IL MIO NOME E’ THOMAS… riuscirò in questo film a perdere la verginità?

My name is Hill, Terence Hill.

Sono dotato di sani appetiti sessuali, credetemi. Sono anche quel che si dice un “bell’uomo” (accludo foto).

Ma vado sempre in bianco.

Fin da quando ero giovane.

Per impedirmi di avere una normale vita sessuale si misero insieme un principe siciliano e un nobiluomo lombardo.

Fu soprattutto quest’ultimo che, scegliendomi per la parte del conte Cavriaghi, mi indirizzò verso una carriera di ferrea castità.

Ricordate la storia? Ero ricco, circonfuso di garibaldesca gloria… e spasimavo per la principessina Concetta.

Che rispose picche.
hill
Sì, certo, competere con Alain Delon (che faceva Tancredi) era dura. Ma almeno un valzer quella smorfiosa me lo poteva concedere!

Fu così che emigrai nel selvaggio West. Ero ancora giovane. Potevo rifarmi.

Ma, come sapete, nei western si ciula poco.

Io, NIENTE.

Qualche sguardo femminile incrociò qualche volta i miei occhi blu… e tutto finì lì.

Torno in Italia. Mi faccio prete (non è strano: in America mi chiamavano Trinità).

A Spoleto ho abbracciato Belen Rodriguez e…. ancora niente!
bel
Adesso che ho 79 anni sul groppone mi si offre una chance.

Purché non salti fuori che Veronica Bitto è mia figlia….

passo

Come fu che mi trovai a mangiare salumi e crescentine con i fratelli Lumière; i quali mi dissero che gli Oscar quest’anno saranno assegnati a…

Ci sono pochi luoghi che mi riconciliano con la vita come Titì (trattoria in località Gesso, near Bologna) e le sue crescentine.
crescent
Però viene sete. E non alludo all’acqua…
sorb
Insomma, come la è e come non la è, mi accorsi che nel tavolo accanto al nostro c’erano Auguste e Louis.

Auguste: -Ti ricordi che mi avevi chiesto, l’ultima volta che ci siamo visti, come mai gli italieschi sono meno originali dei franciosi? Beh, il fatto è che a noi piace davvero cambiare; a voi no. Noi facciamo le rivoluzioni, voi cambiate tutto perché nulla cambi…-

Io: -Come dice il nostro Tomasi di Siracusa…-

Louis: -Ecco, lui! Noi abbiamo avuto Robespierre, voi Badoglio che proclamò “la guerra continua!” mentre già trattava col nemico…-

Auguste: -Per non parlare di un certo Andreotti, famosissimo da noi per il suo “il potere logora chi non ce l’ha”!-

Io: -Andreotti? Ha un emulo fiorentino; si chiama Renzo Mattei (mi pare) e ha idee molto precise sul potere! Ora, cambiando leggermente discorso, vorrei chiedervi un favore…-

Louis: -Prego?-

Io: -Potreste dirmi… chi si porterà a casa le statuette dello zio Oscar domani sera?-

Auguste: -Bien sur, mon fils! Noi viviamo nell’eternità e quindi conosciamo perfettamente il futuro! Scrivi…

  • film REVENANT
  • regia INARRITU
  • sceneggiatura originale SPOTLIGHT
  • sceneggiatura non originale LA GRANDE SCOMMESSA
  • film in lingua foresta IL FIGLIO DI SAUL
  • attrice protagonista B. LARSON
  • attore protagonista L. DI CAPRIO
  • attrice non prot A. VIKANDER
  • attore non prot T. HARDY
  • cartoon INSIDE OUT
  • colonna sonora E. MORRI

A quel punto intervenne mia moglie. Già non era contenta di sentirmi dialogare col gatto della trattoria. Poi, disapprovando che scrivessi sul tovagliolo con un dito intinto nel lambrusco, mi invitò a riportarla a casa.

Peccato. Mi sarebbe piaciuto sapere chi era quel Morri che avrebbe vinto l’oscar.

Published in: on febbraio 28, 2016 at 9:46 am  Comments (1)  
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IL GATTOPARDO, il romanzo e il film

Citavo ieri IL GATTOPARDO come esempio di versione cinematografica migliore del romanzo.

Questo giudizio, espresso in presenza del mio prof. di italiano al liceo Righi, Vincenzo Amoroso, mi avrebbe procurato un brutto voto. Adesso lui non c’è più, ma devo comunque argomentare.

Bellissimo il romanzo, tra i più degni di memoria del Novecento italiano. Ma migliore il film, capolavoro di L. Visconti.

Nel romanzo, Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa esprime il suo radicale pessimismo sulla storia umana (e in particolare sulla storia dei siciliani): non c’è speranza di progresso o di miglioramento, tutto andrà sempre male e semmai peggiorerà, i grandi ideali patriottici e sociali sono ridicolizzati con l’analogia del formicaio n°2 sotto il sughero n°4 della cima di Monte Morco (capitolo III). L’unica cosa sensata che un siciliano può fare è FUGGIRE, come Giovanni (il secondogenito del Principe) che un giorno parte per Londra e non torna più.

Mi immagino il povero Vittorini che salta sulla sedia leggendo (nel capitolo I) che “la teppa cittadina aspettava il primo segno di affievolimento del potere, voleva buttarsi al saccheggio e allo stupro”… o “i gran signori erano riservati e incomprensibili, i contadini espliciti e chiari; ma il demonio se li rigirava intorno al mignolo, egualmente”(capitolo quinto).

Nel film di Visconti la raffinata disperazione del romanzo è sfumata. Viene anzi inserita un’epica battaglia per le vie di Palermo per significare che il Risorgimento non fu solo machiavellismo, congiura massonica, ipocrisia, “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, SACCHEGGI E STUPRI, ma anche il sogno romantico di tanti giovani generosi che andarono incontro alla morte in nome della libertà.