IL NOME DELLA NOIA – parte seconda

Avvertenza: in questo post (che sarà particolarmente noioso) si spoilera di brutto!!!
luisec

E’ noto (lo dice anche Wikipedia) che creando il personaggio di padre Jorge da Burgos Eco si ispirava allo scrittore argentino Jorge L. Bòrges.

jorge

    1. padre Jorge è cieco, come diventò progressivamente cieco Bòrges
    2. padre Jorge è iperconservatore (ritiene che “tutto ciò che vale la pena conoscere” sia già stato scritto e che nel poco tempo che ci separa dalla Fine del Mondo l’unico compito degli studiosi sia “ricapitolare”); Borges apprezzava i regimi militari e detestava Peròn come populista)
    3. padre Jorge vive e muore in un’enorme biblioteca dalla forma geometrica (un labirinto in cui è difficilissimo orientarsi); Bòrges ha dedicato molte sue opere al tema del labirinto, da LA BIBLIOTECA DI BABELE (qui sotto schematizzata) a ABENJACAN IL BOJARI’ UCCISO NEL SUO LABIRINTO.

    bibliot

Prima Aggiunta. Forse il nome stesso del romanzo di Eco è stato ispirato da Bòrges che, nel 1975 (cinque anni prima del romanzo), diede il titolo LA ROSA PROFUNDA a una raccolta delle sue poesie.

Seconda Aggiunta. Nonostante le opinioni politiche fossero opposte, Eco stimava molto “il buon Bòrges”. Lo definì “immenso”.

Conclusione. Come avevo promesso questo postaccio è stato veramente noioso.
gatt

Published in: on marzo 7, 2019 at 6:06 pm  Lascia un commento  
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2 novembre – Tanti ce n’è da commemorare…

Prima di David Bowie, di Dario Fo, di Umberto Eco, di Alan Rickman, di Harper Lee, di Giorgio Albertazzi, di Ettore Scola ecc (allego le foto) celebro il ricordo di Valeria Solesin (ho già spiegato chi era) e delle altre vittime del terrorismo (da Parigi 13 novembre a Nizza 14 luglio).

Care/i amiche/i, non vi dimenticherò.

soledavidfopumbrtleealanalbertscola

Come avvenne che Umberto Eco fu interrogato da uno dei Guardiani del Paradiso e come venne risolto l’enigma “La segui standole davanti” di 11 lettere

La porta del paradiso (come è noto) si trova in un casello ferroviario abbandonato al km 163 della linea Milano-Venezia (nei pressi della stazione di Caldiero).

Umberto entrò e si ritrovò in una cabina di LASCIA E RADDOPPIA. Un giovanotto vestito malissimo, con in mano una cartelletta in cartoncino Bristol, lo salutò: “Ecco il nuovo concorrente, il signor Umberto Eco da Alessandria!”
mike
“Me l’immaginavo… Sono all’Inferno e questa è la pena dantesca del contrappasso…”

-Come dice? Dantesca? Se il signor Notaio è d’accordo le farò ora alcune domande sulla vita di Dante Alighieri… (aprì la cartelletta) Si concentri, signor Eco… lei ci deve dire che numero di calze portava Dante, in che giorno mese e anno incontrò Beatrice e in quale punto di Firenze, come era vestita lei e in quale capitolo della Vita Nova viene descritto questo incontro! Ora parta il cronometro! Ma non abbia fretta di rispondere, signor Eco: ha tutta l’eternità a disposizione!-

“Mi rifiuto di rispondere a queste stupide domande nozionistiche. Però approfitto di questa occasione per chiarire che il mio saggio fenomenologico non nasceva da un astio personale: non ce l’ho mai avuta con lei personalmente, Mr. Bongiorno, ma con questa concezione superficiale della cultura che la televisione ha portato in Italia. E d’altra parte, vorrei aggiungere, la cultura italiana doveva in qualche modo liberarsi della sua muffa… eravamo ancora a leggere Cuore e Silvio Pellico… meglio americanizzarci anche noi, magari col gusto camp dei fumetti, da Moet Walker a Al Capp…”

-La devo fermare, signor Eco! Mi fanno notare, in regia, che questi discorsi eruditi fanno scappare i telespettatori che ci guardano da casa! Comunque, poiché lei ha citato la cultura americana le farò alcune domande su un film made in USA nel 1991 in cui compare il personaggio di Montana Moorehead… (riaprì la cartelletta) Lei ci deve dire come si chiamava quel personaggio prima di cambiare sesso, in quale ospedale era avvenuta l’operazione, quale locandina si vede nel camerino di Montana e quale attrice la interpretava…- 

Eco non ne poteva più. Si ricordava benissimo del film, del fatto che Montana prima di cambiare sesso nell’ospedale di Bethesda (Maryland) si chiamava Milton, che nel suo camerino c’era un poster del MAGO DI OZ e che l’attrice si chiamava Cathy Moriarty… ma non voleva partecipare a quel quiz della minchia.

Fortunatamente la situazione si sboccò nel migliore dei modi. Due inservienti arrivarono di corsa e trascinarono via il giovanotto vestito male, che continuava a gridare: -Signor Notaio! Signor Notaio!-.

Alla fine Eco si ritrovò sottobraccio al Notaio per i sentieri dell’Empireo.

-11 lettere? T-E-L-E-V-I-S-I-O-N-E

-Bravo, sei davvero in gamba, Umberto! Lo sai che anche il mio Antagonista voleva godere della tua compagnia? Ma non mi sono lasciato fregare! Ci tenevo troppo a portarti qui, per parlare dei tuoi libri…-

-Davvero, Signore? Hai letto i miei libri? E ti sono piaciuti?-

-Qualcuno sì. Qualcuno no. Ma ora possiamo parlarne, Umberto. Abbiamo molto tempo per farlo.-
satan

 

Published in: on febbraio 21, 2016 at 4:11 pm  Comments (1)  
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Ciao, Nelle

Pubblico la foto di una scrittrice americana, passata ieri a miglior vita. Dopo, se proprio volete, potrete leggere cosa ha scritto e perché il suo romanzo significa molto per me.
lee
Nelle Harper Lee (1926-2016) è famosa soprattutto per il suo romanzo TO KILL A MOCKINGBIRD.

Il titolo italiano è IL BUIO OLTRE LA SIEPE (non è facile tradurre Mockingbird, un uccellino simile al passero che vive solo in Alabama e stati confinanti).

Affascinato dal film (3 oscar, compreso quello a Gregory Peck) andai di corsa a comprare il romanzo.

Bellissimo il film, forse più bello il romanzo (ma sono cose difficili da comparare… come chiedersi se è più buono il gorzonzola o più furbo Renzi)

Dico solo che nelle pagine ci sono finezze narrative che, per forza di cose, l’immagine filmica non può rendere.

La protagonista del romanzo è la giovanissima Scout (in cui l’autrice proietta se stessa) e le sue riflessioni sulla vita e sulla difficoltà di capirsi e di convivere restano nella carta. Nel film il protagonista è l’avv. Atticus Finch (G. Peck, che con la sua grande presenza scenica eclissa gli altri personaggi).

Riflessione finale.

IL BUIO OLTRE LA SIEPE è compreso fin dall’inizio (dagli anni ’90) tra i testi proposti nel gioco didattico Bookland e ha sempre ottenuto voti oltre la sufficienza dalle lettrici e dai lettori. Cosa che mi dà molta molta gioia.

Post scriptum. Nel momento di andare in macchina vengo a sapere che questa notte Umberto Eco ci ha lasciati. Pare che sia approdato all’ISOLA DEL GIORNO PRIMA. Bisognerà che gli dedichi il dovuto omaggio… ma due necrologi nello stesso giorno sono troppi, non vi pare?

Published in: on febbraio 20, 2016 at 12:45 pm  Comments (2)  
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NUMERO ZERO, by Umberto Eco

Non so se daranno mai il Nobel a Eco (non si può mai dire: chi avrebbe scommesso su Fo?); certamente non glielo daranno per questo breve, esilissimo romanzo.

Dopo l’immagine vi riassumo la TRAMA (questa volta senza spoilerare) e, se proprio ci tenete, concluderò con inquietanti, strampalatissime ipotesi.
eco
Primavera 1992, Milano. Un ricchissimo affarista, il comm Vimercate (ogni riferimento a Berlusconi è puramente voluto) strapaga un gruppo di mezze calzette, specializzate in giornalismo trash, per far uscire (a tiratura limitatissima) dodici numeri zero di un quotidiano, chiamato Domani.

Scopo dell’operazione: spaventare gli alti papaveri (politici, industriali, editori…) e permettere a Vimercate di salire in alto, molto in alto…

Si preparano, in un’atmosfera surreale, i primi articoli. Si trovano scandali dappertutto: massoneria, terrorismo, serial killers, Gladio, Valerio Borghese… Uno dei “redattori” (dal nome, preso dalla letteratura elisabettiana, di Braggandocio) ha un dettagliato dossier: Mussolini non è morto nel 1945 (hanno fatto fuori un sosia), ma si è rifugiato in Vaticano e poi è sparito, forse in Argentina.

Subito dopo Braggandocio ci lascia le penne. Chi è stato? Perché?

Anche il protagonista, sentendosi minacciato (chi ha chiuso la manopola dell’acqua sotto il suo lavello?) scappa con una sua collega. Si salverà?

COMMENTO. E’ un saggio di amaro sarcasmo sui giornalisti (solo italiani?), ma anche sui lettori, ormai disinteressati a distinguere il vero dal falso.

“Potresti andare in giro a dire che è stata Madre Teresa di Calcutta a mettere la bomba sull’Italicus e la gente dirà Ah, si? Curioso! si girerà dall’altra parte e continuerà a farsi i fatti suoi… L’unico problema serio del buon cittadino è non pagare le tasse. Amen”

Comunque (come ho già detto) non è un gran romanzo. I personaggi sono appena delineati, tranne il Braggandocio di cui sopra, con la sua fissa per le automobili di gran turismo (dev’essere un lettore accanito di Quattroruote) e il suo passato tra fascistoni (il nonno) e maoisti. “Alle nostre spalle c’è sempre qualcuno che ci inganna…”

Ipotesi. Non è il vero Eco ad aver scritto questo romanzo, ma un suo sosia (il vero Eco è nascosto in Vaticano e scrive i discorsi di papa Francesco).

Anzi no. Umberto Eco non esiste. Più esattamente non è una creatura umana (qualcuno di voi lo ha mai toccato? qualcuno lo ha sezionato?); è un androide costruito nell’Area 51 (Nevada) e inviato dalla CIA in Italia per sorvegliare Aldo Moro e la DC.

Anzi no. Umberto Eco è un extraterrestre: un Predicator 900, inviato a dispensare la Saggezza (dentro un involucro umanoide) da un’astronave distante 40 miliardi di km dal nostro pianeta.

Quando morirà (come un suo predecessore) l’Involucro riceverà un segnale dall’astronave, uscirà dalla tomba il terzo giorno e salirà al cielo, lasciando i discepoli a bocca aperta.

Published in: on luglio 21, 2015 at 11:13 am  Lascia un commento  
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Parto per la montagna, con 4 libri nella valigia

L’Altipiano mi aspetta con il suo clima fresco e piovoso.

Benedetto sia il fresco, dopo quest’afa cittadina. Ma la pioggia ha i suoi inconvenienti, primo tra i quali il dover passare molte ore in albergo.

Nelle quali ore leggerò e rileggerò

  • STILL ALICE (di Lisa Genova) – Ho visto il film (oscar a J. Moore). Ora valuterò il romanzo della neuropsichiatra americana L. Genova. Lo so che bisognerebbe fare l’inverso, ma stavolta va così… Gli amici ridacchiano: “quanto interesse per l’Alzheimer!”
  • IL GIRO DI VITE (di Henry James) – L’avevo letto con una certa fretta al liceo Righi (anni, ahimè, lontanissimi) su suggerimento della prof. Marongiu. Allora formulai l’ipotesi che tutta la storia fosse un parto della mente di Miss Giddens (o no?). Adesso che dispongo di tanto tempo lo voglio centellinare.
  • LA RELAZIONE (di Andrea Camilleri) – Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene. Non mi ha mai deluso.
  • NUMERO ZERO (di Umberto Eco) – Non ne ho sentito parlar bene. Alcuni dicono che Umbertone ha perso la vena narrativa, altri sostengono che non l’ha mai avuta (essendo molto più abile come saggista). Io userò la mia testa: leggerò e recensirò.

alice
james
cameco

Published in: on luglio 8, 2015 at 9:08 am  Lascia un commento  
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Che differenza c’è tra Francia e Italia? Esaminiamo le VITE PARALLELE di Catherine e di Raffaella

Catherine Dorléac (in arte Deneuve) è nata a Parigi il 22 ottobre 1943.

Raffaella Pelloni (in arte Carrà) è nata a Bologna il 18 giugno dello stesso anno.
deucarr
C. ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni ’60. L’UOMO CHE VENDETTE LA TOUR EIFFEL (di Chabrol) è del 1963. E’ stata diretta da grandi maestri: Truffaut, Polanski, Bunuel, Lelouch, Ozon, De Oliveira, Monicelli, Bolognini, Dino Risi…

Anche R. ha dimostrato le sue eccezionali doti drammatiche con la direzione di Maghi del Cinema, come

  • Guido Malatesta (il suo VALERIA RAGAZZA POCO SERIA è del 1958)
  • Mario Caiano (regista del memorabile ULISSE CONTRO ERCOLE, del 1961)
  • Antonio Leonviola (MACISTE NELLA TERRA DEI CICLOPI, 1961)
  • Tanio Boccia (CESARE, IL CONQUISTATORE DELLE GALLIE è il capolavoro in cui R, per la prima volta, assurge al rango di protagonista)
  • Mariano Laurenti (IL VOSTRO SUPERAGENTE FLIT, del 1966, in cui l’aliena Aura soggiace al fascino di Raimondo Vianello)
  • Franz Antel (PROFESSIONE BIGAMO, del 1969, con il grande Lando Buzzanca)
  • Gino Landi (BARBARA è del 1980; alzi la mano chi non ha visto questa imperdibile gemma)

C. continua a girare film (si fermerà solo davanti alla morte). La vedremo presto in TRE CUORI, con Charlotte Gainsbourg e Chiara Mastroianni.

R. ha smesso di onorare i set cinematografici con la sua presenza (come a suo tempo fece Greta Garbo). Era sprecata. Si è dedicata alla musica, deliziando le platee internazionali con capolavori come CHISSA’ SE VA, MAGA MAGHELLA, FELICITA’ TA’ TA’ e A FAR L’AMORE COMINCIA TU, e nella danza classica (se vi dico TUCA TUCA non vi mettete a ballare anche voi?). Ma soprattutto il suo talento rifulge nello spettacolo televisivo. Milioni di italioti si affannarono a indovinare quanti fagioli fossero contenuti in un barattolo di vetro e quale bandiera africana avesse lo sfondo bianco.

C. non ha mai fatto ricorso alla chirurgia estetica.

R. ha subìto più restauri del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

C. ha un tratto elegante, aristocratico. Se la cava alla grande persino nei ruoli di regina di Britannia (in un film del 2012 fa garbatamente il verso a Elisabetta II).

R. non è proprio la donna più fine che abbia mai visto. Mi stupisce che Umberto Eco non le abbia dedicato qualche riga, sul genere FENOMENOLOGIA DI MIKE BONGIORNO. E che Sorrentino non le abbia chiesto di apparire nella cafonissima festa di compleanno di Jep (però si sente la sua voce…)

C. ha fatto pubblicità a molti prodotti (carte di credito, profumi, acqua minerale…)

R. si è piegata a malincuore a ruoli di testimonial. Penso che l’abbia fatto per meglio cementare l’unità del nostro popolo. Ve lo ricordate lo slogan LA PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI?

Ma davvero R. è stata “la più amata ecc”?

Questo spiegherebbe molte cose…flit

Published in: on ottobre 6, 2014 at 5:17 pm  Comments (4)  
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il computer è una macchina stupida o sono stupido io?

Devo riconoscere che Umberto Eco (personaggio che non suscita in me una simpatia immensa) sa il fatto suo. Certe sue affermazioni lasciano il segno.

Ad esempio, ha scritto (circa 20 anni fa) “il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide; al contrario, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti”

Purtroppo io non sono molto intelligente e quindi nelle mie inesperte mani il computer non funziona bene.

Ho impiegato mesi per imparare a inserire le immagini. E adesso non riesco a capire come mai si sia aperto un nuovo account (sempre che questa  sia la parola giusta) in cui sono finiti alcuni che mi cercavano.

Questo BUCO NERO si chiama http://marcofrangini.wordpress.com/  e l’ho creato io (almeno credo) in un momento di totale confusione.

Ho cercato di annullarlo senza esito. Poi ho provato a modificare il post inaugurale (hello world) con due parole di scuse e le istruzioni per trovarmi QUI. Forse questo sono riuscito a farlo.

Questa e altre catastrofi sono da imputare unicamente alla mia ocarottaggine e NON AL COMPUTER, il quale (in mani più esperte delle mie) funziona benissimo.

Published in: on gennaio 19, 2009 at 12:56 pm  Comments (8)  
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