La nostra TV è ansiogena?

Ho già avuto modo di definire LASSATIVA la lettura del Giornale. Ma ogni tanto qualcosa di buono ci trovo. Quel che è giusto è giusto. E poi, come cantò Fabrizio De Andrè in una famosa ballata, dal letame nascono i fiori.

C’è uno in gamba che scrive lì. Si chiama ROBERTO LEVI.

Cito da un suo recente articolo TV ANSIOGENA.

La nostra Tv generalista, pubblica o privata,  “è una potentissima propagatrice di ansia: la genera nei titoli strillati dei telegiornali, nell’attenzione spasmodica per gli avvenimenti di cronaca nera sviscerati in tutti i dettagli più inutilmente macabri… la fomenta andando a tormentare parenti e amici delle vittime di tragedie più o meno fortuite, talvolta recuperando delitti del lontano passato se non sono reperibili delitti di giornata… trasmette inquietudine, negatività e una assortita propensione a soffermarsi soprattutto sul male… cattura l’attenzione del pubblico sul versante dell’emotività viscerale… piuttosto che premiare la ricerca del ragionamento…”

Non saprei dire meglio. Aggiungo che non è cosa di oggi. Ve la ricordate la tragedia di Vermicino? E le 18 ore di diretta a reti unificate?

Con tutto il rispetto che si deve alla memoria di Alfredino Rampi e al dolore della famiglia, si stava già percorrendo la strada della TV viscerale. Sappiamo dove ci ha portato quella strada. Al predominio dell’irrazionalità e dell’isterismo sulla pacatezza e sull’equilibrio.

Mi congratulo per l’acutezza della Sua analisi, signor Levi.

E la prego di trasmetterne i concetti ai proprietari del Giornale.

da Shakespeare e Marx… LA TALPA

La metafora della TALPA (che lavora sottoterra, invisibile) fu usata per primo da W. Shakespeare.

AMLETO, atto primo scena quinta.

Lo spettro del re assassinato è uscito da una delle quinte ma, poco dopo, la sua voce risuona dalla parte opposta del palcoscenico. Amleto, suo figlio, commenta questo spostamento: Ben detto, vecchia talpa! Valente minatore, sai trapanare la terra così presto?

Un passo avanti di qualche secolo. Karl Marx  (che amava molto Shakespeare) riprende la metafora. Questa volta la talpa è LA RIVOLUZIONE che avanza silenziosamente, sembra sparita… e poi salta fuori quando meno te l’aspetti!

E oggi, dopo Shakespeare e Marx… PAOLA PEREGO.

Non c’è l’ho con lei, intendiamoci. Deve pur mangiare in qualche modo. Mi fa schifo il programma.

Modesta imitazione dell’abominevole ISOLA DEI FAMOSI. Punti in comune: un gruppetto di giovanotte e giovanotti poco vestiti (con la scusa che lì fa tanto caldo) intenti a litigare come in una riunione di condominio; negli intervalli si parla di sesso.

La novità rispetto all’originale è che qui c’è un BASTARDO che finge di collaborare con gli altri, ma fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote. Solo alla fine getterà la maschera e si farà conoscere.

Triste metafora della società in cui viviamo. Nessuno si fida più di nessuno. Non mi piace buttare tutto in politica, ma è impossibile non pensare che clemente mastella era la talpa nel governo Prodi. E c’è una talpa nell’attuale PD

Tornando al giochino TV, che si potrebbe chiamare L’ISOLA DEGLI ASPIRANTI FAMOSI (sono meno noti rispetto alla concorrenza RAI), si nota la presenza di alcune medaglie olimpiche. A me non importa una cippa sapere chi è il bastardo di cui sopra: spero solo che non sia CLEMENTE RUSSO, secondo nel torneo di boxe a Pechino.

Per due motivi:

  1. è meridionale (di Marcianise, Caserta); aver scelto lui come talpa suonerebbe come conferma della scarsissima considerazione di cui godono i terun dalle parti di Segrate e Cologno Monzese (disonesti, infidi, doppiogiochisti…)
  2. è un pugile; un altro luogo comune: chi pratica questo nobile sport è quasi sempre un avanzo di galera, è amico dei gangsters (come Rocky-Stallone), trucca gli incontri… ; insomma diffidate dei pugili!

Su, caro Clemente, non ci deludere! Non farci pensare che hai venduto la tua anima in cambio di un pugno di dollari e di un’effimera notorietà… Sì, effimera: la vita è solo un’ombra che cammina, un povero istrione che si pavoneggia e si dimena per un’ora sulla scena e poi cade nell’oblio… (Macbeth, atto quinto, scena quinta).

Published in: on ottobre 23, 2008 at 3:57 pm  Comments (2)  
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VEDI IL FILM E POI UCCIDI

Film piuttosto brutto, con il peggior TOM HANKS della storia (era stato così bravo in Philadelphia! bah…), il codice da vinci è stato trasmesso da CANALE 5 la sera di lunedì.

A Roma un paranoico (ce ne sono tanti, purtroppo) ha dato di matto dopo averlo visto. Uscito di casa con due coltelli lunghi così e un rosario, ha fatto un macello. Tra gli altri ha massacrato di botte un vecchio parroco e una giovane peruviana.

Mi direte che poteva succedere anche se quella sera vedeva TORNA A CASA LASSIE.

Può essere. Ma il punto è: chi ha avuto la bella idea di mandare in onda IN FASCIA PROTETTA una storia così truce, in cui il sangue scorre dalla prima all’ultima scena?

SANGUE FALSO, naturalmente. Tutto (o quasi) è falso in TV. Ma c’è tanta gente con problemi psichici, o semplicemente immatura, a cui quel sangue falso dà comunque alla testa.

La verità è che sulle reti MEDIASET (e non solo lì) passa ogni genere di porcheria. Pur di far soldi.

QUELL’UOM DAL TURPE ASPETTO ci ha fatto una capa tanta con la sua zia suora, i valori cristiani ecc…, ma se pensasse di guadagnare audience farebbe trasmettere in prima serata ORGIA IN CONVENTO, METTILO DENTRO FINO IN FONDO e TRE SUORE, DUE CANI E UN SERPENTE PITONE.

Le vittime di quel folle DOVREBBERO CHIEDERE UN RISARCIMENTO almeno simbolico a Mediaset.

P.S. A scanso di equivoci, non mi riferivo a Fedele Confalonieri parlando di QUELL’UOM DAL TURPE ASPETTO. Confalonieri è solo un esecutore. Obbedisce agli ordini. Come Adolf Eichmann.

Published in: on settembre 24, 2008 at 12:59 pm  Comments (2)  
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SPECCHIO DELLE MIE BRAME

Specchio, specchio delle mie brame, qual è il meglio del reame?
E il peggio?
Scriverò qui, secondo il mio personalissimo gusto, del meglio e del peggio in letteratura, cinema, televisione, musica, ecc.
Ad esempio, c’è qualcosa di peggio del Grande Fratello di Canale 5? Forse sì, ma non riesco a concepirlo…
Vabbè, ci sono i mafiosi, i pedofili, i terroristi. Ma io parlavo di cultura.
E adesso non chiedetemi una definizione esatta di “cultura”, per favore.
Diciamo che i batteri che vivono nel nostro intestino sono importanti, ma non sono un fatto culturale.
Canale 5, tanto per dire, è cultura. Cattiva, a volte pessima, cultura. E me ne occuperò.
Scriverò di Blade Runner e di Italo Calvino, di Vasco Rossi e di Tolkien, di supermercati e di Constantin Brancusi, di Tilda Swinton e di Giuliano Ferrara…
Insomma, metterò molta carne al fuoco.

Published in: on settembre 2, 2008 at 12:08 pm  Comments (1)  
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