L’AMORE ALL’IMPROVVISO (Larry Crowne)

Premessa di fondamentale importanza. Alla fine dell’anno chiederò ai miei eventuali lettori di votare per IL PEGGIOR FILM DEL 2011.

Per il momento sono in ballottaggio l’americano PRIEST e il nostrano I SOLITI IDIOTI. I motivi per cui i detti film (vabbé, chiamiamoli film…) mi sono piaciuti così poco saranno esposti nel prossimo post. E comunque l’anno non è ancora finito. Fine della premessa ecc

Qualche gradino più in su si situa questa commediola interpretata, diretta e prodotta da Tom Hanks. Non è un granché, i due attori (Tom e la Roberts) non si impegnano alla morte, il finale è tirato un po’ via e la colonna sonora difficilmente vincerà l’oscar.

Però si presta a considerazioni SERIE che ora vado ad esporre

  • Quando si sente parlare di LIBERALIZZAZIONI, di MERCATO DI LAVORO MENO RIGIDO, di FLESSIBILITA’ ecc drizzate le orecchie: potrebbe capitare a chiunque quello che succede al protagonista che, convocato dai Grandi Capi (e credendo che anche questo mese sarà premiato come Dipendente Modello), si vede additare la porta. E non ha ancora finito di pagare la casa! E’ un’ottimista e non si butta nel fiume, ma è una gran brutta mazzata!!!!
  • Non gli servirà, per trovare un nuovo lavoro, l’aver prestato onorato servizio per 20 anni nella gloriosa U.S. NAVY né essere stato un capo commesso instancabile e onestissimo. La banca lo stringe alla gola e per avere qualche (debole) chance di sopravvivenza deve iscriversi ai corsi di un College, insieme a ragazzini che potrebbero essere suoi figli. L’unica soddisfazione: dopo qualche mese vedrà uno dei Capi di cui sopra ridotto a portare pizze a domicilio. Hanno sbattuto fuori anche lui! Flessibilità, mercato meno rigido eccetera…
  • Lui però non è uno scemo e sa trarre profitto dalle lezioni di un prof di Economia. Capisce che sforzarsi di pagare le rate alla banca è una politica suicida. Si presenta alla melliflua impiegata-vampiro e le consegna i documenti e la chiave di casa: prendetevi tutto e addio!!!!
  • Si chiama DEFAULT e si traduce in una sconfitta per la banca (infatti la vampira impallidisce: non se l’aspettava!!!), mentre lui si è tolto il cappio dal collo. LIBERO!!!!!

Perchè i “cattivi” (i DEMONI) sono più affascinanti dei buoni (gli ANGELI)?

Almeno al cinema. In questo polpettone americano, il buono si chiama Langdon.

Una sintesi tra Bond (solo che non tromba mai, anzi pare totalmente disinteressato alla cosa…) e Sherlock Holmes. Capisce sempre tutto, al volo. Mentre corre per le vie di Roma, ragiona e indovina, svela arcani secolari e smaschera assassini.

E TUTTO QUESTO perchè sbava da anni per un opuscolo di G. Galilei, la cui unica copia è rinchiusa in un segretissimo archivio. La mia impressione è che (se non era per quell’opuscolo) della distruzione di Roma non gliene importava una beata cippa: se ne restava a casa sua, dalle parti di Boston, a nuotare in piscina e a giocare a golf.

Quanto al “Cattivo”, anzi al SUPERCATTIVO, è… ah, dimenticavo: ci sono molti che NON VOGLIONO SAPERE COME VA A FINIRE.

Se appartenete alla categoria, girate pagina. E, per darvi il tempo di cliccare, perdo deliberatamente il filo del discorso con la seguente DIVAGAZIONE.

Ci sono tanti parallelismi (illustrati molto bene da critici più bravi di me) tra questa storia e il Codice da Vinci. Uno dei quali riguarda il poliziotto francese (era Jean Reno) e quello vaticano (è Pierfrancesco Favino).

Non sono un nazionalista, ma devo dire che mi immedesimo di più in Favino: ha la faccia da duro, ma da duro all’italiana; ti aspetti che, da un momento all’altro, tiri fuori le foto di moglie e figli e racconti dei suoi progetti per la pensione.

Che comunque non verrà perchè l’ammazzano a metà film. Alla prossima, Favino.

Se siete ancora qui, vi racconto il finale. SUPERDEMONE è il monsignor camerlengo, un irlandese pieno di complessi interpretato da Ewan McGregor. Per gettare il panico nella Chiesa cattolica e diventare papa, si inventa il ritorno di una misteriosa setta (“che si è infiltrata dappertutto ad altissimi livelli“: forse pensava alla P2), mette una superbomba sotto l’altare di San Pietro, fa morire un bel po’ di gente (compreso il vecchio papa) e viene smascherato all’ultimo momento, quando il Conclave stava per acclamarlo sommo pontefice.

E qui l’Arcidiavolo irlandese sorpassa ogni limite di credibilità. Nonostante sia fracassato e pieno di ferite (anche il più abile e fortunato paracadutista non atterra tra le colonne del Bernini senza fratturarsi almeno una caviglia), fugge dalla cappella Sistina all’altare di San Pietro (inseguito dai “buoni”) con uno scatto da quattrocentista e va a bruciarsi vivo.

INSOMMA: è il Genio del Male, è un asso con gli elicotteri e col parapendio, ha la resistenza e il fiato di un campione olimpico. E’ UN SUPERMAN. Capite il titolo di questo post?

Morale della favola. Questo film piacerà molto alle persone di scarsa cultura, che confondono il Colosseo col Vaticano e i Pretoriani con le Guardie Svizzere.

E incoraggerà il turismo. Cosa importantissima per una città come Roma che campa di turismo fin dai tempi di Dante.

Published in: on maggio 26, 2009 at 3:40 PM  Comments (3)  
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