Purtroppo non mi sbagliavo

Qualche mese fa ho provato a rispondere al seguente quesito:

Perché i terroristi hanno colpito in tutte le parti del mondo (Mosca, Melbourne, Nizza, Boston, Il Cairo, New York, Parigi…) e qui no?

Allora ho avanzato l’ipotesi che non vale la pena sconvolgere un paese di cachi che è già sconvolto di suo.

Pare proprio che sia così.

Immaginate questo dialogo tra due strateghi del califfato nero (fateci caso: l’Italia non è compresa nella mappa delle conquiste future…)
califf

1° talebano: “perché non gettiamo anche l’Italia nel terrore?”

2° talebano: “ma che stai dicendo? Allah ti ha fatto uscire pazzo? quelli stanno già inguaiati!!! tengono la mafia, la camorra, le banche sgarrupate! fanno correre i treni a 100 km/h su binari fatti col pongo! i Tribunali sono intasati da richieste di genitori superbiosi che vogliono trasformare i 9 dei loro ciucci in 10 con lode! uno stronzo nazista va in giro per Macerata avvolto nella bandiera e sparando ai negri! tu la conosci la storia? molte guerre civili sono cominciate così! e noi dovremmo sprecare il sangue dei nostri martiri e l’esplosivo (con quello che costa) per questi fessi?”

1° talebano: “dici giusto, fratello: sono dei fessi! pensa a quel Carrisi! se si convertisse all’Islam potrebbe tenersi Romina e Loredana nello stesso harem! e invece si lascia sballottare di qua e di là…”
allecciso

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Published in: on febbraio 4, 2018 at 6:43 pm  Comments (1)  
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ci sono le favole (ad es. 007) e c’è la realtà (ad es. il terrorismo internazionale)

Nelle sale fanno la fila per vedere SPECTRE (prevedo che l’incasso supererà i 10milioni nella sola Italia)

Agli spettatori piacciono le favole, quelle dove vincono i buoni, l’Anello del Potere viene distrutto, Joe tromb seduce Sugar ecc ecc

Nelle classifiche del box-office c’è solo AMERICAN SNIPER (4°) a rappresentare la realtà, la tragedia della guerra infinita (dove uccidere Osama non è servito a una sega) e il sangue e le lacrime e li mortacci loro…

Non so se realizzeranno mai un film sugli attentati di Parigi. Penso di no, ma comunque non potranno metterci il lieto fine. Né la figura fiabesca dell’ammazzazerozerosette che risolve tutto (quasi da solo) contro un gruppetto di birbaccioni.

Perché non è un gruppetto di birbaccioni, ma centinaia di migliaia di fanatici. Hanno esultato l’11/09/2001 ed esulteranno quando (prima o poi succederà; spero di sbagliarmi) crollerà la Tour Eiffel.

Adesso vorrei manifestare, nel mio piccolo, la mia solidarietà al popolo francese e a quello che la Francia rappresenta. Potrei metterci una bandiera che sventola e una fanfara che marsiglieggia.

Ma preferisco inserire un breve video in cui alcune ragazzotte, piuttosto stonate, hanno cantato in una piazza di Roma. Proprio perché sono stonate e poco appariscenti quelle ragazze (e quei ragazzi) rappresentano la normalità, quella normalità che vogliamo difendere dai “puri”, dai “martiri”, dai superuomini che adorano la morte

 

Published in: on novembre 16, 2015 at 4:20 pm  Lascia un commento  
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Commedie nere a Londra, da THE LADYKILLERS a FOUR LIONS

Agli inglesi piacciono molte queste storie, dove TUTTI (o quasi) i protagonisti muoiono. Tipo TEN LITTLE NIGGERS (dieci piccoli indiani) di A. Christie.

E ci ridono anche sopra. Come in quella parodia dell’AMLETO, dove tutti muoiono a torte in faccia. Sono fatti così: gli piacciono le storie di fantasmi e quella cretinata di Halloween. Forse dipende dal clima.

Ve la ricordate LA SIGNORA OMICIDI (sfiorò l’Oscar nel 1956) dove una banda di rapinatori si autodistruggeva? Alec Guinness, Peter Sellers, Herbert Lom, ecc morivano uno dopo l’altro. Alla fine restava viva solo una vecchietta totalmente suonata, di cui non ricordo il nome.

Beh, in questo FOUR LIONS (visto l’altro giorno al cinema Chaplin) i protagonisti non vogliono rapinare un furgone blindato.

Sono dei terroristi fai-da-te che, addestrati in Pakistan nel nome di Al Qaida, vogliono provocare una strage durante la maratona di Londra. Alla fine l’unica superstite è una vicina di casa (una ragazzona totalmente suonata, ma guarda te che analogia) che equivoca su quei giovani maschi che vivono da soli e li chiama “i porcellini gay”.

Ah, non volevate sapere come va a finire?

Ma io invece ci tenevo a dirlo. Per evitare equivoci sul termine COMMEDIA.

C’è ben poco da ridere, tirando le somme. A meno che non vi piacciano situazioni come la seguente.

Uno degli aspiranti kamikaze chiede perplesso ai compagni: “Siete sicuri che andrò subito in paradiso?”

Risposta: “Ma certo! Sarai in paradiso prima che la tua testa tocchi il soffitto!”


Published in: on giugno 13, 2011 at 9:20 am  Comments (1)  
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