L’ESAME SI AVVICINA: di cosa si parlerà e di cosa NON si parlerà

Si affronterà, nello scritto e/o negli orali, l’argomento “L’ITALIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE” con contorno di Ungaretti sottaceto, Addio hemingueiano alle armi, Svevo a Trieste e Piave che mormorava.

Ripassate gli appunti e, se vi avanza tempo, leggete il mio post del 24/5.

NON VI CHIEDERANNO, invece, di parlare dei seguenti argomenti:

  • la tragedia dei migranti; è un campo minato che sarebbe meglio evitare; non sai chi c’è in commissione d’esame, magari qualche mattacchione che sostiene che “bisogna aiutarli nei loro paesi…” (sai quegli allegri paesi dove si sparano per le strade e stuprano le tue figlie perché sono cristiane o sciite o sunnite o curde o yazide?)
  • la libertà di satira, con particolare riferimento alla satira sull’Islam e il suo Profeta (sì, la libertà è un valore irrinunciabile; certo, certo; peggio per loro se non sanno stare allo scherzo, solidarietà ai vignettisti francesi… ma anche no)
  • l’EXPO di Milano-Rho, dedicato all’alimentazione; argomento importantissimo, legato ai temi ambientali dello sviluppo sostenibile eccetera eccetera (ma anche qui ci sono molte mine sul percorso: qualche commissario qualunquista tipo “è tutto un magnamagna… màgnano in tanti in queste Esposizioni” può sempre saltar fuori)
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Published in: on giugno 14, 2015 at 11:05 am  Lascia un commento  
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Non solo Montalbano (in allegato, novità nel TORNEO DELLE TRILOGIE)

Andrea Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene.

Segnalo, a chi non li conosce, un racconto (IL GIUDICE SURRA) e un romanzo breve (L’INTERMITTENZA) che mi hanno tenuto compagnia in un pomeriggio piovoso sull’altipiano.

Cominciamo dal racconto (35 pagine) contenuto in GIUDICI, Einaudi edit.

Chi è Surra, giudice torinese (di origine sarda) che si ritrova nella Sicilia del 1861 a ristabilire la legalità dopo l’unificazione italiana?

E’ un ingenuo, che non conosce i rituali mafiosi (gli mandano una testa d’agnello mozzata e lui non batte ciglio, non sapendo cosa rischia) e quasi senza accorgersene sconfigge la malavita?

O è un eroe, capace di sfidare la morte e di sottrarsi alla corruzione e alle connivenze dei politici (non perdetevi il colloquio col sibillino sen. Midulla)?

La VOX POPULI propende per la seconda ipotesi: “pari un omo da nenti, ma devi aviri cabasisi di acciaro timpirato!”

(occorre spiegare che i CABASISI non sono i datteri?)
giudici
Nel romanzo L’INTERMITTENZA (Mondadori ed.) la Sicilia non c’è. Tutto si svolge tra Milano, Roma e Capri, in un intreccio di affari, politica e corna. Mauro de Blasi, il protagonista, è uno squaletto che sale sempre più in alto.

Soltanto le due ultime parole dell’ultima riga sciolgono tutti i nodi con un raggelante predicato verbale.camilleri

Non è un romanzo perfetto, ma l’ho letto provando un autentico piacere. Anche per le poesie d’amore (da Ungaretti a D’Annunzio e a Neruda) che vengono frequentemente citate.

Cambiamo discorso.

Nel Torneo delle Trilogie avevo insistito sulla clausola STESSO REGISTA. Ma ho cambiato idea.

Perciò, ringraziando Cecilia per avermi ispirato, propongo un derby italiano tra:

  • la trilogia AMICI MIEI (1975-1985), di Monicelli (i primi due) e Nanni Loy.
  • la serie PANE, AMORE… (1953-1955), di Comencini e Dino Risi (l’ultimo dei 3)

Nel post prossimo venturo le analogie e le differenze tra le due trilogie saranno messe sotto il microscopio.