YOUNG POPE, il senso del business di Sorrentino

Chi vuol vendere deve conoscere il mercato.

Ecco dunque messer Sorrentino seduto al tavolino che pensa al Mercato Globale Televisivo.

“Ci sono miliardi di potenziali spettatori, dal Kansas a Osaka e al Sudafrica. Per lo più gente di scarsissima cultura, che fa molta fatica a distinguere le guardie svizzere dai gladiatori, Vatican City dall’Area 51 (quella dove si fa l’autopsia agli alieni) e, se pensano alle suore, la prima che viene in mente è Sister Mary di TUTTI INSIEME APPASSIONAMENTE”

“Cosa serve per questo mercato?

  • scenari esotici
  • un po’ di sesso
  • il classico schema giovane protagonista contro i vecchi detentori del potere

Infatti THE YOUNG POPE si basa su questi 3 pilastri.

  1. Belle immagini di Roma (ritoccate col computer); noi ci siamo abituati, ma a Osaka, Wichita e Capetown no.
  2. Culi; la prima scena è una panoramica di bambini nudi (sul deretano di uno di loro la macchina da presa indugia alquanto); subito dopo si intravvede Jude Law sotto la doccia, di spalle; non credo che nelle prossime puntate si vedrà Belen a letto col Papa
  3. Pio XIII viene eletto a 47 anni (batte il record di Pio IX che ne aveva 54) e si diverte a ridimensionare l’andreottesco card Voiello, segretario di stato. Tra parentesi, è usanza secolare che i segretari di stato si dimettano a ogni nuovo papa, proprio per evitare l’incrostazione del potere (ma che ne sanno a Wichita?)

Conclusione (dopo la prima serata). Mettere insieme buoni attori (Diane Keaton, Silvio Orlando, Jude Law) non basta a fare un capolavoro. A me sembra solo un film furbo. Ne riparlerò alla fine della serie.

pope

Published in: on ottobre 23, 2016 at 3:21 pm  Comments (4)  
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