THE TREE OF LIFE (best of 2011)

In quell’anno (ultimo dell’era berlusconiana) uscirono molti film di alto livello. Ne citerò solo 2. Anzi 3.

Sui motivi che mi fanno preferire L’alberodellavita a THE ARTIST ho già postato.

Voglio ribadire due concetti:

  1. Le immagini sono la materia prima del cinema. Chi vuol sentire dialoghi frizzanti o parole appassionate, infatti, preferisce il teatro. Qui, tra l’aurora boreale e la nebulosa di Andromeda, passando per i dinosauri e Bomarzo (Viterbo), Malick ha accumulato una quantità incredibile di bellezza. Corre voce che voglia riutilizzare questo materiale (più altri filmati della NASA) per un documentario sulla storia dell’universo.
  2. Amo il lieto fine, ma c’è un limite. In THE ARTIST finisce che meglio non si può (sono tutti felici e contenti, compresi il cane, l’autista e il produttore). Questo non è Disney, è un dramma che affronta l’antichissimo tema del contrasto padre-figlio (la scena in cui il giovane Jack è tentato di uccidere il padre dà i brividi) senza sdolcinature: si riconcilieranno alla fine, in una spiaggia al di là del tempo, dove Brad Pitt ha la stessa età di Sean Penn.

Dopo l’immagine aggiungerò qualcosa sul mio film italiano (sempre del 2011) preferito.
malick
Uscirono molti film italiani nel 2011.

Alcuni semplicemente inguardabili (femminecontromaschi, isolitidioti, lapeggiorsettimanadellamiavita…); altri tollerabili (chebellagiornata, qualunquemente, immaturi); per il titolo di ITALIAN BEST se la giocano THIS MUST BE THE PLACE e BORIS IL FILM.

Dopo averli visti e rivisti ho deciso all’unanimità di assegnare detto titolo a BORIS, acre e sarcastica descrizione del mondo cinematografico affidata a un cast affiatatissimo (Francesco Pannofino, Antonio Catania, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Luca Amorosino e Carolina Crescentini, nel ruolo della “cagna maledetta”).

Ci sono tutti dentro: Margherita Buy, Raicinema, i cinepanettoni, gli sceneggiatori “democratici” e il produttore che, acquistati i diritti su LA CASTA (di Rizzo e Stella), realizza una farsa di culi e pernacchie.

THIS MUST BE THE PLACE (di Paolo Sorrentino): bel film (non lo nego), un’ottima interpretazione di Sean Penn, una buona colonna sonora e poco più.

Alla domanda QUALE SIA IL FILM USCITO IN ITALIA NEL 2013 CHE PIU’ MI E’ PIACIUTO rispondo che…

PREMESSA Non è facile paragonare commedie, drammi, film d’animazione ecc. E’ come discutere se è più rumorosa una Harley Davidson o è più dopato Lance Armstrong. Sono cose diverse. Ad esempio, ho scelto THE TREE OF LIFE come miglior film del 2011 (preferendolo a THE ARTIST) solo dopo averli visti e rivisti con l’aiuto del dvd. FINE DELLA PREMESSA.

Elenco i film che mi hanno più colpito nello scorso anno, in ordine cronologico.

  • LA MIGLIORE OFFERTA (uscito il 1 gen; ho il dvd)
  • DJANGO UNCHAINED (uscito il 17 gen; ho il dvd)
  • ZERO DARK THIRTY (uscito il 7 febb; ho il dvd)
  • NOI SIAMO INFINITO (uscito il 14 feb; ho il dvd)
  • IL LATO POSITIVO (uscito il 7 marzo; forse il migliore)
  • IL GRANDE GATSBY (uscito il 16 mag; ho il dvd)
  • CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO (uscito il 12 set)
  • VADO A SCUOLA (uscito il 26 set)
  • GRAVITY (uscito il 3 ott)
  • CATTIVISSIMO ME 2 (uscito il 10 ott)
  • BLUE JASMINE (uscito il 5 dic)
  • PHILOMENA (uscito il 19 dic)

In sintesi, ci devo pensare. Lasciatemi almeno un mese per farlo.

P.S. Se qualcuna/o chiedesse LA GRANDE BELLEZZA non ti è piaciuto?

Risponderei. Lo trovo un bellissimo esempio di calligrafia, la fotografia è da applauso, ma… come si fa a confrontare Servillo a Di Caprio e a Geoffrey Rush (o Sabrina Ferilli a Cate Blanchett, Judy Dench o Jennifer Lawrence)?
servilloschiavirush

Come dirigere un film alla TERRENCE MALICK in 4 lezioni

Premetto che THE TREE OF LIFE mi è molto piaciuto (vedi recensione).

Uno dei più belli degli ultimi anni.

Ma stavolta la ciambella non è venuta col buco.

Premesso ciò, ecco cosa dovete fare per realizzare una Malickata.

  1. Filmate la bellezza del creato contrapposta alla bruttezza dell’ambiente degradato dall’uomo. Per la bellezza non mancano gli esempi; per lo schifo che realizza l’uomo, purtroppo, basta guardarsi intorno.
  2. Raccontate di come l’amore possa appassire e addirittura diventare odio. Càpita, càpita spesso. In questo caso è facilissimo innamorarsi in luoghi romantici come ce n’è in Francia. Ma prova a rimanere romantico in Oklahoma, dove i luoghi più belli sono i supermercati.
  3. Metteteci molta acqua. L’acqua è importantissima nei film malickeschi. Acqua dolce e salata, acqua di fiume (frequentato o meno da dinosauri) e acqua di rubinetto, acqua della canna per innaffiare il prato e acqua della Manica (Mont Saint-Michel è la Meraviglia a cui allude il titolo).
  4. Mettete al centro della storia una figura femminile. Malick è un mediterraneo per parte di padre e quindi la Donna è il centro di tutto. In THE TREE OF LIFE c’era la signora O’Brien (Jessica Chastain), in TO THE WONDER c’è Marina (Olga Kurylenko). La quale Marina fa molte cose (nell’elenco che segue c’è un po’ di confusione, per via che ogni tanto mi addormentavo)
  • si sposa in municipio (divertente l’idea di utilizzare detenuti in manette come testimoni)
  • si sposa in chiesa
  • mette un lucchetto su un ponte di Parigi
  • divorzia
  • si pente e si confessa
  • si infila in un motel con il primo che passa
  • si sposa per la quarta volta
  • divorzia per la terza volta
  • vince il turdefrans senza doparsi
  • si fa suora
  • respinge un’invasione aliena
  • va a letto col prete (essendo che lui è J. Bardem ci potrebbe stare)
  • va a letto con un’italiana lesbica (Romina Mondello)
  • divide il Mar Rosso in due (ehm… forse sto esagerando)

Dài, Terrence… non te la prendere… si fa per scherzare…

Published in: on luglio 10, 2013 at 2:36 pm  Comments (1)  
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A chi l’Oscar per il miglior regista? Hazanavicius, Malick o Scorsese?

Tra qualche giorno il Certamen Hollywoodianum. Ovverossia, l’Accademy of Motion Picture eccetera omaggerà di leggiadre statuette il miglior film, il miglior cartone animato, i migliori attori ecc

NON ho visto tutti i film nominati per l’Oscar. Perciò NON mi sbilancio sull’oscar al miglior film.

Però mi chiedo: chi sarà proclamato BEST DIRECTOR?

Una fonte autorevole (l’uccellino che lavorava con Delpiero negli spot dell’acqua minerale) mi assicura che la scelta si restringe a questi 3:

  • Malick (texano di origine siriana) descrive il mistero dell’esistenza, passando per i dinosauri e gli anni ’50. I giurati dell’Academy apprezzeranno 138 minuti (nella versione originale erano 480!!!) affollati di cultura, filosofia (la contrapposizione tra Natura e Grazia) e sontuosissime immagini?
  • Scorsese (Newyorker oriundo siciliano) racconta una storia parigina, nel senso che ci sono tutti gli stereotipi possibili: la baguette, la tour Eiffel, la fisarmonica… I giurati dell’Academy apprezzeranno la bravura di Scorsese nel dirigere un cast all englishspeaking e farlo sembrare francese?
  • Hazanavicius (parigino oriundo lituano) ha girato a Los Angeles una storia molto americana: LUI dalle stelle alle stalle, LEI viceversa = happy ending. I giurati ecc apprezzeranno un film muto e in BN coraggiosamente contrapposto ai prodigi del 3D?

A occhio e croce DOVREBBE VINCERE SCORSESE…

Aggiornamento del 27/2. Invece ha vinto il lituano. LARGO AI GIOVANI: Hazanavicius non ha ancora 45 anni, Scorsese va per i 70.

Meglio così.  La delusione spingerà il vecchio leone a cercare la rivincita, dirigendo qualche grande film. Try it again, Martin!

malickartcabr

Published in: on febbraio 19, 2012 at 3:26 pm  Comments (7)  
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Specchio specchione delle mie bramone…

… quale tra i filmoni del 2011 mi è piaciuto di più?

  • LE IDI DI MARZO?
  • THE ARTIST?
  • THE TREE OF LIFE?
  • DRIVE?
  • IL DISCORSO DEL RE?
  • BORIS IL FILM?

Prima di rispondere dovrei rivederli con calma. Non si può valutare serenamente dopo una sola visione.

Ad esempio, TREEOFLIFE non mi è piaciuto tantissimo la prima volta. Mi tornavano in mente molte cose sgradevoli: anch’io ho vissuto negli anni cinquanta con un padre autoritario eccetera. Rivedendolo (con mio figlio) in versione originale l’ho molto rivalutato.

Poi ho comprato il divudì e ogni volta che rivedo certe scene applaudo mentalmente.

FACCIAMO COSI’

Aspetto i dvd degli altri (cominciando da DRIVE), li vedo e rivedo e poi decido. Che fretta c’è?

POST SCRIPTUM. Armakuni mi informa sulle perplessità di sua moglie riguardo a THE ARTIST (rischia il divorzio…) e io rispondo dicendo che

  • se la dolce metà ama gli happy ending NON POTREBBE TROVARNE UNO MIGLIORE
  • se le piace la TRAGEDIA esca 20 minuti prima della fine

drivelifeartista

Published in: on gennaio 12, 2012 at 9:08 am  Comments (7)  
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THE TREE OF LIFE

TRAMA ESSENZIALE. Jack O’Brien è un uomo d’affari stanco e disilluso. Gli torna in mente la sua verde età a Waco (Texas) negli anni  ’50: il padre, la madre, i fratelli… Quando uno dei fratelli muore, la pur religiosissima madre chiede angosciata a Dio “PERCHE’, SIGNORE, PERCHE’?” E anche il giovane Jack si era posto la questione: “Perché io devo comportarmi bene se tu, Dio, sei cattivo?”

Alla fine, varcata una misteriosa porta, Jack si ritrova in una spiaggia assolata, in una specie di paese dei morti dove (sulle note di un Requiem di Berlioz) ha modo di riconciliarsi col padre (che in fondo era un buondiavolo, ma incattivito dalla vita).

Tutto ciò viene raccontato molto bene, in un tripudio di immagini: aurore boreali, meduse, campi di girasoli, dinosauri, eclissi e tanti tanti bellissimi alberi.

C’è anche un pezzettino d’Italia: uno dei “mostri” di villa Lante presso Bomarzo.

Detto ciò, dopo aver rivisto il film in v.o. devo spiegare per quale motivo questa storia non suscita in me l’entusiasmo di tanti critici (ad es. Roberto Escobar o Curzio Maltese).

Purtroppo io ho degli anni ’50 un pessimo ricordo, acuito da molte analogie tra la mia famiglia e gli O’Brien. Anche noi eravamo tre fratelli (fortunatamente ci siamo ancora tutti) e abbiamo subìto un padre autoritario (molto più severo di Brad Pitt, credetemi sulla parola). Nostra madre era anche lei una vittima, schiacciata dalla personalità di un vero tiranno… Insomma il film in questione risveglia in me ricordi molto molto amari.

E’ veramente un peccato perché (torno a dirlo) questo autore MI INCANTA. Lo accosterei a M. Antonioni per il suo FAR PARLARE LE IMMAGINI, più che gli attori (per doppiarlo non hanno impiegato molto tempo, presumo).

Concludo con la citazione dal Libro di Giobbe con cui inizia il film: “Dove eri tu quando IO gettavo le fondamenta della Terra… quando le stelle del mattino cantavano tutte insieme e i figli di DIO mandavano grida di gioia?”

Published in: on Mag 24, 2011 at 9:54 pm  Comments (9)  
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Malick o Sorrentino?

Ho un amico che ha visto già sia THE TREE OF LIFE sia THIS MUST BE THE PLACE.

Prevede che la Palma d’Oro la daranno al film di Malick. Chi vivrà vedrà.

Non ho visto il film di Sorrentino (uscirà in autunno?).

Quanto a THE TREE OF LIFE confesso la mia perplessità. Non so se considerarlo soltanto un bel film (uno di quelli che vincono i Festival) o un CAPOLAVORO ASSOLUTO.

Sostanzialmente è un film che fa pensare.

“Perché esistiamo? Che significato ha la nostra vita? Perché la morte (che sappiamo essere inesorabile destino comune) ci angoscia tanto? Avevano ragione gli antichi che giudicavano una fortuna morire giovani?”

Bisognerà che lo riveda.

(aggior. delle 19.56: La Palmadoro l’ha beccata il film di Malick, come previsto)

 

Published in: on Mag 22, 2011 at 3:57 pm  Comments (4)  
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