Parto per la montagna, con 4 libri nella valigia

L’Altipiano mi aspetta con il suo clima fresco e piovoso.

Benedetto sia il fresco, dopo quest’afa cittadina. Ma la pioggia ha i suoi inconvenienti, primo tra i quali il dover passare molte ore in albergo.

Nelle quali ore leggerò e rileggerò

  • STILL ALICE (di Lisa Genova) – Ho visto il film (oscar a J. Moore). Ora valuterò il romanzo della neuropsichiatra americana L. Genova. Lo so che bisognerebbe fare l’inverso, ma stavolta va così… Gli amici ridacchiano: “quanto interesse per l’Alzheimer!”
  • IL GIRO DI VITE (di Henry James) – L’avevo letto con una certa fretta al liceo Righi (anni, ahimè, lontanissimi) su suggerimento della prof. Marongiu. Allora formulai l’ipotesi che tutta la storia fosse un parto della mente di Miss Giddens (o no?). Adesso che dispongo di tanto tempo lo voglio centellinare.
  • LA RELAZIONE (di Andrea Camilleri) – Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene. Non mi ha mai deluso.
  • NUMERO ZERO (di Umberto Eco) – Non ne ho sentito parlar bene. Alcuni dicono che Umbertone ha perso la vena narrativa, altri sostengono che non l’ha mai avuta (essendo molto più abile come saggista). Io userò la mia testa: leggerò e recensirò.

alice
james
cameco

Published in: on luglio 8, 2015 at 9:08 am  Lascia un commento  
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film di gennaio: alzheimer, cecchini, cervelloni, archibugiate, occhioni, e il debutto cinematografico di Anna Virzì

Dopo il deprimente periodo delle ciofeche natalizie, grazie a Dio arriva gennaio.

In questo mese appaiono film meno commerciali… roba da Oscar (o comunque di buona qualità).

Non ho lo sbattimento di recensirli come si deve, però. Mi limito a qualche riga per ciascuno.

E, per non essere accusato di spoileraggio a mano armata, non vi racconto come finisce la storia ma come mi piacerebbe finirla.

  • STILL ALICE (regia di R. Glatzer) – Ottima prova di Julianne Moore (Oscar?) e per una volta K. Stewart recita bene. Come va a finire? La protagonista incontra il Genio della Lampada e ottiene guarigione dall’alzheimer, armonia familiare e abolizione del Festival di Sanremo (in ordine crescente di importanza)
  • AMERICAN SNIPER (regia di C. Eastwood) – Quand’era giovane Clint sterminava in quanto attore; ora, ormai centenario, fa sterminare in quanto regista. In questo caso un texano, cresciuto a rodei e hamburger, entra nel corpo dei SEAL Teams (Sono Eroi Ammazzano Lealmente), ingravida la moglie e stermina a destra e sinistra. Poi diventa Presidente USA, ma Capitan America, geloso di lui, gli spara alle spalle.
  • LA TEORIA DEL TUTTO (regia di J. Marsh) – Eddie Redmayne, nella parte di Stephen Hawking, ha vinto il Goldenglobo come miglior attore (quasi certamente arriverà anche l’Oscar). ATTENZIONE! SPOILER! Come fa Hawking a sapere tante cose sui Buchineri, sul Big Bang, il Big Crunch e il Big Mac? LI HA CREATI LUI: HAWKING E’ DIO SOTTO MENTITE SPOGLIE. Come mai Dio si professa ateo? Gli piacciono i paradossi.
  • IL NOME DEL FIGLIO (regia di F. Archibugi) – “Come lo chiamerete ‘sto fijo de mignotta?” “Benito” “Ma che stai a scherzà? Chiamatelo Astianatte…” “Ma li mortacci tua! Astianatte! Parli te che hai chiamato tuo figlio Bancomat…” “Meglio Bancomat che Benito, mortacci tua e de tu’ nonno!” “Ma annate tutti affanculo! Te e quella coatta de tu’ mojie che manco sa cos’è la sindrome de Stendal…” Come va a finire? Nasce (mediante parto cesareo) Matteo Renzi e, 30 secondi dopo, è già Presidente del Consiglio!
  • BIG EYES (regia di T. Burton) – Amy Adams dipinge donne e bambini con occhi enormi. Ch. Waltz (ma non l’avevano ucciso nel Mississippi?) diventa ricco. In tribunale Amy dimostra di essere una grande pittrice: in 5′ e 23″ rifà la Gioconda, la Dama con l’ermellino e Peppa Pig (tutte con gli occhioni). Ma in quel preciso istante irrompono i Monuments Men e sequestrano i quadri. Va a finire che Lucy (interpretata da Scarletta Johansson) ruba la marmellata di pompelmo e fugge da questo reo tempo… (scusate, credo di aver confuso le trame)

P. S. Anna, nata il 15 aprile 2013 da Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì, è primatista mondiale di precocità sullo schermo. Nel film IL NOME DEL FIGLIO non solo è filmata la sua nascita, ma si mostrano suoi movimenti nell’ecografia prenatale.