti al Cavaliere si parò prodigiosamente la Beata Veronica di Macherio, una santa donna alla cui intercessione sono dovuti miracoli e incredibili conversioni, di cui parlerò diffusamente in altra occasione.

-O inveterato nel male, la voce delle tue nequizie è giunta fino a me! Ascolta dunque quanto ho da dirti e pèntiti, altrimenti ti do uno smataflone che il muro te ne dà un altro!- 

E, cominciando dalla A (aida) alla Y (yespica), ricapitolò tutte le malefatte del Cavaliere e della sua scellerata ciurma di bravi. Chè la Beata sapeva ogni cosa, neanche se avesse intercettato tutte le comunicazioni telefoniche e via e-mail.

Colpito da tanta precisione, il Cavaliere si umiliò fino alla polvere della via e giurò e spergiurò che giammai sarebbe ricaduto nei suoi peccati, né avrebbe corrotto giudici, né avrebbe frodato il fisco, né avrebbe falsificato bilanci, ecc ecc.

Tanto sincero parve il suo pentimento che la Beata gli credette e, levatasi in volo, ritornò nel paradiso terrestre. Fece male a credergli perché lo scellerato, guardatosi intorno per vedere se si trovasse sul set di SCHERZI A PARTE, le rivolse da lontano il gesto dell’ombrello e ritornò al suo antico animo.

Quel po’ di pentimento era infatti svanito con le brume del primo mattino e solo la stizza rimaneva, esacerbata dal rimorso di quella passeggera debolezza.

Appena la Beata Veronica però seppe di essere stata ingannata, secondo il noto detto “passata la festa gabbata Veronica”, prese bene la mira e rovesciò una tonnellata di letame, a mezzo stampa, sul Cavaliere e ne sputtanò definitivamente l’immagine.

Da questo episodio, uditori miei carissimi, traete le debite conseguenze.

  1. VOTATE PD
  2. NON FIDATEVI MAI DELLE PROMESSE DEL CAVALIERE, CHE NON SOLO NON PERDE IL VIZIO, MA NEANCHE IL PELO. ANZI OGNI ANNO CHE PASSA ACCRESCE FRAUDOLENTEMENTE I SUOI CAPELLI
Published in: on maggio 3, 2009 at 11:16 pm  Comments (7)  
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avvisi ai naviganti

Avviso numero uno. E’ giunta in mio possesso (non chiedetemi come) una missiva di Milvio Berlusconi indirizzata alla Consorte, Miriam Bartolini in arte Veronica Lario.

In attesa di verificarne l’autenticità, l’ho pubblicata nel blog semiufficiale (quello della fragolina) http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/04/29/cara-veronica-consentimi!!!!/ 

Se (come penso) ci sarà risposta, la pubblicherò QUI. Par condicio.

Avviso numero due. Domani comincia il mese di maggio, mese particolarmente adatto ai giochi di abilità. PERCUI, aspettatevi a breve il QUIZ DEL MESE.

Prometto che sarà più facile del precedente. Buon Maggio a tutti.

POST SCRIPTUM  Quei “gentiluomini” di Libero pubblicano in prima pagina foto enormi di Veronica (santa subito!!!!) con le tette di fuori e il titolo Veronica velina ingrata.

Hanno torto marcio. Non regge l’analogia con le letteronze che (forse) saranno elette al Parlamento Europeo. UN CONTO E’ USARE IL PROPRIO FASCINO PER TROVARE UN MARITO (così fan tutte, e che male c’è?) e un conto è pretendere di rappresentare gli elettori italiani a Strasburgo.

Qualcuno può spiegare al Berlusca-Napoleone che differenza c’è tra un’aula parlamentare e la camera da letto?