NEW MOON: misteri e inquietanti interrogativi

Prima di formulare un giudizio globale su questo capolavoro della letteratura mondiale, è opportuno analizzarne i momenti topici.

Dunque, vediamo un po’…

NEL PRIMO MISTERO DOLOROSO si contempla Bella Swan che viene mollata.

Per celebrare il suo 18° compleanno si lascia invitare a casa della famiglia Cullen, vampiri in fase di astinenza (ma basta l’odore del suo sangue per attizzarli): sarebbe come festeggiare una formica in una famiglia di formichieri. Evitato a fatica il patatrac, il bel vampiro Edward dice papale papale a Bella: “Non siamo fatti uno per l’altra, addio per sempre!” E sparisce, riprendendosi anche il CD che le aveva regalato: “ti farebbe pensare troppo a me…” NAAAAAAA, non si fa così, Edward!!!

La domanda è: Se i Cullen sono così intelligenti (Alice sa prevedere il futuro, ecc), non era meglio pensarci prima, nelle centinaia di pagine di TWILIGHT?

RISPOSTE:

A. Senza questi interminabili tira-e-molla col cavolo che l’Autrice poteva riempire tante pagine…

B. L’Autrice è stata (a suo tempo) mollata e doveva superare il trauma raccontando cosa si prova; molti analisti lo consigliano vivamente…

C.  L’Autrice voleva dare il suo contributo al dibbbattito sul tema: I REGALI DI FIDANZAMENTO (in caso di rottura) VANNO RESTITUITI?

D. L’Autrice usa i Cullen come metafora dei puritani USA: morigerati, monogami, cantano gli inni in chiesa… ma sperano segretamente che in Cielo troveranno le conigliette di Playboy!

NEL SECONDO MISTERO MISTERIOSO si contempla Bella Swan che, dopo qualche mese di catatonia (il padre si è talmente rotto le palle di convivere con un’automa che la invita ad andarsene), comincia a guardarsi intorno.

E intorno c’è Jacob Black, della tribù dei Quileute. Sedicenne, alto quasi due metri… insomma un gran ficone. L’amicizia tra Bella e Jacob tende a straripare: a pag301 arriviamo a un centimetro dal point-of-no-return.

La domanda è: Che significato ha (nell’economia del romanzo) questa love story?

RISPOSTE:

A. Alza il morale delle ragazzine, perchè imparano che se X le mollerà, un Y che le consoli lo troveranno facilmente…

B. Alza il morale dei ragazzini perchè imparano che, se Z sta con X, c’è sempre speranza di essere Y

C. Alza il morale dei 16enni, perchè possono immaginare di avere una storia con una 18enne (evento rarissimo, ma non impossibile: basta essere capaci di aggiustare vecchie moto)

D. L’Autrice (a suo tempo) ha fantasticato a lungo sul tema: Se Giulietta fosse stata mollata da Romeo, si sarebbe accontentata di Paride? E adesso ci ricama sopra.

NEL TERZO MISTERO CONTAGIOSO si contempla Bella Swan che si accorge che il bel Jacob è diventato un lycantropo.

Ma in fondo, sembra suggerire l’Autrice, i lycans non sono così male. Vanno in giro ad ammazzare vampiri, quando si incazzan si emozionano diventano delle vere bestie, ogni tanto si menano tra di loro, non sembrano molto intelligenti… INSOMMA, SEMBRANO UNA RONDA PADANA.

La domanda è: Bella non farebbe meglio a cercarsi un ragazzo un po’ meno pericoloso?

RISPOSTE:

A. BELLA è una CRETINA INTEGRALE con spiccata tendenza all’AUTOLESIONISMO. Si getta dall’alto di una scogliera nell’oceano in tempesta, i suoi tentativi di salire sulla nuova moto si concludono all’ospedale, ecc. Perciò tutte le raga CRETINE e AUTOLESIONISTE si possono identificare in lei.

B. BELLA non è nata sotto una buona stella (famiglia sfasciata, goffaggine congenita ecc). Diciamo pure che è una SFIGATA. Perciò tutte le raga SFIGATE si possono identificare ecc.

C. Anche nella popolazione maschile la percentuale degli sfigati è altissima. Anche loro sono affascinati dalla storia di Bella, magari sperando che un giorno la + gnocca della scuola…

D. Se non ci fossero vampiri e lycans questa storia sarebbe più melensa di High School Musical

E mi fermo qui, per oggi. Rinvio al prossimo post gli altri misteri (mistero permaloso, mistero dispettoso, mistero mafioso ecc) e il giudizio sintetico finale.

(RI)letture estive

Nella mia valigia ci sono molti romanzi. Per lo più da rileggere, nel senso che li ho già letti (ma frettolosamente, come sono stato costretto a fare per anni) e adesso (disponendo di molto più tempo) li riprendo in mano.

Cominciamo con STABAT MATERah, dimenticavo che ne ho parlato nel post del 2 luglio!

Comunque ribadisco quanto già detto: l’inizio è truculento (da bambina, Cecilia è rimasta scioccata vedendo un’altra orfana partorire nel cesso; non è una scena per stomaci deboli) ma col passare delle pagine l’atmosfera si fa meno cupa.

Lo consiglio a chi ama la musica di Vivaldi o semplicemente la musica.

Secondo romanzo: LA DONNA DI PARIGI di Donato Bendicenti. La donna del titolo è un’italiana (Ludovica Ferradini) dalla vita sentimentale molto movimentata: è scomparsa la vigilia di Natale e a pag 255 la troveremo cadavere (un cavatappi le ha bucato la nuca) in una cella frigorifera.

Nel frattempo si occupano di lei un commissario francese (una specie di Maigret quintalesco, tendente alla depressione e amico delle bottiglie) e l’ex amante di lei (un italiano che ha fatto i soldi, ma triste come il francese e bevitore più del francese). C’entra una setta tipo Scientology, trafficanti di cocaina e avventure galanti.

La conclusione è piuttosto balorda (ditemi voi: come fa uno a cancellare dalla memoria la morte del “grandeamore”, a ricordarsene improvvisamente perchè ha rischiato di finire sotto un TIR e a dimenticarsi tutto pochi secondi dopo?), però è interessante la tecnica narrativa: tutto è raccontato in prima persona dall’italiano e (alternativamente) dal francese, come pagine di due diari paralleli che vanno dal 24 dicembre al 5 gennaio.

Può piacere a chi ama i “gialli” complicati o va a Parigi sognando avventure di vario genere.

IL BAR SOTTO IL MARE è una grandinata di racconti, comici (il pornosabato dello Splendor) surreali (Matu-Maloa) filosofici (il destino sull’isola di San Lorenzo) o fiabeschi (i quattro veli di Kulala), lunghi dalle 5 righe alle 30 pagine.

A mio modesto parere dopo Dino Buzzati non c’è stato nessun narratore spumeggiante come Stefano Benni. Alcuni romanzi del quale mi hanno deluso (ne riparlerò), ma questo libro è una goduria. Credetemi.

Apro parentesi. Dal racconto Achille ed Ettore ho tratto l’elenco di insolenze bolognesi che trovate qui.

Chiusa parentesi.

Ho letto anche (por la primera vez) NEW MOON. Non mi è piaciuto, neanche un po’.

Mentre avevo apprezzato (vedi post del 17 giugno) TWILIGHT, questo fricandò di licantropi e vampiri mi è sembrato insipido.

Però mi fermo qui. Per massacrare adeguatamente un romanzotto come questo CI VUOLE IMPEGNO E CONCENTRAZIONE e oggi fa troppo caldo.

Prometto di occuparmene al più presto. Magari alla prossima lunapiena.

Alieni, vampiri e fine del mondo…

… nel programma (chiamiamolo così…) Mistero, in onda su Italia 1.

Mi fa piacere che anche Roberto Levi (che, tra l’altro, è il critico tv del giornale berlusconiano) lo abbia stroncato. Levi afferma (non senza ragione) che i responsabili dell’omologo show di Raidue VOYAGER hanno sicuramente stappato bottiglie di ottimo champagne dopo aver visto una schifezza simile.

Io non ho stappato, ma qualche ghignata me la sono fatta.

Anzitutto mi sono chiesto (se lo è chiesto anche Levi): ma è proprio indispensabile introdurre il programma con una procace e truccatissima tettona che avanza col suo miniabito rosso verso la telecamera SENZA APRIRE BOCCA? Va bene che le “escort” sono di moda, ma anche qui…

Secondo. Ancora non ci siamo stufati dell’area 51? Credo che pochi luoghi al mondo siano stati tanto citati:  i film sull’area 51 non riesco neanche a contarli… e adesso anche Enrico Ruggeri (che deve avere problemi finanziari, tipo un grosso mutuo da estinguere, per accettare questa roba) che finge pensosità.

Ma va là, Enrico! Canti bene, e giochi anche a calcio: fa’ quello che sai fare!

Ultima perla. Enrico intervista (sforzandosi di non ridere) una donna che gli alieni avrebbero ingravidato una dozzina di volte.

Tipo preciso, la donna ha fotografato i mostricciattoli frutto di questa fecondazione galattica. Ha solo le foto, perchè gli alieni se li sono portati a casa loro, fedeli al motto alieno “i figli so’ piezze ‘e core!”

MA (si chiede il sensibile Enrico) NON SARANNO TROPPO IMPRESSIONANTI QUESTE IMMAGINI alle 9 e trenta? Aspettiamo che i bambini vadano a letto, se no se li sognano stanotte.

Allora uno si immagina chissà che cosa e rimane lì a vedere. Ma poco dopo (non sono ancora le dieci) ecco le famose, terribili immagini: sembrano prese da un manga giapponese, tipo Dragon Ball, e fanno ridere i polli.

Al mio paese questa si chiama ipocrisia: se pensi davvero che i bimbi non debbano vedere i mostricini (metà rane metà umani) allora non li mandi in onda prima della mezzanotte!

E’ stato solo un trucchetto per incollare i gonzi (anch’io, lo ammetto) alla tv.

Quanto a me, ho messo su un DVD (un film di Virzì) e ho salvato la serata.

Twilight, il romanzo

La domanda è: se questi SUPERMEN bevitori di sangue sono INTELLIGENTISSIMI, AFFASCINANTI, DOTATI DI POTERI PARANORMALI (leggono nel pensiero, intuiscono il futuro, ecc) e soprattutto sono IMMORTALI (Carlisle Cullen è nato intorno al 1630, per non parlare dei millenari Vulturi) cosa gli impedisce di impadronirsi del potere su di noi?

Invece vivono nascosti. Peggio ancora, SONO COSTRETTI AD ANDARE A SCUOLA: Edward deve cambiare scuola ogni tre anni (rimarrà diciassettenne per sempre, si noterebbe che non invecchia) e ascoltare le stesse lezioni in Alaska, nello stato di Washington ecc.

Che palle! (come dicono a Forks)

RISPOSTA. Se questi vampiri dominassero il mondo, secondo logica, Bella non si troverebbe un compagno di banco strafico, non si prenderebbe una cotta omerica e non ci sarebbe materiale per una (interminabile?) serie di romanzi.

Diciamo che Twilight, un romanzo pregevole sotto alcuni punti di vista, è pieno di incongruenze. Poco male: la stessa cosa si può dire di molti altri best-seller. Ad esempio delle storie di Harry Potter.

Ecco, Harry Potter. Rileggendo Twilight (per il motivo accennato nel post precedente) mi sono accorto di molte analogie.

  • in entrambi i casi esiste un mondo parallelo al nostro, popolato da esseri dal grande potere e fascino, di cui i comuni mortali non devono sapere nulla
  • Isabella è cresciuta in una famiglia sfasciata, Harry (orfano) ha dovuto subire due zii insopportabili e un cugino orrendo
  • si accorgono entrambi di essere DIVERSI da quello che credevano di essere: Isabella è speciale, ha una mente “impenetrabile” in cui nemmeno Edward riesce a entrare; non parliamo di Harry (anche lui all’inizio era goffo e insicuro)
  • il mondo dei vampiri (come il mondo dei maghi) è diviso nettamente tra “buoni” e “cattivissimi”
  • il lettore però non sa subito chi siano i buoni: ci arriva per gradi e poi non mancano casi di ambiguità che saranno risolti solo alla fine della saga
  • esistono (a Volterra come a Hogwarts) precise e consolidate gerarchie

Veniamo alle differenze.

  • Isabella racconta in prima persona (il che le permette di analizzare con sottigliezza i propri pensieri e le proprie emozioni, tipo LA COSCIENZA DI ZENO), mentre la signora Rowling (interessata più all’intreccio che alla profondità) non può farlo altrettanto bene
  • il SESSO (che nel mondo di HP è trattato come fatto assolutamente marginale) qui è il centro di tutto, strettamente connesso alla violenza: non sono il primo ad accorgermi che i morsi dei vampiri sono una metafora della deflorazione, vero?
  • il conservatorismo britannico fa sì che “tutto resta quello che è”: dopo 7 romanzi e migliaia di pagine Harry e compagnia bella si ritrovano al punto di partenza (alla stazione di King’s Cross, accompagnando i pargoletti a prendere lo stesso, immutabile, treno); la mentalità americana è aperta al cambiamento (alla fine “nulla sarà più come prima”)

In conclusione, qualche considerazione sullo stile della signora Meyer.

In buona parte, la storia segue la consolidata tradizione dei romanzi Harmony (la passione non esplode improvvisa: arrivano i segni premonitori, ci sono equivoci e malintesi e poi… BOOM!!!), ma in più c’è un certo coefficiente di umorismo. Umorismo sui generis, paragonabile a quello del FANTASMA DI CANTERVILLE, causato dalle bizzarrie del rapporto tra una giovane umana (là si chiama Virginia) con il mondo dei non-umani.

Qualche esempio. Frasi come “Mi venne incontro e il mio cuore impazzì” starebbero bene in un romanzo di Luciana Peverelli.

Esempi di humour “nero”: “Dubitavo che esistessero dei manuali di bon ton che consigliavano l’abbigliamento giusto per accompagnare il proprio fidanzato vampiro a casa della sua famiglia di vampiri…” oppure “Sì, è proprio una giornataccia, se nessuno mi dice che vorrebbe mangiarmi!”

E ancora: “Essere padre è senz’altro difficile: vivere nel timore che tua figlia incontri un ragazzo che le piace e allo stesso tempo aver paura che non lo incontri.”

GIUSTO. E NON SUCCEDE SOLO IN AMERICA.

In sintesi, questo romanzo mi è piaciuto. Naturalmente NON mi è piaciuto il film (osservate lo sguardo bovino di mr. Pattinson), ma di questo mi ero già occupato a novembre.

BOX OFFICE di Marzo

Elenco dei 5 film più visti in Italia nel mese scorso. La fonte è il mensile CIAK.

  1. I LOVE SHOPPING – Alcune ex-colleghe minacciano di togliermi il saluto se non dico che questo film fa schifo; in realtà, non è male come pensavo: ci sono ottimi attori (John Lithgow, Joan Cusak, John Goodman, Kristin Scott Thomas) un po’ sottoutilizzati e c’è il ritmo incalzante delle commedie slapstick. Comunque non comprerò il DVD.
  2. LA MATASSA – Anche questa commedia non è piaciuta a tutti. A me sì: comprerò il DVD. Certe gag sono impagabili, ad esempio quella del vecchietto succube della madre che per tutta la vita gli ha proibito il matrimonio e le sigarette: appena libero si scatena…
  3. IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON – Gran bel film. Ne ho già parlato nel post del 5 marzo. Quando si oltrepassano i 10 milioni di euro (secondo me arriva a 12) senza bisogno di attori adolescenti (Brad Pitt ha superato i 45, Cate… beh, non si dice l’età…), Christian De Sica, Verdone, supereroi e sesso (un po’ ce n’è, ma solo un po’) un motivo ci deve essere. Lo comprerò il DVD, potete scommetterci.
  4. WATCHMEN – Non l’ho visto e un po’ mi dispiace, perché non posso godermi in pieno la PARODIA che ne fa Stefano Disegni.
  5. GRAN TORINO Bellissimo. Ancora non riesco a capire perchè non abbia avuto nemmeno una nomination; almeno per la regia. Forse i giurati dell’Academy ritenevano di aver premiato abbastanza Clint per MILLION DOLLAR BABY. Forse sono rimasti scioccati dal linguaggio e dallo stile politically uncurrect del protagonista (in Italia uno come Kowalsky voterebbe Lega Nord o non voterebbe affatto), che però col suo sacrificio finale diventa simpatico a tutti. Boh. Comunque, quando arriverà il DVD, lo riguarderò attentamente e deciderò se inserirlo nella TOP TEN del decennio.

Cambiando leggermente discorso (ma restando nell’ambito cinema) segnalo che nella mia TOP FIVE (cioè nella lista dei post più visitati) THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST ha scalzato dal quinto posto TWILIGHT, il film: per la precisione, 108 per il film sul capolavoro di Wilde e 105 per gli adolescenti vampiri.

Con tutto il rispetto per la signora Meyer, la commedia di Garofano Verde continuerà ad essere famosa tra secoli, mentre non scommetterei lo stesso per il suo (pregevole, lo riconosco) romanzo.

La differenza di qualità tra i due film è ancora più netta.

TWILIGHT, il (brutto) film

In molti casi il film è migliore del romanzo che lo ha ispirato. Cito qualche caso: IL SIGNORE DEGLI ANELLI, IL GATTOPARDO, LA FABBRICA DI CIOCCOLATO, UN PONTE PER TERABITHIA, IL LEONE LA STREGA E L’ARMADIO.

NON IN QUESTO CASO. Non nel caso di Twilight.

Del romanzo mi sono già occupato un mese fa. Nel post CHE PALLE ‘STO ALLOUIN.

Un po’ verboso nelle schermaglie verbali dei protagonisti, ma nel complesso si può leggere con piacere. Nel film quasi tutti i dialoghi sono ridotti all’osso (così gli attori non devono sforzarsi troppo per ricordare le battute, poverini) e in compenso c’è un’esagerazione di effetti speciali, salti mortali e acrobazie varie, tipo videogioco.

Se sei una ragazzina dai 10 ai 16 anni, desiderosa di essere morsa sul collo da mr. Robert Pattinson, il film ti piacerà. Negli altri casi NON SPRECATE I SOLDI.

Comunque avevo promesso di raccontare il film. Userò per comodità gli schemi classici della sceneggiata napoletana.

ISSO si chiama Edward: è morto nel 1918 (17enne) e da allora vive in eterno succhiando il sangue degli animali (non che non gli piaccia il sangue umano, anzi, ma ha fatto una scelta diciamo così puritana); contemporaneamente giovane (capace di prendersi una cotta grandiosa, ma ci mette una vita per dirlo) e centenario (scettico e prudente); l’attore sopra citato ha un fisico da decatleta e uno sguardo bovino; quando appare con gli occhiali da sole le ragazzine in sala gridano “Sei sanooooo!”

ISSA si chiama Bella. Ed è effettivamente bella. Come attrice è ancora acerba, ma quando pronuncia battute memorabili, tipo “La morte è serena, semplice: è la vita che è difficile” ha l’espressione giusta. Non vede l’ora (come personaggio) di essere morsa sul collo e di diventare un vampiro. Così rimarrà eternamente giovane, eternamente a fianco di un superman che le ripeterà eternamente che la ama alla follia. Bisogna che abbia pazienza, la fanciulla, perchè la vampirizzazione-deflorazione è in programma solo nel QUARTO ROMANZO DELLA SERIE.

O’MALAMENTE si chiama James. Vampiro cattivissimo, vuole prosciugare le vene di ISSA, ma soprattutto uccidere ISSO. L’attore è bravo, sa fare la faccia feroce. Mi immagino i provini: “devi fare un espressione da stronzo, gelido e arrogante”, lui l’ha fatta meglio degli altri e gli hanno dato la parte. Muore ammazzato nel finale, così in futuro dovrà cercarsi altri ruoli. Invece ISSO e ISSA ci camperanno per chissà quanti anni.

CONCLUDENDO, film deludente, soprattutto se hai letto il romanzo. A meno che non tu sia una ragazzina ecc.

DRACULA e il SESSO

Torno sull’argomento del post precedente.

Leucosia mi fa notare che il sesso c’è (eccome!) nel film di Francis Ford Coppola (1992), ma non se ne vede molto nel romanzo.

Vero. Assolutamente vero. E come poteva essere altrimenti? Bram Stoker scrive alla fine dell’800, quando era sconveniente guardare le gambe del pianoforte. Nel film, 100 anni dopo, la libertà espressiva era ben diversa.

Ma basta superare le prime 200 pagine (il romanzo è prolisso, come ho già detto) e ci troviamo immersi in un’atmosfera sensualissima, a volte perversa.

Considerate il personaggio di Lucy Westenra. Fanciulla delicatissima, efebica, di cui si innamorano almeno in tre. Vampirizzata da Dracula, muore dissanguata e si trasforma in una non-morta, che esce dalla tomba al tramonto per mordere il collo ai bambini, preferibilmente biondi.

E la sua figura è cambiata: è diventata più bella, di una bellezza aggressiva, “la sua purezza si era tramutata in voluttuosa oscenità”. Quando tenta di sedurre un suo ex sfodera il sex appeal, andandogli incontro a braccia tese e con un sorriso lubrico: “Vieni a me, Arthur, le mie braccia hanno fame di te…”

E poi c’è Mina Murray. Vampira a metà.

Dracula la seduce e le insegna a bere dalle sue vene: “voi siete ormai mia, carne della mia carne, sangue del mio sangue, per ora mia rigogliosa vendemmia, domani mia compagna e mia complice… ma per il momento dovete essere punita!” Di conseguenza Mina (che con un tremendo sforzo riesce a sottrarsi alla trance) è in grado di sentire telepaticamente dove si trovi Dracula e persino cosa stia pensando e ciò decide lo scontro finale.

E finalmente sposa Jonathan, buono coraggioso e un po’ tonto. Uno più sveglio si sarebbe accorto subito che c’era qualcosa di obliquo in un castello in cui non compare nemmeno un servitore e lo stesso padrone di casa scompare durante tutto il giorno!

Comunque ce n’è per tutti: sadomaso, incesto (tra Dracula e le sorelle) e un accenno alla pedofilia. Cosa volete di più?

Published in: on novembre 19, 2008 at 6:27 PM  Comments (4)  
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Dr. JEKYLL and Mr. HYDE

Un romanzo che piace molto alle lettrici e ai lettori di BOOKLAND.

Scritto nel 1886, continua a essere tradotto, letto e commentato in tutto il mondo. Una ragione ci sarà.

Riassumo per i pochissimi che non conoscono la trama. HENRY JEKYLL è uno stimatissimo medico di Londra, famoso per la sua alta moralità. Ma quando beve una pozione, ottenuta per caso nel suo laboratorio, diventa un altro: EDWARD HYDE, piccolo e deforme bruto. Jekyll si diverte a trasformarsi in Hyde per poter soddisfare i suoi istinti più torbidi; ma, quando non riesce più a controllare il suo alter-ego, si uccide.

Non occorre la psicanalisi per sapere che IN TUTTI NOI, in qualche modo, vive un HYDE. Nessuno di noi è tutto buono o tutto cattivo.

Qui il fascino della narrazione è aumentato dalla descrizione fisica di Hyde, che cresce di statura ogni volta che avviene la metamorfosi.

E qui apro una parentesi cinematografica. In un filmuzzo del 2004, assistiamo all’ennesima variazione sul tema. Hyde, proseguendo la sua scellerata carriera, è diventato un gigante e soltanto quando viene ucciso ridiventa il piccolo Jekyll. Film di non eccelsa fattura, VAN HELSING, di cui mi occuperò nel prossimo post DEDICATO AI VAMPIRI in letteratura e al cinema. Chiusa la parentesi.

Concludo con un quesito sull’innominabile peccato a cui si abbandonava Hyde-Jekyll. Di che si tratta? L’ho chiesto molte volte alle classi che l’avevano letto.

Le risposte si sono divise in parti uguali tra il NON-LO-SO e l‘omosessualità.

Probabile, anche se non certissimo. L’epoca (la fine dell’ottocento) non permetteva nemmeno di nominare il “vizio nefando” e sappiamo bene che fine ha fatto Oscar Wilde, precipitato dalle stelle alle stalle nell’anno 1895.

Published in: on novembre 9, 2008 at 6:09 PM  Comments (3)  
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