Cattivissimo me 3

Ve li ricordate i film di Totò?

La trama era solo un pretesto. Serviva a incastonare gag irresistibili, come quella in Piazza del Duomo o la lettera “Veniamo noi con questa mia…”
letter
Lo stesso si può dire del terzo episodio della serie Despicable me. La trama è solo un pretesto per una serie di gag, soprattutto riguardanti i Minions.

Comunque la storia dei 2 gemelli separati dalla nascita che si incontrano solo in età matura non è originalissima (era già in una commedia di Plauto)

Insomma… mi è piaciuto il giusto. Ma il successo di CATTIVISSIMO ME 3 (gli incassi continuano a salire, presto saranno superati i 18 milioni di euro) ripropone la solita domanda:

Qui in Italia i “film per famiglie” non li sappiamo fare?

Proverò a rispondere dopo l’immagine.

min
Sarebbe meglio dire che i produttori italieschi non vogliono investire i loro soldacci sul pubblico dei bambini. In passato (ai tempi di Budspencer & Terensill) non era così: il target under 12 interessava.

Oggi i giovanissimi sono visti solo come divoratori di merendine (mamme, attente agli asteroidi!) e precocissimi maniaci del selfie. E al cinema possono scegliere solo tra la produzione straniera (tra poco arriva CARS 3) e le farse sianesche e zalonesche di casa nostra.

P.S. La settimana prossima arriva nelle sale LA GATTA CENERENTOLA, film italiesco d’animazione. Chissà com’è…

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Published in: on settembre 8, 2017 at 6:48 am  Comments (4)  
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nel ruolo che fu di Totò ci hanno messo Maurizio Mattioli? Bah…

Ve lo ricordate I SOLITI IGNOTI?

E ricordate Totò, nei panni del “maestro” specialista in casseforti agli arresti domiciliari?

Ecco, immaginate un remake intitolato IL CRIMINE NON VA IN PENSIONE, in cui il ruolo dell’esperto in casseforti è affidato a Mattioli.

Basta questo accostamento a illustrare la differenza tra i film di Monicelli&Co e il cinema italiesco di oggi.

Se poi volete approfondire il concetto e sapere come va a finire la storia oltrepassate le foto.
totmattio
Per impersonare “la banda della terza età” sono stati scritturati Ivano Marescotti, Orso Maria Guerrini, Stefania Sandrelli, Gisella Sofio, Franco Nero ecc. Sono bravi, ma non basta mettere insieme un buon cast.

Allo stesso modo nel 1976 fu girato un film che riuniva alcune delle star più in vista dell’epoca. Ci vorrebbe un camion per trasportare le statuette dorate (oscar, golden globes ecc) vinti da Alec Guinness, Maggie Smith, David Niven, Peter Sellers, Peter Falk ecc; ma il risultato fu mediocre.

Comunque questo IL CRIMINE NON VA IN PENSIONE lo potete anche vedere, soprattutto se la sala è ben refrigerata.

TRAMA. Rubare ai ladri non è peccato. In base a questo antico principio una combriccola di ultra 70enni progetta di svuotare la cassaforte di una sala Bingo. A un certo punto devono desistere… eppure noi sappiamo da una scena iniziale che tutti i giornali parlano del Colpo al Bingo. Chi si è preso il malloppo? Beh, stavolta non ve lo voglio dire. Aspettatevi una bella sorpresa nell’ultima scena.

crimi

Published in: on luglio 2, 2017 at 9:13 am  Lascia un commento  
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Due argomenti per dimostrare che lo zalonesco QUO VADO non è un cinepanettone

PREMESSA. Per cinepanettone si intende un filmuzzo che appare nelle sale intorno al 25 dicembre, basato su una raffinata comicità (malimortaccivostri, vadaviaiciapp, minportaunasega ecc) e sulle doti recitative di grandi attrici drammatiche (canalis, hunziker, ferilli ecc). Fine della premessa.

Argomento n° 1. Le trame dei cinevomiti si basano sulla tematica del cazz fallica con particolare riferimento all’infedeltà coniugale (in genere mariti che cercano avventurazze). Nei film zaloneschi la tematica di cui sopra è quasi assente. Nell’ultimo (QUO VADO?) la storia d’amore tra Checco e Valeria è descritta con sfumature veramente romantiche. Forse influisce la nota monogamia di Luca Medici? (mentre Massimo Ghini, per citarne uno a caso, è un collezionista di mogli)
checc

Argomento n° 2. Le cinecagat I cinepanettoni sono fatti con lo stampino. Realizzati con sceneggiature a cazzo di can a un tanto al chilo in tempi brevissimi (pare che MERRY CHRISTMAS, quello del 2001, abbia stabilito un record: le riprese sono durate 12 giorni). Le cinezalonate sono programmate a ritmo biennale (2009, 2011, 2013, 2015) e si nota che le scene sono state ripetute molte volte.

CONSIDERAZIONE FINALE. Mi chiedo cosa sarebbe stata la carriera di Antonio De Curtis (in arte Totò) se il fato gli avesse concesso i mezzi di cui dispone Checco. Totò girava troppi film (6 all’anno in media, con punte di 7). Aveva sempre bisogno di soldi, anche per la sua generosità (finanziava orfanotrofi, ospedali, canili ecc).

Eppure, nonostante i molti passi falsi, Antonio resta sempre un grande!!!!

VOTA ANTONIO!

VOTA ANTONIO!

VOTA ANTONIO!

VOTA ANTONIO!

VOTA ANTONIO!!!!!!!
tot

Published in: on gennaio 8, 2016 at 11:31 am  Lascia un commento  
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ALLA FACCIA DEL *AZZO!!!! (in memoria di Nino Taranto)

Se tu (che, per tua deliberata scelta o per puro caso, leggi queste righe) sei di Napoli NON hai bisogno che ti spieghi chi era NINO TARANTO.

In caso contrario, due parole.

Grandissimo chansonnier (uno che canta, per dirlo alla maniera nostra) e bravo attore, spesso in coppia con Totò e Aldo Giuffré.

Girava l’Italia, negli anni 40′-50′-60′, suscitando risate a raffica con i suoi personaggi surreali (in fondo, eccolo con la sua famosa paglietta tagliuzzata) e con le sue canzoni italonapoletane.

Cito qui quella in cui, giocando sull’assonanza con una nota parola di 5 lettere che contiene 2 zeta, si dichiarava PAZZO per amore:

“il viso del folle l’ho fatto per te!!

il ghigno del pazzo lo tengo per te!!

Ho venduto 300 carrozze, ho venduto 300 palazzi

e un arazzo!!!

ALLA FACCIA DEL PAZZO!!!! L’HO FATTO PER TE!!!!
nino

film visti in Novembre (alcuni belli, altri meno); prima però vi ragguaglio sul TORNEO CHIAVICA: già deciso il Premio alla Carriera

L’anno 2013 va verso la sua fine. Sicuramente vedrò altri filmacci degni almeno di una nomination.

Però qualcosa è già certa.

PREMIO CHIAVICA PER IL PEGGIOR ITALIANO VIVENTE: assegnato a EZIO GREGGIO per il suo fondamentale apporto (come attore e come regista) a farci disprezzare in tutto il mondo!!!!

(parliamo di cinema, naturalmente; se dovessimo allargare il discorso ad altri settori, ci sarebbero molte chiaviche da premiare)ezio

PREMIO CHIAVICA PER LA PEGGIOR ATTRICE ITALIANA: ancora non assegnato; sono in ballottaggio (a pari demerito) VALERIA MARINI e  MANUELA ARCURI
marinisangue
Essendo il Trofeo indivisibile (è un portacenere di infima fattura, con la scritta: ME LE SO’ ARRUBBATE A LE TAVERNE DE LU GRAN SASSE) invito le amiche/amici che visiteranno questo post a ROMPERE LA PARITA’.

Magari utilizzando la Scala di Cagneria da me precedentemente studiata (per evitare ulteriori parità)

PEGGIOR FILM DEL 2013: l’anno non è ancora finito; comunque ci sono già 3 pretendenti al titolo, AFTER EARTH, WORLD WAR Z e HANSEL&GRETEL

Qualche riga sui film visti lo scorso mese

  • OH BOY, UN CAFFE’ A BERLINO – Storia amara sulla precarietà e sull’assenza di valori nella Germania moderna. Niko (“uomo senza qualità” come il musiliano Ulrich) si aggira infelice nella metropoli e non gliene va bene una. Non riesce neanche a bersi una tazza di caffè. Un’altra volta vieni in Italia, Niko.
  • SOLE A CATINELLE – Niente da aggiungere a quanto già detto. Checco è simpatico, ma se qualcuno torna a dirmi che anche Totò usava i giochi di parole per far ridere, replicherò MA MI FACCIA IL PIACERE!!!!!
  • STAI LONTANA DA ME – Commediola copiata (battuta per battuta) dall’originale francese. La Angiolini e Brignano se la cavano. E pensare che ero andato a vederlo per poterli massacrare!
  • THOR 2Giocattolone per grandi e piccini (più per piccini). Se non ci fosse Loki a mettere pepe nella storia con i suoi inganni, sarebbe solo una brutta copia del Signoredeglianelli: il desolato Dark World sembra Mordor (solo che ti capita di sentire lo squillo del telefonino), gli Elfi Oscuri fanno quello che facevano gli Orchi davanti a Minas Tirith (muoiono tutti) e la loro astronave crolla come la Torre di Barad-Dur.

In conclusione, votate contro Valeria o contro Manuela?

Saltando dal proverbiale palo all’ancor più proverbiale frasca, disserterò su un filmuzzo che ha un successo enorme (sproporzionato al suo reale valore), su un quartetto di renitenti all’obitorio e su un attore che (per me) è entrato nella leggenda.

come ho scritto nell’altro blog SOLE A CATINELLE è un film banale.

Però ha qualcosa da dire.

Anzitutto che il vento sta cambiando: le bandiere della CGIL sventolano vittoriose (e sono viste con simpatia), gli affaristi finiscono in manette e il protagonista (nel finale) saluta col pugno chiuso sulle note dell’Internazionale.

Ma questo non basta a spiegare i quasi 6 milioni di biglietti staccati…

(scusate, mi chiamano al telefono… “se voglio cambiare compagnia? NON MI ROMPETE LO SFERISTERIO!!!!!!” ma come si fa a lavorare con questi sbragamaroni…)palle!

Stavo dicendo? Ecco, Checcozalone è stato paragonato a Totò… SIGNORE, PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE DICONO!!!!!

Totò era una stupenda maschera teatrale. Recitava anche senza parlare. E poi era capace anche di commuovere, di coprire ruoli drammatici…

(di nuovo il telefono… “buongiorno, sono Ludmilla; è lei che si occupa della bollett… BASTAAAAAAA”)

Oggi è così. Lasciatemi staccare il telefono… Ma Beghelli non riesce a inventare un congegno che filtri le chiamate di questi §#&***^%§ç&?

Uffa, non riesco a concentrarmi. Volevo tirare in ballo OLTRE IL GIARDINO e certe analogie (Chance viene scambiato per un guru della politica perché usa metafore vegetali, Checco per un esperto nel riciclare denaro perché parla di aspirapolveri), ma il discorso richiederebbe spazio e tempo adeguati.

Magari un’altra volta.

Lasciatemi dire qualcosa, invece, sui DELITTI DEL BARLUME. Ieri sera l’ho visto su Skycinema. Ben fatto, ma resto della mia idea (già espressa nella recensione de LA CARTA PIU’ ALTA): l’intreccio poliziesco vale poco, sono i 4 vecchietti terribili che bucano lo schermo. Sentirli bisticciare tra loro e malignare sul resto del mondo è un vero spasso.

Tornerò presto su di loro.

E prometto di tornare presto anche su questo attore che, più che alla storia, appartiene alla leggenda del cinema. Nel 1960 era il capo di una banda di desperados messicani, nel 1978 era un boss mafioso, nel 2010 è a capo di una grande banca di New York (sempre e comunque un malavitoso).

Lo riconoscete?eli

Published in: on novembre 12, 2013 at 4:45 pm  Comments (3)  
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Elogio dei brutti

La popolazione italiana si divide in 2 categorie antropologiche: i belli e i brutti.

I belli sono quelli che vediamo negli spot pubblicitari. Impeccabili, inamidati, con i capelli (preferibilmente biondastri) sempre in ordine, ugualmente inespressivi se sorridono, fingono di litigare o prendono un aperitivo.

Qualche volta recitano (beh, insomma…) in film o fiction televisive.

I brutti sono quelli che incontro quotidianamente per strada, in autobus, al supermercato ecc. Sono (anzi, siamo) grassottelli, calvi o pettinati alla carlona, pieni di rughe e di brufoli, con le borse sotto gli occhi…

Nel cinema del passato hanno spesso riempito la scena. Era un cinema migliore (che ve lo dico a ‘fa…) e qui voglio citare 3 (forse 4) esempi di quella meravigliosa stagione.

Se non conoscete i film in questione, affrettatevi a colmare la lacuna. Poi mi ringrazierete.

  • Carlo Pisacane – E’ famoso per il ruolo di Capannelle in I SOLITI IGNOTI; ma ha lavorato in decine di film, da GLI ONOREVOLI a C’ERA UNA VOLTA… (dove interpreta una strega), fino al capolavoro assoluto della commedia italiana: L’ARMATA BRANCALEONE
  •  Tiberio Murgia – Nei SOLITI IGNOTI c’era anche lui (era “Ferribotte”, il fratello di Claudia Cardinale); tra i tanti filmuzzi in cui è comparso voglio ricordare LA GRANDE GUERRA e LA RAGAZZA CON LA VALIGIA
  • Annunziata Pica (in arte Tina Pica) – Grandissima attrice, cresciuta nella scuola di Edoardo De Filippo; per me, il suo ruolo migliore è stato quello di aiutante del capostazione Totò in DESTINAZIONE PIOVAROLO, ma molti la ricordano come “Caramella” al servizio del maresciallo Vittorio De Sica; lo stesso De Sica che, dirigendo IERI, OGGI, DOMANI, le diede la parte della nonna del seminarista sconvolto da Sophia Loren.

Dopo le immagini ritornerò sul tema, riferendomi a due attori del presente. Uno piacione, l’altro rappresentante della categoria BRUTTONI DI CLASSE.

gemmamurgiatin
Ho già parlato di BIANCA COME IL LATTEecc. La storia non è male, ma il personaggio del prof sognatore (interpretato da Luca Argentero) fa semplicemente cagare.

Ben altra figura di prof ha impersonato Roberto Herlitzka in IL ROSSO E IL BLU. Alla sua bruttezza, in conclusione, dedico un applauso.
brutto

ciao, Mario

Sei stato un grande maestro di cinema e come tale ti ricorderemo.

Mi aspetto di rivedere in TV qualche tuo capolavoro (come LA GRANDE GUERRA, L’ARMATA BRANCALEONE o I SOLITI IGNOTI) in cui hai gestito attori straordinari come Gassman, Silvana Mangano, Enrico Maria Salerno, Mastroianni, Sordi, Tognazzi, Totò, Gian Maria Volonté eccetera.

Ti auguro di ritrovarli tutti (in una vita che spero migliore di questa) e girare con loro tanti bellissimi film.

Nel mio piccolo, ti saluto con questo video.

Published in: on novembre 30, 2010 at 2:11 pm  Comments (12)  
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film di novembre

Ne ho visti parecchi in questo grigio mese, ma nessuno che mi sia piaciuto tantissimo.

Comincerò col migliore, poi ricorderò gli altri alla rinfusa.

CAPITALISM, A LOVE STORY (vedi post del 12nov) è un documentario, più che un film vero e proprio. Infatti non ci sono attori e molte scene sono in presa diretta. Andava accorciato, ma per proiettarlo nelle sale (facendo pagare il biglietto) lo hanno contrabbandato per film, con una lunghezza (2 ore) esagerata. Comunque il meglio del mese.

GLI ABBRACCI SPEZZATI mi ha un po’ deluso. Non è il miglior Almodovar, né il peggiore (il peggiore essendo La mala education). Troppo lungo anche questo. Ho gradito la citazione di Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Lo rivedrò?

Merita la sufficienza (ma niente di più) CADO DALLE NUBI, con il comico Checco Zalone usato male. Le gaffes del campagnolo meridionale a Milano erano già vecchie ai tempi di Totò e la malafemmina. Ho apprezzato Ivano Marescotti nel ruolo di un burbanzoso capoccia leghista che strabuzza gli occhi scoprendo che la Sacra Ampolla (invece che d’acqua sorgiva) è piena di urina. Indovinate di chi.

NEW MOON. In un’aula scolastica il prof (accortosi che nell’ultimo banco si chiacchiera) crede di cogliere in castagna l’alunno Cullen. “Ripeti gli ultimi versi!” E quello, senza battere ciglio (sono quasi cent’anni che ascolta le stesse lezioni), snocciola: “Qui troverò riposo e potrò scrollare da questo stanco corpo il giogo delle avverse stelle. Occhi, guardatela per l’ultima volta! E voi, labbra, custodi del respiro, suggellate con un bacio il vostro contratto eterno con la morte!”

Fa piacere sentir citare Shakespeare. Ma il guaio è che NEW MOON presegue per altre due ore, tra espressioni perplessamente tetre (Bella), cupamente tetre (Edward) e ottusamente tetre (Jacob). Per vedere qualche sorriso aspettate il prossimo film. L’interpretazione migliore, secondo me, è quella di Dakota Fanning (vampiretta 15enne, glaciale e perfida): bella forza, ha girato più film lei che i 3 porcellini protagonisti messi insieme!

Vedere Berlusconi che muore schiacciato dalla cupola di San Pietro può essere divertente. Ma poi ci pensi e ragioni: “Ti pare che uno così aspetta la morte pregando accanto al papa? Nell’eventuale apocalisse sarebbe il primo a infrattarsi nell’arca dei cinesi! Oppure aspetterebbe la fine del mondo in un’orgia di 120 giorni a villa certosa!” Perciò esci dalla sala in cui hai subìto 159 minuti di 2012 e chiedi indietro i soldi.

CE N’E’ PER TUTTI poteva essere una bella commedia (anche Alberto Sordi minacciava di gettarsi dal Colosseo in Un americano a Roma).

Invece è un po’ farsa, un po’ dramma. Insomma pretende di essere preso sul serio.