ricetta

… per confezionare un cineuovodipasqua.

INGREDIENTI

  • un paio di vanzini (anche se non sono freschi vannobenelostesso)
  • una mezza dozzina di accenti regionali (siciliano, toscano, romano, pugliese ecc)
  • 50 vaffanculo
  • 50 maccheccazzodici?
  • 20 tòpoi (sta per “luoghi comuni”, tipo il nobile squattrinato, il padre che non capisce i figli, il marito sporcaccione sorpreso dalla moglie ecc)
  • pubblicità indiretta (le auto sono tutte nuovissime e pulitissime, appena uscite dal concessionario) giochi di parole e banalità q.b.

PREPARAZIONE

  1. Tagliuzzate le storielle in brevi episodi (sarà semplice farcirle di spot quando il film passerà in tv)
  2. Girate le scene in frettefuria per ovvi motivi di budget (anche Totò era uno da “buona la prima”, ma aveva più classe lui da solo di tutti questi fregnoncelli messi insieme)
  3. Aggiungete una spruzzata di satira sociale (l’evasore fiscale) ma senza esagerare…
  4. Fate distribuire (dopo un’intensa campagna promozionale su tutte le reti) da Medusafilm

Sui motivi per cui la commedia all’italiana è diventata FARSA ALL’ITALIANA ci sarebbe molto da dire.

Ma oggi non ho lo sbattimento per.

Magari un’altra volta. Adesso metto su il dvd di SABRINA, giusto per rifarmi la bocca.vanzinasabrina

Published in: on aprile 4, 2012 at 6:14 PM  Comments (5)  
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UP: un capolavoro?

Avevo promesso di spiegare perché mi è piaciuto tanto l’ultimo film griffato PIXAR.
Ammesso che a qualcuno interessi, mantengo la promessa.

I colori, innanzi tutto. Dai palloncini che sollevano e trasportano nella giungla venezuelana la casa di Carl, alla giungla stessa, al piumaggio del superstruzzo Kevin, alle decorazioni policrome del boyscout comesichiama…

E la musica, epica sentimentale drammatica a-seconda-dei-casi. Veramente bella.

Ah, dimenticavo la trama (per i pochi che non la conoscano già). NEI PRIMI 15 MINUTI una storia realistica: un imbranatello con la fissa delle avventure alla Giulio Verne incontra una ragazza (più sveglia di lui) con la stessa passione; si sposano, desiderano (invano) di avere figli, invecchiano, lei muore serenamente, lui resta solo e malinconico in una casetta di legno in mezzo ai palazzoni (e gli ingenieri del cantiere non vedono l’ora di buttare giù tutto) con la mestissima prospettiva di finire in una casa di riposo…

(a me bastano questi 15 minuti per applaudire)

E poi inizia la favola, per la gioia dei ragazzini: la casa si solleva nel cielo, arriva in luoghi fiabeschi, avventure a non finire tra cattivi cani parlanti, un misterioso dirigibile e un coloratissimo struzzo gigante. Tutto finisce bene e Carl (il protagonista) ha trovato un figlio adottivo nel coraggiosissimo (ma un po’ tonto) Russell, un boyscout dalle fattezze nippocoreane (il mercato ha le sue esigenze).

Nell’insieme il film piace a vecchietti e giovani. Forse per la sua assoluta irrealtà dispiace all’età di mezzo, ma credetemi: se lo andate a vedere non rimpiangerete i soldi.

Per finire, due osservazioni.

  1. A un certo punto Carl deve inseguire i cattivoni che hanno rapito Russell e trasforma la sua casetta in un veliero BUTTANDO VIA TUTTI I MOBILI, LA TV E IL FRIGO. Ci si può vedere un’allegoria anticonsumista: SE VUOI DIVENTARE UN EROE, o almeno dimostrare che hai le palle RINUNCIA AI TUOI LUSSI DA PICCOLO BORGHESE, soprattutto rinuncia alla TV.
  2. I famosi occhialini 3D non aggiungono granché allo spettacolo. Posso dirlo perchè ho visto il film 2 volte, con e senza.
Published in: on ottobre 31, 2009 at 5:00 PM  Comments (2)  
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